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Se la conosci, la combatti!

Published by: Alessandra Leone on 22nd Feb 2012 | View all blogs by Alessandra Leone
Questo è un articolo scritto per la rivista online Intersezioni
Siete invitati a dire la vostra e a correggere eventuali inesattezze.
Ce ne sono un paio ben evidenti dovute al mio correttore di bozza che evidentemente non ci capisce un tubo :)
Grazie,
Alessandra


Cimex lectularius sta tornando nell nostre case. La conoscenza dell’etologia e del ciclo biologico è premessa indispensabile per condurre un’efficace disinfestazione.

Lo sfortunato incontro tra Homo sapiens e Cimex lectularius avvenne quando i nostri antenati iniziarono a utilizzare caverne e anfratti come rifugi.
Originariamente questo insetto parassitizzava pipi-strelli e volatili, solo successiva la specializzazione sull’uomo.
Oltre ai diversi ritrovamenti fossili, i primi dati concreti riguardo al problema delle Cimex risalgono agli inizi del ‘900. 
È noto che in Inghilterra si è manifestata un’esplosione di questo parassita con la rivoluzione industriale (a Londra il 30% delle case era infestata) ma anche nel nostro Paese il problema era ben conosciuto.
Negli anni del secondo dopoguerra, con il miglioramento delle condizioni di vita e grazie anche all’avvento dei primi insetticidi organici di sintesi come il Ddt, questo insetto è scomparso dal mondo civile occidentale.
Insieme al suo declino ci si è gradualmente dimenticati della sua esistenza e dei relativi problemi.
Dalla seconda metà degli anni ’90 a oggi, in paesi come Stati Uniti e Inghilterra, le cimici dei letti sono diventate uno dei principali insetti infestanti delle abitazioni, e anche in Italia la presenza di questo insetto sta raggiungendo livelli allarmanti. 
Le cause di questa esplosione non sono note; la resi-stenza di questi insetti ai diversi principi attivi attualmente in commercio denota come la loro scomparsa in realtà altro non era che una situazione apparente, dovuta all’uso eccessivo di insetticidi che ne ha drasticamente diminuito dagli anni quaranta.
Fattori che possono aver contribuito all’attuale situazione sono riconducibili all’aumento degli spostamenti intra- e inter-continentali di persone e di merci, all’immigrazione sempre maggiore di persone provenienti da Paesi in cui le cimici sono sempre state presenti (Africa e Asia), ma soprattutto alla quasi totale mancanza d’informazione del cittadino e alla poca professionalità delle aziende specializzate.

Biologia
La cimice dei letti è un parassita umano ematofago, ovvero si nutre esclusivamente di sangue che ottiene pungendo l’ospite. 
Per necessità si nutre anche di sangue ottenuto da animali domestici (cani, gatti). Questi insetti hanno un ciclo vitale composto da 7 stadi: uovo, neanide (in tutto cinque stadi di età) e infine adulto. Le uova sono di colore bianco perlaceo, lunghe circa 1 mm che durante la deposizione sono ricoperte da una sostanza vischiosa che le salda al substrato. I materiali preferiti per la deposizione sono stoffa, carta, cartone, legno e altre superfici ruvide. Le uova sono totalmente impermeabili agli insetticidi di uso comune e per questo sopravvivono ai trattamenti chimici. 
Nel giro di circa 10 giorni (il tempo varia in base alla temperatura ambientale) le uova schiudono e na-scono le neanidi di prima età, difficilmente visibili poiché molto piccole e traslucide. Appena nate sono subito pronte a nutrirsi. 
Per passare ad uno stadio di sviluppo successivo è necessario che effettuino almeno un pasto di sangue; se ciò non avviene resistono circa 1-2 settimane a digiuno e poi muoiono. 
Dopo che si sono nutrite si annidano in piccoli anfratti (spessi anche meno di 2 mm) dove dige-riscono il pasto in circa 5 giorni e successivamente mutano, liberandosi dell’exuvia, e passano allo stadio ninfale successivo. In condizioni favorevoli lo stadio adulto è raggiunto nel giro di 30-40 giorni. 
L’adulto ha dimensioni intorno ai 5-6 mm, di colore marrone rossiccio e di forma ovale molto appiattita. Ha vita media di 4-6 mesi ma in condizioni di bassa temperatura e in assenza di alimento è in grado di sopravvivere anche un anno in attesa di potersi nutrire. In condizioni ideali si nutre ogni 4-6 giorni e nella sua vita è in grado di deporre fino a 500 uova.
L’accoppiamento è traumatico, il maschio perfora la femmina con una specie di organo a forma di lancia che talvolta può causarne la morte o la perdita delle uova nel caso sia già gravida. Proprio per questo le femmine fecondate tendono ad allontanarsi e ad annidarsi in posti dove non vi sia ”odor di cimice”.
Caratteristica principale di questo insetto è che rifugge la luce, quindi tende ad annidarsi in luoghi nascosti e poco visibili anche all’occhio più vigile. Le cimici preferiscono insediarsi in fessure molto strette dove si sentono protette da eventuali minac-ce esterne. Ogni fessura larga come una carta di cre-dito è un buon punto per un eventuale anni-damento.
Essendosi evolute completamente in funzione dell’uomo, i loro ritmi di vita si sono adattati ai nostri: nelle ore in cui siamo meno attivi (tra l’una e le 4 di notte), le cimici sono nel picco di attività di ricerca del cibo. Sono molto sensibili e grazie all’emissione di CO2 e di calore individuano facilmente eventuali presenze umane. Raggiunto un punto comodo (solitamente parti scoperte come mani, braccia, gambe, piedi, ma talvolta anche il volto) iniziano a nutrirsi infiggendo l’apparato boccale pungente succhiante nella pelle e iniettando la saliva anticoagulante. La puntura è totalmente indolore e l’intera operazione richiede dai 3 ai 10 minuti. La quantità di sangue assunta è pari a circa 5 volte il peso del proprio corpo.
Terminato il pasto la cimice torna a rifugiarsi in un posto sicuro, e qui resta in uno stato di quiete per i giorni successivi.
Talvolta, soprattutto se a digiuno da tanto tempo, le cimici non disdegnano di andare a nutrirsi anche in pieno giorno o in ambienti illuminati. In questo caso se si entra in un ambiente infestato ma disabitato da tempo può essere più facile individuarle facendo attenzione a eventuali spostamenti su muri, mobili o letti. 

Modalità d’infestazione
L’infestazione avviene per via di una femmina adulta e fecondata che arriva in casa attraverso vestiti, bagagli o altri oggetti che sono stati a contat-to con un ambiente infestato. 
Nella maggior parte dei casi le infestazioni hanno origine da attività di accoglienza quali hotel, B&B, ostelli o mezzi di trasporto nei quali si soggiorna per periodi relativamente brevi che non permettono di accorgersi della presenza di questi insetti.
Una volta raggiunto l’ambiente casalingo, la cimice va ad annidarsi in un posto a lei congeniale e qui depone uova per qualche giorno (in media 5 uova deposte ogni giorno). A questo punto la femmina per poter deporre altre uova dovrà essere fecondata nuovamente, quindi l’infestazione subisce una fase di latenza, finchè dopo all’incirca un mese, la sua prole sarà adulta e quindi a sua volta feconda.
Da qui in poi l’infestazione ha una fase di crescita esponenziale: più il tempo passa più il numero di questi insetti aumenta, si diffonde maggiormente nell’ambiente ed è sempre più facile che l’infestazione si possa trasmettere passivamente od attivamente ad ambienti frequentati o limitrofi.
Ci si accorge dell’infestazione principalmente in 3 casi:
• per forte eruzione cutanea dovuta alla sensibilità alle punture di chi soggiorna nell’ambiente infestato;
• vedendo gli insetti, durante le ore notturne o di prima mattina, spostarsi su muri, lenzuola o strutture del letto;
• notando dei piccoli punti neri in prossimità del letto, sulle doghe o sul materasso (macchie fecali). 
La prima situazione può essere un vantaggio perché ci si accorge della presenza di Cimex quasi immediatamente dopo il loro arrivo e l’infestazione può essere bloccata per tempo; le altre situazioni invece sono indice di un’infestazione già ben sviluppata e diffusa, che si protrae ormai da alcuni mesi. 

 Le indagini preliminari
Prima di iniziare una qualsiasi procedura di disinfestazione bisogna essere certi della presenza dell’infestante e sapere a quale specie appartiene. I segni di infestazione delle cimici sono molto particolari però talvolta un occhio poco esperto può fare confusione, oppure entrare in allarme senza che ci sia una reale infestazione in corso.
Sintomi come reazioni cutanee o macchie di sangue su lenzuola non sono di per sé segnali che implicano la presenza di cimici: esistono diverse specie di insetti o acari che possono causare reazioni allergiche, e le macchie di sangue possono essere state causate da zanzare o moscerini ematofagi inavvertitamente uccisi durante movimenti notturni nel proprio letto.
Uno dei segni più tipici della presenza di cimici dei letti sono le macchie fecali. 
Queste hanno aspetto catramoso e forma tondeggiante, leggermente in rilievo, di diametro di 1-3 mm. Se fresche hanno un aspetto lucido e se trattate con acqua ossigenata sprigionano bollicine di ossigeno per reazione con gli atomi di ferro presenti nelle strutture degradate dell’emoglobina sanguigna.
A seconda del materiale su cui vengono escrete possono assumere aspetti differenti: su stoffa ad esempio vengono assorbite e prendono la forma della trama del tessuto, quindi sono più difficili da riconoscere. Solitamente gli escrementi sono deposti in prossimità dei punti di annidamento, quindi i punti ove sono presenti macchie fecali in quantità sono i primi posti in cui andare a cercare esemplari vivi per valutare la tipologia di infestazione.
Un altro segnale che non lascia dubbi sulla presenza di una cimice è l’avvistamento di una o più exuvie, lasciate nei punti ove si è annidata quando è passata allo stadio di accrescimento successivo. 
Il segnale più inequivocabile della loro presenza è l’avvistamento di esemplari vivi, cosa non difficile da effettuare se il tecnico disinfestatore ha buona esperienza (solitamente bastano 3 minuti per capire se si è di fronte a un’ infestazione da Cimex lectularius). 

La disinfestazione: un breve prontuario
Svuotare la stanza infestata e trasportare mobili e oggetti in altre parti della casa: questo può causare l’infestazione di altre stanze. 
Cosa sconsigliabile è richiudere tutto (vestiti, peluches, ecc.) in sacchetti ermetici di plastica. I vestiti e gli oggetti in tessuto lavabili sono sanificabili con un lavaggio in acqua a 60°C. La pulizia con diversi detergenti chimici di tutte le superfici, oppure, cosa ben peggiore, spruzzare insetticidi di dubbia efficacia ovunque. È impensabile trattare con sostanze chimiche ambienti in cui si dorme, ma soprattutto è inutile, perché le cimici hanno l'esoscheletro rivestito di uno strato ceroso che le rende poco esposte a quasi tutti i principi attivi in commercio.
È sbagliato buttare via materassi, reti, e qualsiasi oggetto che può sembrarvi infestato. Sarebbe solo uno spreco di denaro in quanto quasi ogni oggetto è tranquillamente trattabile e sanificabile (per un materasso bastano 60 secondi in media). Affidarsi a imprese di disinfestazione che propongono la risoluzione del problema in pochi giorni e con trattamenti chimici è un errore: oltre ad essere spesso resistenti agli insetticidi, questi hanno un’azione repellente quindi vi ritroverete in breve tempo le cimici in ogni parte della stanza o addirittura in tutta la casa. 
Questa situazione dispersa sarà poi davvero difficile da risolvere e occorreranno addirittura mesi per venirne a capo. Non andate a dormire in altre stanze. Può sembrare difficile e impensabile ma è l’unico modo per evitare che le cimici vengano in cerca di voi le notti successive per nutrirsi. Il risultato sarebbero infestazioni sul divano o in altre camere da letto. E non pensate di isolare la stanza, basta una piccola crepa o una fessura per permettere il loro passaggio in ambienti limitrofi. L’unica cosa sensata da fare è contattare un professionista. Bisogna fare estrema attenzione a chi ci si rivolge perché in caso di cimici non ci si può permettere di andare a tentativi, cosa che magari si fa per roditori, blatte o altri infestanti. Di solito un protocollo corretto prevede un secondo sopralluogo dopo 10-15 giorni dal primo trattamento, per valutare i risultati e, nel caso, fare un secondo trattamento. In genere il problema è risolto con 2-3 trattamenti.
Nei casi peggiori il numero aumenta. Se la ditta di disinfestazione è professionalmente preparata ad affrontare il problema sarà in grado di darvi istruzioni dettagliate su come comportarvi prima dell’intervento, ma soprattutto sarà in grado di rispondere a qualsiasi vostra domanda riguardo al comportamento e alla natura di questo insetto. 
Con le cimici la lotta è soprattutto etologica e se non si conoscono abitudini e comportamenti di questo parassita è pressoché impossibile sconfiggerlo. I metodi di trattamento più efficaci sul mercato sono: 

• le basse temperature si basano sull’utilizzo di azoto liquido a -196°C. La tecnica ha buona efficacia ma richiede elevata esperienza dell’operatore e comporta costi talvolta poco sostenibili da un privato;
• le alte temperature si basano sull’utilizzo di apparecchiature diverse che uccidono le cimici sottoponendole a shock termici.

Esistono riscaldatori che aumentano la temperatura ambientale fino ad 80°C per circa 2-3 giorni, assicurando la morte dell’infestante. Di contro tale procedura implica il dover dormire fuori casa per 2-3 giorni e le spese da affrontare per un trattamento del genere potrebbero essere insostenibili per un privato. Inoltre eventuali oggetti e materiali delicati possono rovinarsi.
Altro metodo è l’utilizzo del vapore secco saturo surriscaldato (180°C), tecnica di introduzione recente ma che da ottimi risultati a costi molto ridotti rispetto alle altre tipologie di trattamento. Ogni superficie è trattabile e il rischio di danno ai materiali è minimo. Inoltre questa tipologia di vapore non bagna quindi possono essere trattati anche libri e oggetti in stoffa. Anche in questo caso l’operatore deve aver maturato una buona esperienza, perché il metodo si basa proprio sulla ricerca dei punti di annidamento e l’uccisione di esemplari vivi e uova.

Commenti

2 Commenti

  • Marco Gusti
    by Marco Gusti 2 years fa
    Ottimo pezzo a cui non serve aggiungere nulla. Peccato che non si legge un pezzo a dx e bisogna intuirlo, a meno che non sia un'impostazione del mio PC. Ottimo e chiaro.Solo una precisazione sui riscaldatori che chiamerei aerotermi".
    I riscaldatori non sono tutti uguali. Per esperienza diretta ti posso confermare che è importante e assolutamente necessario utilizzare degli "aerotermi" concepito all'uso specifico, altrimenti non si raggiungono e mantengono le temperature necessarie - biologicamente serve un range tra i 47 ed i 55 ° per portare tutti gli stadi di sviluppo alla morte. Le macchine concepite per la disinfestazione mantengono oltre i 55° (ma anche oltre) la temperatura senza difficoltà. Sui materiali ti posso garantire che anche con temperature di oltre 60° non succede nulla neppure agli elettrodomestici, supellettili, televisori, ecc. se scollegati. Per i mobili stessa cosa. Unica avvertenza immettere umidità se i legni sono "giovani" e non stagionati. Tornando alla macchina del calore, servono strumenti concepiti per la disinfestazione professionale, altrimenti altri modelli generici non raggiungono e mantengono le temperature necessarie per le 36 / 48 ore richieste. In Italia abbiamo un costruttore - HT Ecosystem - che ha una approfondita esperienza in merito.
    Personalmente - pur avendo un trascorso nell'industria chimica - il calore ed il vapore secco saturo surriscaldato a 180° mi ha dato splendidi risultati ed ottime soddisfazioni professionali con i Clienti con cui ho avuto a che fare.

    Read more: http://www.pestbook.it/magazine/read/se-la-conosci-la-combatti_264.html#ixzz1nBkubNZ5
  • Alessandra Leone
    by Alessandra Leone 2 years fa
    Grazie per la precisazione! Effettivamente l'articolo è stato scritto prima che andassi con Pasquale Massara a vedere un intervento e avevo parecchie lacune in merito :)
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