PestBook il social network della disinfestazione - Pest Control Network

Benvenuto nel BLOG di PestBook

Partecipa anche tu! Raccontaci esperienze, curiosità, NUOVI prodotti e servizi. INFORMACI sulle novità del Pest Control. L'articolo apparirà nel tuo profilo e sarà disponibile per i tuoi amici e ai tuoi visitatori. SELEZIONA L'OPZIONE E SARA' VISIBILE ANCHE NEL BLOG PUBBLICO  FAI CONOSCERE LE TUE IDEE SUL PEST CONTROL - ISCRIVITI SUBITO!
  Partecipa anche tu È GRATIS!
In questa pagina sono presenti inserzioni pubblicitare gestite da Google, SOLO chi è iscritto ed effettua il login NON HA PUBBLICITA': ISCRIVITI SUBITO - USA PESTBOOK PER IL TUO LAVORO, SENZA DISTRAZIONI E SOLO CON LINK INSERITI DAGLI ISCRITTI...
Registrati adesso!         
Scrivi nuovo articolo sul BlogDiario della Disinfestazione Professionale
Informazioni, notizie, esperienze, curiosità, prodotti e servizi. Tutto sul Pest Control e non solo...
 
Apr 15th

Anche le formiche provengono dall'Africa

By Fabio Vitillo
formica-vi.jpgL'evoluzione delle formiche? Da rivedere. Fino a oggi gli scienziati pensavano che i primi imenotteri si fossero evoluti in Asia o in America. Oggi, però, una nuova scoperta avvenuta in Africa dice che probabilmente la culla delle formiche è da ricondurre (come per l'uomo) al continente nero. Gli studiosi hanno scoperto una formica imprigionata nell'ambra risalente a 95milioni di anni fa. Prima si pensava che le formiche non avessero più di 92milioni di anni. Siamo in piano Cretaceo, e la terraferma è dominata dai dinosauri. All'epoca la Terra era assai diversa da come siamo abituati a vederla oggi. C'era un supercontinente chiamato Gondwana che allo smembrarsi della Pangea (l'ammasso di terre emerse risalente a 200milioni di anni fa) comprendeva oltre all'Africa anche il Sudamerica, l'India e l'Australia. Gli studiosi dell'Università di Padova spiegano sul Corsera che la scoperta è notevole, tenuto conto del fatto che sono noti fossili di formiche conservati nell'ambra risalenti a 20-45milioni di anni fa, ma non resti così antichi. Le prime formiche videro la luce con lo sviluppo delle angiosperme, la cosiddette piante con fiore. Ma gli insetti, in generale, hanno una storia molto più lontana nel tempo. Gli entomologi che si occupano di evoluzione ritengono che i primi esapodi fecero la loro comparsa nel siluriano, circa 434milioni di anni fa. Si sarebbero originati da artropodi che, dopo aver abbandonato l'ambiente marino, colonizzarono le terre emerse durante l'ordoviciano (495-443milioni di anni fa).

Fonte:
http://gianlucagrossi.blogspot.com
Apr 7th

Il linguaggio delle formiche

By Fabio Vitillo

formiche.jpg

Le formiche sono insetti sociali, nel senso che vivono riuniti in società ove ogni individuo lavora in funzione del benessere della comunità. La loro famiglia è talmente vasta e tanto diversi sono i costumi delle numerosissime specie che non esiste in natura nessun altro gruppo di insetti che abbia altrettanta varietà di consuetudini e di forme sociali.

Come per ogni altra specie animale, le forme di comunicazione elaborate dalle formiche sono adoperate per le utilità essenziali alla loro sopravvivenza: il reperimento di cibo e in caso di pericolo.

La comunicazione in questi tipi di insetti si basa su messaggi chimici affidati a sostanze chiamate feromoni, percepite dalle compagne attraverso l’olfatto. Le sostanze chimiche sono diverse da specie a specie, così come variano le ghiandole del corpo che le producono. Le sostanze impiegate hanno diversa volatilità e quindi diversa permanenza sul substrato.

Osserviamo il caso delle formiche esploratrici, anche dette scout, che vanno alla ricerca di approvvigionamento. La formica lascia il nido pronta all’esplorazione e, durante il suo percorso, con la sua ghiandola rettale rilascia una traccia di feromoni sul terreno. Una volta trovata la fonte di cibo, si alimenta e torna al proprio nido. In qualche modo essa è capace di memorizzare dei punti di riferimento rispetto al nido che le permettono di ritrovare facilmente la strada, quindi riesce a tornare per la via più breve, e mentre torna lascia la scia di odore lungo la strada.

Giunta nuovamente al nido, l’esploratrice allerta le compagne ancora grazie ai feromoni e queste seguono a loro volta le tracce della prima, ripercorrendo la via più breve fino alla fonte di cibo. Le formiche marcheranno quindi la stessa via più volte, fino all’esaurimento della risorsa stessa. Ciascuna formica infatti rinforza la traccia chimica, che altrimenti evaporerebbe col tempo. In alcuni casi, tali tracce possono divenire più o meno permanenti, come nel caso di risorse alimentari stabili, quali colonie di afidi (i cosiddetti pidocchi delle piante) che secernono un liquido zuccherino, la melata, di cui le formiche sono ghiotte.

Nel caso in cui, trovato il cibo, un’operaia trovi sulla strada alcune sue compagne, essa cerca di convincerle agitando la testa e, se il cibo è liquido, lo fa assaggiare. In questo modo queste possono subito mettersi al suo seguito e cominciare a formare la caratteristica fila che tutti conosciamo.

Quando invece trova un nuovo luogo per il nido, lascia sempre le traccia con la ghiandola rettale, ma questa volta convince le compagne con segnali tattili ed arriva persino a trasportare o trascinare di peso una delle sue compagne sul posto.

Diverso è l’utilizzo della ghiandola sternale, che serve per depositare tracce a forma di ellisse segnalando la presenza di eventuali intrusi nel loro territorio. Oltre a ciò, in presenza nemica, l’operaia può emettere quattro tipi diversi di sostanze chimiche nell’aria. La prima sostanza serve a mettere in allerta le compagne che agitano le antenne per odorare, la seconda le stimola alla ricerca della fonte di disturbo, la terza induce le operaie ad afferrare con le mandibole ogni soggetto estraneo, l’ultima incita l’aggressività di quelle che sono pronte ad attaccare e mordere.

Altro organo assai importante e funzionale alla comunicazione sono le antenne, che peraltro costituiscono dei sensori magnetici che le formiche usano per orientarsi. Se si osserva per qualche minuto una scia di formiche, si nota facilmente che quando due si incontrano, si toccano le antenne e le battono ritmicamente una con l’altra, fenomeno che prende il nome di antennazione. In tal modo, le formiche si scambiano segnali e si trasmettono vari messaggi, dall’indicare la direzione del cibo all’aiutarsi a ritrovare la strada quando l’hanno perduta, fino a darsi degli ordini.

Esistono poi alcune specie di formiche come le Atta, che comunicano con i suoni, poiché sono dotate di un organo stridulatore con cui possono comunicare con le compagne. In questo caso le regine hanno addirittura una conformazione fisica diversa dalle altre formiche e questo fa sì che esse emettano delle frequenze diverse dalle lavoratrici.

A tal proposito, interessantissimo è il singolare esperimento condotto da alcuni ricercatori. Dopo aver registrato i suoni emessi dalle regine, li hanno poi diffusi nella colonia attraverso un minuscolo microfono: all’udire della parola di “sua maestà”, le formiche lavoratrici hanno iniziato a riunirsi attorno al microfono, prestando attenzione al suono e facendo ad esso la guardia.

FONTE:

http://www.terranauta.it/a887/pianeta_gaia/il_linguaggio_delle_formiche.html

Commenta adesso! E' GRATIS e bastano NOME, COGNOME e MAIL



Image Verification

Terms & Conditions

Si, ho letto e accetto Terms & Conditions.

Top Authors

Subscribe