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La Disinfestazione Professionale

 

Perchè studiare per diventare disinfestatori?

Published by: Andrea Scriboni on 23rd Jun 2011 | View all blogs by Andrea Scriboni
Salve, nella mia carriera come Tecnico della Prevenzione che si occupa di ambiente in ASL ho avuto ed ho modo di essere in contatto con Ditte del settore e con operatori del settore. Da sempre ho sentito dire che questo settore deve essere regolamentato dal punto di vista scientifico, che i tecnici devono crescere professionalmente, che c'è bisogno di una seria e riconosciuta istruzione per evitare che molti possano improvvisarsi disinfestatori. Bla Bla Bla........ Nel novembre 2009, dopo il successo ottenuto con un convegno sui "parassiti urbani & igiene ambientale" da me organizzato e tenuto a Roma, mi è venuta la brillantissima idea di riunire alcune ditte del settore per saggiare, con loro, la possibilità di passare all'azione: FORMARE I TECNICI DELLA DISINFESTAZIONE! Utopia direte, pazzia allo stato puro hanno detto. Chi si crede di essere questo qui che non si sa nemmeno se esiste, ha detto qualcun altro. Umilmente ho sentito pareri, ho fatto tesoro di critiche, ho chiesto, mi sono informato. Ho bussato alle porte delle organizzazioni, ma tutto senza alcun riscontro positivo. Poi ho avuto la fortuna di incontrare due persone eccezionali: il Dr. Biondi di una organizzazione di Alte Professionalità (AGENFAP) ed il Direttore del dipartimento di Biologia della Facoltà di Biologia dell'Università di Roma 3, Prog. Giovanni Antonini. Ebbene loro hanno subito accolto con entusiasmo il progetto e da lì a gennaio siamo partiti con il lavoro: Abbiamo nuovamente convocato alcune ditte del settore per sentire i loro bisogni formativi e ci siamo rimboccati le maniche.
Gennaio 2010 - Giugno 2011: Il nostro lavoro è stato ratificato dal Senato Accademico dell'Università degli Studi di Roma 3  che recita: Per l'A.A. 2011/12 è attivato il il corso di aggiornamento per Tecnici della Disinfestazione. Vi garantisco che abbiamo riso, abbiamo pianto........ il sogno condiviso con i colleghi era NATO, un percorso lungo, una gestazione a volte difficile ha sfornato un prodotto che vuole essere un servizio al settore. Un primo passo verso altre vette da scalare.
Ma perchè studiare per fare un lavoro così semplice? Non è vero che si tratta di un lavoro semplice. Primo perchè ci sono tante di quelle norme da conoscere e rispettare, secondo perchè c'è bisogno di un approccio scientifico verso gli infestanti: Conoscerli per combatterli. Questo è infatti lo scopo del nostro progetto:"Dare le chiavi per una corretta gestione delle operazioni sia dal punto di vista scientifico che da quello tecnico".
Credo molto in quello che sto facendo, ci credo a tal punto da muovermi per trovare soluzioni per abbassare la tassa di iscrizione, perchè voglio che tutti abbiano la possibilità di accedere ad una formazione universitaria (il titolo rilasciato equivale a 30 Crediti Universitari, cioè la metà di un Master.... e non è poco!) spendibile per una miglior qualifica professionale.
Non vado oltre. Chi volesse informazioni e contattarmi può farlo direttamente  (andrea.scriboni@aslromab.it tel 329.9044344) o andando sul sito dell'Università Roma3  (http://www.uniroma3.it   (vedi NEWS a destra a metà pagina) o di AGENFAP (www.agenfap.org).
Ringrazio della possibilità offertami Pestbook per parlare del mio progetto ed auguro a tutti un buon lavoro rimanendo a disposizione di chiunque voglia informazioni o semplicemente chiarimenti sui rapporti tra utente/disinfestatore/az alimentare e ASL
Grazie
Dr. Andrea Scriboni
Dip. Prevenzione
UOC Igiene e Sanità Pubblica
ASL ROMA/B

Commenti

16 Commenti

  • Fabio Vitillo
    by Fabio Vitillo 11 months fa
    Grazie per il tuo articolo e complimenti per l'iniziativa. Spero di aver modo di approfondire i rapporti tra disinfestatori e ASL... ci sarebbero parecchie cose da dire e da fare! Grazie ancora per la tua disponibilità. Buon lavoro e a presto...
  • Fabio Vitillo
    by Fabio Vitillo 11 months fa
    Un esempio di cosa fa l'ASL di Milano (e non solo), che anzichè controllare si sostituisce ai disinfestatori: "... L'attività si effettua per conto di Comuni, Ospedali, Enti pubblici e privati quali: esercizi commerciali, aziende alimentari, mense, ristoranti, condomini, civili abitazioni. " Fonte: http://www.aslmi1.mi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=58:disinfestazioni-e-derattizzazioni&catid=114:prestazioni-igienico-sanitarie&Itemid=491
    COME FERMARE QUESTA "CONCORRENZA SLEALE"? Chi controlla l'operato delle ASL? La stessa ASL? ...come ti dicevo ci sarebbero parecchie da dire e da fare....
  • Andrea Scriboni
    by Andrea Scriboni 11 months fa
    Caro Fabio, anni addietro anche a Roma esisteva un Servizio analogo gestito da un biologo, Dr. Augusto Scirocchi, nella ASL ROMA/D. Anche altre ASL, oltre quella da te citata, svolgono questo servizio. Io personalmente conosco Mantova e Perugia ed una ASL della provincia romana ma non è escluso che ve ne siano altre. Tu parli di concorrenza sleale, io non direi (bada bene non voglio difendere nessuno!), ma è come se dicessi che il medico ospedaliero, in regime di intramoenia, è concorrente sleale del libero professionista. Piuttosto penso che la partita si debba giocare tutta sul piano della professionalità. E' proprio questo criterio che dovrebbe animare lo spirito liberale e liberista del mercato (mi sbaglio?)
    In quanto al controllo, beh! questo è tutto un altro discorso.........partirei da un semplice assunto: " ma quale ASL ha mai controllato l'operato di una Ditta?". Quanti Andrea Scriboni ci sono in giro per l'Italia? Non vorrei sembrare presuntuoso, anzi, colgo l'occasione per invitare i miei colleghi, grazie alle pagine di questo bellissimo sito, a mettersi in contatto con me!
    Tornando al controllo, mi viene da pensare che questi servizi essendo gestiti da personale tecnico (Dottori Agronomi, Biologi, ecc.) sia di per sè qualificato. E non potrebbe essere diversamente perchè, altrimenti, dovremmo pensare: Chi controlla il medico che mi ha operato? Ci sono dei severi protocolli da applicare ed una montagna di leggi da rispettare (dal T.U.LL.SS. del 1935 al D.Lgs. 81/08) per cui mi sento di dire che, laddove esistono professionisti seri sia nel pubblico che nel privato, viene rispettata integralmente tutta la normativa vigente. Rimango sempre a disposizione anche per organizzare un incontro pubblico sui Servizi svolti dal pubblico e dal privato.... Ciao
  • Pasquale Massara
    by Pasquale Massara 10 months fa
    Spet.le Dott. Scriboni
    mi sono subito interessato al corso, per questioni di tempo non siamo riusciti a partecipare alla prima riunione tenutasi a Roma pochi giorni fà, nel bando pubblicato riportate che sarà rilasciato "attestato di partecipazione", questo non dà titolo. mi corregga dovessi sbagliarmi, rimango interessato all'iniziativa.


    non intendo entrare in polemica; una situazione realmente accaduta: un'ispettore ASL di Lodi ha trovato delle blattelle in un bar, come da "manuale" il locale và chiuso, il gestore si oppone dando la responsabilità alla ASL stessa in quanto il servizio di Pest Control è affidato alla sezione della ASL, in conclusione il bar rimane aperto. Secondo lei come conciliano i due ruoli anzi i tre ruoli (barista, asl che controlla ed asl che esegue) di sicuro c'è solo una cosa.. i clienti anno continuato a comperare alimenti insudiciati da parassiti.
  • Pietro Ranno
    by Pietro Ranno 10 months fa
    Egr. dott Scriboni, complimenti per l'iniziativa, anche io sono del parere che la formazione del settore sia la strada da seguire per il futuro, ma il problema di base rimane sempre e comunque la legislazione del settore.
    fino a quando la formazione non sarà obbligatoria non avremo la svolta decisiva!
  • Andrea Scriboni
    by Andrea Scriboni 10 months fa
    Buonasera a tuttti. Vorrei risposndere ai due ultimi post arrivati. Nell'ordine prima Pasquale e Pietro. Si Pasquale, il titolo rilasciato è un attestato. Perchè? Perchè peer poter fare in modo che tutto fosse in regola con la riforma Gelmini abbiamo dovuto optare tecnicamente per un "Corso di aggiornamento" che non può che rilasciare un attestato. Bada bene però: Tale attestato "pesa" 30 crediti formativi universitari spendibili per altrettanti corsi e master su tutto il territorio...................... Il cammino è appena iniziato.......... a buon intenditor! Per il tuo secondo quesito io credo sia di facile interpretazione per 2 ordini di motivi: 1 il gestore essendo in tregime di autocontrollo ha il dovere di segnalare sui suoi registri l'anomalia e far in modo che venga risolto il problema da chi, in quel momento ha un contratto con lui. Si assume, in ogni caso, come recita la legge, la piena responsabilità di quanto sta avvenendo nel suo locale e, se del caso, dovrebbe essere lui a disporre la chiusura fino a soluzione del problema. Il fatto che sia intervenuta la ASL, a maggior ragione, deve essere uno sprone acchè la ditta intervenuta (non importa di quale colore o appartenenza) adotti le misure necessarie alla soluzione rdicale del problema. La chiusura da parte ASL è subordinata alla reale gravità del problema. Attualmeente la tendenza è quella di circoscrivere le zone interessate inibendone la frequentazione..... ma ripeto bisognerebbe conoscere la reale entità dell'infestazione. Non esiste comunque una logica perversa che vede il servizio ASL assolto ed il servizio privato condannato. Il servizio deve essere svolto al meglio e, anzi, se è la ASL ad effettuarlo deve essere svolto al meglio del meglio.
    Caro Pietro sono convinto anche io che sia la strada migliore. Mi reputo un seguace del pensiero di Don Milani, anche se sono un laico, e cerco di applicarlo. La legislazione del settore non è compito mio ma delle organizzazioni che vi rappresentano. L a formazione dovrà diventare obbligatoria necessariamente se vogliamo stare al passo con l'Europa..... Noi intanto cominciamo. Qualcun dovrà pur cominciare.................e poi speriamo che chi di dovere si dia da fare per veder riconosciuti i meriti della categoria.
    Cari saluti a tutti
  • Andrea Scriboni
    by Andrea Scriboni 10 months fa
    @Pietro: perdonami per aver dato per scontato alcune cose ma esiste una normativa che recita testualemnte:
    "Entro il 14 dicembre 2013, gli Stati membri istituiscono sistemi di certificazione e designano le autorità competenti responsabili della relativa attuazione. I certificati attestano, come minimo, una conoscenza sufficiente delle materie elencate nell’allegato I, acquisita tramite la partecipazione a corsi di formazione"
    Sto citando la Direttiva 2009/128/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo del 21 ottobre 2009. Per la formazione guarda in particolare l'art.5 e l'allegato I che fissa le materie di studio. Noi ci siamo rifatti a questa Direttiva e nel bando, se non ricordo male, dovrebbe essere citata. Perdonami di nuovo per aver omesso un dato così importante, evidentemente la notte porta consiglio ed è questa la priorità di stamane. Quando dicevo:"Noi cominciamo" mi riferivo, appunto, al fatto che anticipiamo addirittura il di ben 2 anni. Mi auguro che il nostro Paese faccia tesoro di questa Direttiva e che le Organizzazioni di settore premano per anticipare il recepimento a vantaggio di tutti gli operatori della categoria...... L'Università ROMA 3, congiuntamente con ASL RM/B e AGENFAP, parte ad Ottobre 2011. Buona giornata
  • Pasquale Massara
    by Pasquale Massara 10 months fa
    @ Dott. Scriboni, grazzie della risposta anche se di risposte non si tratta, l'attestato è di "PARTECIPAZIONE" e non attesta il superamento del corso, vale a dire che se stò tutto il tempo in coridoio al telefono avrò lo stesso attestato di chi si è applicato ed ha effettivamaente seguito e capito le lezioni, mi corregga se sbaglio, mi permetta di dissentire sulla facoltà della ASL di chiudere o no il locale, le norme non lasciano spazio ad interpretazioni, un locale con presenza di infestazione và chiuso fino a risoluzione, e la "responsabilità" non è di chi effettua il servizio anche perchè il Disinfestatore NON ha nessun tipo di controllo su quanto avviene nel locale dopo che lui se ne è andato, chiaramente si ha l'obbligo di eseguire gli interventi con la massima diligenza.
    @ Pietro, credo che tù non abbia letto il contratto nazionale del lavoro pubblicato già dal 2007 dove potrai constatare che la formazione del disinfestatore per legge è già resa obbligatoria a tutti i livelli, l'azienda che impiega pesonale non adeguatamente formato è fuori legge.
  • Andrea Scriboni
    by Andrea Scriboni 10 months fa
    Caro Pasquale, non è proprio così! Io mi sono imposto perchè alla fine del corso ci fosse un esame che prende in seria considerazione la possibilità di NON SUPERARLO! Amico mio prendo molto sul serio la formazione e non ho intenzione di derogare su questo. Lo stesso staff, composto per lo più da docenti universitari e da Tecnici ASL, non può e non deve venire meno alla propria professionalità....... Anche perchè gli scopi e gli obiettivi sono ancora maggiori. D'altronde, se vogliamo fare un ragionamento terraterra, perchè mettere in piedi tutto sto casino per regalare attestati? Sarebbe bastato molto meno, non credi? Non deve trarre in inganno il termine "ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE" questo è dovuto alla normativa che regola il bisogno formativo di un Ateneo........partecipazione, poi, non vuol dire: io vengo e per il solo fatto che sto lì mi devi dare l'Attestato che vale, voglio ricordarlo, 30 (TRENTA) crediti formativi universitari (un master riservato a laureati pesa 60 CFU)......da cui per un "semplice" Attestato mi sembra una buona formazione, non trovi?
    Per quanto attiene la problematica di chiusura o meno di un locale la norma principe è il pacchetto igiene che individua nel reponsabile dell'autocontrollo il principale responsabile sanzionabile ai sensi del D.Lgs. 193/07....... nessun Regolamento CE, correggimi se sbaglio, menziona la chiusura dell'esercizio. Ben altra cosa è invece la L.283/62 il cui art.5 è rimasto in vigore.........ma lì, poichè si parla di insudiciamento di prodotti alimentari, fa preciso riferimento ad analisi di laboratorio che potrebbero mettere in evidenza l'insorgere di gravi problematiche di salute pubblica. La ASL ha il dovere, se non l'obbligo, di sanzionare ed emanare provvedimenti qualora il Responsabile dell'autocontrollo abbia omesso di denunciare la non conformità..... Spero di essere stato chiaro nell'esposizione. Un saluto
  • Pasquale Massara
    by Pasquale Massara 10 months fa
    sul corso lei è chiarissimo ed accetto con piacere la sua correzione in merito alla mia interpretazione sull'attestato.
    vorrei lei mi correggesse anche sulla interpretazione del regolamento di igiene tipo che prevede la chiusura immediata dell'esercizio in presenza di infestazione, faccio presente che per nessun'altro tipo di anomalia riscontrata il regolamento prevede la chiusura immediata.
    un cordiale saluto anche a lei.
  • Andrea Scriboni
    by Andrea Scriboni 10 months fa
    Pasquale non conosco il Regolamento di Igiene della zona cui ti riferisci ma, facendo ricorso alla logica, ci si dovrebbe comportare in questo modo: chiusura e ripaertura contestuale subordinata all'avvenuta risoluzione del problema accertabile dalla dichiarazione di quanti intervenuti (Ditta, Proprietario, Tecnico ASL se chiamato). Il tutto può durare anche 30 minuti.......... l'effettiva verifica spetterà poi al Responsabile dell'HACCP Team e alla verifica dei CCP con le correzioni del caso.
  • Marco Gusti
    by Marco Gusti 10 months fa
    Sono felice per l'iniziativa di cui Andrea mi ha da tempo parlato. Dico solo che ce ne fossero di Andrea, di Augusto ( Scirocchi) e Tecnici della prevenzione con l'attenzione e l'amore per il lavoro come loro!
    Ci vorrebbe un corso di laurea dedicato ! Forse questa è la via per organizzarlo.
    Un saluto a tutti.
  • Pietro Ranno
    by Pietro Ranno 10 months fa
    non vorrei mettere troppa carne sul fuoco perchè la discussione è interessante, ma ci sono vari aspetti, cercherò di rispondere a tutti senza fare confusione

    @Pasquale: sinceramente il cnnl 2007 l'ho letto, ma non capisco dove sta scritto che un disinfestatore debba avere un determinato titolo formativo e da quale ente o istituzione venga rilasciato e/o riconosciuto.
    personale riflessione: ma se la stessa figura di direttore tecnico prevede requisiti alquanto discutibili, come si può richiedere la vera formazione dei tecnici a parte di attestati, attestati ed attestati.
    secondo voi è vero o non è vero che secondo normativa una multiservizi con un direttore tecnico laureato in chimica possiede gli stessi requisiti di una società di disinfestazione certificata iso 9001 e 14001 per servizi attinenti alla disinfestazione?
  • Pietro Ranno
    by Pietro Ranno 10 months fa
    @dott. Scriboni: parto dal presuposto che io credo molto nella formazione e sono contento dell'iniziativa. anzi penso che solo l'Europa (forse anche l'anid ha fatto molto o sta facendo in tal senso) poteva dare uno scossone al settore.
    primo punto: la Direttiva c'è, vediamo come verrà recepita!
    la direttiva prima cita così: "Gli Stati membri provvedono affinché tutti gli utilizzatori professionali, i distributori e i consulenti abbiano accesso a una formazione adeguata tramite organi designati dalle autorità competenti. Tale formazione comprende sia la formazione di base sia quella di aggiornamento, per acquisire e aggiornare le conoscenze, come appropriato."
    il mio timore è che andrà a finire come per i corsi degli alimentaristi, tutto sarà inghiottito dal businnes del formazione lasciando ben poco alla professionalità.
  • Pietro Ranno
    by Pietro Ranno 10 months fa
    secondo punto: mi sono laureato da due anni, quindi la seguo bene in termini di CFU ed oggettivamente 30 CFU sono tanti, tuttavia secondo me un attestato rimane sempre poco per un mestiere che prevede varie conoscenze pluridisciplinari e tanta pratica sul campo. infatti concordo con Marco, ci vorrebbe quanto meno un anno di laurea specialistica, diciamo in ambito di sanificazione ambientale.
    attenzione, la mia vuole essere una risflessione costruttiva e non il contrario, infatti ben venga il corso da lei presentato, perchè bisogna pur sempre iniziare.
  • Pietro Ranno
    by Pietro Ranno 10 months fa
    in merito alla questione dell'asl di Pasquale, io non ho capito come sia possibile che il barista si oppone dando la colpa all'asl??? se ce blattella in un bar la responsabilità è del barista, non dipende dall'operato dell'asl giusto o sbagliato che sia.
    poi se ci sono normative diverse non saprei, ma mi pare improbabile.

    converebbe scindere le due discussioni, per non fare confusione.

    scusate se ho scritto troppo, cordiali saluti
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