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La Disinfestazione Professionale

 
Dec 18th

PRESUNTI AVVELENAMENTI, ESPOSTI ALLA PROCURA E PREGIUDIZI

By Marco Gusti

Articolo apparso su rivista Dimensione Pulito nel  giugno 2009 a seguito di articoli su presunti avvelenamenti da operazioni di disinfestazione - derattizzazione - diserbo. Se ne torna a parlare visto che in questi giorni si è verificato altro episodio simile a Rho alle porte di Milano -


A cura di Graziano Dassi e Marco Gusti


Copia articolo da Gazzetta della Martesana 18 maggio 2009
scaricabile al link  http://www.lamartesana.it/login.php?artID=1092103
 

 

 

PREMESSA

Il caso di cui ci occupiamo è emblematico dei rischi connessi con i servizi di Disinfestazione e Derattizzazione. Sempre, come potete leggere nell’articolo riportato, l’imprecisione e i preconcetti la fanno da padrone. E’ nostra convinzione che “tutte le generalizzazioni sono pericolose. Anche questa”! Per cui cercheremo di essere quanto più possibile precisi aggiungendo che entrambi noi autori siamo possessori di cani di cui abbiamo cura ricevendo in cambio incommensurabile affetto.

L’obiettivo é analizzare per capire e quindi porre rimedio.

 

I FATTI

Nell’articolo a cui facciamo riferimento emergono delle affermazioni che meritano riflessioni affinché sia possibile formulare delle ipotesi razionali.

 

Punto primo

I fatti si presentano da alcuni anni fra marzo e aprile. La nostra considerazione è che la derattizzazione perdura tutto l’anno, per cui causa ed effetto non sembrano correlate.

La disinfestazione in quel periodo si limita a interventi larvicidi nei tombini, per cui anche in questo caso gli eventi sembrano scollegati.

 

Punto secondo

Casi di presunti avvelenamenti sono riferiti a lepri, gatti e ricci. Animali con abitudini alimentari assai diverse, per cui trovare collegamenti sembra impossibile e quindi fuorviante, Vale il detto  “una volta escluso l’impossibile non resta che l’improbabile.

 

Punto terzo

I sintomi in molti casi portano a pensare ad avvelenamento dovuto a prodotti chimici (*) come disinfettanti, si noti l’imprecisione veniale, ma siccome ci troviamo di fronte ad un esposto alla Procura….;  ma non si escludono topicidi e altre “trappole”. Il sospetto di un atteggiamento acriticamente preconcetto c’è, soprattutto per l’impossibilità di trovare notizie tossicologiche sulle “altre trappole”. Più oltre si dice ”sono presenti in due o tre casi sintomi gastroenterici non riconducibili a malattie virali o batteriche, è una situazione sospetta”. Chi parla è un veterinario, il suo dire è deontologicamente corretto, e a loro ci rivolgiamo per avere suggerimenti e approfondimenti.

 

(*) tanto per ridimensionare gli aspetti negativi correlati alla chimica ricordiamo che se uno beve una soluzione-sospensione di azulene, anetolo, riboflavina, e acido ascorbico oltre a resine e mucillaggini altro non fa che ingerire un infuso di camomilla, mentre se la tazza contiene cinapina e acido formico deve fare attenzione ai dosaggi perché se ben usata la cicuta calma gli spasmi delle vie respiratorie e le contrazioni dolorose dello stomaco, dell’intestino e della vescica; se si esagera l’esito è infausto. (tratto da Oiante medicinali,  erbario illustrato. Autore Suor Bernardina – ed Piemme).

 

Punto quarto

Viene riportato che in due casi c’è stata l’ingestione di una barretta che, in qualche modo, potrebbe essere riconducibile ai topicidi utilizzati per la derattizzazione. Più avanti si precisa meglio “si tratta di una barretta ossidata di cui era rimasta una polvere bianca che ho fatto analizzare all’Istituto Zoo profilattico di Milano”. Queste affermazioni meritano molta attenzione ma, in attesa dei risultati delle analisi, si possono avanzare delle ipotesi quanto più possibile razionali. I prodotti utilizzati dalla Ditta incaricata del servizio  sono posti in mangiatoie di sicurezza, i rodenticidi hanno una colorazione ben evidente che non viene indicata e, oltre a tutto, l’ingestione di una “barretta” di quel topicida non porterebbe a nessuna sintomatologia nei confronti di un cane di 40 kg in buona salute. Cosa aggiungere? Se la causa-effetto (barretta-avvelenamento) nei due casi citati emergesse l’ipotesi di un boccone avvelenato o di una derattizzazione sconsiderata prenderebbe corpo. Ma le responsabilità e gli interventi da adottare sarebbero diversi da quelli più o meno velatamente indicati nell’articolo che ipotizza improbabile l’azione di uno squilibrato ed emergerebbe anche la possibilità dell’utilizzo di prodotti ormai usciti dalla farmacopea in uso da parte di derattizzatori fai da te (azzardiamo l’utilizzo di fosfuro di zinco, ma è proprio un azzardo fatto per non trascurare nulla).

 

Punto quinto

Viene anche ipotizzata l’eventualità di una ingestione indiretta (una leccata) causata da una disinfestazione fatta con glifosate (noto diserbante di post-emergenza a destino ambientale noto, degrada totalmente nel terreno in due settimane). Nell’articolo si aggiunge che “il glifosate è dannoso all’uomo e alla natura, ma che può portare malformazioni e tumori”. Premesso che ogni sostanza può portare ad effetti indesiderati, [vedi la citata camomilla, sale da cucina (il diserbante utilizzato da Attila re degli Unni) e valeriana], per cui la prudenza è d’obbligo, pur tuttavia ci sentiamo di affermare che una leccata al glifosate non può portare a morte un cane adulto. Quindi ecco riproposta la necessità di analizzare i fatti attentamente, senza pregiudizi, con l’obiettivo di capire per intervenire in modo mirato, giusta l’affermazione di “vogliamo vederci chiaro”. Giusto anche non volere fare terrorismo, perché voce dal sen fuggita è come freccia che dall’arco scocca, può recare danno sia inducendo ansia all’opinione pubblica sia contribuendo alla disinformazione sia ai professionisti seri del settore. A tal proposito continuiamo riportando uno stralcio della risposta del Direttore tecnico della ditta incaricata dei servizi.

 

RISPOSTA DEL DISINFESTATORE “L’applicazione delle esche avviene con l’ausilio di contenitori di sicurezza (bait box) che non permettono l’accesso al proprio interno se non ai roditori. I contenitori sono vincolati al terreno o alle pareti, hanno una resistenza meccanica capace di non alterarsi neppure con lo schiacciamento da parte di un mezzo di lavoro, hanno una chiusura con chiave a disposizione solo dei tecnici, permettono il consumo dell’esca da parte dei roditori solo all’interno del contenitore stesso, essendo l’esca vincolata.

In pratica il ratto consuma al suo interno l’esca senza possibilità di essere spostata in altri luoghi. Questo ne evidenzia e ne potenzia la sicurezza. L’esca rodendicida registrata al Min. della Salute ha tra i suoi componenti  il Denatonium Benzoate   una sostanza “amaricante” chiamata Bitrex che ha la particolarità di non permettere agli animali domestici ed ai bambini di ingerire le esche in quanto, estremamente amara, provoca il vomito impedendo l’ingestione dell’esca. Qualcuno potrebbe pensare e chiedersi allora perché i ratti ed i topi la ingeriscono. Presto detto: la conformazione dello stomaco dei ratti è tale da impedire allo stesso di vomitare e quindi, dopo aver ingerito le esche non può più espellerle, cosa che farebbe un cane, un gatto o un uomo”..

Certo l’uso di esche con Dimetoato Benzoate è sintomo di attenzione alla sicurezza, ma il rischio che tale prodotto (che ha superato tutti i test tossicologici doverosamente necessari e richiesti dall’Istituto Superiore della Sanità) non incappi in generiche affermazioni più o meno allarmanti e allarmistiche esiste.

 

CONCLUSIONI

Ci sentiamo dei detective dell’ambiente e vorremmo avere le capacità analitiche e deduttive di Sherlock Holmes ma, come affermava il suo autore Arthur Conan Doyle, nessuna affermazione è possibile senza avere compiutamente analizzato i fatti.

Ciò detto non ci rimane rimarcare che, gli scongiuri sono d’obbligo,  incidenti del genere sono sempre possibili e, oltre a tutto, il lavorare bene non li scongiura affatto, soprattutto nella fase iniziale e a cose chiarite il danno di immagine rimane. Le smentite, quando ci sono, non le legge nessuno.

 

ESORTAZIONI

L’esortazione è rivolta ai Produttori-distributori di biocidi affinché facciano opera di divulgazione presso i veterinari in modo da dare loro le informazioni necessarie, all’Associazione di categoria, ma non solo, perché inserisca nei sui Corsi il modo corretto di formulare un’offerta corredandola delle necessarie informazioni e dia ai tecnici-operatori il modo di interfacciarsi con eventuali interlocutori e, a tutti gli addetti ai lavori, di impegnarsi per dare spessore professionale al proprio lavoro.

 

IMPEGNO DEGLI AUTORI E DELLA RIVISTA

Gli eventi saranno seguiti sia a livello dell’esecuzione dei servizi con report, monitoraggi ambientali e documentazioni fotografiche sia sugli sviluppi dell’esposto alla Procura.

 

 

Nov 23rd

VEBI: la nuova stazione CAYMAN 2012

By Istituto Biochimico

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Vebi Istituto Biochimico è una Azienda che formula prodotti dal 1944. La sua esperienza è nata nel settore farmaceutico e dal 1966 formula topicidi; a tutt’oggi è una delle aziende di riferimento europeo in questo settore . Ha sempre cercato di proporre soluzioni innovative ed integrate rivolte alla risoluzione di problemi inerenti il controllo dei roditori .

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Vediamo alcuni punti di forza della stazioneecoplas Cayman

1) Facile da ispezionare (trasparente)

2) minimo ingombro

3) Facile da pulire

4) Facile da utilizzare

5) Spazio interno per le manovre sufficiente

6) Robusta

7) Versatile(trappole e esche fissate)

8) Possibilità di drenaggio interno (fare fori) per ridurre le muffe

9) Fori per il fissaggio con fascette o catene

10) di plastica riciclabile

La stazione ecoplas Cayman è accessibile solo a ratti e topi, essendo i fori di entrata, come il suo volume, dimensionati appositamente per loro; Howard ha osservato che la stazione deve essere sufficientemente grande per i ratti, ed essere comoda mentre consumano l'esca; Monro & Dennis han suggerito che la stazione ideale dovrebbe essere poi realizzato in plastica e che i ratti abbiano la possibilità di vedere attraverso il tunnel d'ingresso l'esca subito accessibile (Itopi possiedono circa 1200 tipi di recettori per gli odori);la stazione ecoplas Cayman corrisponde a questo ideale; è poi rialzata di circa 1,5 cm rispetto alla superficie dove sarà posta, limitando così la possibilità che l’acqua possa entrarvi (lavaggi, pioggia ecc) evitando deterioramenti, muffe, all’esca; la forma è ottimale per essere appoggiatafissatalegata ad una parete; la colorazione della stazione è tale da non attrarre la curiosità dei bambini, ed essendo chiaro-trasparente, posta all’aperto, non viene surriscaldata dai raggi solari (con conseguente rischio di deterioramento dell’esca); è dotata di chiave antintrusione (rapida da aprire e chiudere dall’operatore,risparmiando tempo), rendendo impossibile l’apertura da parte di personale non qualificato (evitando così ad esempio in una azienda alimentare, dei sabotaggi) con fissaggio, sicura, resistente agli agenti atmosferici, a protezione di bambini, animali domestici e fauna selvatica, a norma HACCP. Gli standard BRC e IFS all’interno di una azienda alimentare orientano verso l’utilizzo di trappole a cattura, (le avvelenate solo all’esterno), tenendo la registrazione dei monitoraggi (cosa estremamente facile e comoda con la Cayman, data dalla sua trasparenza).La FSSC 22000 – PAS 220 chiede che il programma di monitor debba includere il posizionamento di trappole nei luoghi chiave in modo da rilevare la presenza dei roditori, trappole che devono essere robuste ed ispezionate con una frequenza tale da rilevare eventuali nuove attività. La eco plastic Cayman può venire fissata o tramite una fascetta, o tramite un flessibile (catenella, filo di acciaio) in modo da permettere una accurata pulizia sotto e dietro la stessa. La plastica con cui è costruita la Cayman è robusta e flessibile per sopportare gli eventuali insulti a cui potrebbe essere esposta. Siala trappola che l’ esca sono protette da polvere e umidità; permette al roditore di avere un luogo ove sfamarsi con tranquillità (consumando la eventuale esca); rende possibile la collocazione delle eschetrappole in luoghi difficili da raggiungere dall’uomo ma via abituale dei roditori (ad esempio su travi ove si muove il ratto nero); evita fuoriuscite accidentali, e dà un facile substrato alle eschetrappole, rendendo anche più facile la misurazione della quantità di esche consumate;facile da ricaricare e sufficientemente resistente agli attacchi di cani e eventuali manipolazioni da parte di bambini. La ecoplast Cayman può essere legatafissataancorata; sono dotate di strutture interne per contenere le esche ; sono di plastica riciclabile; di un materiale selezionato, ad alta resistenza e lunga durata;tutti i tipi di esche, compreso i blox, si adattano su aste di fissaggio. La ecoplast Cayman è un modello innovativo, adatto alla fabbrica,come al magazzino, in cortile, con vari tipi di applicazioni.

 

Nov 16th

PestBook: chi, come, dove, quando e perchè?

By Fabio Vitillo

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CHI?

PestBook è per tutti! Per chi vuole conoscere e/o condividere esperienze nella disinfestazione.  Sei un disinfestatore? Fai conoscere i tuoi sistemi di lotta e confrontati con colleghi ed esperti. Cerchi un disinfestatore? Contatta, chatta, scambia messaggi o chiedi un consiglio agli addetti del settore.  Sei un produttore? Fai conoscere le tue novità! Sei un esperto del settore? Aiuta gli altri con i tuoi articoli o commenti.

COME?

Hai un account Facebook o Twitter? Usalo per iscriverti in modo veloce e fai conoscere PestBook ai tuoi amici condividendo le attività del sito. Personalizza il tuo profilo con i dati della tua azienda... Fatti conoscere meglio dai tuoi clienti. Scrivi i tuoi articoli, crea o partecipa ai Gruppi, organizza o fai conoscere eventi del Pest Control, chiedi un consiglio utilizzando il Forum.

DOVE?

Solo su internet. Finalmente esiste un luogo virtuale dove gli addetti alle disinfestazione possono incontrarsi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. (prossimamente anche su cellulare e ipad)

QUANDO?

Quando non sai a chi chiedere o quando non sai a chi dirlo, condividi le tue esperienze con colleghi ed esperti

PERCHE'?

Perchè su PestBook si parla SOLO di disinfestazioni. Non perdere tempo... Inizia da qui! Perchè creare un account su Youtube se anche qui puoi caricare i tuoi video sulle disinfestazioni? Perchè passare tempo inutile su facebook? Utilizza PestBook per far conoscere il tuo lavoro!

PestBook è un Social Network esclusivo! Nato dal desiderio di conoscere e far conoscere tutti i sistemi e tutti gli addetti alle disinfestazioni professionali... L'unione di tutti non può che rafforzare il settore e il confrontarci anche con eventuali clienti non può che stimolare...

Mi auguro siate in tanti a pensarla come me:

Scriviamo articoli per tutti (per i disinfestatori ed utilizzatori del servizio), creiamo o partecipiamo a gruppi di lavoro, partecipiamo ed incontriamoci agli eventi segnalati, aiutiamoci utilizzando il Forum o semplicemente commentiamo e condividiamo...

Grazie a tutti gli iscritti per la loro partecipazione e collaborazione... Sono un ottimista e credo nelle potenzialità dei disinfestatori... Non possiamo cambiare il mondo ma possiamo migliore il "nostro"!!! (o almeno proviamoci)

IMPORTANTE: Sei hai suggerimenti per poter migliorare, lascia un commento qui o sul Forum. CLICCA QUI! Grazie ancora per la collaborazione!

Nov 13th

Spunti su derattizzazione sicura e piani di lavoro

By Marco Gusti

Articolo apparso su rivista GSA
http://www.gsanews.it/disinfestazione/linea-di-difesa-anti-topo/
 
Ratti e topi presentano delle differenze e come tali vanno affrontati seguendo piani di lavoro e strategie diverse. Entrambi sono dei mammiferi roditori appartenenti alla famiglia dei muridi, entrambi hanno accompagnato l’uomo nel corso della sua evoluzione ed esistenza, ma hanno luoghi di vita e di gestione degli spazi diversi. Quello che li accomuna è:  

·         Distruzione di milioni di tonnellate all’anno di derrate alimentari, sia consumate che rese inservibili dalla contaminazione con feci ed escrementi,

·         Trasporto quali vettori di oltre 200 microorganismi nocivi (virus, batteri, ed altri artropodi tra cui le pulci e le zecche)

·         Danni ad impianti elettrici, elettronici  e strutturali in industrie e abitazioni

Il Mus domesticus  - il topolino delle abitazioni – che di per se può sembrare anche simpatico e reso famoso dalle favole e dai cartoni animati, vive nel contesto delle unità abitative, colonizzando tutti i locali, soprattutto quelli con dispensa e depositi di sostanze alimentari. Vive sempre nell’interno ed ha uno spostamento molto limitato. Quando decide di vivere in un luogo si sposta di alcuni metri (10 – 15), ma vive all’interno dello stesso.  Le sue dimensioni sono contenute -  pesa max 30 gr. Ed è lungo max 20 cm – e consuma dai 3 ai 5 gr di cibo al giorno. Lo fa però in tantissimi pasti (anche 15) cosicché l’avvelenamento con esche deve avvenire con principi attivi particolarmente efficaci ed a dosi elevate.

Il Rattus  rattus– ratto dei tetti – è il ratto “italico” presente ora principalmente nelle zone alte, nei fienili, nei granai, negli allevamenti zootecnici . Nelle zone a clima temperato è possibile vederlo scorazzare nei fili elettrici e sugli alberi delle città e da qui fare capolino nei locali e nelle abitazioni, personalmente mi è capitato di vederlo nella zona di Osta .  La sua vita avviene normalmente nelle zone alte quali tetti, abitazioni ed aziende agricole. Le dimensioni  sono fino a 45 cm e può pesare oltre 300 gr . E’ onnivoro anche se predilige semi e frutti.

Il Rattus norvegicus  - ratto delle fogne – alla sua comparsa in Europa (fine 700) è diventato il ratto dominante . Ha una vita sociale molto sviluppata in colonie molto numerose, è estremamente prolifico, vive in tane all’aperto in prossimità di corsi d’acqua e fognature. Compie i suoi raid all’interno sostanzialmente per trovare cibo. Le sue dimensioni possono arrivare ad oltre 500 gr. Di peso con lunghezza di oltre 50 cm. E’ un grande consumatore di cibo, arrivando ad ingerire al giorno il 10 % del suo peso. A lui piace tutto !

I ratti ed i topi hanno in comune la prolificità con un altissimo numero di nati all’anno per coppia, la capacità di adattarsi in tutte le situazioni, anche le più estreme, ed i danni che recano negli ambienti colonizzati, soprattutto nel contesto degli alimenti (food, produzione, commercializzazione, ecc).

Il controllo diventa essenziale per evitare notevoli danni: perdita annua di centinaia tonnellate   di derrate, Inquinamenti di derrate con urina e deiezioni, Rosicchiamento di: cavi elettrici, telefonici, libri, travi di sostegno, danni in agricoltura alle derrate.

 Sono in grado di

 Passare attraverso aperture di 2,5 cm di diametro.

Arrampicarsi lungo i bordi esterni di tubazioni di qualsiasi lunghezza e larghezza purché siano fissati alla parete con una distanza massima di 7 cm.

Arrampicarsi sui muri in mattone o su qualsiasi altro materiale purché abbia una superficie abbastanza ruvida da offrirgli appigli.

Cadere da un altezza di 15 metri senza rimanere ucciso o riportare danni fisici gravi.

Arrampicarsi all’interno di tubi con diametro compreso tra i 4 ed i 10 cm.

Scavare nella terra in verticale per 1 metro di profondità.

Nuotare per 800 metri in acqua aperta e nelle fogne anche controcorrente.

Immergersi nell’acqua passando attraverso i sifoni dei gabinetti.

Le condizioni che possono influenzare la loro diffusione sono legate all’abbandoni di immondizia, alimenti non protetti – anche in scantinati o depositi -  resti di cibo di animali domestici (gattare) mangimi sfusi in allevamenti .. A livello di strutture la cattiva gestione di magazzini e depositi, con merce accatastata vicino alle parei ed in zone non consone, muri rotti, porte lasciate aperte o deteriorate, cavità di tubazioni non sigillate,. Lavori stradali, cantieri, scavi comportano un disturbo alle colonie ed uno spostamento che si traduce poi in infestazione agli stabili ed ai fabbricati limitrofi.

  Per la lotta è essenziale far coincidere tre elementi : la prevenzione, il monitoraggio ed il controllo che sono poi i principi base della lotta integrata. L’attività del Pest Control deve essere ricolta prevalentemente alla gestione di un servizio che prevenga, non che combatta.  E’ essenziale che le operazioni vengano svolte da aziende preparate che abbiano l’obiettivo di far si che il problema ratti e topi non si crei al committente.  E’ essenziale partire dalla base – se possibile – quale la progettazione dei locali, dove non ci devono essere “nicchie di annidamento dei roditori”.

Le fasi di una buona disinfestazione sono:

·         Colloquio con il personale – sia essa industria alimentare, scuola, abitazioni, ecc – per comprendere il problema

·         Avere a disposizione la cartografia dell’ambiente per verificare presenza di tombinature, fognature, cavedi

·         Eseguire un’accurata ispezione – con rilievi fotografici se possibile –

·         Bonificare e pulire l’area

·         Applicare un impianto di derattizzazione che deve comprendere l’utilizzo di particolari bait box di protezione – sia esse in plastica, metallo – a chiusura di sicurezza e vincolate alle pareti o al terreno, che non siano raggiungibili da animali domestici e bambini.

·         Fare una verifica periodica a calendario per il monitoraggio e la sostituzione dell’esca.

Essenziale è la progettazione ed il monitoraggio. E’ buona norma presentare al Committente una relazione tecnica  insieme all’offerta economica in cui si riportano le fasi della derattizzazione, insieme all’indicazione dei prodotti e le procedure ed i comportamenti da tenersi  durante l’esecuzione dei trattamenti. La scelta del tipo di esca diventa importante . Si utilizzano p.a. anticoagulanti che non inducano sospetti nella colonia di roditori (tra l’altro ratti e topi sono molto restii alle novità e per alcuni giorni potrebbero non consumare le esche ed entrare negli appositi contenitori).  In base ai luoghi è opportuno orientarsi su tipi di p.a  diversi ed in formulazione diversa. Sono preferibili esche  in blocchi che restano vincolati al bait box e quindi consumati sul posto. Le esche asportate nelle tane rischiano di rimanere non consumate (riserva).

La protezione è alla base dell’esecuzione del servizio: le nuove disposizioni di legge (ordinanza  del 14 gennaio 2010  ) procedure ben precise  ------------ PROPONGO DI ALLEGARE I RIFERIMENTI DI LEGGE ) con obblighi specifici per l’azienda di disinfestazione , Questa legge – conosciuta anche come legge Martin,  è stata introdotta per evitare la moria di animali domestici a cui si è assistito per molto tempo.

L’ordinanza ha finalità di salvaguardare le persone, gli animali e l’ambiente, contrastando certe“cattive pratiche” di derattizzazione, sia a livello “fai-da-te” che a livello professionale

  Per concludere, una volta stabilita la necessità di una disinfestazione, le linee guida devono comprendere:

·         Avviso con appositi cartelli segnalatori da mettere 5 giorni prima dell’esecuzione del trattamento

·         Gestione dei punti esca su una planimetria (punti esca lungo i perimetri ogni 15-20 mt per ratti – all’interno ogni 10 mt )

·         Cartelli semplici e chiari visibili che segnalano il posizionamento del punto esca  in bait box

·         Controllo e ripristino dei punti esca a calendario

·         Fine della derattizzazione – eliminazione dell’impianto -

Sep 6th

Ci siamo, tutto è pronto. Si parte!

By Fabio Vitillo

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Buongiorno a tutti gli iscritti, scrivo questo post per ringraziarvi! Sono passati solo 6 mesi dal primo giorno online e ci possiamo già ritenere una vera comunità.

Abbiamo da qualche settimana superato i 150 partecipanti, non poco visto che non siamo un social network “generalista” ma trattiamo un argomento “sconosciuto” ai più.

Ma adesso? Adesso DIAMOCI DA FARE!

Lo spazio a nostra disposizione è ILLIMITATO! Quindi iniziamo subito a caricare o incorporare video o a creare album fotografici. Facciamo vedere come lavora un professionista!

Penso che sia ora di far capire come vanno fatte le cose!

Gli improvvisati, i “finti” disinfestatori o il fai da te può, in molti casi, creare grossi danni non solo all'eventuale “cliente” e ai “veri” disinfestatori, ma soprattutto all'ambiente in cui tutti noi viviamo.

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La professionalità gioca un ruolo determinante nel trovare la giusta soluzione al problema degli infestanti rispettando non solo le norme, ma più di tutto l'ambiente.

Purtroppo il disinfestatore non può vantarsi di una qualifica riconosciuta dallo Stato che gli permetta di distinguersi subito dagli improvvisati, ma deve sempre dimostrarla sul campo.

Lo stesso problema ce l'ha chi necessita di una disinfestazione e non sa da dove cominciare:

<<- Come capire se ho bisogno di un disinfestatore? Cosa deve fare un disinfestatore? Dove e come contattarlo? Come difendersi da chi è un improvvisato? ->>

Da oggi la soluzione c'è! PestBook serve a questo: conoscere i professionisti della disinfestazione e i loro sistemi. Poter conoscere quale sistema di lotta è meglio usare secondo le opinioni di esperti è un vantaggio per l'utilizzatore del servizio che ha finalmente i mezzi per difendersi dai ciarlatani o improvvisati.

Spiegando cosa c'è dietro una disinfestazione, faremmo capire quanto sia importante la professionalità e, in futuro, una qualifica riconosciuta.Insieme potremo conoscere e approfondire argomenti di interesse comune e distinguerci per le nostre conoscenze e competenze.

Tutto è pronto! Utilizziamo PestBook per migliorare i sistemi e i risultati nelle disinfestazioni.

Grazie ancora a tutti gli iscritti per la partecipazione. A presto...

Jul 1st

Metodiche di derattizzazione

By Istituto Biochimico

Tre specie di roditori, il Rattus norvegicus, il Rattus rattus, ed i Mus musculus, viveno in stretta associazione con l'uomo e traggono vantaggio per il loro incremento numerico dalle particolari situazioni degli ambienti antropizzati (disponiblità di cibo sotto forma di derrate alimentari immagazzinate o di rifiuti, disponibilità di rifugi particolarmente sicuri e relativamente climatizzati, come fognature, soffitte, intercapedini, scantinati ecc.) (fig.1).

figura 1

Le tre specie di roditori menzionate hanno differenti caratteristiche morfologiche, ecologiche ed etologiche che ne permettono una facile identificazione (tab. 1)

tabella 1

La loro identificazione è possibile anche attraverso la forma delle feci lasciate nelle zone infestate (fig.2), dalle tracce lasciate sul terreno (tane, rosicchiamenti, impronte, percorsi, ecc.).

figura 2

Dimensioni di una popolazione di roditori
Non esistono metodi validi per valutare la densità di una popolazione di roditori in un territorio e le cifre che spesso vengone fornite sul presunto numero di raditori presenti ad esempio in una città, sono del tutto arbitrarie e di nessuna attendibilità. La densità delle tracce, l'avvistamento dei roditori anche durante il giorno,il numero dei reclami dei cittadini, i danni alle derrate alimentari immagazzinate, ecc. sono gli elementi che ci informano sulla entità piu o meno grave di un'infestazione, ma che nulla possono dirci circa la sua composizione numerica.

Cause che determinano le dimensioni di una popolazione di roditori
Come è noto i fattori che favoriscono o limitano l'accrescimento di una popolazione animale si dividono in fattori estrinseci alla popolazione, o non biologici, (fattori climatici, fattori amblentati, disponibilità di cibo) e fattori intrinseci o biologici (competizione, malattie, parassitismo, predazioni, a cui può essere aggiunta la mortalità da esche avvelenate). tabella 2
I fattori estrinseci determinano la capacità biologica specifica, cioè la capacità di un determinato amblente di "sopportare" o garantire la sopravvivenza di un determinato numero di Individul di una specie.
Ne deriva che una derattizzazione determina un rapido aumento della mortalità ed una conseguente rapida diminuzione della popolazione dei roditori, ma non modifica la capacità biologica specifica dell'amblente infestato, per cui una volta cessata la derattizzazione, la popolazione dei ratti tenderà a tornare a quei valori di densità numerica consentiti dall'ambiente e preesistenti al trattamento.
Dopo un intervento derattizzante con esche avvelenate, una popolazione di ratti impiega da sei a dodici mesi per tornare alla densità originaria.
Al contrario la bonifica ambientale che comporta la corretta eliminazione dei rifluti, la miglioria delle fognature, il restauro degli edifici fatiscenti, il corretto immagazzinamento delle derrate alimentari, ecc, modifica drasticamente i fattori estrinseci, determina una duratura diminuzione della capacità biologica specifica e quindi una definitiva riduzione della popolazione dei ratti.
Ricordiamo ad esempio che l'immagazzinamento delle derrate alimentari, va effettuato su appositi bancali solevati da terra e separati fra loro da uno spazio sufficiente per il passaggio delle persone addette alla lotta, al controllo ed alle pulizie.
Deve essere eliminato l'immagazzinamento di alimenti sfusi e gli stock immagazzinati devono essere spostati frequentemente così da disturbare i roditori, impedendo insediamento stabile, dato che esso è caratterizzato dalla standardizzazione della dieta alimentare e dalla delimitazione territoriate, che ostacola il successo della lotta con esche avvelenate.

figura 3

 

LA DERATTIZZAZIONE

Lo studio del territorio e il censimento delle aree infestate.
Quando si deve operare su un vasto territorio urbano, risulta indispensabile; suddividerlo in settori operativi e, con l'aiuto di carte topografiche, individuare per ogni settore gli isolati presenti. Per ogni isolato risulterà utile raccogliere tutti quei dati necessari per valutare l'importanza dell'infestazione. Tale lavoro può essere facilitato dall'uso di schede prestampate. I dati cosi raccolti, opportunamente tabulati, sono la base per comprendere e risolvere i problemi delle differenti aree infestate.

Schede Prestampate:

Vedi esempio

Scarica schede (PDF)
per scaricare: cliccare con il tasto destro del mouse sul link
e scegliere "Salva oggetto con nome..."

La distribuzione delle esche avvelenate
La prima preoccupazione di chi opera una derattizzazione, deve essere quella di prevenire ogni rischio derivante dall'immissione di sostanze tossiche nell'ambiente. L'uso di fumiganti, pertanto non è indicato nella derattizzazione urbana, mentre risulta utile per la derattizzazione di ambienti isolati ermeticamente chiusi (derattizzazione delle navi).
In linea generale, fatta eccezione per pochi prodotti, possiamo dire che sono da preferire i trattamenti con esche a base di veleni a dose multipla. I veleni acuti per singola ingestione, sono utili soprattutto ove è necessaria una bonifica immediata ed in caso di una resistenza diffusa agli anticoagulanti. Soprattutto nei trattamenti con veleni acuti, spesso si rende indispensabile effettuare un pre-trattamento con esche non avvlenate per abituare i ratti a consumare le sostanze alimentari che poi verranno avvelenate fronteggiando così il fenomeno della neofobia e della "bait siknes".
Sono comunque da evitare i trattamenti non mirati, effettuati con distribuzione casuale delle esche in tutta l'area da bonificare. Le esche devono invece essere deposte in luoghi inaccessibili ai bambini e agli animali domestici. Il controllo periodico delle esche, in alcune stazioni fisse, è molto importante per seguire l'andamento della derattizzazione a per poter ripetere il trattamento fino a quando cio si renda necessario, reintegrando le esche consumate. Molto utile può risultare nel trattamento di ambienti confinati, l'implego di box contenenti esche ed acqua, da collocare sui percorsi abitudinali dei roditori, (ad esempio lungo i muri). Tali box sono facilmente ispezionabili e garantiscono la presenza di un'esca senza pericolo di dispersione.
Le formulazioni ratticide oggi in commercio (in polvere da traccia ed in esche, in pellets, in grani, in paraffina, in bustine), sono composte da adescanti vari che ne determinano l'appetibilità e da un ratticida. Le polveri da traccia sono utilizzabili in luoghi ove non esista alcun pericolo di contaminare alimenti. Esse si attaccano al pelo e vengono ingerite dai roditori durante le abitudinarie operazioni di pulizia corporea. Le formulazioni idro-repellenti in paraffina sono indicate nel trattamento di ambienti molto umidi e risultano quindi idonee per il controlfo dei ratti nelle fognature. Le confezioni in bustina, per la rapidità di distribuzione e la facilità di controllo, risultano pratiche soprattutto nel controllo dei ratti in ambienti urbani. Le esche in grani e pellets appetite dai ratti, ma anche da Mus-musculus, risultano pratiche nel trattamento di amblenti
confinati. Molti principi attivi possono anche essere solubilizzati in acqua per la preparazione di esche liquide, particolarmente efficaci in estate e in amblenti privi di acqua. Piccoli distributori di acqua avvelenata possono essere confezionati artigianalmente, o possono essere utilizzati abbeveratoi a sifone per
pulcini. Là dove i roditori sono abituati a diete alimentari altamente specializzate, le esche commerciali possono venire da essi riflutate e quindi può risultare molto utile preparate esche fresche con gli stessi alimenti per solito reperibili dal roditore sul posto.
È importante ricordare che esche, cibi, trappole, ecc. contaminate dall'odore umano, al contrario di quanto si crede, non causano diffidenza nei ratti sinantropi abituati da sempre a consumare e ad essere in contatto con cibi e manufatti toccati dall'uomo.

Il controllo dei risultati raggiunti al termine di una derattizzazione
I risultati di una derattizzazione possono essere valutati controllando la diminuzione dei segni della presenza dei roditori, ad esempio la scomparsa di escrementi freschi, l'abbandono delle tane, (la presenza di ragnatele all'imboccatura delle tane è indice dell'assenza del roditori), la cessazione del consumo delle esche.
La stima del consumo di esche non avvetenate, confezionate con alimenti particolarmente appetiti ai roditori e poste nei luoghi da questi frequentati abitualmente e la cattura di ratti con trappole poste negli ambienti infestati, permettono di valutare in maniera più diretta i risultati di un trattamento ratticida.

L'eliminazione dei cadaveri dei roditori e dai cattivi odori
La raccotta dei cadaveri dei roditori va sempre fatta con guanti di gomma e l'aiuto di buste di plastica per preventre la fuga degli ectoparassiti. Per coprire i cattivi odori dovuti alla presenza del cadavere di un ratto, ad esempio in un recesso irraggiungibile, possono essere usati disinfettanti profumati, come ad esempio il benzalconio cloruro ed il benzetonio cloruro, oppure olii profumati, come l'olio di pino, l'olio di menta piperita, ecc.

Vebi Istituto Biochimico s.r.l.
Sede Legale: Via Desman, 43 35010 S. Eufemia di Borgoricco (PD)

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Jun 28th

Lotta a topi e ratti: Anticoagulanti

By Istituto Biochimico
Gli anticoagulanti sono stati la svolta fondamentale nella lotta ai muridi.
La ragione del loro successo è legata al ritardo con cui si manifesta la loro azione, all’assenza di particolari sapori, alla bassissima dose d’uso ed alla esistenza di un antidoto specifico.
Gli anticoagulanti utilizzati per la produzione di esche rodenticide chimicamente appartengono tutti a 2 categorie: cumarine e indandioni.
Il loro meccanismo di azione è comunque simile: agiscono a livello del fegato come antagonisti della vitamina K interferendo con la sintesi dei fattori della coagulazione del sangue Vitamina K- dipendenti.
La diversa tossicità delle molecole anticoagulanti è legata soprattutto alla loro diversa capacità di essere degradate metabolicamente ed allontanate con le feci o le urine. La loro azione inizia almeno dopo 3 giorni dall’ingestione, provocando emorragie interne che indeboliscono l’animale. La debolezza fa’ si che l’animale riduca la sua attività e rimanga preferibilmente nella sua tana. La vitamina K1 è l’antidoto specifico di tutti gli anticoagulanti.
N.B. La rapidità d’azione degli anticoagulanti è molto variabile da un minimo 2/3 giorni ad un massimo 12/15 giorni. Dipende molto dalle condizioni fi siche del soggetto colpito, dalla quantità ingerita e dalla tossicità del principio attivo.

Principi attivi:

Warfarin Il primo anticoagulante introdotto in commercio il cui uso è ormai raro come rodenticida ma ampiamente usato in medicina nelle terapie anticoagulanti.

Chlorophacinone Anticoagulante a dose multipla della categoria degli Indandioni. Meno tossico rispetto agli anticoagulanti di generazioni successive perché si conserva meno nel corpo dall’animale. Presenta quindi minori rischi di avvelenamento secondario per la fauna selvatica.

Bromadiolone Cumarina di seconda generazione effi cace già con due piccole ingestioni di esca. È il principio attivo più usato in Europa. Idoneo per la disinfestazione di tutti i muridi infestanti.

Difenacoum È generalmente effi cace già con due piccole ingestioni di esca. È un principio attivo con una selettività tra le più elevate; risulta essere infatti tossico su topi e ratti ed un po’ meno sugli animali domestici.

Brodifacoum potentissimo anticoagulante. Agisce come gli altri principi attivi anticoagulanti, ma una volta ingerito ha una capacità di resistere alla degradazione molto maggiore, per cui anche una singola ingestione risulta mortale su tutti i ceppi di muridi resistenti agli anticoagulanti attualmente conosciuti. La quantità di esca necessaria per ottenere con il Brodifacoum, la dose letale è molto piccola, e corrisponde a meno del 5% del consumo alimentare giornaliero sia per il topo che per il ratto.

Tossicità acuta delle esche

Nella tabella viene riportato il valore della tossicità delle esche per singola ingestione. I valori vengono espressi in DL50 che corrispondono alla quantità di esca in grammi, che, somministrata per via orale in una unica ingestione, porta alla morte il 50% di un gruppo di soggetti di peso medio. I valori sono stati calcolati partendo dai dati sperimentali ricavati sui principi attivi puri.

Tabella dose letale per singola ingestione (DL50)

Tossicità cronica delle esche

La tossicità di un principio attivo viene notevolmente aumentata se l’ingestione viene ripetuta per più giorni. La differenza di tossicità tra i diversi anticoagulanti in questo caso è molto meno accentuata, purché non si sia in presenza di resistenze acquisite.

Scegli il topicida giusto: CLICCA QUI

Apr 25th

Lauro Pest Control - Servizi di Disinfestazione - Derattizzazione - Sanificazione Ambientale

By Michele Lauro
Lauro_Pest control.JPG

Laurogroup.com è una azienda che opera nel campo dell’Igiene ambientale con un esperienza pluriennale, ed in particolare in quello relativo al controllo di agenti infestanti, fornendo consulenze e bonifiche (in particolare per il controllo di qualsiasi natura  d’insetti, artropodi e roditori) in differenti luoghi di vita (lavoro, domestico, svago) e con diverse metodologie operative.

Laurogroup.com è formata da un Team di persone professionalmente qualificate, che vivono, e conoscono bene, i problemi del territorio nazionale ed intendono mettere al servizio di tutti la loro esperienza.

Tutto questo operando con prodotti rispondenti a tutte le normative vigenti, personale tecnico scientifico specializzato e continuamente aggiornato, attrezzature e macchinari all’avanguardia.
Apr 15th

Conosci il tuo nemico - VEBI ti aiuta a risolvere i problemi dei muridi infestanti

By Istituto Biochimico

topi vebi.jpgCONOSCI IL TUO NEMICOtopi vebi2.jpg

Ratti e topi a causa delle malattie  che veicolano e dei danni che provocano all’ambiente, agli animali domestici e alle proprietà,  possono essere considerati l’ultimo grande nemico animale dell’uomo moderno.

topi vebi3.jpg


Mar 22nd

Prodotti Ekommerce - derattizzazione ecologica

By Eko mille

Buongiorno a tutti,
anche la Ekommerce si è iscritta a questo interessante forum per divulgare informazioni sui propri prodotti di e sulla innovativa tecnica di derattizzazione ecologica che verte sull’uso dell’ormai ben nota attrezzatura professionale Ekomille.

Augurando al sito e all'amministratore quanto di meglio per questa nuova avventura, presentiamo di seguito brevemente alcuni prodotti che rappresentano la nostra offerta di core business per il mercato della disinfestazione professionale:

 

  1. Sistemi ed attrezzature per la derattizzazione ecologica: Sistema Eko & Ekomille 
  2. Trappole UV per la lotta agli insetti alati: modelli Fly Slim, Fly Onda e Fly Food
  3. Confondente per il controllo biologico delle zanzare: Z-Stop
  4. Erogatori di sicurezza per esche rodenticide : Top Rat Duo, T-Rat ed Hard-Rat
  5. Insetticidi concentrati e veicolanti a basso impatto ambientale: Tetraperm ABD, B-Dueppi, Tetrafenprox ABD

 

1.         La derattizzazione ecologica realizzata con Sistema Eko è uno dei nostri punti di forza e di innovazione poiché a differenza di quella tradizionale cEKOFOOD10072dpi.jpghe, a causa dei veleni e delle carcasse infette disperse negli ambienti, comporta rischi per la salute dell'uomo, dell’ambiente e degli animali domestici e selvatici non target, non impiega sostanze nocive e combatte solo topi e ratti.

Corso di formazione professionale GOLD sulla derattizzazione ecologica

Ekomille, prodotto di punta brevettato di Sistema Eko, è la nostra apparecchiatura di derattizzazione a cattura multipla e continua; effic
Isola Ecologica (2).jpgace in ogni ambiente, indispensabile nelle imprese alimentari e del settore ospedaliero, semplice da usare ed innovativa perché:
Ecologica - usa come attrattivo sostanze alimentari naturali
Sicura - senza veleni, sostanze nocive o pericolose per bambini e animali non in target
Igienica - cattura e trattiene in apposito serbatoio topi e ratti, evitando la dispersione di carcasse pericolose nell'ambiente

2.         Fly Slim 30S: trappola UV per insetti alati, in acciaio i
Fly Slim 30s.jpgnox non satinato, uso con piastre collanti, tubi attinici BL quantum 2X15 watt, fissaggio a parete/ a soffitto, appoggio, idonea per il settore alimentare

Fly Onda 30W: trappola UV per insetti alati, in acciaio preverniciato, uso con piastre collanti, tubi attinici quantum 2X15 watt, fissaggio a muro con Fly Onda 30w.JPGtasselli, idonea per il canale Ho.Re.Ca e abitazioni civili

Fly Food 30W: trappola UV per insetti alati, in acciaio preverniciato, uso con piastre collanti, tubi attinici quantum 2X15 watt, fissaggio a muro con tasselli, idonea per il settore alimentare
Consulta il NUOVO CATALOGO 2010 

3.         Z-Stop, succo d’aglio concentrato al 99,3% da diluire in acqua; l’uso congiunto del Synergy Barrier ne prolunga l’azione nel tempo. Da utilizzare con macchine irroratrici e atomizzatrici.
Atossico, naturale, non presenta rischi per l’uomo e per l’ambiente.


4.         Top Rat Duo: in plastica, fissaggio a muro, per uso derattizzazioni e monitoraggi in aree interne ed esterne con paraffinato e
top-rat-duo-misto.JPGpiastre collanti, idoneo per le tre specie infestanti roditori, tetto nero o trasparente. Personalizzabile.

T-Rat: in plastica, fissaggio a muro, per uso derattizzazioni e monitoraggi in aree interne ed esterne con paraffinato e piastre collanti, idoneo per le tre specie infestanti roditori.

Hard-Rat: in acciaio inox, fissaggio a muro, per derattizzazioni e monitoraggi in aree interne ed esterne con paraffinato e piastre collanti, idoneo per le tre specie infestanti roditori.
Consulta le schede tecniche

5.         Tetraperm ABD: insetticida a base di principi attivi tetrametrina e permetrina formulato in microemulsione acquosa, agisce contro insetti volanti e striscianti, funzione adulticida, applicabile per interni ed esterni, inodore, prodotto P.M.C.
B-Dueppi:
Insetticida - acaricida in microemulsione acquosa per uso civile e professionale contro insetti striscianti, volanti e acari, a lunga azione residuale, a base di Bifentrina pura, prodotto P.M.C.
Tetrafenprox ABD:
Insetticida concentrato emulsionante per uso civile e professionale contro insetti striscianti e volanti, a lunga azione residuale, 100% di Etofenprox e Tetrametrina, prodotto P.M.C.

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