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Mar 13th

2 anni fa accuse alla disinfestazione per moria cani in un Comune in Provincia di Milano

By Marco Gusti

L'articolo da cui parte l'inchiesta lo trovate su
http://www.lamartesana.it/login.php?artID=1092103


PRESUNTI AVVELENAMENTI, ESPOSTI ALLA PROCURA E PREGIUDIZI

 

A cura di Graziano Dassi e  Marco Gusti

 

PREMESSA

Il caso di cui ci occupiamo è emblematico dei rischi connessi con i servizi di Disinfestazione e Derattizzazione. Sempre, come potete leggere nell’articolo riportato, l’imprecisione e i preconcetti la fanno da padrone. E’ nostra convinzione che “tutte le generalizzazioni sono pericolose. Anche questa”! Per cui cercheremo di essere quanto più possibile precisi aggiungendo che entrambi noi autori siamo possessori di cani di cui abbiamo cura ricevendo in cambio incommensurabile affetto.

L’obiettivo é analizzare per capire e quindi porre rimedio.

 

I FATTI

Nell’articolo a cui facciamo riferimento emergono delle affermazioni che meritano riflessioni affinché sia possibile formulare delle ipotesi razionali.

 

Punto primo

I fatti si presentano da alcuni anni fra marzo e aprile. La nostra considerazione è che la derattizzazione perdura tutto l’anno, per cui causa ed effetto non sembrano correlate.

La disinfestazione in quel periodo si limita a interventi larvicidi nei tombini, per cui anche in questo caso gli eventi sembrano scollegati.

 

Punto secondo

Casi di presunti avvelenamenti sono riferiti a lepri, gatti e ricci. Animali con abitudini alimentari assai diverse, per cui trovare collegamenti sembra impossibile e quindi fuorviante, Vale il detto  “una volta escluso l’impossibile non resta che l’improbabile.

 

Punto terzo

I sintomi in molti casi portano a pensare ad avvelenamento dovuto a prodotti chimici (*) come disinfettanti, si noti l’imprecisione veniale, ma siccome ci troviamo di fronte ad un esposto alla Procura….;  ma non si escludono topicidi e altre “trappole”. Il sospetto di un atteggiamento acriticamente preconcetto c’è, soprattutto per l’impossibilità di trovare notizie tossicologiche sulle “altre trappole”. Più oltre si dice ”sono presenti in due o tre casi sintomi gastroenterici non riconducibili a malattie virali o batteriche, è una situazione sospetta”. Chi parla è un veterinario, il suo dire è deontologicamente corretto, e a loro ci rivolgiamo per avere suggerimenti e approfondimenti.

 

(*) tanto per ridimensionare gli aspetti negativi correlati alla chimica ricordiamo che se uno beve una soluzione-sospensione di azulene, anetolo, riboflavina, e acido ascorbico oltre a resine e mucillaggini altro non fa che ingerire un infuso di camomilla, mentre se la tazza contiene cinapina e acido formico deve fare attenzione ai dosaggi perché se ben usata la cicuta calma gli spasmi delle vie respiratorie e le contrazioni dolorose dello stomaco, dell’intestino e della vescica; se si esagera l’esito è infausto. (tratto da Oiante medicinali,  erbario illustrato. Autore Suor Bernardina – ed Piemme).

 

Punto quarto

Viene riportato che in due casi c’è stata l’ingestione di una barretta che, in qualche modo, potrebbe essere riconducibile ai topicidi utilizzati per la derattizzazione. Più avanti si precisa meglio “si tratta di una barretta ossidata di cui era rimasta una polvere bianca che ho fatto analizzare all’Istituto Zoo profilattico di Milano”. Queste affermazioni meritano molta attenzione ma, in attesa dei risultati delle analisi, si possono avanzare delle ipotesi quanto più possibile razionali. I prodotti utilizzati dalla Ditta incaricata del servizio  sono posti in mangiatoie di sicurezza, i rodenticidi hanno una colorazione ben evidente che non viene indicata e, oltre a tutto, l’ingestione di una “barretta” di quel topicida non porterebbe a nessuna sintomatologia nei confronti di un cane di 40 kg in buona salute. Cosa aggiungere? Se la causa-effetto (barretta-avvelenamento) lnei due casi citati emergesse l’ipotesi di un boccone avvelenato o di una derattizzazione sconsiderata prenderebbe corpo. Ma le responsabilità e gli interventi da adottare sarebbero diversi da quelli più o meno velatamente indicati nell’articolo che ipotizza improbabile l’azione di uno squilibrato ed emergerebbe anche la possibilità dell’utilizzo di prodotti ormai usciti dalla farmacopea in uso da parte di derattizza tori fai da te (azzardiamo l’utilizzo di fosfuro di zinco, ma è proprio un azzardo fatto per non trascurare nulla).

 

Punto quinto

Viene anche ipotizzata l’eventualità di una ingestione indiretta (una leccata) causata da una disinfestazione fatta con glifosate (noto diserbante di post-emergenza a destino ambientale noto, degrada totalmente nel terreno in due settimane). Nell’articolo si aggiunge che “il glifosate è dannoso all’uomo e alla natura, ma che può portare malformazioni e tumori”. Premesso che ogni sostanza può portare ad effetti indesiderati, [vedi la citata camomilla, sale da cucina (il diserbante utilizzato da Attila re degli Unni) e valeriana], per cui la prudenza è d’obbligo, pur tuttavia ci sentiamo di affermare che una leccata al glifosate non può portare a morte un cane adulto. Quindi ecco riproposta la necessità di analizzare i fatti attentamente, senza pregiudizi, con l’obiettivo di capire per intervenire in modo mirato, giusta l’affermazione di “vogliamo vederci chiaro”. Giusto anche non volere fare terrorismo, perché voce dal sen fuggita è come freccia che dall’arco scocca, può recare danno sia inducendo ansia all’opinione pubblica sia contribuendo alla disinformazione sia ai professionisti seri del settore. A tal proposito continuiamo riportando uno stralcio della risposta del Direttore tecnico della ditta incaricata dei servizi.

 

RISPOSTA DEL DISINFESTATORE.(in bozza)

“L’applicazione delle esche avviene con l’ausilio di contenitori di sicurezza (bait box) che non permettono l’accesso al proprio interno se non ai roditori. I contenitori sono vincolati al terreno o alle pareti, hanno una resistenza meccanica capace di non alterarsi neppure con lo schiacciamento da parte di un mezzo di lavoro, hanno una chiusura con chiave a disposizione solo dei tecnici, permettono il consumo dell’esca da parte dei roditori solo all’interno del contenitore stesso, essendo l’esca vincolata.

In pratica il ratto consuma al suo interno l’esca senza possibilità di essere spostata in altri luoghi. Questo ne evidenzia e ne potenzia la sicurezza. L’esca rodendicida registrata al Min. della Salute ha tra i suoi componenti  il Denatonium Benzoate   una sostanza “amaricante” chiamata Bitrex che ha la particolarità di non permettere agli animali domestici ed ai bambini di ingerire le esche in quanto, estremamente amara, provoca il vomito impedendo l’ingestione dell’esca. Qualcuno potrebbe pensare e chiedersi allora perché i ratti ed i topi la ingeriscono. Presto detto: la conformazione dello stomaco dei ratti è tale da impedire allo stesso di vomitare e quindi, dopo aver ingerito le esche non può più espellerle, cosa che farebbe un cane, un gatto o un uomo”..

Certo l’uso di esche con Dimetoato Benzoate è sintomo di attenzione alla sicurezza, ma il rischio che tale prodotto (che ha superato tutti i test tossicologici doverosamente necessari e richiesti dall’Istituto Superiore della Sanità) non incappi in generiche affermazioni più o meno allarmanti e allarmistiche esiste.

 

CONCLUSIONI

Ci sentiamo dei detective dell’ambiente e vorremmo avere le capacità analitiche e deduttive di Sherlock Holmes ma, come affermava il suo autore Arthur Conan Doyle, nessuna affermazione è possibile senza avere compiutamente analizzato i fatti.

Ciò detto non ci rimane rimarcare che, gli scongiuri sono d’obbligo,  incidenti del genere sono sempre possibili e, oltre a tutto, il lavorare bene non li scongiura affatto, soprattutto nella fase iniziale e a cose chiarite il danno di immagine rimane. Le smentite, quando ci sono, non le legge nessuno.

 

ESORTAZIONI

L’esortazione è rivolta ai Produttori-distributori di biocidi affinché facciano opera di divulgazione presso i veterinari in modo da dare loro le informazioni necessarie, all’Associazione di categoria, ma non solo, perché inserisca nei sui Corsi il modo corretto di formulare un’offerta corredandola delle necessarie informazioni e dia ai tecnici-operatori il modo di interfacciarsi con eventuali interlocutori e, a tutti gli addetti ai lavori, di impegnarsi per dare spessore professionale al proprio lavoro.

 

IMPEGNO DEGLI AUTORI E DELLA RIVISTA

Gli eventi saranno seguiti sia a livello dell’esecuzione dei servizi con report, monitoraggi ambientali e documentazioni fotografiche sia sugli sviluppi dell’esposto alla Procura.

Mar 3rd

Risposta a domanda presente su sito: COME SCEGLIERE UNA DITTA DI DISINFESTAZIONE

By Marco Gusti

Su un sito  - Mosquito Web  - leggo questo articolo:

COME SCEGLIERE UNA DITTA DI DISINFESTAZIONE

Supponiamo di volersi rivolgere a professionisti per svolgere le operazioni di disinfestazioni nel proprio giardino. Quali sono i criteri che una ditta seria dovrebbe rispettare? Come valutare un preventivo? Che tipo di informazioni ci dobbiamo aspettare?

Dal sito della Camera di Commercio di Milano:

Le imprese artigiane che svolgono l'attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione (L.82/94 e D.M. 274/97) devono possedere i requisiti di onorabilità (art. 2 legge 82/94) ed, inoltre, devono autocertificare il possesso dei seguenti requisiti:

Economico finanziari    Tecnico professionali

Per quanto riguarda i requisiti Tecnico professionali relativi alle competenze specifiche viene richiesto che:

Per uno dei titolari il diploma di istruzione secondaria superiore di 5 anni con biennio di chimica.

Per i dipendenti 3 anni svolti presso le imprese del settore o all'interno di uffici tecnici come: dipendente qualificato, familiare collaboratore, socio partecipante al lavoro, titolare d'impresa.

Naturalmente molti dei disinfestatori professionisti che operano in Italia sono altamente qualificati e sono dotati di attestati di frequenza o certificazioni relative a corsi professionali pagati profumatamente. Purtroppo però non esiste una normativa che rende questi corsi "validi" ai fini della abilitazione professionale.

Insomma... oggi la figura professionale del disinfestatore rientra nelle imprese di pulizia. Non sono obbligatori corsi di formazione per i dipendenti di queste ditte.

Dopo questa doverosa premessa cerchiamo di capire in che modo scegliere chi dovrà effettuare il lavoro a casa nostra.

Un intervento non dovrebbe essere limitato ad una passata con insetticida e via. Dovrebbe esserci un sopralluogo, la ricerca e rimozione dei ristagni, la informazione dei proprietari del terreno con nozioni di base e infine la disinfestazione vera e proria (se serve) magari ponderata in base alle previsioni atmosferiche per non rendere vano l'intervento e la spesa nel giro di poche ore.

Un preventivo formulato correttamente deve contenere una serie di informazioni importanti tra le quali:

·         le modalità del trattamento

·         la tempistica e la tipologia del prodotto che s’intende impiegare con indicazione del suo nome commerciale e specifica del principio attivo in essa contenuto.

·         È importante che la ditta di disinfestazione fornisca la scheda tecnica e di sicurezza del prodotto che intende proporre per l’intervento.

·         Non devono essere previsti trattamenti adulticidi a calendario in quanto inefficaci in termine di prevenzione.

·         Una ditta che fornisce anche indicazioni sui microfocolai e la relativa eliminazione, effettua un ottimo servizio poiché applica i concetti di prevenzione.

Veniamo ora all'informazioni principale che un preventivo deve contenere: il costo dell'intervento. Il prezzo varia in funzione della superficie su cui è necessario intervenire e sulla complessità del sito.

Nel momento in cui l'impresa di disinfestazione arriva sul luogo con l'atomizzatore e non ha fatto nessuna azione preparatoria (ricerca di focolai, identificazione del tipo di larve trovate, anche semplici chiacchiere finalizzate ad istruire i proprietari sulla prevenzione), è plausibile che il corrispettivo da pagare sia costituito dalla tariffa della macchina operatrice (mano d'opera) più i prodotti utilizzati.

Alcuni professionisti ipotizzano una spesa indicativa di 200 euro + IVA per un sito di circa 2000 mq, per quanto articolato e complesso esso sia.

E voi? Che esperienze avete avuto?

 

Ho preparato una mia risposta che non può essere ospitata nello spazio del sito perché troppo lunga. La pubblico qui:

 

In Italia esistono circa 1000 Aziende di disinfestazione iscritte alle Camere di Commercio che svolgono in modo continuo l’attività. Esistono poi almeno 50.000 aziende di servizio che, gestendo il full service nell’accezione inglese del termine fanno “anche” disinfestazione. Moltissime lo riportano nella ragione sociale, ma ciò non vuol dire che sano in grado di svolgere il servizio.

Intendiamoci bene: chi qualifica le imprese i Disinfestazione?  Oggi in Italia non esiste la necessità di sostenere esami o abilitazioni, al contrario di quello che avviene in altri Paesi europei.  In Croazia per esempio il Disinfestatore professionale deve rinnovare la sua abilitazione ogni 3 anni. Un po’ come accade da noi per il porto d’armi o per la patente di guida. Ottima cosa! In Italia no dicevo.

Questo è un male. Altra questione: chi qualifica all’uso dei formulati Presidi medico chirurgici (Pmc) che si utilizzano? Anche in questo caso nessuno. I formulati per uso Agricolo – Presidi Sanitari – hanno per la prima e seconda classe … l’obbligo che chi li acquista e li utilizza sia dotato di patentino (rilasciato per esame dall’Ispettorato agrario provinciale). Molto spesso il grado di tossicità dei PMC (utilizzo nell’ambiente e per la lotta alle zanzare nel verde urbano) è identico a quello dei PS (utilizzo in agricoltura o per difendere le derrate in silos). Ebbene, la Signora Maria di Voghera può acquistare lo stesso formulato che utilizza il disinfestatore e distribuirlo nell’ambiente senza problema  ……  neppure per quanto concerne i rifiuti che sono SPECIALI per il Disinfestatore …. Ma assimilabili ad urbani per la Signora Maria.

 

Torniamo ai Disinfestatori: corretto dire che sono dei “Professionisti dell’Igiene”. Hanno conoscenze di Agronomia, Biologia, Veterinaria, Scienze ambientali, sanno manipolare macchinari importanti, devono soprattutto essere consapevoli che il loro lavoro ha fini socialmente utili, pensiamo alla trasmissione della zanzara tigre ed i danni portati dalla chikungunya anche qui in Italia nel 2008 nel ravennate …., dove una task force di Tecnici disinfestatori altamente qualificati ha impedito l’espandersi del problema con il controllo in tre giorni di un territorio esteso andando casa per casa, guidati dalle Autorità sanitarie …

Ma chi li prepara? Al di la del fatto che occupandomi di formulati nel settore specifico dal 1981 ho visto l’evolversi della disinfestazione italiana, conoscendo le seconde ed anche le terze generazioni ormai anche fatte di tecnici laureati ….. posso dire che disinfestatori non ci si improvvisa.

Chi scegliere dunque? Chi non si limita al solo preventivo telefonico ma fornisce consigli e dispensa anche conoscenza strutturale oltre che biologica. Accertarsi che l’Azienda sia iscritta all’Associazione di categoria che ha il vantaggio di “qualificare” i Tecnici della disinfestazione. In Italia l’unica Associazione presente è A.N.I.D. – Associazione Nazionale Imprese Disinfestazione – riconosciuta dal Ministero del Lavoro e della Salute.  Svolge  corsi di formazione agli addetti su tre livelli. Nel  1° livello qualifica gli operatori dando gli strumenti per poter avere le conoscenze sugli infestanti, sui formulati e su come operare in sicurezza, oltre  come comportarsi con il Cliente. Nel 2° livello si approfondiscono i temi  e s danno strumenti di riconoscimento infestanti più approfonditi. Il 3° livello è destinato a management delle aziende di disinfestazione. Un plauso quindi ad A.N.I.D.  per avvalersi di esperti del settore e docenti universitari.

Molte Aziende che producono formulati fanno formazione alle aziende di disinfestazione. Ciò è lodevole, ma dovrebbe essere orientato all’utilizzo dei prodotti ….  altrimenti faccio un paragone immediato:  è come se una casa automobilistica vendesse l’auto e la patente di guida. Al massimo potrà organizzare un corso di guida sicura per far conoscere meglio l’auto, ma non qualificare di fronte alla legge alla guida. Stessa cosa per i formulati ….

Per concludere, verificate che l’Azienda di Disinfestazione sia qualificata ed abbia i Tecnici che abbiano svolto corsi di formazione professionale. Se poi è anche iscritta all’Associazione è sicuramente una garanzia in più .

 

 

Anche a voi chiedo che ne pensate.

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