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Feb 22nd

Se la conosci, la combatti!

By Alessandra Leone
Questo è un articolo scritto per la rivista online Intersezioni
Siete invitati a dire la vostra e a correggere eventuali inesattezze.
Ce ne sono un paio ben evidenti dovute al mio correttore di bozza che evidentemente non ci capisce un tubo :)
Grazie,
Alessandra


Cimex lectularius sta tornando nell nostre case. La conoscenza dell’etologia e del ciclo biologico è premessa indispensabile per condurre un’efficace disinfestazione.

Lo sfortunato incontro tra Homo sapiens e Cimex lectularius avvenne quando i nostri antenati iniziarono a utilizzare caverne e anfratti come rifugi.
Originariamente questo insetto parassitizzava pipi-strelli e volatili, solo successiva la specializzazione sull’uomo.
Oltre ai diversi ritrovamenti fossili, i primi dati concreti riguardo al problema delle Cimex risalgono agli inizi del ‘900. 
È noto che in Inghilterra si è manifestata un’esplosione di questo parassita con la rivoluzione industriale (a Londra il 30% delle case era infestata) ma anche nel nostro Paese il problema era ben conosciuto.
Negli anni del secondo dopoguerra, con il miglioramento delle condizioni di vita e grazie anche all’avvento dei primi insetticidi organici di sintesi come il Ddt, questo insetto è scomparso dal mondo civile occidentale.
Insieme al suo declino ci si è gradualmente dimenticati della sua esistenza e dei relativi problemi.
Dalla seconda metà degli anni ’90 a oggi, in paesi come Stati Uniti e Inghilterra, le cimici dei letti sono diventate uno dei principali insetti infestanti delle abitazioni, e anche in Italia la presenza di questo insetto sta raggiungendo livelli allarmanti. 
Le cause di questa esplosione non sono note; la resi-stenza di questi insetti ai diversi principi attivi attualmente in commercio denota come la loro scomparsa in realtà altro non era che una situazione apparente, dovuta all’uso eccessivo di insetticidi che ne ha drasticamente diminuito dagli anni quaranta.
Fattori che possono aver contribuito all’attuale situazione sono riconducibili all’aumento degli spostamenti intra- e inter-continentali di persone e di merci, all’immigrazione sempre maggiore di persone provenienti da Paesi in cui le cimici sono sempre state presenti (Africa e Asia), ma soprattutto alla quasi totale mancanza d’informazione del cittadino e alla poca professionalità delle aziende specializzate.

Biologia
La cimice dei letti è un parassita umano ematofago, ovvero si nutre esclusivamente di sangue che ottiene pungendo l’ospite. 
Per necessità si nutre anche di sangue ottenuto da animali domestici (cani, gatti). Questi insetti hanno un ciclo vitale composto da 7 stadi: uovo, neanide (in tutto cinque stadi di età) e infine adulto. Le uova sono di colore bianco perlaceo, lunghe circa 1 mm che durante la deposizione sono ricoperte da una sostanza vischiosa che le salda al substrato. I materiali preferiti per la deposizione sono stoffa, carta, cartone, legno e altre superfici ruvide. Le uova sono totalmente impermeabili agli insetticidi di uso comune e per questo sopravvivono ai trattamenti chimici. 
Nel giro di circa 10 giorni (il tempo varia in base alla temperatura ambientale) le uova schiudono e na-scono le neanidi di prima età, difficilmente visibili poiché molto piccole e traslucide. Appena nate sono subito pronte a nutrirsi. 
Per passare ad uno stadio di sviluppo successivo è necessario che effettuino almeno un pasto di sangue; se ciò non avviene resistono circa 1-2 settimane a digiuno e poi muoiono. 
Dopo che si sono nutrite si annidano in piccoli anfratti (spessi anche meno di 2 mm) dove dige-riscono il pasto in circa 5 giorni e successivamente mutano, liberandosi dell’exuvia, e passano allo stadio ninfale successivo. In condizioni favorevoli lo stadio adulto è raggiunto nel giro di 30-40 giorni. 
L’adulto ha dimensioni intorno ai 5-6 mm, di colore marrone rossiccio e di forma ovale molto appiattita. Ha vita media di 4-6 mesi ma in condizioni di bassa temperatura e in assenza di alimento è in grado di sopravvivere anche un anno in attesa di potersi nutrire. In condizioni ideali si nutre ogni 4-6 giorni e nella sua vita è in grado di deporre fino a 500 uova.
L’accoppiamento è traumatico, il maschio perfora la femmina con una specie di organo a forma di lancia che talvolta può causarne la morte o la perdita delle uova nel caso sia già gravida. Proprio per questo le femmine fecondate tendono ad allontanarsi e ad annidarsi in posti dove non vi sia ”odor di cimice”.
Caratteristica principale di questo insetto è che rifugge la luce, quindi tende ad annidarsi in luoghi nascosti e poco visibili anche all’occhio più vigile. Le cimici preferiscono insediarsi in fessure molto strette dove si sentono protette da eventuali minac-ce esterne. Ogni fessura larga come una carta di cre-dito è un buon punto per un eventuale anni-damento.
Essendosi evolute completamente in funzione dell’uomo, i loro ritmi di vita si sono adattati ai nostri: nelle ore in cui siamo meno attivi (tra l’una e le 4 di notte), le cimici sono nel picco di attività di ricerca del cibo. Sono molto sensibili e grazie all’emissione di CO2 e di calore individuano facilmente eventuali presenze umane. Raggiunto un punto comodo (solitamente parti scoperte come mani, braccia, gambe, piedi, ma talvolta anche il volto) iniziano a nutrirsi infiggendo l’apparato boccale pungente succhiante nella pelle e iniettando la saliva anticoagulante. La puntura è totalmente indolore e l’intera operazione richiede dai 3 ai 10 minuti. La quantità di sangue assunta è pari a circa 5 volte il peso del proprio corpo.
Terminato il pasto la cimice torna a rifugiarsi in un posto sicuro, e qui resta in uno stato di quiete per i giorni successivi.
Talvolta, soprattutto se a digiuno da tanto tempo, le cimici non disdegnano di andare a nutrirsi anche in pieno giorno o in ambienti illuminati. In questo caso se si entra in un ambiente infestato ma disabitato da tempo può essere più facile individuarle facendo attenzione a eventuali spostamenti su muri, mobili o letti. 

Modalità d’infestazione
L’infestazione avviene per via di una femmina adulta e fecondata che arriva in casa attraverso vestiti, bagagli o altri oggetti che sono stati a contat-to con un ambiente infestato. 
Nella maggior parte dei casi le infestazioni hanno origine da attività di accoglienza quali hotel, B&B, ostelli o mezzi di trasporto nei quali si soggiorna per periodi relativamente brevi che non permettono di accorgersi della presenza di questi insetti.
Una volta raggiunto l’ambiente casalingo, la cimice va ad annidarsi in un posto a lei congeniale e qui depone uova per qualche giorno (in media 5 uova deposte ogni giorno). A questo punto la femmina per poter deporre altre uova dovrà essere fecondata nuovamente, quindi l’infestazione subisce una fase di latenza, finchè dopo all’incirca un mese, la sua prole sarà adulta e quindi a sua volta feconda.
Da qui in poi l’infestazione ha una fase di crescita esponenziale: più il tempo passa più il numero di questi insetti aumenta, si diffonde maggiormente nell’ambiente ed è sempre più facile che l’infestazione si possa trasmettere passivamente od attivamente ad ambienti frequentati o limitrofi.
Ci si accorge dell’infestazione principalmente in 3 casi:
• per forte eruzione cutanea dovuta alla sensibilità alle punture di chi soggiorna nell’ambiente infestato;
• vedendo gli insetti, durante le ore notturne o di prima mattina, spostarsi su muri, lenzuola o strutture del letto;
• notando dei piccoli punti neri in prossimità del letto, sulle doghe o sul materasso (macchie fecali). 
La prima situazione può essere un vantaggio perché ci si accorge della presenza di Cimex quasi immediatamente dopo il loro arrivo e l’infestazione può essere bloccata per tempo; le altre situazioni invece sono indice di un’infestazione già ben sviluppata e diffusa, che si protrae ormai da alcuni mesi. 

 Le indagini preliminari
Prima di iniziare una qualsiasi procedura di disinfestazione bisogna essere certi della presenza dell’infestante e sapere a quale specie appartiene. I segni di infestazione delle cimici sono molto particolari però talvolta un occhio poco esperto può fare confusione, oppure entrare in allarme senza che ci sia una reale infestazione in corso.
Sintomi come reazioni cutanee o macchie di sangue su lenzuola non sono di per sé segnali che implicano la presenza di cimici: esistono diverse specie di insetti o acari che possono causare reazioni allergiche, e le macchie di sangue possono essere state causate da zanzare o moscerini ematofagi inavvertitamente uccisi durante movimenti notturni nel proprio letto.
Uno dei segni più tipici della presenza di cimici dei letti sono le macchie fecali. 
Queste hanno aspetto catramoso e forma tondeggiante, leggermente in rilievo, di diametro di 1-3 mm. Se fresche hanno un aspetto lucido e se trattate con acqua ossigenata sprigionano bollicine di ossigeno per reazione con gli atomi di ferro presenti nelle strutture degradate dell’emoglobina sanguigna.
A seconda del materiale su cui vengono escrete possono assumere aspetti differenti: su stoffa ad esempio vengono assorbite e prendono la forma della trama del tessuto, quindi sono più difficili da riconoscere. Solitamente gli escrementi sono deposti in prossimità dei punti di annidamento, quindi i punti ove sono presenti macchie fecali in quantità sono i primi posti in cui andare a cercare esemplari vivi per valutare la tipologia di infestazione.
Un altro segnale che non lascia dubbi sulla presenza di una cimice è l’avvistamento di una o più exuvie, lasciate nei punti ove si è annidata quando è passata allo stadio di accrescimento successivo. 
Il segnale più inequivocabile della loro presenza è l’avvistamento di esemplari vivi, cosa non difficile da effettuare se il tecnico disinfestatore ha buona esperienza (solitamente bastano 3 minuti per capire se si è di fronte a un’ infestazione da Cimex lectularius). 

La disinfestazione: un breve prontuario
Svuotare la stanza infestata e trasportare mobili e oggetti in altre parti della casa: questo può causare l’infestazione di altre stanze. 
Cosa sconsigliabile è richiudere tutto (vestiti, peluches, ecc.) in sacchetti ermetici di plastica. I vestiti e gli oggetti in tessuto lavabili sono sanificabili con un lavaggio in acqua a 60°C. La pulizia con diversi detergenti chimici di tutte le superfici, oppure, cosa ben peggiore, spruzzare insetticidi di dubbia efficacia ovunque. È impensabile trattare con sostanze chimiche ambienti in cui si dorme, ma soprattutto è inutile, perché le cimici hanno l'esoscheletro rivestito di uno strato ceroso che le rende poco esposte a quasi tutti i principi attivi in commercio.
È sbagliato buttare via materassi, reti, e qualsiasi oggetto che può sembrarvi infestato. Sarebbe solo uno spreco di denaro in quanto quasi ogni oggetto è tranquillamente trattabile e sanificabile (per un materasso bastano 60 secondi in media). Affidarsi a imprese di disinfestazione che propongono la risoluzione del problema in pochi giorni e con trattamenti chimici è un errore: oltre ad essere spesso resistenti agli insetticidi, questi hanno un’azione repellente quindi vi ritroverete in breve tempo le cimici in ogni parte della stanza o addirittura in tutta la casa. 
Questa situazione dispersa sarà poi davvero difficile da risolvere e occorreranno addirittura mesi per venirne a capo. Non andate a dormire in altre stanze. Può sembrare difficile e impensabile ma è l’unico modo per evitare che le cimici vengano in cerca di voi le notti successive per nutrirsi. Il risultato sarebbero infestazioni sul divano o in altre camere da letto. E non pensate di isolare la stanza, basta una piccola crepa o una fessura per permettere il loro passaggio in ambienti limitrofi. L’unica cosa sensata da fare è contattare un professionista. Bisogna fare estrema attenzione a chi ci si rivolge perché in caso di cimici non ci si può permettere di andare a tentativi, cosa che magari si fa per roditori, blatte o altri infestanti. Di solito un protocollo corretto prevede un secondo sopralluogo dopo 10-15 giorni dal primo trattamento, per valutare i risultati e, nel caso, fare un secondo trattamento. In genere il problema è risolto con 2-3 trattamenti.
Nei casi peggiori il numero aumenta. Se la ditta di disinfestazione è professionalmente preparata ad affrontare il problema sarà in grado di darvi istruzioni dettagliate su come comportarvi prima dell’intervento, ma soprattutto sarà in grado di rispondere a qualsiasi vostra domanda riguardo al comportamento e alla natura di questo insetto. 
Con le cimici la lotta è soprattutto etologica e se non si conoscono abitudini e comportamenti di questo parassita è pressoché impossibile sconfiggerlo. I metodi di trattamento più efficaci sul mercato sono: 

• le basse temperature si basano sull’utilizzo di azoto liquido a -196°C. La tecnica ha buona efficacia ma richiede elevata esperienza dell’operatore e comporta costi talvolta poco sostenibili da un privato;
• le alte temperature si basano sull’utilizzo di apparecchiature diverse che uccidono le cimici sottoponendole a shock termici.

Esistono riscaldatori che aumentano la temperatura ambientale fino ad 80°C per circa 2-3 giorni, assicurando la morte dell’infestante. Di contro tale procedura implica il dover dormire fuori casa per 2-3 giorni e le spese da affrontare per un trattamento del genere potrebbero essere insostenibili per un privato. Inoltre eventuali oggetti e materiali delicati possono rovinarsi.
Altro metodo è l’utilizzo del vapore secco saturo surriscaldato (180°C), tecnica di introduzione recente ma che da ottimi risultati a costi molto ridotti rispetto alle altre tipologie di trattamento. Ogni superficie è trattabile e il rischio di danno ai materiali è minimo. Inoltre questa tipologia di vapore non bagna quindi possono essere trattati anche libri e oggetti in stoffa. Anche in questo caso l’operatore deve aver maturato una buona esperienza, perché il metodo si basa proprio sulla ricerca dei punti di annidamento e l’uccisione di esemplari vivi e uova.
Feb 19th

La disinfestazione contro le Cimici dei letti (Cimex lectularius)

By Marco Gusti
IL GRANDE RITORNO

Articolo comparso su GSA n° 1 Gennaio 2012

Riecco la famigerata “cimice dei letti”, questa volta “raccontata” a GSA dalla viva voce di un esperto del settore, Marco Gusti, che narra con il consueto stile vivace e accattivante due vere e proprie case history con protagonista il “simpatico” coinquilino dei nostri giacigli. Ecco due storie di vita vissuta (oltre che un problema brillantemente risolto).

Senso di impotenza, angoscia, stati d’ansia, preoccupazione per i propri affetti e per le piccole cose che ci appartengono. Questo, e molto altro, si prova quando  ci si trova a condividere i propri spazi vitali con la cimice dei letti, il piccolo, famigerato insetto pressoché invisibile nelle ore diurne, ma estremamente vorace del nostro sangue nelle ore notturne. Nessuna esagerazione, lo assicutro. E questa storia lo dimostra in pieno.
Il primo caso: abitazione privata
Lo scorso autunno sono stato contattato da una normale famiglia residente in una graziosa villetta a schiera della provincia milanese, che si è trovata alle prese con questo difficile problema. La signora ha incominciato a lamentare nell’estate rossore e alcuni ponfi su gambe e braccia, ma soprattutto sul collo.  Si è rivolta così al medico di famiglia che l’ha indirizzata subito dal dermatologo. Lo specialista  ha iniziato a prescrivere pomate prima leggere e poi sempre più forti fino ad arrivare addirittura al cortisone. Ciononostante la signora non guarisce, tanto da far pensare ai medici a problemi di carattere psicosomatico.  “Mi sono sentita dare quasi  della matta!”, mi ha confessato in seguito. Fortunatamente la signora è anche biologa ed ha rispolverato per l’occasione le reminescenze di entomologia. Ed ecco l’intuizione vincente: grazie anche ad internet ha pensato che i suoi problemi potessero essere legati alla presenza di cimici dei letti.
L’idea vincente: ci saranno cimici dei letti?
E qui entra in scena il sottoscritto, interpellato per l’occasione: è bastata un’ispezione alla camera da letto per rendersi conto che l’infestazione era  ad uno stadio ormai avanzato. “Ma come è successo? Noi siamo puliti!”, è stata la prima, comprensibile reazione. Che è poi la reazione di massima da parte di tutti coloro che sono stati colpiti da questa vera e propria “fattura con malocchio” di carattere entomologico. 
Il “giallo” è sempre più fitto
A me il non facile compito di tranquillizzare la signora e il marito, che guarda caso non è mai stato punto, pur dormendo nello stesso letto. Il giallo a questo punto si infittisce: da dove saranno arrivate ? Chiedo dunque: “Avete viaggiato ultimamente? Avete ospitato amici, parenti?”
Viaggio di famiglia in campeggio in un bungalow!
“Sì siamo stati in un campeggio con bungalow al mare” è la risposta.  “Probabilmente la cimice viene da lì” rifletto.  Guardo con cura i particolari, tra cui anche  le valigie, dove l’insetto non c’è più ma dove senza dubbio è stato, perché da attenta analisi ne ho riscontrato le feci, che altro non sono che sangue prima succhiato e poi digerito.
Le “FAQ”
E qui ricomincia la teoria delle domande di rito: “Ma come fanno a vivere se non pungono per un po’?” E’ presto detto: vivono fino ad un anno anche senza succhiare sangue, in quiescenza. E ancora: “Perché proprio noi che siamo puliti ?”  Vero che lo siete, ma la cimex è un insetto “democratico”: non sta a guardare a ceti e livelli, così come non distingue tra ostelli della gioventù e hotel a 5 stelle! Per questo quando arriva arriva …..
Un po’ in tutta la casa…
Propongo dunque alla signora di fare una verifica anche nelle camere attigue dei ragazzi, che non hanno  -per loro fortuna- problemi di punture. Mi rendo conto di quante cose ci siano nelle case, soprattutto nelle camerette dei ragazzi. Ebbene: ci sono anche le cimici dei letti. Poche ma ci sono, segno che si spostano di stanza in stanza, magari perché disfacendo il letto si appoggia tutta la biancheria da lavare in un solo punto e da lì parte tutto. La casa è su tre livelli e l’ispezione viene condotta con maniacale accuratezza. Cimex lectularius è arrivata anche nel soggiorno nei divani… A dire il vero lì non sono ancora molte, ma fanno presto a diventarlo!

Pronto intervento
Grazie alla solerzia di un’attenta assistente tecnica di una qualificata azienda di pest control l’intervento è immediato. Si opta per un intervento con insetticida tradizionale, andando a svolgere un’attenta irrorazione di tutte le superfici, smontando letti, aprendo cassetti e disinfestando guide, anfratti, ecc. Si aprono anche le scatolette elettriche e si ispezionano punti luce, libri e libreria con attenzione. Si decide quindi di eliminare il materasso e la rete a doghe (fra l’altro ormai un po’ datati) per non incorrere in possibili re infestazioni. Non si è  schiavi del tempo, anche perché, per fortuna, gli abitanti della casa possono dormire fuori per qualche notte, così da poter essere certi che l’insetticida possa fare effetto senza essere dilavato (la signora avrebbe fatto volentieri le pulizie di fino il giorno dopo ma è stata bloccata). Intervento lungo e meticoloso, con un secondo “ripasso” dopo circa due settimane. Risultato: più nessuna traccia e più nessun esemplare adulto presente. 

Il secondo caso: hotel in pieno centro importante località turistica invernale .
In questo caso, vista la necessità di gestire le camere nell’immediatezza, si considera l’intervento con vapore secco surriscaldato. Qui la presenza di Cimex lectularius  è massiccia e non certo cosa recentissima. Ma finché un cliente non si lamenta è davvero difficile rendersi conto della presenza di questi infestanti. In questo caso oltre al trattamento (anzi, ai trattamenti…) si è anche fatta opera di formazione ed addestramento al personale dei piani su come gestire con attenzione le ispezioni. Oltre a venire trattata la camera infestata, quelle laterali, quella di fronte, è stato ispezionato tutto il piano senza dimenticare nemmeno le camere al piano superiore ed inferiore in corrispondenza con quella “incriminata”.
Anche qui, ottimo risultato!
Che dire? Risultato ottimo anche con sistema vapore… Non però con una  normale Vaporella, ma “Steam Disinfector”, che ha dimostrato di erogare vapore continuo a 180 °. E non solo semplici dettagli. Incide molto, infatti, la meticolosità del trattamento, visto che neanidi di 1 o 2 stadio vengono trovate lontane dal letto addirittura nel  perimetro del soffitto. Anche in questo caso il lavoro è meticoloso: vengono trattati i letti togliendo le coperture dai somiè (particolari letti con struttura in legno imbottita e poi rivestita in stoffa, una vera manna per le cimici…),  ovviamente i materassi, le tende, le riloga, l’interno degli armadi (forse mai trattati così bene …), viene smontata la testiera del letto e controllata centimetro per centimetro. Come dicevo prima, tutto il perimetro del soffitto dotato di cornicetta artistica (nascondiglio ideale per le cimici, che poi si calano nottetempo col favore delle tenebre…) viene passato con la speciale pistola erogatrice. Una camera di 20 mq, insomma, richiede ore di lavoro. In ogni caso il risultato c’è, anche se servirà un secondo trattamento. Erano veramente tante e qualcuna è riuscita a rifugiarsi in qualche anfratto impossibile da raggiungere perfino con il vapore!
A volte ritornano (o non se ne vanno proprio!)
La domanda che più mi sento fare dalle persone che sono colpite dall’infestazione è: “Perché  sono tornate?” Molte sono le teorie, ma per quanto mi riguarda sono sempre più convinto che ci sono sempre state. Certo i viaggi, gli spostamenti, le vacanze sempre più frequenti, stili di vita migliori ne hanno favorito la diffusione. Sono convinto però che  l’uso degli insetticidi mirati (esche gel per scarafaggi prima e formiche poi, granuli per mosche, uso di trappole a cattura e così via) ha portato a non colpire più tante specie di insetti che inconsapevolmente venivano comunque attaccate dai formulati. Un tempo -ma nemmeno tanti anni fa poi- si pensava di disinfestare dalle formiche ed intanto morivano altri insetti, tra cui le cimici dei letti. L’eliminazione di molecole storiche che comunque avevano un effetto “scopa” su molte specie infestanti (propouxur, clorpirifox, ecc) ha creato, nel tempo, fenomeni di resistenza particolarmente tenaci.
La biologia della cimice dei letti
Per quanto concerne la biologia del Cimex lectularius, ben conosciuta ormai non solo dagli addetti ai lavori ama anche dagli operatori del settore dell’accoglienza (hotel, pensioni, ostelli, ecc), posso solo ricordare che è un insetto eterometabolo (a metamorfosi incompleta) che si sviluppa nel seguente modo:
  •    uova: 1 mm, bianche, schiusa dopo 10 gg (20°C) o dopo 4-5 gg (35°C), non schiudono (> 37°C < 13°C – per questo motivo è ottimo il trattamento con calore Ht Ecosystem …. )
  •     ninfa: simili agli adulti, piccole dimensioni, colore ambrato, 5 mute
  •     adulto: dopo circa 1 mese (3 settimane a 30°C)

Conclusione: opportuno conoscere tutte le tecniche e saperle applicare all’oupo!
Come ama dire un mio amico entomologo con la barba bianca:  “Una rondine non fa primavera ma un insetto fa infestazione!”
Mai cosa più vera, nel caso delle cimici dei letti!


Feb 12th

LA VALUTAZONE PROFESSIONALE DI UN PRODOTTO

By Fabio Vitillo

Fonte: Marco Gusti

RESPONSAR SC

LA VALUTAZONE PROFESSIONALE DI UN PRODOTTO

"Quando l'insieme delle caratteristiche consente concreti risparmi nell’organizzazione dei servizi"

A cura di Marco Gusti e Isabella Ragazzi

La professione del disinfestatore richiede anche la capacità di valutazione di nuovi formulati proposti dal mercato. Generalmente il giudizio finale si basa sull'uso pratico del prodotto nelle varie situazioni che via via gli sipropongono durante il lavoro. Se i risultati complessivi avranno soddisfatto i clienti in primo luogo, ma anche l'operatore allora si potrà dire che il suddetto prodotto ha superato l'esame.

Un esempio di valutazione che tutti possono eseguire con facilità è quellache proponiamo: è sufficiente l'osservazione dei risultati ed un po' di pazienza per segnare alcuni dati:

II luogo in cui è stato utilizzato il formulato

La o le entità infestanti bersaglio

I tipi di superficie su cui è stato impiegato il formulato

Eventuali problemi riscontrati relativi al luogo da trattare

Giudizio sull'efficacia del trattamento nel contesto in esame

Giudizio in rapporto al superamento dei problemi riscontrati

Quest'ultimo punto da carattere al prodotto e, se risulta favorevole all'esame, conferisce una sensazione di sicurezza all'operatore, che si trova spesso a dover fronteggiare innumerevoli problemi. Per esemplificare i più frequenti sono: la presenza di persone, di animali, di mobilio pregiato, di stoffe colorate, di superfici che normalmente vengono a contatto con alimenti, di polveri, unto o sporcizia, ecc..

Il fatto di poter contare su risultati positivi praticamente su tutti i tipi dì superficie, anche in presenza di grasso ha dei risvolti organizzativi che vai la pena di approfondire. Ad esempio un insuccesso dovuto ad una superficie sporca di unto richiede un secondo trattamento: ciò comporta non solo maggiori costi, ma spesso produce una sorta di sfiducia dovuta all'impressione di trovarsi di fronte a fenomeni di resistenza. Si tratta di "perdite" difficilmente valutabili, ma più gravi di quel che può apparire ad una prima analisi.

Infine, bisognerà valutare il prodotto anche dal punto di vista di chi Io deve adoperare, in termini di praticità di impiego, di trasporto e naturalmente di sicurezza in senso fisico.

Riportiamo ora un esempio pratico di vantazione, dove il recente formulato, Responsar Se, viene impiegato almeno una decina di volte in situazioni differenti e contro bersagli di specie diversa.

Gli ambienti trattati sono quelli domestici (abitazione, condominio, garage, cantine) lavorativi (uffici), ludici (palestra), relativi alla ristorazione (mense, ristoranti) o all'industria alimentare (pastificio, industria del latte).

Le entità infestanti comprendono varie specie di artropodi:

Aracnidi:

Acari acari della polvere

Araneidi ragni

Insetti:

di interesse sanitario blatta grigia (Blattella germanica)

blatta nera (Blatta orientalis)

pulce del gatto (Ctenocephalides felis)

vespe delle derrate alimentari Tribolio (Trìbolium sp.)

Cappuccino (Rhyzopertha domìnìca)

Silvano (Orizaephilus surìnamensis)

Si noti che alcune infestazioni richiedono trattamenti necessariamente abbattenti (p. es. per pulci e vespe) ma anche residuali, per completarne l'efficacia. I ragni invece possono invece resistere ai trattamenti abbattenti (capaci spesso di stordirli solamente) obbligando all'uso di prodotti attivi per un certo tempo.

Le superfici coinvolte sono le più disparate: cemento, ceramica, PVC, legno, metallo, marmo, moquette, tappeti, gres, gomma. Alcune sono molto assorbenti, altre impermeabili, altre ancora estremamente delicate o sensibili ad alcuni agenti chimici (marmo, stoffe, gomma, parquet).

Vedi Disegno 1

 

  • Alcuni ambienti infine presentavano condizioni problematiche: sia dal punto di vista operativo (infestazioni multiple, vari tipi di superficie in uno stesso luogo, presenza di sporcizia: polveri o untuosità) che per la complessità tecnica (arredo pregiato, ambienti che devono ospitare derrate alimentari o persone).

 

Ed ecco in sintesi le diverse condizioni di utilizzo del prodotto in esame ed i relativi giudizi riportati in tabelle che consentono una rapida lettura.

Vedi Tabelle 1, 2 e 3.

Un giudizio complessivo del prodotto, anche dal punto di dell'operatore lo si può riscontrare dalla tabella 4.