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Oct 4th

Fermarsi è come tornare indietro !!

By Marco Gusti

 

Il calore certo non l’ha inventato nessuno …… ma nel mondo della sanificazione ambientale il suo utilizzo è stata certo una rivoluzione copernicana.

Negli ultimi decenni – quest’anno ricorre il mio 30° anno di attività sempre nel settore della disinfestazione professionale come ho già avuto modo di ricordare -  si è vista  l’evoluzione in Italia di nuove tecniche di intervento, l’affermarsi del monitoraggio dalle esperienze delle applicazioni agrarie, il nascere di nuove attrezzature e strumenti,  la “scomparsa” di molte molecole   e di conseguenza l’uscita dal mercato di molti prodotti, il nascere di nuovi formulati innovativi  – di alcuni di questi senza falsa modestia posso dire di esserne stato un po’ il papà nell’introduzione nel nostro Paese nei mie trascorsi nelle Aziende di formulazione   –. Posso quindi affermare di aver visto l’evoluzione del Pest Control italiano e di averlo un po’ vissuto.

Per quanto concerne il “calore” nell’ambito della sanificazione ambientale, la prima volta che ne  ho sentito parlare   è stato durante un il Simposio dell’Università di Piacenza circa 3 anni fa, in cui un’Azienda attenta alle innovazioni ha presentato i risultati di alcune sue esperienza applicative. Non nego un certo scetticismo (dovuto   in parte al fatto che mi occupavo in prima persona di formulati) e la nascita di domande che mi sono sorte durante l’esposizione e condivise subito con altri,   non ultima come controllare le vie di fuga e i perimetri dei locali trattati.  Difficile a quei tempi neanche tanto lontani pensare a quali potessero essere gli sviluppi. In ogni caso per me e per molti degli Operatori con cui mi ero confrontato, la disinfestazione con il calore rimaneva   una nicchia nel settore della disinfestazione senza forse tanta “arte ne parte”.

Passano intanto un po’ di anni e durante un incontro tecnico nell’autunno dello scorso anno  ho modo di rivedere un Disinfestatore che negli anni ha saputo far crescere la sua Azienda, trasformandola da piccola realtà individuale ad un’importante Impresa nel mondo del Pest Control, in grado di operare anche all’estero. Uno dei pochi casi in cui i Pest Control italiani sono chiamati a lavorare fuori dai confini nazionali grazie alla sua innovazione tecnologica ed alla sua professionalità. Guarda caso si tratta  di Mouse & Co. che anni prima ha sposato l’applicazione nel settore della sanificazione dell’innovativo   “Sistema calore” facendolo suo in Italia e portandolo poi anche in Europa. Nell’incontro  si parla  ovviamente del “Sistema calore” e prima per pura cortesia poi con sempre maggior interesse da parte mia entriamo nell’argomento. Scopro una nuova tecnica di cui mi rende conto  di non sapere proprio nulla e – forse come tanti – la consideravo un aspetto della disinfestazione  inattuabile  o per pseudo ecologisti. Rimaniamo a parlarne per molto, ore addirittura,  ed imparo che per gestire le applicazioni – ovviamente ecologiche perché non si usano formulati insetticidi – servono speciali macchine che portano ad alte temperature i locali trattati funzionanti  ad elettricità. Inizialmente pensavo: che sarà mai scaldare gli ambienti? Ci sono molte Aziende che forniscono riscaldatori di varie fogge e dimensioni, basta usarle. Scopro poi che non è così facile, per lo meno se si devono raggiungere le temperature necessarie per la disinfestazione – oltre 55° e per almeno 24 ore –  le potenze sono limitate così come i gradi raggiungibili.  In parole povere non sono concepite per la disinfestazione ! Mi si apre un mondo nuovo.  Spesso durante i corsi di formazione amo ricordare  che il nostro lavoro è l’insieme di più discipline: agronomia, chimica, biologia, medicina, parassitologia, ingegneria meccanica e dei fluidi …. Ecco che quanto dico mi si avvera. Amo anche dire spesso che “Innovare vuol dire crescere” e la tecnica del calore HT ECOSYSTEM ne è la dimostrazione.

Fin qui la storia di uno dei tanti Imprenditori di successo che hanno creduto nel loro lavoro creando, con l’innovazione, crescita e sviluppo per se e chi gli sta accanto come tutti i giorni avviene nell’economia del nostro Paese che, pur bistrattata, bloccata nello sviluppo, vessata da mille fattori negativi continua ad esprimere talenti.  Ecco invece l’inizio di una mia nuova storia.


Il mio interesse cresce e con la primavera mi trovo a collaborare con Mouse & Co. ed HT ECOSYSTEM – l’Azienda che produce e commercializza direttamente gli speciali aerotermi che servono nella sanificazione ambientale - . Non a caso cito sanificazione e non disinfestazione. Infatti HT Ecosystem è un sistema                   (sostantivo che d’ora in avanti utilizzerò spesso) che permette anche di disinfettare gli ambienti abbattendo la carica batterica in particolari situazioni (ambito ospedaliero – disinfezione di alimenti che non hanno problemi di shock termico).

Incomincio a conoscere il Sistema HT Ecosystem vedendolo applicato – da spettatore – per la prima volta  in un importante pastificio del Nord Italia e qui incomincio a capire che cos’è il sistema”. Mi stupisco come prima cosa dell’organizzazione: tutti i particolari sono studiati per lavorare in modo organico e sicuro. Il materiale viaggia stivato in speciali bancali appositamente congeniati per il trasporto   dell’attrezzatura necessaria al funzionamento, che riempiono un TIR.  Non si tratta solo di “termoconvettori” ma di tutta una serie di cavi elettrici, quadri elettrici, speciali accessori che convogliano l’aria. Le speciali macchine, progettate e realizzate proprio per la sanificazione di grandi ambienti, funzionano con energia elettrica industriale. Ma non  finisce qui. Viene allestito un ufficio mobile con tanto di computer, stampanti, collegamenti wi-fi, applicazione di strumenti di controllo dell’umidità e temperature computerizzati (datalogger), sistemi di sicurezza che permettono di essere del tutto autonomi dallo stabilimento in cui si opera. Nulla è lasciato al caso ed anche i più piccoli particolari sono descritti in una procedura che tutti gli Assistenti tecnici conoscono ed applicano. Quello che non manca poi è una buona riserva d’acqua. Capisco il motivo entrando negli impianti trattati con il calore. Fa tantissimo caldo e bisogna bere!!  Una delle poche nozioni di fisica che mi sono rimaste dai tempi della scuola  è che è che il caldo sale verso le parti alte . Per “abbassarlo” HT Ecosystem ha predisposto questi speciali tubi (proboscidi) che servono per veicolare l’aria calda dall’alto al basso. Scoprirò poi che  con questi particolari  accessori è possibile disinfestare anche i silos. Ho poi una risposta alla mia domanda di qualche anno prima sul fatto che gli insetti non scappino verso le uscite o verso i perimetri meno calde: l’esperienza degli applicatori fa si che il posizionamento delle macchine impedisca la grande fuga degli insetti. Barriera insuperabile quindi.  Incomincio a  vedere la temperatura salire grazie a termometri elettronici che la indicano. A onor del vero la sentivo anche …. La temperatura sale, la struttura del pastificio aiuta a mantenerla con tutte le sue strutture in ferro ed incomincio a   vedere finalmente i primi insetti fuoriuscire dai pertugi e morire  per l’alta temperatura. Il primo insetto visto è un tenebrionide – Tribolium confusum – classica presenza nelle produzioni molitorie.  Seguendo con attenzione ed interesse l’applicazione mi si apre uno scenario del tutto nuovo.  Avevo fino a quel momento  considerato   solo i formulati per la disinfestazione, al massimo i gas tossici. Calore prodotto da energia elettrica quindi. Applicazione del tutto ecologica e senza residui di formulati o di gas di scarico   dovuto a macchinari a motori a scoppio. Mi riferisco soprattutto ai termonebbiogeni a pulsoreazione funzionanti a benzina ancor ampiamente utilizzati  .

Il calore non l’ha inventato nessuno dicevo all’inizio, HT ECOSYSTEM l’ha saputo però utilizzare per applicazione nel settore della disinfestazione e della sanificazione ambientale.

Dopo la prima “missione” nel pastificio che ho vissuto in modo solo marginale, mi sono calato nella realtà ed ho seguiti altri, alcuni anche all’estero . La “disinfestazione con il calore”  è un’esperienza unica nel mondo della disinfestazione, vissuta con entusiasmo forse perché affiancati da un Team affiatato. Più da vivere che raccontare. Gli interventi, anche se collaudati, sono tutti diversi tra loro per progettazione e per casistiche . Si  crea spirito di squadra anche con gli Assistenti tecnici che dimostrano grande competenza e soprattutto capacità di gestire le situazioni diverse che affrontano di volta in volta. 

Ecco la cronaca di una “missione” vissuta all’estero. Luglio 2001  

 
  Chalkidiki regione a Nord Est della Grecia che ha Salonicco quale capoluogo . Operiamo in uno  tra i più importanti molini   che fornisce farina alla regione.  Siamo preceduti dal TIR con tutta l’attrezzatura che dopo un lungo viaggio via mare e via terra approda nel molino da disinfestare. Il team Mouse composto dai suoi Assistenti Tecnici è coadiuvato in loco da un’Azienda di disinfestazione greca – Axiven – una delle più importanti Aziende di disinfestazioni  con una grande esperienza nell’uso dei gas tossici nell’ambito dell’industria alimentare e nei dogs  dei porti,    “convertita” al calore adottando il “Sistema HT Ecosystem”. Il Team di Axiven è composto da Agronomi, Entomologi e  Tecnici qualificati, guidati da Andrea   Papadatos e dal figlio Jannis che risulta essere talmente entusiasta del Sistema HT ECOSISTEM tanto da creare una sorta di Workshop durante l’applicazione, con visite guidate nel Molino durante il trattamento per far vedere dal vivo l’applicazione ai suoi Clienti greci.

Il trattamento però ha qualcosa di speciale fin dall’inizio. Non sarà un semplice trattamento di routin perché con noi ci sono degli “spettatori” d’eccezione che hanno il compito di monitorare il risultato  dell’applicazione   con il posizionamento di bioindicatori nei 6 piani del molino trattato.  Ci accompagnano infatti il Dr. Maurizio Verdone e la Dr.ssa Vanessa Patanè del Dipartimento  di Gestione dei Sistemi Agrari e Forestali Facoltà di Agraria, Università “Mediterranea” di Reggio Calabria che posizioneranno 4.000 insetti vivi (Tribolium – Ephestia – Rhyzopertha dominica, ecc. ) nelle varie forme – uovo, larva, adulto -   posti in speciali scatolette posizionate in luoghi sconosciuti da Mouse e Axiven in diversi punti dell’impianto.  Posizioneranno anche    28 datalogger che registreranno e trasmetteranno all’ufficio mobile  la temperatura nei vari punti del molino ogni 5 minuti. Questi dati serviranno al Dr. Verdone per la stesura di una sua Tesi di dottorato nell’ambito degli insetti dell’industria alimentare. 

L’attività al molino inizia con   con un breafing con tutti gli operatori dopo aver allestito l’ufficio mobile – computer, ricevitori wi-fi di datalogger, microscopi, radio ricetrasmittenti, ecc -  la presentazione dei sistemi di sicurezza  e la creazione delle squadre miste tra Assistenti Tecnici Mouse e Axiven . Si   inizia quindi con il posizionamento dei cavi, delle macchine, di grandi ventole che hanno il compito di far girare meglio l’aria calda nell’impianto

Dopo alcune ore tutte gli aerotermi  sono collegati  all’impianto elettrico e si incomincia ad accendere le macchine che fanno tutto da sole. Anche se non è il  primo intervento, per me la partenza  rimane sempre un momento emozionante, come quando arriva ad una meta in un viaggio o si ottiene qualcosa di tanto sperato.  Le temperature intanto salgono e si incominciano sentire. Si fa sera e l’impianto rimane presidiato dagli Assistenti Tecnici di Mouse.  La mattina dopo rientro nel molino e non ho più bisogno degli strumenti e dei termometri digitali per verificare se c’è la temperatura ottimale. La si sente nel naso, la si percepisce  nella pelle …. è una sensazione che si impara a conoscere dopo qualche trattamento. E le temperature si avvicinano ai 60 °. Il molino non è tra i più recenti ed in alcuni luoghi  serve   isolare alcune uscite che disperdono troppo l’aria calda soprattutto in prossimità dei silos e nel seminterrato.  L’esperienza, la capacità tecnica, l’ingegno, gli strumenti e le attrezzature  di Mouse & Co., oltre che  e l’impegno dei suoi Tecnici,   permetteranno  di portare comunque a termine con successo l’operazione. Intanto la Dr.ssa Patanè ed il Dr. Verdone continuano con la loro opera di verifica dei bioindicatori   per verificare la mortalità degli insetti e di questo ne è uscito uno studio già pubblicato che indica la mortalità di tutti gli insetti test attorno al 99 % .  Nei vari giri d’ispezione compiuti all’interno del molino si incominciano a vedere le morie di insetti. Tribolium, Sitophilus oryzae, Rhyzoperta dominica escono dai laminatoi e dalle macchine del molino. Troviamo delle tracce evidenti di insetti morti a terra che dimostrano come si siano insediati in condutture aeree e – forse – mai considerati prima nella disinfestazione tradizionale.  La particolarità dell’intervento con il calore a differenza di quelle eseguite con gli insetticidi tradizionali o con i gas tossici, è quella di permettere di vedere da dove fuoriescono gli insetti, quindi i punti di annidamento. Inoltre i mugnai gradiscono molto questo sistema perché subito dopo l’intervento, le pulizie degli impianti sono facilitate dal fatto che tutti i residui di farina bloccati nei gomiti dei tubi, fuoriescono immediatamente solo battendo leggermente nell’impianto con un martelletto di gomma. Cosa importante da sottolineare è che il calore alle temperature di esercizio dei trattamenti HT Ecosystem non danneggia assolutamente gli impianti e le componentistiche elettriche o elettroniche, a differenza di altre applicazioni.

Noi di Mouse & Co. siamo sicuri che l’operazione ha avuto successo. Intanto vediamo anche la soddisfazione dei proprietari del molino  e del capo mugnaio che si rendono conto dell’efficacia del trattamento. Serviranno i dati ufficiali dell’Università ma la soddisfazione del Cliente è più che una garanzia per noi e per i Colleghi disinfestatori della  Axiven. Il trattamento termina con lo spegnimento delle macchine del calore e si ripete il rito della verifica degli impianti e dei punti in cui si sono riscontrate le maggiori presenze di insetti. Come dicevo prima diventa una buona indicazione per monitorare e gestire meglio le aree in cui si sono riscontrate le maggiori presenze di morie di insetti.

Le mie esperienze non finiscono qui. La stagione dei trattamenti calore prosegue con altri importanti complessi industriali, tra cui il molino con la maggior capacità di macina di grano al giorno nel complesso di uno delle più grandi industrie molitorie del mondo. Anche qui risultati eccellenti,  sempre monitorati con bioindicatori controllati dall’Università di Milano . L’attività prosegue poi in altri contesti, quale una  importante industrie dolciaria con prodotti rinomati nel mondo. In questo caso l’applicazione del Sistema calore Ht Ecosystem – eseguita in collaborazione con il Disinfestatore Eliotec della provincia di Cuneo che ha capito le potenzialità del sistema ed ha incominciato ad attrezzarsi - evidenzia presenze di insetti mai considerati fino a quel momento che fuoriescono miracolosamente dagli impianti nel momento del raggiungimento delle temperature. L’applicazione permette di trattare anche realtà più piccole in termini di volumi, ma con insidie particolarmente pericolose, come nel caso di trattamenti mirati all’eradicazione del problema dei tarli del legno - Hylotrupes bajulus – in abitazioni che minano la stabilità dei tetti .  Il caso trattato mi ha visto coinvolto in prima persona con Konrad, un altro applicatore lungimirante in una casa centenaria da poco restaurata ma con l’annidamento di Capricorni mai debellato . Al momento, pur essendo in autunno, gli interventi con il calore proseguono, peccato che in un anno ci siano solo 52 settimane ed il tempo per poter eseguire i trattamenti a volte non basta per  accontentare tutte le richieste. Uno dei motivi per cui le Aziende apprezzano il trattamento con il Sistema calore Ht Ecosystem è dovuto al fatto che l’applicazione allunga i tempi tra un trattamento e l’altro. Infatti chi applica questo sistema ha la possibilità di eseguire meno trattamenti nell’arco del tempo rispetto, mantenendo gli impianti liberi da infestazione per tempi più lunghi rispetto al tradizionale utilizzo di formulati o di gas tossici. Altra cosa importante, non servono permessi da parte delle autorità per l’applicazione non sempre accordati, come nel caso di  centri storici con forte presenza demografica.

La disinfestazione professionale vede un continuo evolversi dell’attività grazie a nuovi formulati, nuove attrezzature e nuovi sistemi applicativi. Certamente tra questi nuovi sistemi la Tecnica del calore di HT Ecosystem ha un posto di rilievo perché permette ai disinfestatori professionali di offrire ai loro  Committenti un servizio innovativo non solo nella filiera agroalimentare, ma anche nei trattamenti   eseguiti sulle strutture lignee per il controllo dei tarli (tetti, opere d’arte), per il trattamenti delle derrate alimentari (pasta, riso, buccetta d’avena, fave di cacao), nonché per il trattamento delle cimici dei letti – Cimex lectularius – in tutti i luoghi di facile riscontro (hotel, ostelli, carrozze ferroviarie, abitazioni private). La recrudescenza della presenza di cimici in tutti i luoghi di soggiorno fa si che l’utilizzo di un sistema veramente eradicante che elimina le uova, le neanidi e gli insetti adulti sia indispensabile per la risoluzione del problema. Come ultima cosa ricordo che l’intervento risulta essere del tutto ecologico, senza l’impiego di prodotti chimici di nessun genere, circostanza che in questo periodo molto richiesta  dai clienti finali.  Il consiglio che faccio a   tutti coloro che vogliono consolidare  la propria professionalità ed il proprio successo è quello di avvicinarsi all’utilizzo di questo innovativo sistema di sanificazione ambientale.

Marco Gusti

21 settembre 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

Oct 4th

Artropodi associati al Punteruolo rosso delle palme

By Giancarlo Vassallo

pr.jpgVarie specie di Artropodi vivono in associazione con insetti contraendo rapporti di simbiosi mutualistica o antagonistica, ovvero frequentando nicchie ecologiche differenti dello stesso substrato senza apparenti rapporti. Riguardo agli antagonisti del Punteruolo Rosso delle palme, che potrebbero rivestire particolare importanza per le prospettive di controllo biologico del curculionide, è noto che in India, nelle palme infestate da Rhynchophorus ferrugineus (Olivier), sono presenti il Dermattero Chelisochide Chelisoches morio (Fabr.) che preda le uova e le larve giovani e il Rincote Reduviide Platymeris laevicollis Distant, predatore larvale. L’acaro Tetrapolypus rhynchophori Peter è un ectoparassita di larve e adulti; mentre il Dittero Calliforide Sarcophaga fuscicauda Bottcher e l’Imenottero Scolia erratica (Smith), parassitizzano le larve (Murphy & Brioscoe, 1999). Nelle aree asiatiche di origine del Coleottero, sono state descritte tre specie di acari Pyemotidae, la cui efficacia quali limitatori naturali non è ritenuta importante; in Indonesia è stato descritto l’acaro Podapolipidae ectoparassita Rhynchopolipus swiftae Husband & O’Connor che infesta anche altre specie del genere Rhynchophorus.

Riguardo agli acari va segnalato che è stata riscontrata la diffusa presenza di deutoninfe dell’acaro Uroactiniinae Uropodina, Centrouropoda almerodai Wisniewski et Hirschmann, specie presumibilmente introdotta in Europa con palme infestate dal Curculionide, grazie al quale è riuscita a colonizzare rapidamente lo stesso habitat del suo ospite. Altre specie del genere Centrouropoda riscontrate in Europa sono, C. pelekymorpha Hirschmann et Wisniewski, e C. securiformis Wisniewski et Hirschmann. Inoltre sul corpo di larve delle isolate di R. ferrugineus, prelevati dalle palme infestate sono stati rilevati esemplari di C. almerodai; quest’ultimi sono stati riscontrati solo su larve mature, prossime all’impupamento, nonché sulle pupe e sugli adulti.
L’acaro è diffuso in tutte le aree del Mediterraneo dove si è insediato Rhynchophorus ferrugineus. Mentre non è stato riscontrato nelle palme non attaccate dal Rincoforo; il che lascia supporre che non è casuale la elevata presenza di deutoninfe sotto le elitre degli esemplari i quali hanno abbandonato le piante nutrici alla ricerca di nuove palme da colonizzare.
La presenza dell’acaro, pur non danneggiando gli adulti del coleottero potrebbe indurre in essi un maggiore stimolo ad abbandonare le palme nutrici.
Il rapporto di foresia sembra concludersi nel momento in cui l’adulto del coleottero raggiunge una palma sulla quale numerosi esemplari dell’acaro si trasferiscono per completare lo sviluppo. Sono in corso indagini per chiarire alcuni aspetti della biologia dell’acaro utile per definire i rapporti simbiotici con il Rincoforo e con altri coleotteri che vivono a spese delle palme.

Fonte: Santi Longo, Pompeo Suma, Salvatore Bella, Alessandra La Pergola
Dipartimento DISTEF - Sez. Entomologia agraria - Università degli Studi di Catania

Oct 1st

Acari contro Punteruolo rosso

By Giancarlo Vassallo


L'anno scorso per la prima volta ho visto arrivare il Punteruolo rosso sulla palma del mio giardino. Ero da un lato affascinato dal vedere come questi possenti coleotteri arrivavano in massa sulla pianta, dall'altro un pò preoccupato per il futuro della mia palma. Ne ho preso qualcuno in mano per esaminarlo ed è bastata un'occhiata più approfondita per notare che alcuni di questi insetti avevano attaccati ad essi degli acari parassiti.
Da una veloce ricerca sul web ho individuato che si trattava in effetti di un acaro parassita: Centrouropoda almerodai.
Nei giorni successivi continuavo a trovare Rincofori parassitati dagli acari e la mia preoccupazione per come agire per garantire lo stato di salute della palma si era alleviata. Ho lasciato fare alla natura, da allora non ho più visto punteruoli sulla mia palma, nè larve, nè bozzoli, completamente sterminati.
Spero solo che ancora adesso questi piccoli acari parassiti siano annidati per bene tra le folgie della mia Phenix per poterla difendere da eventuali nuove invasioni.

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