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La Disinfestazione Professionale

 
Dec 18th

PRESUNTI AVVELENAMENTI, ESPOSTI ALLA PROCURA E PREGIUDIZI

By Marco Gusti

Articolo apparso su rivista Dimensione Pulito nel  giugno 2009 a seguito di articoli su presunti avvelenamenti da operazioni di disinfestazione - derattizzazione - diserbo. Se ne torna a parlare visto che in questi giorni si è verificato altro episodio simile a Rho alle porte di Milano -


A cura di Graziano Dassi e Marco Gusti


Copia articolo da Gazzetta della Martesana 18 maggio 2009
scaricabile al link  http://www.lamartesana.it/login.php?artID=1092103
 

 

 

PREMESSA

Il caso di cui ci occupiamo è emblematico dei rischi connessi con i servizi di Disinfestazione e Derattizzazione. Sempre, come potete leggere nell’articolo riportato, l’imprecisione e i preconcetti la fanno da padrone. E’ nostra convinzione che “tutte le generalizzazioni sono pericolose. Anche questa”! Per cui cercheremo di essere quanto più possibile precisi aggiungendo che entrambi noi autori siamo possessori di cani di cui abbiamo cura ricevendo in cambio incommensurabile affetto.

L’obiettivo é analizzare per capire e quindi porre rimedio.

 

I FATTI

Nell’articolo a cui facciamo riferimento emergono delle affermazioni che meritano riflessioni affinché sia possibile formulare delle ipotesi razionali.

 

Punto primo

I fatti si presentano da alcuni anni fra marzo e aprile. La nostra considerazione è che la derattizzazione perdura tutto l’anno, per cui causa ed effetto non sembrano correlate.

La disinfestazione in quel periodo si limita a interventi larvicidi nei tombini, per cui anche in questo caso gli eventi sembrano scollegati.

 

Punto secondo

Casi di presunti avvelenamenti sono riferiti a lepri, gatti e ricci. Animali con abitudini alimentari assai diverse, per cui trovare collegamenti sembra impossibile e quindi fuorviante, Vale il detto  “una volta escluso l’impossibile non resta che l’improbabile.

 

Punto terzo

I sintomi in molti casi portano a pensare ad avvelenamento dovuto a prodotti chimici (*) come disinfettanti, si noti l’imprecisione veniale, ma siccome ci troviamo di fronte ad un esposto alla Procura….;  ma non si escludono topicidi e altre “trappole”. Il sospetto di un atteggiamento acriticamente preconcetto c’è, soprattutto per l’impossibilità di trovare notizie tossicologiche sulle “altre trappole”. Più oltre si dice ”sono presenti in due o tre casi sintomi gastroenterici non riconducibili a malattie virali o batteriche, è una situazione sospetta”. Chi parla è un veterinario, il suo dire è deontologicamente corretto, e a loro ci rivolgiamo per avere suggerimenti e approfondimenti.

 

(*) tanto per ridimensionare gli aspetti negativi correlati alla chimica ricordiamo che se uno beve una soluzione-sospensione di azulene, anetolo, riboflavina, e acido ascorbico oltre a resine e mucillaggini altro non fa che ingerire un infuso di camomilla, mentre se la tazza contiene cinapina e acido formico deve fare attenzione ai dosaggi perché se ben usata la cicuta calma gli spasmi delle vie respiratorie e le contrazioni dolorose dello stomaco, dell’intestino e della vescica; se si esagera l’esito è infausto. (tratto da Oiante medicinali,  erbario illustrato. Autore Suor Bernardina – ed Piemme).

 

Punto quarto

Viene riportato che in due casi c’è stata l’ingestione di una barretta che, in qualche modo, potrebbe essere riconducibile ai topicidi utilizzati per la derattizzazione. Più avanti si precisa meglio “si tratta di una barretta ossidata di cui era rimasta una polvere bianca che ho fatto analizzare all’Istituto Zoo profilattico di Milano”. Queste affermazioni meritano molta attenzione ma, in attesa dei risultati delle analisi, si possono avanzare delle ipotesi quanto più possibile razionali. I prodotti utilizzati dalla Ditta incaricata del servizio  sono posti in mangiatoie di sicurezza, i rodenticidi hanno una colorazione ben evidente che non viene indicata e, oltre a tutto, l’ingestione di una “barretta” di quel topicida non porterebbe a nessuna sintomatologia nei confronti di un cane di 40 kg in buona salute. Cosa aggiungere? Se la causa-effetto (barretta-avvelenamento) nei due casi citati emergesse l’ipotesi di un boccone avvelenato o di una derattizzazione sconsiderata prenderebbe corpo. Ma le responsabilità e gli interventi da adottare sarebbero diversi da quelli più o meno velatamente indicati nell’articolo che ipotizza improbabile l’azione di uno squilibrato ed emergerebbe anche la possibilità dell’utilizzo di prodotti ormai usciti dalla farmacopea in uso da parte di derattizzatori fai da te (azzardiamo l’utilizzo di fosfuro di zinco, ma è proprio un azzardo fatto per non trascurare nulla).

 

Punto quinto

Viene anche ipotizzata l’eventualità di una ingestione indiretta (una leccata) causata da una disinfestazione fatta con glifosate (noto diserbante di post-emergenza a destino ambientale noto, degrada totalmente nel terreno in due settimane). Nell’articolo si aggiunge che “il glifosate è dannoso all’uomo e alla natura, ma che può portare malformazioni e tumori”. Premesso che ogni sostanza può portare ad effetti indesiderati, [vedi la citata camomilla, sale da cucina (il diserbante utilizzato da Attila re degli Unni) e valeriana], per cui la prudenza è d’obbligo, pur tuttavia ci sentiamo di affermare che una leccata al glifosate non può portare a morte un cane adulto. Quindi ecco riproposta la necessità di analizzare i fatti attentamente, senza pregiudizi, con l’obiettivo di capire per intervenire in modo mirato, giusta l’affermazione di “vogliamo vederci chiaro”. Giusto anche non volere fare terrorismo, perché voce dal sen fuggita è come freccia che dall’arco scocca, può recare danno sia inducendo ansia all’opinione pubblica sia contribuendo alla disinformazione sia ai professionisti seri del settore. A tal proposito continuiamo riportando uno stralcio della risposta del Direttore tecnico della ditta incaricata dei servizi.

 

RISPOSTA DEL DISINFESTATORE “L’applicazione delle esche avviene con l’ausilio di contenitori di sicurezza (bait box) che non permettono l’accesso al proprio interno se non ai roditori. I contenitori sono vincolati al terreno o alle pareti, hanno una resistenza meccanica capace di non alterarsi neppure con lo schiacciamento da parte di un mezzo di lavoro, hanno una chiusura con chiave a disposizione solo dei tecnici, permettono il consumo dell’esca da parte dei roditori solo all’interno del contenitore stesso, essendo l’esca vincolata.

In pratica il ratto consuma al suo interno l’esca senza possibilità di essere spostata in altri luoghi. Questo ne evidenzia e ne potenzia la sicurezza. L’esca rodendicida registrata al Min. della Salute ha tra i suoi componenti  il Denatonium Benzoate   una sostanza “amaricante” chiamata Bitrex che ha la particolarità di non permettere agli animali domestici ed ai bambini di ingerire le esche in quanto, estremamente amara, provoca il vomito impedendo l’ingestione dell’esca. Qualcuno potrebbe pensare e chiedersi allora perché i ratti ed i topi la ingeriscono. Presto detto: la conformazione dello stomaco dei ratti è tale da impedire allo stesso di vomitare e quindi, dopo aver ingerito le esche non può più espellerle, cosa che farebbe un cane, un gatto o un uomo”..

Certo l’uso di esche con Dimetoato Benzoate è sintomo di attenzione alla sicurezza, ma il rischio che tale prodotto (che ha superato tutti i test tossicologici doverosamente necessari e richiesti dall’Istituto Superiore della Sanità) non incappi in generiche affermazioni più o meno allarmanti e allarmistiche esiste.

 

CONCLUSIONI

Ci sentiamo dei detective dell’ambiente e vorremmo avere le capacità analitiche e deduttive di Sherlock Holmes ma, come affermava il suo autore Arthur Conan Doyle, nessuna affermazione è possibile senza avere compiutamente analizzato i fatti.

Ciò detto non ci rimane rimarcare che, gli scongiuri sono d’obbligo,  incidenti del genere sono sempre possibili e, oltre a tutto, il lavorare bene non li scongiura affatto, soprattutto nella fase iniziale e a cose chiarite il danno di immagine rimane. Le smentite, quando ci sono, non le legge nessuno.

 

ESORTAZIONI

L’esortazione è rivolta ai Produttori-distributori di biocidi affinché facciano opera di divulgazione presso i veterinari in modo da dare loro le informazioni necessarie, all’Associazione di categoria, ma non solo, perché inserisca nei sui Corsi il modo corretto di formulare un’offerta corredandola delle necessarie informazioni e dia ai tecnici-operatori il modo di interfacciarsi con eventuali interlocutori e, a tutti gli addetti ai lavori, di impegnarsi per dare spessore professionale al proprio lavoro.

 

IMPEGNO DEGLI AUTORI E DELLA RIVISTA

Gli eventi saranno seguiti sia a livello dell’esecuzione dei servizi con report, monitoraggi ambientali e documentazioni fotografiche sia sugli sviluppi dell’esposto alla Procura.

 

 

Dec 15th

CONTRO LE BLATTE, IL PRODOTTO PIù VENDUTO E CERCATO

By disinfestazione facile



INSETTICIDA BLATTOXUR GEL ANTI-SCARAFAGGIO 6 PEZZI
su disinfestazionefacile.it 

Cartucce da 30 g in scatole da 6 pz.

SCARAFAGGI - BLATTE
INSETTICIDA GEL

VANTAGGI
Altamente efficace su tutte le specie di blatte
Alta selettività
Applicazione in gocce
Evita lo spargimento di insetticidi nell’ambiente

APPLICAZIONE
Applicabile in ambienti domestici e civili
Applicazione semplice e puntuale

PROFILO TECNICO
Composizione: Acetamiprid 2%
Formulazione: gel in siringhe con stantuffo, pronte all’uso
Classificazione tossicologica: non classificato

Dec 14th

Blatte

By disinfestazione facile
Caratteristiche
Le specie più comuni ed oggetto di controllo sono: Blatta orientale (Blatta orientalis). comune scarafaggio neropresente nelle nostre case. arrivandovi dalle condotte di scarico. vive nelle zone più fresche (garage. scantinati.lavelli ecc.). ha abitudini notturne ed è un buon corridore. Blatta germanica (Blatta/la germanica) in grado di colo-nizzare ogni ambiente con microclima caldo umido particolarmente presente nei bar. ristoranti. ospedali. all’internodi elettrodomestici: in grado di spiccare piccoli voli e di arrampicarsi su superfici perfettamente lisce e verticalicolonizza facilmente nuovi territori. Blatta americana (Periplaneta americana) è la più grande del gruppo. con abi-tudini notturne ama ambienti caldo umidi. Presente soprattutto nei pressi di aeroporti e porti possiede ali bensviluppate ma vola raramente.

Il ciclo biologico delle blatte
Il Ciclo è composto da 3 stadi UOVO (ooteca) - NEANIDI - ADULTO (me-tamorfosi incompleta) il ciclo completo ha durata variabile (da qualchemese a 3 anni). in funzione dell’alimentazione. umidità e temperaturae della specie.

1) le uova (da 12 a 40) sono contenute in piccoli involucri chiamatiooteche deposte ad intervalli di 5/15 giorni. nascoste o interratepossibilmente nei pressi del cibo;
2) i piccoli nati. simili agli adulti. subiscono 5/12 mute e la loro matu-razione awiene molto lentamente (da 40 gg a 3 anni);
3) gli adulti in funzione della specie vivono da 4/6 mesi (B. orientale.B. germanica) fino a 2 anni (B. americana).

Cosa le attrae
La loro dieta è onnivora e sono attratti da rifiuti di ogni natura ed ovunque vi sia cibo. carta. feci, tappezzerie.Causano danni non tanto per ciò che mangiano. ma soprattutto per l’inquinamento dei prodotti alimentari checontattano, impregnandoli di odori caratteristici.

Pericoli per la salute
Sono importanti vettori di germi patogeni di gravi malattie; sono in grado di causare reazioni allergiche nei bambinie negli asmatici. dovute alI’inalazione o ingestione dei resti di animali morti e delle feci.

Habitat
Sono creature notturne e durante il giorno si nascondono in luoghi inaccessibili presenti nelle nostre abitazioni.Sono cosmopolite presenti in tutte le regioni del mondo, trovano rifugi ideali nei depositi di merci. nelle cucine. nellefognature e ovunque esista presenza di cibo.

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