PestBook il social network della disinfestazione - Pest Control Network

Benvenuto nel BLOG di PestBook

Partecipa anche tu! Raccontaci esperienze, curiosità, NUOVI prodotti e servizi. INFORMACI sulle novità del Pest Control. L'articolo apparirà nel tuo profilo e sarà disponibile per i tuoi amici e ai tuoi visitatori. SELEZIONA L'OPZIONE E SARA' VISIBILE ANCHE NEL BLOG PUBBLICO  FAI CONOSCERE LE TUE IDEE SUL PEST CONTROL - ISCRIVITI SUBITO!
  Partecipa anche tu È GRATIS!
In questa pagina sono presenti inserzioni pubblicitare gestite da Google, SOLO chi è iscritto ed effettua il login NON HA PUBBLICITA': ISCRIVITI SUBITO - USA PESTBOOK PER IL TUO LAVORO, SENZA DISTRAZIONI E SOLO CON LINK INSERITI DAGLI ISCRITTI...
Registrati adesso!         
Scrivi nuovo articolo sul BlogDiario della Disinfestazione Professionale
Informazioni, notizie, esperienze, curiosità, prodotti e servizi. Tutto sul Pest Control e non solo...
 
Mar 28th

COMUNE DI GENOVA REGOLAMENTO PER LA TUTELA E IL BENESSERE DEGLI ANIMALI IN CITTA’

By Fabio Vitillo
[...]TITOLO VI FAUNA CRITICA

ART. 45 - POPOLAZIONE DI COLUMBA LIVIA Var. domestica

E’ vietato alimentare i colombi in aree pubbliche e private.
Negli edifici, negli impianti delle reti dei servizi pubblici, nelle aree pubbliche o private, dove si possono verificare nidificazioni o stabulazioni dei colombi tali da creare condizioni favorevoli ad una loro rapida proliferazione, in contrasto con l’equilibrio dell’ecosistema urbano e con la vivibilità della città, devono essere attuati a cura dei proprietari o dei responsabili i seguenti interventi:
- pulizia e disinfezione delle superfici, necessari al ripristino delle condizioni igieniche;
- interventi di tipo meccanico o strutturale atti a mantenere condizioni sfavorevoli alla nidificazione e allo stanziamento dei colombi.
Ogni intervento dovrà evitare qualunque maltrattamento degli animali.

Al fine della tutela del benessere degli animali la Civica Amministrazione potrà provvedere ad attrezzare apposite aree destinate ai colombi liberi urbani, dove gli stessi potranno essere alimentati con apposito becchime medicato e sottoposti a monitoraggio e controllo sanitario da parte del Comune e della ASL. Dopo ogni operazione di alimentazione le aree così attrezzate debbono essere mantenute pulite.

La Civica Amministrazione potrà elaborare apposite campagne informative /educative per la corretta convivenza uomo/colombi.
Potrà essere favorita la collaborazione fra cittadini volontari e la Civica Amministrazione che provvederà a pianificare un piano di distribuzione di mangime medicato con il quale alimentare i colombi presenti in zone soggette a particolare pressione aviaria, individuate anche in collaborazione con i Municipi.

ART. 46 - POPOLAZIONI DI MURIDI E/O ARTROPODI E/O ALTRI SPECIE CRITICHE

L’Ufficio comunale preposto attiva programmi di studio e gestione delle popolazioni di muridi presenti nel territorio comunale e delle popolazioni critiche in genere compresi gli artropodi.

Tali programmi sono intesi a formulare concrete proposte di sanificazione e bonifica del tessuto urbano al fine di eliminare fisicamente le nicchie ecologiche di tali popolazioni , sia per diminuire l’inquinamento ambientale dovuto all’utilizzo di biocidi sia per tutelare gli animali non bersaglio, fatti salvi, nel caso di situazioni critiche per la salute e l’igiene pubblica, trattamenti eccezionali e mirati adottati dall’Autorità Sanitaria Locale.

Contestualmente l’Ufficio comunale preposto attiva programmi di informazione rivolti alla cittadinanza per l’attuazione di interventi sinergici intesi alla corretta gestione dell’assetto urbano in rapporto ai siti ecotrofici di tali popolazioni.

E’ fatto assoluto divieto di alimentare qualsiasi tipo di muride sul territorio.
I privati proprietari di immobili hanno l’obbligo di mettere in atto accorgimenti meccanici di

rat - proofing quali:
- posizionamento di reti a maglie fitte sulle aperture di canne di aspirazione e ventilazione;
- buona tenuta del sistema fognario, cavi elettrici, telefonici, di telecomunicazione possibilmente inseriti in canalizzazioni stagne; condutture di scarico uscenti da muri senza comunicazione con il corpo della muratura;
- pulizia costante degli intercapedini, cavedi e chiostrine e degli spazi gerbidi e/o giardini e terrazze.

E’ fatto obbligo ai privati di procedere nell’arco di ogni anno solare, ad interventi di derattizzazione dei muridi, avvalendosi esclusivamente di Ditte specializzate con prodotti autorizzati dal Ministero della Salute, relativamente agli immobili di cui gli stessi sono proprietari o di cui sono utilizzatori e/o gestori, procedendo periodicamente al ripristino delle esche poste all’interno degli erogatori. Di tali interventi dovrà essere data comunicazione ai competenti Uffici civici .

Qualora emerga la necessità, a causa di situazioni eccezionali, di eseguire interventi straordinari, verrà emessa una specifica Ordinanza del Sindaco.

Negli interventi edilizi (demolizioni e scavi) compresi quelli di rottura suolo, deve essere verificata con il competente Ufficio Comunale la necessità di derattizzazione dei luoghi preventiva e successiva, attraverso la presentazione di un piano formulato da Ditta del Settore.

Allo scopo di contenere la diffusione della zanzara ed in particolare della zanzara tigre (Aedes albopictus), ogni cittadino è tenuto periodicamente (10-15 giorni) a svuotare e pulire i sottovasi

da fiori, i secchi, le ciotole e i piccoli contenitori di acqua stagnante. E’ obbligatoria altresì la periodica pulizia e disinfestazione di tombini, chiusini e pozzetti di raccolta di acque meteoriche delle grondaie nonché la chiusura dei serbatoi ad uso irriguo e la rimozione di acque stagnanti .

E’ fatto obbligo di effettuare interventi contro la processionaria del pino e della quercia nelle aree in cui la Struttura Regionale ha stabilito che la presenza dell’insetto minaccia seriamente la produzione, la sopravvivenza del popolamento arboreo e la qualità della vita di animali e piante.

E’ fatto obbligo ai soggetti privati di provvedere alla bonifica delle loro proprietà in caso di infestazione da processionaria, calabroni, vespe, blatte e altri infestanti, rivolgendosi a operatori specializzati. [...]

SCARICA TUTTA L'ORDINANZA: Regolamento tutela animali Genova

 

Mar 16th

TOTAL BOX contenitore di sicurezza per esca topicida

By francesco Paolo mangogna

Total box è l'ultimo arrivo della ORMA per quanto riguarda i contenitori di sicurezza per esca rodenticida. Questo prodotto ha alcune funzionalità che lo rendono il top per ogni esigenza del disinfestatore professionale.
In particolare questo prodotto presenta una serie di caratteristiche molto utili utili rispetto ai concorrenti come:
- Chiusura con cerniera resistente anche alle temperature più rigide
- Vaschetta estraibile per una facile e veloce manutenzione
- Staffa di fissaggio che permette di cambiare l'erogatore danneggiato senza dover togliere i tasselli dal muro
- Possibilità di usare l'esca topicida in contemporanea ad un cartoncino collante per blatte
- Foro d’ingresso di grandi dimensioni
- Possibilità di usare all’interno un collante per ratti ( senza vaschetta)
- Alta resistenza agli urti e agli agenti atmosferici.
Disponibile anche  trasparente, in modo da controllare le eventuali catture senza necessità dei aprire il contenitore.

Pagine da esecutivo_Pagina_1_Immagine_0001.jpgPagine da esecutivo_Pagina_1_Immagine_0003.jpg

Jul 6th

Risolvi i problemi di topi e ratti con gli ultrasuoni

By Chiara Chiara

Mai più prodotti chimici, mai più veleni e polveri fastidiose, mai più trappole!

Per liberarsi definitivamente da topi e ratti è nato NoRat Ultrasound è uno scacciatopi che, con l'emissione di ultrasuoni disturba questi ospiti indesiderati e li costringe a girare alla larga dal locale protetto e a non farli più tornare.
Questi ultrasuoni non sono dannosi ne per l'uomo e ne per gli altri animali, ma sono rivolti solo ed esclusivamente a topi e ratti 24 ore su 24.

E' facile da installare, basta inserire la spina nella presa elettrica vcino all'area da proteggere (porte, finestre ecc.) e dopo i primi 10 giorni vedrete gli effetti!

Ucaro Srl
Tel: 02. 87 157065
Sito: www.scacciatopi.it 

Mar 13th

2 anni fa accuse alla disinfestazione per moria cani in un Comune in Provincia di Milano

By Marco Gusti

L'articolo da cui parte l'inchiesta lo trovate su
http://www.lamartesana.it/login.php?artID=1092103


PRESUNTI AVVELENAMENTI, ESPOSTI ALLA PROCURA E PREGIUDIZI

 

A cura di Graziano Dassi e  Marco Gusti

 

PREMESSA

Il caso di cui ci occupiamo è emblematico dei rischi connessi con i servizi di Disinfestazione e Derattizzazione. Sempre, come potete leggere nell’articolo riportato, l’imprecisione e i preconcetti la fanno da padrone. E’ nostra convinzione che “tutte le generalizzazioni sono pericolose. Anche questa”! Per cui cercheremo di essere quanto più possibile precisi aggiungendo che entrambi noi autori siamo possessori di cani di cui abbiamo cura ricevendo in cambio incommensurabile affetto.

L’obiettivo é analizzare per capire e quindi porre rimedio.

 

I FATTI

Nell’articolo a cui facciamo riferimento emergono delle affermazioni che meritano riflessioni affinché sia possibile formulare delle ipotesi razionali.

 

Punto primo

I fatti si presentano da alcuni anni fra marzo e aprile. La nostra considerazione è che la derattizzazione perdura tutto l’anno, per cui causa ed effetto non sembrano correlate.

La disinfestazione in quel periodo si limita a interventi larvicidi nei tombini, per cui anche in questo caso gli eventi sembrano scollegati.

 

Punto secondo

Casi di presunti avvelenamenti sono riferiti a lepri, gatti e ricci. Animali con abitudini alimentari assai diverse, per cui trovare collegamenti sembra impossibile e quindi fuorviante, Vale il detto  “una volta escluso l’impossibile non resta che l’improbabile.

 

Punto terzo

I sintomi in molti casi portano a pensare ad avvelenamento dovuto a prodotti chimici (*) come disinfettanti, si noti l’imprecisione veniale, ma siccome ci troviamo di fronte ad un esposto alla Procura….;  ma non si escludono topicidi e altre “trappole”. Il sospetto di un atteggiamento acriticamente preconcetto c’è, soprattutto per l’impossibilità di trovare notizie tossicologiche sulle “altre trappole”. Più oltre si dice ”sono presenti in due o tre casi sintomi gastroenterici non riconducibili a malattie virali o batteriche, è una situazione sospetta”. Chi parla è un veterinario, il suo dire è deontologicamente corretto, e a loro ci rivolgiamo per avere suggerimenti e approfondimenti.

 

(*) tanto per ridimensionare gli aspetti negativi correlati alla chimica ricordiamo che se uno beve una soluzione-sospensione di azulene, anetolo, riboflavina, e acido ascorbico oltre a resine e mucillaggini altro non fa che ingerire un infuso di camomilla, mentre se la tazza contiene cinapina e acido formico deve fare attenzione ai dosaggi perché se ben usata la cicuta calma gli spasmi delle vie respiratorie e le contrazioni dolorose dello stomaco, dell’intestino e della vescica; se si esagera l’esito è infausto. (tratto da Oiante medicinali,  erbario illustrato. Autore Suor Bernardina – ed Piemme).

 

Punto quarto

Viene riportato che in due casi c’è stata l’ingestione di una barretta che, in qualche modo, potrebbe essere riconducibile ai topicidi utilizzati per la derattizzazione. Più avanti si precisa meglio “si tratta di una barretta ossidata di cui era rimasta una polvere bianca che ho fatto analizzare all’Istituto Zoo profilattico di Milano”. Queste affermazioni meritano molta attenzione ma, in attesa dei risultati delle analisi, si possono avanzare delle ipotesi quanto più possibile razionali. I prodotti utilizzati dalla Ditta incaricata del servizio  sono posti in mangiatoie di sicurezza, i rodenticidi hanno una colorazione ben evidente che non viene indicata e, oltre a tutto, l’ingestione di una “barretta” di quel topicida non porterebbe a nessuna sintomatologia nei confronti di un cane di 40 kg in buona salute. Cosa aggiungere? Se la causa-effetto (barretta-avvelenamento) lnei due casi citati emergesse l’ipotesi di un boccone avvelenato o di una derattizzazione sconsiderata prenderebbe corpo. Ma le responsabilità e gli interventi da adottare sarebbero diversi da quelli più o meno velatamente indicati nell’articolo che ipotizza improbabile l’azione di uno squilibrato ed emergerebbe anche la possibilità dell’utilizzo di prodotti ormai usciti dalla farmacopea in uso da parte di derattizza tori fai da te (azzardiamo l’utilizzo di fosfuro di zinco, ma è proprio un azzardo fatto per non trascurare nulla).

 

Punto quinto

Viene anche ipotizzata l’eventualità di una ingestione indiretta (una leccata) causata da una disinfestazione fatta con glifosate (noto diserbante di post-emergenza a destino ambientale noto, degrada totalmente nel terreno in due settimane). Nell’articolo si aggiunge che “il glifosate è dannoso all’uomo e alla natura, ma che può portare malformazioni e tumori”. Premesso che ogni sostanza può portare ad effetti indesiderati, [vedi la citata camomilla, sale da cucina (il diserbante utilizzato da Attila re degli Unni) e valeriana], per cui la prudenza è d’obbligo, pur tuttavia ci sentiamo di affermare che una leccata al glifosate non può portare a morte un cane adulto. Quindi ecco riproposta la necessità di analizzare i fatti attentamente, senza pregiudizi, con l’obiettivo di capire per intervenire in modo mirato, giusta l’affermazione di “vogliamo vederci chiaro”. Giusto anche non volere fare terrorismo, perché voce dal sen fuggita è come freccia che dall’arco scocca, può recare danno sia inducendo ansia all’opinione pubblica sia contribuendo alla disinformazione sia ai professionisti seri del settore. A tal proposito continuiamo riportando uno stralcio della risposta del Direttore tecnico della ditta incaricata dei servizi.

 

RISPOSTA DEL DISINFESTATORE.(in bozza)

“L’applicazione delle esche avviene con l’ausilio di contenitori di sicurezza (bait box) che non permettono l’accesso al proprio interno se non ai roditori. I contenitori sono vincolati al terreno o alle pareti, hanno una resistenza meccanica capace di non alterarsi neppure con lo schiacciamento da parte di un mezzo di lavoro, hanno una chiusura con chiave a disposizione solo dei tecnici, permettono il consumo dell’esca da parte dei roditori solo all’interno del contenitore stesso, essendo l’esca vincolata.

In pratica il ratto consuma al suo interno l’esca senza possibilità di essere spostata in altri luoghi. Questo ne evidenzia e ne potenzia la sicurezza. L’esca rodendicida registrata al Min. della Salute ha tra i suoi componenti  il Denatonium Benzoate   una sostanza “amaricante” chiamata Bitrex che ha la particolarità di non permettere agli animali domestici ed ai bambini di ingerire le esche in quanto, estremamente amara, provoca il vomito impedendo l’ingestione dell’esca. Qualcuno potrebbe pensare e chiedersi allora perché i ratti ed i topi la ingeriscono. Presto detto: la conformazione dello stomaco dei ratti è tale da impedire allo stesso di vomitare e quindi, dopo aver ingerito le esche non può più espellerle, cosa che farebbe un cane, un gatto o un uomo”..

Certo l’uso di esche con Dimetoato Benzoate è sintomo di attenzione alla sicurezza, ma il rischio che tale prodotto (che ha superato tutti i test tossicologici doverosamente necessari e richiesti dall’Istituto Superiore della Sanità) non incappi in generiche affermazioni più o meno allarmanti e allarmistiche esiste.

 

CONCLUSIONI

Ci sentiamo dei detective dell’ambiente e vorremmo avere le capacità analitiche e deduttive di Sherlock Holmes ma, come affermava il suo autore Arthur Conan Doyle, nessuna affermazione è possibile senza avere compiutamente analizzato i fatti.

Ciò detto non ci rimane rimarcare che, gli scongiuri sono d’obbligo,  incidenti del genere sono sempre possibili e, oltre a tutto, il lavorare bene non li scongiura affatto, soprattutto nella fase iniziale e a cose chiarite il danno di immagine rimane. Le smentite, quando ci sono, non le legge nessuno.

 

ESORTAZIONI

L’esortazione è rivolta ai Produttori-distributori di biocidi affinché facciano opera di divulgazione presso i veterinari in modo da dare loro le informazioni necessarie, all’Associazione di categoria, ma non solo, perché inserisca nei sui Corsi il modo corretto di formulare un’offerta corredandola delle necessarie informazioni e dia ai tecnici-operatori il modo di interfacciarsi con eventuali interlocutori e, a tutti gli addetti ai lavori, di impegnarsi per dare spessore professionale al proprio lavoro.

 

IMPEGNO DEGLI AUTORI E DELLA RIVISTA

Gli eventi saranno seguiti sia a livello dell’esecuzione dei servizi con report, monitoraggi ambientali e documentazioni fotografiche sia sugli sviluppi dell’esposto alla Procura.

Jul 1st

Metodiche di derattizzazione

By Istituto Biochimico

Tre specie di roditori, il Rattus norvegicus, il Rattus rattus, ed i Mus musculus, viveno in stretta associazione con l'uomo e traggono vantaggio per il loro incremento numerico dalle particolari situazioni degli ambienti antropizzati (disponiblità di cibo sotto forma di derrate alimentari immagazzinate o di rifiuti, disponibilità di rifugi particolarmente sicuri e relativamente climatizzati, come fognature, soffitte, intercapedini, scantinati ecc.) (fig.1).

figura 1

Le tre specie di roditori menzionate hanno differenti caratteristiche morfologiche, ecologiche ed etologiche che ne permettono una facile identificazione (tab. 1)

tabella 1

La loro identificazione è possibile anche attraverso la forma delle feci lasciate nelle zone infestate (fig.2), dalle tracce lasciate sul terreno (tane, rosicchiamenti, impronte, percorsi, ecc.).

figura 2

Dimensioni di una popolazione di roditori
Non esistono metodi validi per valutare la densità di una popolazione di roditori in un territorio e le cifre che spesso vengone fornite sul presunto numero di raditori presenti ad esempio in una città, sono del tutto arbitrarie e di nessuna attendibilità. La densità delle tracce, l'avvistamento dei roditori anche durante il giorno,il numero dei reclami dei cittadini, i danni alle derrate alimentari immagazzinate, ecc. sono gli elementi che ci informano sulla entità piu o meno grave di un'infestazione, ma che nulla possono dirci circa la sua composizione numerica.

Cause che determinano le dimensioni di una popolazione di roditori
Come è noto i fattori che favoriscono o limitano l'accrescimento di una popolazione animale si dividono in fattori estrinseci alla popolazione, o non biologici, (fattori climatici, fattori amblentati, disponibilità di cibo) e fattori intrinseci o biologici (competizione, malattie, parassitismo, predazioni, a cui può essere aggiunta la mortalità da esche avvelenate). tabella 2
I fattori estrinseci determinano la capacità biologica specifica, cioè la capacità di un determinato amblente di "sopportare" o garantire la sopravvivenza di un determinato numero di Individul di una specie.
Ne deriva che una derattizzazione determina un rapido aumento della mortalità ed una conseguente rapida diminuzione della popolazione dei roditori, ma non modifica la capacità biologica specifica dell'amblente infestato, per cui una volta cessata la derattizzazione, la popolazione dei ratti tenderà a tornare a quei valori di densità numerica consentiti dall'ambiente e preesistenti al trattamento.
Dopo un intervento derattizzante con esche avvelenate, una popolazione di ratti impiega da sei a dodici mesi per tornare alla densità originaria.
Al contrario la bonifica ambientale che comporta la corretta eliminazione dei rifluti, la miglioria delle fognature, il restauro degli edifici fatiscenti, il corretto immagazzinamento delle derrate alimentari, ecc, modifica drasticamente i fattori estrinseci, determina una duratura diminuzione della capacità biologica specifica e quindi una definitiva riduzione della popolazione dei ratti.
Ricordiamo ad esempio che l'immagazzinamento delle derrate alimentari, va effettuato su appositi bancali solevati da terra e separati fra loro da uno spazio sufficiente per il passaggio delle persone addette alla lotta, al controllo ed alle pulizie.
Deve essere eliminato l'immagazzinamento di alimenti sfusi e gli stock immagazzinati devono essere spostati frequentemente così da disturbare i roditori, impedendo insediamento stabile, dato che esso è caratterizzato dalla standardizzazione della dieta alimentare e dalla delimitazione territoriate, che ostacola il successo della lotta con esche avvelenate.

figura 3

 

LA DERATTIZZAZIONE

Lo studio del territorio e il censimento delle aree infestate.
Quando si deve operare su un vasto territorio urbano, risulta indispensabile; suddividerlo in settori operativi e, con l'aiuto di carte topografiche, individuare per ogni settore gli isolati presenti. Per ogni isolato risulterà utile raccogliere tutti quei dati necessari per valutare l'importanza dell'infestazione. Tale lavoro può essere facilitato dall'uso di schede prestampate. I dati cosi raccolti, opportunamente tabulati, sono la base per comprendere e risolvere i problemi delle differenti aree infestate.

Schede Prestampate:

Vedi esempio

Scarica schede (PDF)
per scaricare: cliccare con il tasto destro del mouse sul link
e scegliere "Salva oggetto con nome..."

La distribuzione delle esche avvelenate
La prima preoccupazione di chi opera una derattizzazione, deve essere quella di prevenire ogni rischio derivante dall'immissione di sostanze tossiche nell'ambiente. L'uso di fumiganti, pertanto non è indicato nella derattizzazione urbana, mentre risulta utile per la derattizzazione di ambienti isolati ermeticamente chiusi (derattizzazione delle navi).
In linea generale, fatta eccezione per pochi prodotti, possiamo dire che sono da preferire i trattamenti con esche a base di veleni a dose multipla. I veleni acuti per singola ingestione, sono utili soprattutto ove è necessaria una bonifica immediata ed in caso di una resistenza diffusa agli anticoagulanti. Soprattutto nei trattamenti con veleni acuti, spesso si rende indispensabile effettuare un pre-trattamento con esche non avvlenate per abituare i ratti a consumare le sostanze alimentari che poi verranno avvelenate fronteggiando così il fenomeno della neofobia e della "bait siknes".
Sono comunque da evitare i trattamenti non mirati, effettuati con distribuzione casuale delle esche in tutta l'area da bonificare. Le esche devono invece essere deposte in luoghi inaccessibili ai bambini e agli animali domestici. Il controllo periodico delle esche, in alcune stazioni fisse, è molto importante per seguire l'andamento della derattizzazione a per poter ripetere il trattamento fino a quando cio si renda necessario, reintegrando le esche consumate. Molto utile può risultare nel trattamento di ambienti confinati, l'implego di box contenenti esche ed acqua, da collocare sui percorsi abitudinali dei roditori, (ad esempio lungo i muri). Tali box sono facilmente ispezionabili e garantiscono la presenza di un'esca senza pericolo di dispersione.
Le formulazioni ratticide oggi in commercio (in polvere da traccia ed in esche, in pellets, in grani, in paraffina, in bustine), sono composte da adescanti vari che ne determinano l'appetibilità e da un ratticida. Le polveri da traccia sono utilizzabili in luoghi ove non esista alcun pericolo di contaminare alimenti. Esse si attaccano al pelo e vengono ingerite dai roditori durante le abitudinarie operazioni di pulizia corporea. Le formulazioni idro-repellenti in paraffina sono indicate nel trattamento di ambienti molto umidi e risultano quindi idonee per il controlfo dei ratti nelle fognature. Le confezioni in bustina, per la rapidità di distribuzione e la facilità di controllo, risultano pratiche soprattutto nel controllo dei ratti in ambienti urbani. Le esche in grani e pellets appetite dai ratti, ma anche da Mus-musculus, risultano pratiche nel trattamento di amblenti
confinati. Molti principi attivi possono anche essere solubilizzati in acqua per la preparazione di esche liquide, particolarmente efficaci in estate e in amblenti privi di acqua. Piccoli distributori di acqua avvelenata possono essere confezionati artigianalmente, o possono essere utilizzati abbeveratoi a sifone per
pulcini. Là dove i roditori sono abituati a diete alimentari altamente specializzate, le esche commerciali possono venire da essi riflutate e quindi può risultare molto utile preparate esche fresche con gli stessi alimenti per solito reperibili dal roditore sul posto.
È importante ricordare che esche, cibi, trappole, ecc. contaminate dall'odore umano, al contrario di quanto si crede, non causano diffidenza nei ratti sinantropi abituati da sempre a consumare e ad essere in contatto con cibi e manufatti toccati dall'uomo.

Il controllo dei risultati raggiunti al termine di una derattizzazione
I risultati di una derattizzazione possono essere valutati controllando la diminuzione dei segni della presenza dei roditori, ad esempio la scomparsa di escrementi freschi, l'abbandono delle tane, (la presenza di ragnatele all'imboccatura delle tane è indice dell'assenza del roditori), la cessazione del consumo delle esche.
La stima del consumo di esche non avvetenate, confezionate con alimenti particolarmente appetiti ai roditori e poste nei luoghi da questi frequentati abitualmente e la cattura di ratti con trappole poste negli ambienti infestati, permettono di valutare in maniera più diretta i risultati di un trattamento ratticida.

L'eliminazione dei cadaveri dei roditori e dai cattivi odori
La raccotta dei cadaveri dei roditori va sempre fatta con guanti di gomma e l'aiuto di buste di plastica per preventre la fuga degli ectoparassiti. Per coprire i cattivi odori dovuti alla presenza del cadavere di un ratto, ad esempio in un recesso irraggiungibile, possono essere usati disinfettanti profumati, come ad esempio il benzalconio cloruro ed il benzetonio cloruro, oppure olii profumati, come l'olio di pino, l'olio di menta piperita, ecc.

Vebi Istituto Biochimico s.r.l.
Sede Legale: Via Desman, 43 35010 S. Eufemia di Borgoricco (PD)

VISITA IL NOSTRO SITO

Jun 28th

Lotta a topi e ratti: Anticoagulanti

By Istituto Biochimico
Gli anticoagulanti sono stati la svolta fondamentale nella lotta ai muridi.
La ragione del loro successo è legata al ritardo con cui si manifesta la loro azione, all’assenza di particolari sapori, alla bassissima dose d’uso ed alla esistenza di un antidoto specifico.
Gli anticoagulanti utilizzati per la produzione di esche rodenticide chimicamente appartengono tutti a 2 categorie: cumarine e indandioni.
Il loro meccanismo di azione è comunque simile: agiscono a livello del fegato come antagonisti della vitamina K interferendo con la sintesi dei fattori della coagulazione del sangue Vitamina K- dipendenti.
La diversa tossicità delle molecole anticoagulanti è legata soprattutto alla loro diversa capacità di essere degradate metabolicamente ed allontanate con le feci o le urine. La loro azione inizia almeno dopo 3 giorni dall’ingestione, provocando emorragie interne che indeboliscono l’animale. La debolezza fa’ si che l’animale riduca la sua attività e rimanga preferibilmente nella sua tana. La vitamina K1 è l’antidoto specifico di tutti gli anticoagulanti.
N.B. La rapidità d’azione degli anticoagulanti è molto variabile da un minimo 2/3 giorni ad un massimo 12/15 giorni. Dipende molto dalle condizioni fi siche del soggetto colpito, dalla quantità ingerita e dalla tossicità del principio attivo.

Principi attivi:

Warfarin Il primo anticoagulante introdotto in commercio il cui uso è ormai raro come rodenticida ma ampiamente usato in medicina nelle terapie anticoagulanti.

Chlorophacinone Anticoagulante a dose multipla della categoria degli Indandioni. Meno tossico rispetto agli anticoagulanti di generazioni successive perché si conserva meno nel corpo dall’animale. Presenta quindi minori rischi di avvelenamento secondario per la fauna selvatica.

Bromadiolone Cumarina di seconda generazione effi cace già con due piccole ingestioni di esca. È il principio attivo più usato in Europa. Idoneo per la disinfestazione di tutti i muridi infestanti.

Difenacoum È generalmente effi cace già con due piccole ingestioni di esca. È un principio attivo con una selettività tra le più elevate; risulta essere infatti tossico su topi e ratti ed un po’ meno sugli animali domestici.

Brodifacoum potentissimo anticoagulante. Agisce come gli altri principi attivi anticoagulanti, ma una volta ingerito ha una capacità di resistere alla degradazione molto maggiore, per cui anche una singola ingestione risulta mortale su tutti i ceppi di muridi resistenti agli anticoagulanti attualmente conosciuti. La quantità di esca necessaria per ottenere con il Brodifacoum, la dose letale è molto piccola, e corrisponde a meno del 5% del consumo alimentare giornaliero sia per il topo che per il ratto.

Tossicità acuta delle esche

Nella tabella viene riportato il valore della tossicità delle esche per singola ingestione. I valori vengono espressi in DL50 che corrispondono alla quantità di esca in grammi, che, somministrata per via orale in una unica ingestione, porta alla morte il 50% di un gruppo di soggetti di peso medio. I valori sono stati calcolati partendo dai dati sperimentali ricavati sui principi attivi puri.

Tabella dose letale per singola ingestione (DL50)

Tossicità cronica delle esche

La tossicità di un principio attivo viene notevolmente aumentata se l’ingestione viene ripetuta per più giorni. La differenza di tossicità tra i diversi anticoagulanti in questo caso è molto meno accentuata, purché non si sia in presenza di resistenze acquisite.

Scegli il topicida giusto: CLICCA QUI

Jun 5th

TAVOLARA: GLI SMISURATI TOPI ...

By Fabio Vitillo

1914.jpg[...] l'Isola di Taulara nominata per le sue capre selvatiche, si nomina pure per i suoi smisurati topi. Gente approdata in quest'isola ne trovò in qualche parte il terreno sì fattamente smosso, che il credette opera de' porci. Non mi è potuto finora avere di tali topi dalla Taulara medesima, per cagione, che con timore vi si approda, è altrimenti che in buona compagnia e con forze, per ragion de' corsari di Berberìa, li quali spesso vi si appiattano. Di somiglianti sterminati topi se ne trovano pure nella isola di san Pietro [...] e due pelli ne ebbi in seguito; le quali veramente mi parvero grandi: in una trovai dall'estremità del muso al principio della coda pollici otto e tre linee[...] Alla dentatura riconobbi, che l'animale era veramente del genere de' topi [...] bastevole argomento mi fornirono i piedi [...] Riconobbi allora, che quelle pelli non erano se non le spoglie del comun topo di Sardegna [...] che i naturalisti chiamano: Mus domesticus major [...] e per questa ragione altro che la comun spezie non saranno i grossi topi di Taulara , di Molara, e se in altre isole adiacenti se ne trovano. Saranno avanzi di popolazioni antiche, prosperanti maggiormente mercé la pace e la solitudine, in cui vivono. In questi topi pertanto di Taulara, e d'altre isole adiacenti, non si contiene verun animal nuovo da aggiungere a' quadrupedi sardi [...]

Così nel 1774 nella "Appendice alla storia naturale dei quadrupedi di Sardegna" Francesco Cetti risolve il problema degli smisurati topi di Tavolara. 

Forse le sue conclusioni furono affrettate. C'è ragione di ipotizzarlo perché a Tavolara si rinvengono resti fossili e non ancora fossilizzati di un altro roditore, il Prolagus sardus, che, sopravvivendo a diverse invasioni faunistiche nell'isola, fu una componente fondamentale della dieta dell'uomo in Sardegna nel paleolitico e nel neolitico. Lo testimonia l'abbondanza di resti scheletrici rinvenuti in grotte abitate dall'uomo, come la grotta Corbeddu nei pressi di Oliena.

Il prolago, il cui ceppo originario sembra derivare dalla Mongolia, raggiunse in ondate successive Corsica e Sardegna, sfruttando l'abbassamento del livello marino fin dal periodo miocenico. Era un lagomorfo, della taglia di una cavia e un peso di circa 800 gr. Viveva nutrendosi di vegetali in un ambiente simile a quello oggi presente a Tavolara caratterizzato da bosco, rocce e macchia mediterranea.

Probabilmente si estinse perché entrò in competizione con roditori "moderni", come il ratto e non, come si potrebbe pensare, per la predazione dall'uomo.

Nella foto, Cranio di prolagus

FONTE: http://www.sardiniapoint.it/1462.html

Jun 4th

La pipi dei topi e le lattine

By Fabio Vitillo

shapeimage_13.pngArticolo comparso su Caducèe, giornale d’informazione professionale nel settore medico (MESSAGGIO PER LA SALUTE PUBBLICA):
Una persona è morta recentemente in circostanze assurde. Era partita in barca con degli amici, una domenica, e aveva messo delle lattine di bibite nel frigorifero della barca. L’indomani, lunedì, è stata ricoverata d’urgenza allo CHUV (ospedale svizzero di Ginevra) per uscirne mercoledì, morta.
L’autopsia ha constatato che si trattava di una Leptospirosi folgorante causata da una lattina che aveva bevuto, senza bicchiere, sulla barca..
L’esame delle lattine ha confermato che erano infettate di urina di ratti e quindi di Leptospiras. La persona in questione probabilmente non ha pulito la parte superiore della lattina prima di berla e questa era contaminata di urina di ratto seccata, che contiene delle sostanze tossiche e mortali, quindi la leptospiras, che provoca la leptospirosi. Le bibite in lattina e altri alimenti simili sono stoccate in depositi che spesso sono infestati da ratti e simili e subito dopo vengono trasportate nei punti vendita senza che siano disinfettate o pulite.
Ogni volta che comprate una lattina lavate conscienziosamente la parte superiore con dell’acqua e un detergente prima di metterla in frigo. Secondo uno studio realizzato da INMETRO (Spagna), il coperchio delle lattine è più contaminato dei gabinetti pubblici!
Lo studio mostra una quantità di germi e batteri sul coperchio delle lattine tale da rendere indispensabile la pulizia con dell’acqua e un detergente.

PER CORTESIA DIFFONDETE QUEST’INFORMAZIONE
Ricevuto dalla Direzione delle risorse umane dell’Ospedale Cantonale di Ginevra.

Perchè è una bufala
Topo matrix Effettivamente i ratti possono veicolare la leptospirosi e trasmetterla all’uomo. Ma il messaggio parla di un decorso velocissimo della malattia: è bene ricordare che la leptospirosi prevede un tempo di incubazione che varia dai 4 ai 19 giorni, mentre il malcapitato in questione sarebbe deceduto in meno di 24 ore dal contatto col virus…..
Ma quando si parla di malattie con nomi strani, la scarsa conoscenza dell’argomento dei non addetti ai lavori è la leva per il diffondersi di queste leggende: pochi sanno infatti che la Leptospirosi ha i suoi antidoti e che si sconfigge con relativa facilità grazie ai sempiterni antibiotici.
Nel messaggio troviamo inoltre il consiglio a pulire le lattine: è giusto e igienico, certamente, ma non c’entra niente con la leptospirosi. La bassa temperatura del frigo non permette la creazione di un ambiente accogliente per questi batteri nocivi & c. (è per questo che i frigoriferi producono generalmente freddo….)

Infine le “autorevoli” fonti citate (smentita ufficiale)

La rivista Caducee.net citata come scopritore del problema ha prontamente smentito tali addebiti in un comunicato ufficiale sul proprio sito del 08/10/2001, qui tradotto: “Caducee.net non è all’origine delle false informazioni sulla leptospirosi che circolano attualmente (..) si tratta di una leggenda metropolitana”

Fonte: http://www.magnaromagna.it/2003/truffe-hoax/leggenda-pipi-dei-topi-nelle-lattine/
Apr 15th

Conosci il tuo nemico - VEBI ti aiuta a risolvere i problemi dei muridi infestanti

By Istituto Biochimico

topi vebi.jpgCONOSCI IL TUO NEMICOtopi vebi2.jpg

Ratti e topi a causa delle malattie  che veicolano e dei danni che provocano all’ambiente, agli animali domestici e alle proprietà,  possono essere considerati l’ultimo grande nemico animale dell’uomo moderno.

topi vebi3.jpg


Mar 18th

Per favore, non chiamateci più "acchiappatopi"

By Fabio Vitillo
Mi preme informare, circa alcuni importanti cambiamenti che si stanno verificando nel settore della disinfestazione italiana ed europea, allo scopo di soddisfare la crescente richiesta di  professionalità e qualità dei servizi erogati ai clienti.
Tra non molto, i servizi di monitoraggio e controllo degli infestanti (Pest Control) potranno essere effettuati solo da Imprese che avranno conseguito una speciale “CertificazioneInfestazione_derrata_per_sitosulla base di una valutazione critica delle attività svolte ed in particolare dei Corsi di Formazione frequentati dal personale (Responsabili e Tecnici).
Di fatto, specialmente nel Settore Alimentare, con il recepimento delle normative europee in materia di igiene degli alimenti (D. Lgs. 155/’97 prima, i vari regolamenti chiamati nel complesso“Pacchetto Igiene” oggi), alla persona del Tecnico della Disinfestazione professionalmente preparato (oggi individuato con la particolare sigla P.C.O. – Pest Control Operator), viene richiesto ad es., anche un ruolo di collaborazione con i Responsabili delle Industrie Alimentari (siano essi piccoli negozi di generi alimentari, bar, ristoranti, alberghi, supermercati, fino alle grosse industrie di trasformazione) al fine di eliminare quanto più possibile i potenziali rischi derivanti dalla presenza di Agenti Infestanti (ratti, topi, scarafaggi, mosche, moscerini, ecc.).
Il servizio offerto quindi, non si deve più limitare al solo controllo delle postazioni esca o di cattura, o all’intervento di disinfestazione in sé e per sé, ma laddove necessario, deve essere supportato da altre azioni quali:
1. l’individuazione di eventuali Punti Critici di Controllo;
2. l’indicazione delle Azioni Correttive da intraprendere;
3. la messa in opera di interventi mirati alla massima protezione possibile delle strutture e di conseguenza dei prodotti alimentari.
La professionalità dei Tecnici viene inoltre messa continuamente a disposizione di tutti coloro che necessitano in generale di servizi di Igiene Ambientale, siano essi funzionari di Enti Pubblici, responsabili di Aziende e Strutture turistiche, privati cittadini ecc.
Non ultimo vorrei evidenziare come i nostri servizi sempre se svolti professionalmente, possono contribuire a migliorare la Qualità della vita delle persone, in particolare diminuendo i rischi di contrarre le malattie veicolate dai vettori; ma non bisogna dimenticare, Zanzara_che_punge_per_sitocome abbiamo accennato in precedenza i servizi mirati alla salubrità degli alimenti od il controllo di specie anche solo fastidiose come le zanzare.
A conferma di ciò, vorrei segnalare che il C.I.E.H. (Chartered Institute of Environmental Health), l’ufficio Regionale OMS per l’Europa, nel 2008 ha pubblicato un libro intitolato “L’importanza degli infestanti urbani per la salute Pubblica”, dove viene analizzato il rapporto diretto tra le infestazioni di parassiti, il loro impatto sulla salute pubblica e di conseguenza la necessità di individuare le azioni di prevenzione ma anche di controllo tramite interventi mirati di disinfestazione.    
                             L’Amministratore Unico Ipecos srl Davi  Menichetti

fonte: www.ipecos.it


 

Commenta adesso! E' GRATIS e bastano NOME, COGNOME e MAIL



Image Verification

Terms & Conditions

Si, ho letto e accetto Terms & Conditions.

Top Authors

Subscribe