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Jul 26th

Chiave di riconoscimento delle blatte italiane

By Fabio Vitillo
Redatto e scritto da Livio Mola:

Chiave delle Famiglie dei Blattodei italiani


1 Margine ventrale dei femori mediani e posteriori senza una fila di spine; clipeo e fronte separati da una sutura; femmina largamente ovale e attera, maschio macrottero Famiglia Polyphagidae
- Margine ventrale dei femori mediani e posteriori con una fila di spine; clipeo e fronte non separati da una sutura
2
immagini di esempio
2 Placca sottogenitale maschile sempre simmetrica con 2 stili; femmina provvista di valve Famiglia
Blattidae
- Placca sottogenitale maschile simmetrica priva di stili oppure asimmetrica con uno o due stili; femmina sprovvista di valve Famiglia Blattellidae immagini di esempio


Chiave dei generi e delle specie italiane della famiglia Polyphagidae


1 Femori con spine apicali (1 specie)
Genere Polyphaga
Polyphaga aegyptiaca (Linnaeus, 1758)
- Femori senza spine apicali (1 specie)
Genere Heterogamodes
Heterogamodes ursina (Burmeister, 1838)


Chiave dei generi e delle specie italiane della famiglia Blattidae


1 Specie con adulti di colore scuro. Arolio ridotto; maschio microttero o brachittero, le ali non coprono mai l’intero addome. Femmina squamittera (1 specie)
Genere Blatta
Blatta orientalis
Linnaeus, 1758
- Specie più chiara. Arolio ben sviluppato ed evidente. Maschio e femmina macrotteri (2 specie)
Genere Periplaneta
2
2 Pronoto ornato da un disegno giallastro ben marcato; margine delle tegmine con una fascia giallastra [Periplaneta australasiae (Fabricius 1775)]*
- Pronoto senza un disegno netto; tegmine unicolori Periplaneta americana (Linnaeus, 1758)

*Non ho dati certi sulla reale presenza di P. australasiae; il suo inserimento in chiave è soprattutto dovuto all'intenzione di fornire elementi per poterla agevolmente discriminare da P. americana, di cui è più piccola, affusolata e con colorazione più brillante.

Chiave dei generi, dei sottogeneri e di alcune specie italiane della Famiglia Blattellidae


1 Unghie simmetriche; placca sottogenitale del maschio simmetrica, se asimmetrica è provvista di 2 stili
2
- Unghie dei tarsi asimmetriche; placca sottogenitale del maschio con uno stilo
4
2 Maschio e femmina apparentemente atteri, in realtà squamitteri; insetti scuri, orlati di bianco dal pronoto fino all’apice dell’addome (1 specie)
Genere Loboptera
Loboptera decipiens
(Germar, 1817)
- Maschi e femmine macrotteri o brachitteri; insetti color paglierino
3
3 Maschio e femmina macrotteri; pronoto con due macchie scure longitudinali; lamina sottogenitale del maschio con un solo grande stilo asimmetrico (1 specie)
Genere Blattella
Blattella germanica (Linnaeus, 1767)
- Femmine leggermente brachittere; pronoto senza macchie nerastre; lamina sottogenitale del maschio con due stili diseguali (1 specie)
Genere Supella
Supella longipalpa (Fabricius, 1798)
4 Tegmine con venatura evidente, quella anale ben sviluppata ed impressa; se le femmine sono brachittere, le tegmine hanno venatura evidente
Genere Ectobius
5
- Tegmine con venatura meno evidente, con venatura anale non impressa, spesso debolmente sviluppata o indistinta; se le femmine sono brachittere non hanno venature evidenti
Genere Phyllodromica
6
5 Maschio con fossetta ghiandolare sub-circolare; femmina brachittera con apice delle tegmine troncato trasversalmente; specie di piccole dimensioni (1 specie)
Sottogenere Capraiellus
Ectobius
(Capraiellus)
tamaninii
Galvagni 1972
- Maschio con fossetta ghiandolare diversamente conformata; se la femmina è brachittera l’apice delle tegmine non è mai troncato trasversalmente (29 specie) Ectobius s. str.
6 Tegmine rudimentali nei due sessi, ridotte a due lobi laterali; (1 specie)
Sottogenere Lobolampra
Phyllodromica
(Lobolampra)
subaptera
(Rambur, 1838)
- Tegmine raggiungenti almeno la metà dell’addome
7
7 Corpo ovoidale; tegmine corte, raggiungenti circa la metà dell’addome, troncate e leggermente rientranti alla loro estremità; specie attera nei due sessi, caratterizzata da tre bande scure longitudinali (1 specie)
Sottogenere Luridiblatta
Phyllodromica
(Luridiblatta)
trivittata
(Serville, 1838)
- Almeno il maschio alato; le femmine sono alate o brachittere (7 specie) Phyllodromica
s. str.


Le fotografie sono tratte da discussioni presenti nel forum oppure messe gentilmente a disposizione per questo progetto.
Data la mia cronica incapacità di produrre immagini decenti, in mancanza di fotografie inserisco disegni tratti da testi considerati "classici".
un sentito GRAZIE a:
Simone Andria (Phyllodromica sardea)
Marco Bastianini (Ectobius vittiventris)
Franco Casini (Periplaneta americana, Periplaneta australasiae, Blattella germanica,Supella longipalpa, Shelfordella lateralis, Blatta orientalis)
Mathia Coco (Polyphaga aegyptiaca- femmina)
Claudio Labriola (Phyllodromica marginata)
Roberto Rattu (Luridiblatta trivittata, Loboptera decipiens, Ectobius baccettii)
Marcello Romano (Polyphaga aegyptiaca - Maschio)

Fonte dei disegni:
Sutura fronte-clipeo (modificato): Bei-Bienko G. Ya. and others, 1964 - Keys to the INSECTS of the EUROPEAN USSR vol.1
Heterogamodes ursina maschio (modificato): Chopard L., 1929 - Les Polyphagiens de la faune palearctique
Unghie in chiave Blattellidae (modificato): Gonzalez & all., 1991 - Claves de determinación de los Orthopteroidea de los principales sistemas montañosos de Castilla-La Mancha
Ectobius (Capraiellus) tamaninii (modificato): Galvagni A., 1972 - Descrizione di una nuova specie del Genere Ectobius Stephens catturata in Italia (Ectobius tamaninii n. sp.: Blattariae, Epilamproidea, Ectobiidae).
Phyllodromica (Lobolampra) subaptera (modificato): Chopard L., 1951 - op. cit.

FONTE: http://www.entomologiitaliani.net/public/forum/phpBB3/viewtopic.php?f=336&t=12949&p=73593#p73593

C'è anche l'applicazione per smartphone: https://build.phonegap.com/apps/481666/share

Un ringraziamento a Livio Mola
Jun 5th

Come gli esseri umani, gli scarafaggi si "consigliano" a vicenda su dove andare a mangiare

By Fabio Vitillo
Studio pubblicato sulla rivista Behavioral Ecology and Sociobiology:

(Tradotto dall'inglese) La ricerca suggerisce che gli scarafaggi, proprio come gli esseri umani, condividono le loro conoscenze a livello locale sulle migliori fonti alimentari e seguono i "consigli"  dagli altri. Questa ricerca mostra come i gruppi di insetti sembrano fare una scelta collettiva circa la fonte di cibo migliore.

Mathieu Lihoreau della Queen Mary's School of Biological and Chemical Sciences,  ha spiegato: " Gli scarafaggi del Regno Unito costano milioni di sterline in cibo sprecato e in prodotti scartati, una migliore comprensione di come cercano i nostri alimenti ci permetterebbe di sviluppare meglio le misure di controllo sulle blatte, che sono spesso inefficaci e comportano l'uso di insetticidi che possono avere effetti collaterali sulla salute. "

Dalle ricerche è emerso che più scarafaggi si nutrono dalla stessa fonte di cibo, più a lungo sarebbero rimasti a nutrirsi. Quindi, attraverso un semplice effetto valanga, la maggior parte degli scarafaggi si accumulano su una sola fonte di cibo.

 "Queste osservazioni, insieme a simulazioni di un modello matematico, indica che gli scarafaggi comunicano attraverso il contatto, quando sono già sulla fonte di cibo. Questo è in contrasto con la danza delle api o le scie chimiche delle formiche. Anche se riteniamo che il segnale degli scarafaggi sia un "feromone di foraggiamento", non lo abbiamo ancora identificato; i potenziali candidati includono prodotti chimici nella saliva o gli idrocarburi cuticolari, che coprono i corpi degli insetti . "

Questo studio potrebbe essere utilizzato per migliorare il controllo delle specie infestanti, rendendo più efficaci i gel insetticida o essere utilizzata per creare una trappola insetticida.

"Dobbiamo definitivamente prestare maggiore attenzione agli scarafaggi, questo  garantirà ai ricercatori un buon modello per la cooperazione e proprietà della vita sociale, che potremmo estrapolare a società più sofisticate, come la nostra», dice Lihoreau.

FONTE (IN INGLESE): http://sify.com/news/like-humans-roaches-too-recommend-eating-joints-to-each-other-news-international-kgfoOeegbfe.html

Apr 15th

Bio-etologia delle blatte sinantropiche in Italia

By Maurizio Verdone

BLATTA ORIENTALIS L. (Oriental cockroach, Black beetle) : Blatta orientalis, Linnaeus 1758 Periplaneta orientalis, Finot 1890 Stylopyga orientalis, Azam 1901

Distribuzione Il nome B. orientalis accreditava, come la sua origine fosse da attribuirsi a regioni dell’Estremo Oriente. Linnaeus, nel definire il genere Blatta nel 1758 (Corwell, 1968) e dato il nome alla specie, dopo l’identificazione su materiale collezionato da vari paesi tra cui Russia, Svezia e Finlandia ma anche America, stabilì che l’insetto era originario dell’America e contemporaneamente lo era nei paesi dell’Est. Tale supposizione è da considerarsi errata, così come confermato da Rehn (1945), il quale ricostruì attentamente i movimenti dell’insetto verso l’ovest attraverso l’Europa. La blatta venne rinvenuta in Olanda già all’inizio del 1600 e in Inghilterra in una cantina di vini nel 1624 (Corwell, 1968). Da studi più recenti anche su altre specie del medesimo genere, l’areale cui si riconduce l’origine della B. orientalis è il Nord Africa dal quale, attraverso le navi che solcavano il mediterraneo per gli scambi commerciali, ha raggiunto Europa e da lì, successivamente si è diffusa negli altri paesi.

MORFOLOGIA
Maschio di colore marrone scuro tendente al nero con le tegmine e le ali che non ricoprono tutto l’addome, la femmina  è brachittera anch’essa di colore scuro. Di dimensioni simili, gli adulti misurano da 20 a 24 mm.. Le neanidi passano attraverso un numero di 6 mute. Nel primo stadio neanidale gli esemplari sono simili agli adulti, eccetto che per l’assenza delle ali e lo sviluppo incompleto dell’apparato genitale.

CICLO BIOLOGICO Gli stadi giovanili si completano in tempi relativamente brevi. La seconda età si raggiunge dopo un intervallo da 7 a 14 gg , quindi, dopo un periodo che può oscillare da una a tre settimane l’insetto muta nel terzo stadio neanidale. Quest’ultimo si conclude in un intervallo di tempo che oscilla dalle 3 alle 4 settimane, mutando in quarta età ove permane dalle quattro alle sette settimane passando infine alla quinta età. La sesta età, si raggiunge all’incirca dopo sei settimane. Alcuni autori  riportano successivi stadi al sesto prima dell’emergenza dell’adulto con mute fino al 10 stadio (osservazioni in laboratorio con temperature intorno ai 30°C). In queste condizioni lo sviluppo postembrionale si ha in 164 giorni per il maschio, il quale compie 7 mute prima di divenire adulto e di 282 giorni per la femmina con un passaggio attraverso 10 mute. La formazione della prima ooteca è dopo 12 giorni, periodo che si riduce a 10 giorni tra la prima e le successive ooteche. Mediamente il numero delle neanidi che fuoriescono dall’ooteca, dopo circa un periodo di 44 giorni di incubazione, è di 15 esemplari e di essi ne arriva a maturità una percentuale oscillante da 91 a 94%. Alcuni autori  riportano che le femmine vergini sono in grado di produrre ooteche che, comunque, non portano alla schiusura delle uova. Sia gli esemplari adulti sia gli stadi neanidali, presentano la mancanza di un arolio, è ciò comporta la difficoltà per questa specie di superare superfici estremamente lisce, quali ad esempio il vetro. L’optimum sinecologico di questa specie è compreso in un range di temperatura tra i 20 e i 29°C, temperatura inferiore a quella ottimale di altri blattoidei. Ciò comporta la presenza di B. orientalis nelle strutture, generalmente, nei piani bassi, cantine e tutti i luoghi dove le temperature sono più ridotte. In relazione alla resistenza alle basse temperature l’artropode ha elevata sopravvivenza ad esposizioni inferiori di -7°C  per un periodo di tempo di circa 80 minuti (insetti acclimatati a temperature di circa 15°C), mentre per esemplari acclimatati a 30°C la sopravvivenza risulta nulla se trasferiti a temperature di 5,5 °C per 60 min. In base a ciò si presuppone che nel caso di trasferimenti accidentali, come ad esempio via aerea, B. orientalis sopravvive anche a temperature proibitive. Negli ambienti antropizzati, la specie è rilevata principalmente nelle cucine, in prossimità di tubature di acqua calda, dove tollera bene le temperature elevate, movendosi solo per cercare fonti di cibo. Nelle abitazioni o nelle industrie si riscontra prevalentemente nei piani più bassi, scantinati, garages e locali motori, anche se occasionalmente viene rilevata anche nei piani più alti delle strutture abitative.

NEMICI NATURALI: Tra i nemici naturali di questa specie vengono riportate alcune specie di imenotteri quali Evania appendigaster L. (Evaniidae) e Tetrastichus hagenowi (Ratzeburg) (Eulophidae).

 

PERIPLANETA AMERICANA (L.) (American cockroach) : Blatta americana, linnaeus, 1758 Blatta kakerlac, De Geer, 1773 Periplaneta americana, Finot, 1890

DISTRIBUZIONE :Classificata da Linnaeus nel 1758  come Blatta americana fu in seguito descritta anche come Blatta kakerlac da De Geer nel 1773. Nel 1838 Burmeister la trasferì all’interno del nuovo genere Periplaneta.L’origine del nome determinerebbe un’origine neartica della specie, ma ciò non trova conferma nella presenza di esemplari collezionati in Africa, continente dal quale se ne assume oggi la provenienza e da cui si è trasferita, favorita anche dagli scambi commerciali, colonizzando in seguito l’America del Sud. Ormai cosmopolita, la specie ha inizialmente colonizzato le zone costiere, trasferendosi in seguito nell’entroterra e colonizzando indiscriminatamente tutte le zone urbanizzate. Facilmente rinvenibile in magazzini, industrie, locali di preparazione e lavorazione alimenti, occasionalmente viene rilevata in appartamenti generalmente nei piani bassi, anche se sono segnalati esemplari rinvenuti fino al quinto piano degli edifici. I vari stadi, sia giovanili che adulti, convivono agevolmente tra loro e generalmente vengono riscontrati negli stessi ambienti. Polifaga, P. americana non esprime particolari preferenze alimentari. In alcuni casi ha espresso tendenza al cannibalismo, con manifestazioni tanto più evidenti quanto più ridotta è la disponibilità della fonte alimentare.

MORFOLOGIA Insetti di medie dimensioni, con lunghezza variabile dai 28 ai 44 mm, presentano in ambedue i sessi, colorazioni rosso-brunastre con una margine di colore giallastro lungo i contorni del pronoto. Nel maschio le ali ricoprono totalmente l’addome, mentre nella femmina risultano più corte. Evidente risulta essere in tale specie l’attitudine al volo anche se si tratta di brevi spostamenti, generalmente nell’ordine di alcuni metri. Le giovani neanidi neosgusciate appaiono di colore chiaro tendente al marrone e di dimensioni di circa 3 mm. La distinzione dei due sessi nelle varie età neanidali è possibile mediante l’osservazione del nono sternite il cui margine posteriore risulta regolare nel maschio, mentre presenta un’introflessione centrale nel sesso femminile. In laboratorio la determinazione delle varie età in base al rinvenimento dell’esuvia risulta particolarmente difficoltosa in quanto il processo di muta avviene nell’arco di pochi minuti ed in circa 15 minuti l’esuvia stessa viene consumata.

 

CICLO BIOLOGICO

L’emergenza dell’adulto avviene dopo circa 400 giorni, dal momento in cui le neanidi fuoriescono dall’ooteca. Alcuni autori  riferiscono comunque che il periodo di sviluppo ninfale per tale specie è particolarmente influenzato dalla temperatura e ciò si manifesta con una riduzione dei tempi di sviluppo nell’ordine di circa 3 gg, per ogni grado di temperatura in più (Cornwell, 1968). Anche l’isolamento degli esemplari durante tutto il periodo preimmaginale, aumenta i tempi di sviluppo mentre ciò non accade quando gli insetti si riscontrano in aggregazione nelle prime età. Dopo l’accoppiamento la femmina produce la prima ooteca dopo un periodo che va dai 3 a 7 gg , per le successive l’intervallo di tempo aumenta con valori da 5 a 12 gg, con un valore medio di 9 gg. Ciascuna femmina produce un numero di ooteche variabili da 10–15  a 16-84. Il numero di uova presenti in un’ooteca varia in relazione alla femmina che l’ha prodotta. Generalmente sono presenti 16 uova, con eccezione delle prime ooteche dove il numero può risultare differente. L’ooteca viene trasportata dalla femmina, dopo la sua formazione, per un breve periodo che corrisponde a 6-25 ore  ma, occasionalmente questa può essere trasportata per periodi più lunghi. Alcuni autori riportano per questa specie che femmine non accoppiate hanno prodotto ooteche non perfettamente formate o che anche se formate non hanno portato alla fuoriuscita di neanidi. Haber (1919) riporta la formazione di 13 ooteche successive ad un singolo accoppiamento, poiché la femmina è in grado di mantenere vitali gli spermatozoi per oltre 4 mesi.

NEMICI  NATURALI:  Tra i nemici naturali per questa specie si riscontrano gli imenotteri Tetrastichus periplanetae, Ewania appendigaster, Aprostetus hagenowii, Ampulex compressa.

 

Famiglia POLYPHAGIDAE Morfologicamente la sub-famiglia delle Polyphaginae può essere suddivisa in due gruppi in base alla presenza o meno delle ali nella femmina. Tale suddivisione risulta anche confermata dalla diversa distribuzione geografica dei gruppi predetti. Il primo gruppo comprende delle specie tropicali, mentre il secondo specie essenzialmente paleartiche. Quest’ultimo può, a sua volta, essere suddiviso in altri quattro sottogruppi. Nell’ambito dei caratteri morfologici comuni in questa sotto-famiglia si riscontrano: maschio sempre alato, femmina brachittera o attera. La forma generale del corpo è molto differente tra i due sessi, con una forma allungata nel maschio e piuttosto tozza nella femmina. Nel capo del maschio sono presenti due grandi ocelli, a superficie più convessa rispetto agli altri blattoidei. Antenne moniliformi,e corte, con i primi dieci articoli glabri. Di costumi notturni durante le ore diurne restano, al pari di altri blattoidei, nei loro nascondigli che in genere sono umidi ed oscuri. Le femmine di tale gruppo sono spesso delle ottime scavatrici e sono di facile rinvenimento, completamente interrate, in zone sabbiose.

 

 

Polyphaga aegyptiaca (L.) Blatta aegyptiaca, Linnaeus 1758 Polyphaga aegyptiaca, Brullè 1835 Heterogamia aegyptiaca, Burmeister 1838

DISTRIBUZIONE Unica specie del genere Polyphaga Brullè presente nella regione mediterranea, a differenza di altre legate prevalentemente al continente asiatico, in Italia è principalmente presente nel meridione e nelle isole maggiori (Failla et al. 1994, Russo & Tropea,1996, Barbagallo et al, 1999). Specie tipica di ambienti caldo umidi, bui e ricchi di sostanze organiche é di facile rinvenimento in grotte, cantine e depositi nelle vicinanze dei quali sono presenti detriti animali e vegetali dei quali si alimenta. Rinvenuta in agglomerati urbani costieri è anche presente in aree dell’entroterra siciliano (Barbagallo et al., 1999), dove ha colonizzato anche ambienti di lavorazione del settore molitorio (Russo & Tropea, 1996) dei quali frequenta generalmente gli ambienti meno antropizzati, dove trovano collocazione i motori e i macchinari.

MORFOLOGIA :Morfologicamente, gli adulti sono facilmente distinguibili nei due sessi. La femmina è di lunghezza da 24 a 28 mm di colore bruno nerastro o marrone chiaro uniforme. Pronoto ornato da peli rossi con bordatura gialla. Torace fortemente convesso. Addome meno convesso del torace. Placca anale con angoli arrotondati, bordo posteriore leggermente obliquo, nettamente incavato al centro. Placca subgenitale larga con la parte mediana doppia rispetto alle parti laterali e molto poco bombata. Zampe corte, pubescenti con armatura simile a quella maschile. Il maschio generalmente presenta delle dimensioni relativamente più ridotte rispetto alla femmina, misurando da 18 a 22 mm. Di colore rosso-bruno nerastro, ha antenne bruno lucenti, con assenza di peli nella parte prossimale. Pronoto di colore scuro con bordo anteriore quasi bianco. Addome rosso-bruno con placca anale triangolare, di dimensioni modeste con stili cilindrici corti situati alle due estremità della placca. Cerci composti da 11 articoli con i primi cinque più corti, rispetto agli ultimi. Zampe molto lunghe e di colore bruno Tegmine bruno rossastre o nerastre, Ali più o meno inscurite, ma con porzione basale trasparente e che superano la parte terminale dell’addome. Le forme giovanili appaiono, morfologicamente, molto simili alla femmina con la quale sono facilmente confondibili. L’esame della placca subgenitale permette di discriminare con facilità i due sessi. Essa porta due stili pressoché simmetrici nei primi stadi di neanide femminile che scompaiono però quasi subito, mentre negli stadi neanidali dei maschi persistono fino all’ultima muta.

 CICLO BIOLOGICO In letteratura i dati sulla bioetologia di questa specie sono molto esigui e fanno principalmente riferimento alle caratteristiche pedoclimatiche delle località di raccolta.

SUPELLA LONGIPALPA (F.) (Brown Banded cockroach) longipalpa, Fabricius 1798 supellectilium, Serville  1839, cubensis, Saussure  1862, phalerata, Saussure  1863, incisa, Walker  1868, vacillans, Walker  1868, quadriplaga, Walker  1868, extenuata, Walker  1868, transversalis, Walker  1871

S. longipalpa presenta un’ampia varietà di colorazioni del corpo ampia.  Alcune razze possono manifestare colorazioni tendenti al nero, mentre altre presentano colorazioni tendenti al giallo. Tali variazioni cromatiche intraspecifiche hanno portato nel secolo scorso, alla descrizione di numerose entità, oggi considerate sinonimi. Specie descritta originariamente da Fabricius nel 1798 fu successivamente descritta da Serville nel 1839 (Hafez & Afifi, 1956) su materiale raccolto a Parigi come S. supellectilium. Nativa del continente africano, è divenuta ormai una specie cosmopolita ampiamente distribuita in tutti i continenti, dove vive in associazione con l’uomo.

DISTRIBUZIONE  S.longipalpa risulta presente sul territorio nazionale ad una trentina di anni dalle prime segnalazioni in nord Italia (1977).  Originaria dell’Africa sahariana, in Europa è stata segnalata già negli anni 20’ in Francia, negli anni 60’ in Germania, Spagna, Svizzera  e Olanda. Come già sottolineato si è diffusa su tutto il territorio nazionale, con prevalenza nelle regioni meridionali, dove trova condizioni termoigrometriche più favorevoli al suo sviluppo. Specie tipica degli ambienti domestici colonizza esclusivamente ambienti altamente urbanizzati, a differenza delle altre specie che si riscontrano sia negli ambienti urbani che non. Nell’ambito delle indagini effettuate nel triennio nel territorio siciliano è stata riscontrata nella quasi totalità dei siti investigati. La densità di popolazione è risultata variabile da pochi esemplari a varie decine di individui rilevati durante le ore diurne, per unità abitativa. Rispetto alle altre specie sinantropiche, l’insetto colonizza essenzialmente le abitazioni, all’interno delle quali si riscontra con più facilità nelle cucine, principalmente localizzata dietro i frigoriferi, forni e lavastoviglie. Proprio in corrispondenza di questi elettrodomestici l’insetto trova sia un riparo all’interno del quali annidarsi durante le ore diurne, che condizioni termoigrometriche più idonee al suo sviluppo. A regime alimentare polifago, non ha quindi particolari difficoltà a reperire il pabulum, anche se denota una preferenza verso sostanze alimentari ad elevato contenuto zuccherino, attratto presumibilmente dalle sostanze aromatiche che si volatilizzano dall’alimento stesso.

MORFOLOGIA: Di dimensioni ridotte simili a B. germanica, l’adulto può raggiungere la lunghezza di 13-15 mm nel maschio e di 10-12 mm nella femmina. Morfologicamente simili, i due sessi si differenziano macroscopicamente per la lunghezza delle tegmine, che nel maschio ricoprono totalmente l’addome, mentre nella femmina lasciano scoperti gli ultimi segmenti addominali. La forma del maschio risulta più longilinea rispetto alla femmina dove il corpo appare più tozzo. Le colorazioni dei due sessi sono molto simili con colori tendenzialmente sul giallo-ocra per le razze presenti in Italia meridionale (oss.pers). Entrambi i sessi presentano una striscia trasversale nella parte centrale delle tegmine di colorazione più chiara, da cui proviene il nome comune anglosassone “Brown-banded cockroach”. Gli stadi giovanili appaiono simili agli adulti per forma e colorazioni. Nella prima età  il corpo misura intorno ai 2,4 mm di lunghezza, mentre la testa misura circa 0,8 mm della porzione occipitale al clipeo. Le proporzioni tra lunghezza delle zampe ed segmenti delle zampe stesse, sono le stesse che si riscontrano nell’adulto. Nella quarta età il corpo misura 5,5 mm di lunghezza mentre la lunghezza della testa è di circa 1,2 mm. Un paio di ali iniziano ad apparire nel metatorace.. Alcuni esemplari, se posti in ambienti non idonei o se separati, possono passare alla 7° e 8° età prima di passare allo stato adulto. Le caratteristiche morfologiche di questi stadi, data l’occasionalità del loro rinvenimento, non vengono qui riportate.

 CICLO BIOLOGICO La durata dello sviluppo post-embrionale in questa specie, come in B. germanica, è fortemente influenzato per entrambi i sessi dalle condizioni termoigrometriche date dalle diverse condizioni stagionali. Gli stadi giovanili passano attraverso un numero di sei stadi prima del raggiungimento dell’età adulta. Hafez & Afifi (1956) riportano per neanidi poste a temperature di circa 30°C uno stadio di N1 completato nell’arco di 8 gg. Le neanidi permangono in 2 età per un intervallo medio di tempo di circa 16 gg prima di passare alla 3 età che, insieme alla 4 età dura in media 21 gg. Più lungo è il tempo richiesto dalle giovani ninfe per completare la 5 età (85 gg), prima di mutare nella sesta ed ultima età giovanile. Mediamente, la durata dello sviluppo si attesta sui 119 gg nel periodo estivo e di 230 gg per gli esemplari provenienti da ooteche schiuse nel periodo invernale. Per le forme maschili il tempo necessario per il raggiungimento dello stadio adulto risulta più breve rispetto a quello femminile. La femmina è pronta per l’accoppiamento, alcuni giorni dopo il raggiungimento dell’età adulta. La formazione della prima ooteca avviene in media dopo 10 giorni dall’accoppiamento ed l’intervallo di tempo si riduce a 6 giorni per la formazione di quelle successive alla prima. Ciascuna femmina produce da 5 a 18 ooteche durante in suo ciclo riproduttivo ed ogni una di essa contiene 16 uova. Il periodo di incubazione dell’ooteca è mediamente di 40 gg, ma ciò è in funzione della temperatura e del grado di umidità. Infatti, per ogni grado di variazione della temperatura si osserva mediamente una riduzione del tempo di incubazione di circa cinque giorni. Gli adulti sopravvivono a temperature di 30°C per circa 90 giorni nel caso delle femmine e di circa 115 giorni nei maschi.

NEMICI NATURALI :Tra gli organismi antagonisti di questa specie si riscontrano diversi imenotteri parassitoidi (Flock, 1941). Questi depositano le loro uova all’interno dell’ooteca, sviluppandosi a spese degli embrioni contenuti e fuoriuscendo solo a completa maturità. Vengono riportati come parassitoidi di ooteche di S. longipalpa: Anastatus blattidarum Ferr. (Hafez & Afifi, 1956) e Comperia falsicornis Gomes, quest’ultimo parassitoide anche di B. germanica.

BLATTELLA GERMANICA (L.) (German cockroach, Steamfly) Blatta germanica, Linnaeus, 1767 Phyllodromia germanica, Finot 1890 Blattella germanica, Chopard, 1922

DISTRIBUZIONE Classificata da Linnaeus nel 1767 come Blatta germanica da materiale collezionato in Danimarca, questa specie fu in seguito denominata Blattella germanica. Al genere Blattella Caudell vengono ascritte un cospicuo numero di specie asiatiche ed una cinquantina di origine africana. Ed è proprio l’Africa che alcuni autori riportano per luogo di origine di questa specie, continente dal quale, così come molte altre specie di blattoidei, si è trasferita, favorita dagli scambi commerciali, in Europa. Da qui ha successivamente colonizzato le Americhe da dove, espandendosi, ha colonizzato tutto il resto del mondo. La specie pullula indiscriminatamente in industrie alimentari e non, bar ristoranti, cinema, teatri, uffici dei quali colonizza principalmente i locali adibiti a cucina e i servizi. Raramente riscontrabile in abitazioni, il suo rinvenimento è da ricondursi, nella maggior parte dei casi, ad infestazioni occasionali dovute al trasporto di uno o più esemplari attraverso gli imballi degli acquisti fatti. Spesso, infatti, sono proprio i magazzini o i locali in cui si effettuano ad esempio riparazioni di elettrodomestici (lavastoviglie, macchine da caffè) che fungono da serbatoio di infestazione.

MORFOLOGIA : Di piccole dimensioni, gli adulti di questa specie raggiungono i 10-15 mm di lunghezza. Di colorazione variabile dal bruno-rossastro al giallo-ocra, presenta due bande chiari longitudinali lungo il pronoto. Tale carattere, distintivo per il riconoscimento della specie, è già evidente nei primi stadi neanidali, ove però si estende oltre che sul pronoto anche sul meso e metanoto. I due sessi sono facilmente distinguibili in relazione ad alcuni caratteri morfologici quali, ad esempio, la presenza delle tegmine che nella femmina ricoprono interamente l’addome mentre, nel maschio gli ultimi segmenti addominali risultano scoperti. I cerci sono costituiti da sette segmenti nel maschio mentre nella femmina i segmenti che li costituiscono sono dodici. Un’altra caratteristica morfologica è data dalla presenza di una depressione evidente nel maschio in corrispondenza del settimo e dell’ottavo tergite addominale. Tale depressione è assente negli esemplari di sesso femminile. La distinzione dei due sessi in questa specie  può essere fatta comunque sin dalla prima età. Infatti già subito dopo la schiusura dell’ooteca, compaiono differenze a carico della morfologia dell’ottavo sternite della femmina, nella cui regione posteriore si presenta una introflessione nella zona centrale così come nella P. americana.

 

CICLO BIOLOGICO: Le neanidi passano attraverso un numero di mute variabili da 5 a 7, in relazione alle condizioni termoigrometriche e alla disponibilità di cibo e acqua, prima di raggiungere allo stato di adulto. Comportamento similare si osserva negli esemplari posti in isolamento già dalle prime età. Nelle condizioni ottimali il raggiungimento dell’età adulta può avvenire dopo circa 6 settimane. Con temperature di 30 °C la femmina di B. germanica può produrre un numero di ooteche variabili da 4 a 8 ma mediamente ciascuna femmina ne produce 7. L’ooteca viene trasportata durante tutto il suo sviluppo e viene rilasciata solo alcune ore prima della chiusura, e ciò è evidenziabile dalla presenza di una banda di colore verde (green band) lungo tutta l’ooteca, di colorazione via via più scura in concomitanza con l’approssimarsi della schiusura. Il periodo di incubazione si attesta sui 17 giorni e ciascuna ooteca contiene mediamente 37 uova, tale valore è costante sino alla produzione della quarta ooteca, successivamente il numero di uova decresce. Anche per questa specie, alcuni autori riportano che femmine non fecondate hanno prodotto ooteche morfologicamente imperfette, che non hanno dato luogo a progenie. In condizioni ottimali gli esemplari adulti vivono mediamente cinque mesi, e le femmine mostrano una longevità di poco superiore rispetto ai maschi.

NEMICI NATURALI:Per questa specie è segnalata la presenza dei parassitoidi Comperia alfierii (Mercet) e di Aprostocetus hagenowii (Ratzeburg) quali antagonisti naturali (Cornwell, 1968).


 

Ooteche


Come è noto le ooteche vengono prodotte all’interno dell’addome, nel vestibolo (Cornwell, 1968) o “cripta genitale” (Grandi, 1951), per mezzo delle ghiandole colleteriche che avvolgono con il loro secreto le uova in gruppi man mano che queste fuoriescono dall’ovopositore (foto 11). Tale secrezione, che a contatto con l’aria si indurisce in breve tempo, conferendo alla struttura rigidità e impermeabilità, consente la presenza all’interno dell’ooteca di umidità costante anche in ambienti particolarmente secchi. La femmina, terminata la produzione dell’ooteca, tende a liberarsene in un lasso di tempo e con un comportamento variabile tra specie diverse, ma generalmente costante nell’ambito della medesima specie. Le ooteche rappresentano nel caso dei blattoidei, sia un valido  carattere discriminante che un possibile indice della densità di popolazione (Russo & Verdone, 1999). Per tale motivo si reputa opportuno fornire una breve descrizione delle ooteche delle specie sinora trattate, nonché una chiave dicotomica per il riconoscimento.

Blatta orientalis L. L’ooteca  misura da 10 a 12,5 mm di lunghezza; nella parte superiore solitamente sono presenti 14 denticoli tra i quali compare una depressione poco profonda. All’interno, sono contenute più di 18 uova, delle quali solo il 75% arriva generalmente a maturazione. L’ooteca, di colore marrone scuro, viene deposta in prossimità di anfratti o comunque in siti riparati idonei alla sopravvivenza delle neanidi.

Periplaneta americana (L.) Di colore marrone scuro, generalmente di lunghezza variabile da 8 a 9 mm, l’ooteca presenta, solitamente, sulla parte superiore 16 denticoli. Ambedue i lati appaiono arrotondati con una depressione profonda tra i denticoli.

Polyphaga aegyptiaca (L.) L’ooteca misura dai 9 ai 10 mm di lunghezza e presenta una carena sporgente munita di 12-17 denticoli generalmente in numero superiore alle uova contenute all’interno che, di norma, sono da 7 a 13. Appena deposta l’ooteca è di colore giallo paglierino ma, nel giro di poche ore, tende a scurirsi sino al bruno. La conformazione dei denticoli, particolarmente pronunciati e inclinati, la rende discriminabile da quelle delle altre specie sinantropiche.

Supella longipalpa (F.) L’ooteca ha una lunghezza massima di 4 mm. Generalmente è di colore marrone tendente al giallo, la superficie ventrale non presenta una concavità distinta. I denticoli sono pronunciati e in mezzo sono presenti delle depressioni arrotondate. L’ooteca viene trattenuta fino a 24 ore dopo la sua formazione.

Blattella germanica (L.) L’ooteca  è lunga, di norma, più di 7 mm di lunghezza e presenta una colorazione marrone chiaro tendente al giallo. I denticoli, presenti nella parte superiore, sono poco evidenti e gradualmente curvati. Solitamente sono presenti 40 uova (20 per ogni lato dell’ooteca). Durante la sua formazione l’ooteca subisce una rotazione di 90° in senso antiorario

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