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La Disinfestazione Professionale

 
Jan 17th

LO STRAORDINARIO MONDO DEGLI INSETTI

By Fabio Vitillo

PENSATE che gli insetti siano solo una seccatura? Vorreste che il mondo fosse libero da questi fastidiosi parassiti? Li ammazzate con l’insetticida o li schiacciate ogni volta che ne avete l’occasione? Prima di dichiarare guerra a ogni insetto che incontrate, perché non cercate di imparare qualcosa del loro mondo? Dopo tutto, visto che la popolazione degli insetti è 200.000.000 di volte superiore a quella umana, potete stare certi che gli insetti non spariranno così facilmente!

Un breve sguardo anche ad alcune soltanto di queste straordinarie creature potrebbe convincervi che gli insetti meritano il vostro rispetto.

Eccezionali capacità di volo e di vista

Molti insetti hanno eccezionali capacità di volo. Facciamo qualche esempio. Le zanzare sono in grado di volare a testa in giù. Alcune riescono persino a volare nella pioggia senza bagnarsi: sì, schivano le gocce! Ci sono vespe e api tropicali che raggiungono i 72 chilometri orari. Una farfalla monarca dell’America Settentrionale ha coperto un tragitto di circa 3.000 chilometri nella sua migrazione. I sirfidi (ditteri che assomigliano alle vespe o alle api) possono battere le ali più di mille volte al secondo: molto più in fretta dei colibrì. Le libellule possono volare all’indietro, cosa che ha stimolato la curiosità, e gli studi approfonditi, dei ricercatori.

Se avete mai provato a schiacciare una mosca, saprete che questi insetti hanno una vista estremamente acuta e riflessi dieci volte più veloci dei nostri. Fatto interessante, la mosca ha occhi compositi, formati da migliaia di faccette esagonali, ciascuna delle quali funziona in maniera indipendente dalle altre. È probabile, quindi, che la mosca veda le immagini suddivise in minuscoli elementi.

Certi insetti sono in grado di percepire la luce ultravioletta, che è invisibile all’occhio umano. Perciò, quella che a noi sembra una farfalla di un colore bianco uniforme appare di colore tutt’altro che uniforme al maschio della sua specie. Sì, alla luce ultravioletta le ali della femmina rivelano dei bei disegni che sono l’ideale per catturare l’attenzione dei maschi.

Gli occhi di molti insetti fungono anche da bussola. Api e vespe, per esempio, riescono a individuare il piano di polarizzazione della luce polarizzata, e questo consente loro di conoscere la posizione del sole nel cielo, anche quando è nascosto dalle nubi. Grazie a questa capacità, possono procurarsi il cibo lontano dal proprio nido e ritrovare senza problemi la strada del ritorno.

Quando l’amore è . . . nell’aria

Nel mondo degli insetti, suoni e profumi servono spesso per trovare un compagno: un’impresa non da poco quando si vive solo qualche settimana e i possibili partner sono pochi e distanti.

La femmina della pavonia, una farfalla notturna, trova un compagno emettendo una sostanza odorosa talmente potente che un maschio può sentirla e localizzarne la fonte da 11 chilometri di distanza. Le sensibili antenne del maschio sono in grado di percepire anche una sola molecola di questa sostanza.

Grilli, cavallette e cicale preferiscono farsi sentire. Anche noi esseri umani sentiamo le cicale in amore, in quanto trasformano tutto il loro corpo in cassa di risonanza. Un gruppo di cicale nel periodo del corteggiamento può essere più rumoroso di un martello pneumatico! Al contrario, alcune femmine non emettono alcun suono.

Svegliarsi e scaldarsi

Per gli uomini che vivono in un clima freddo, mantenersi caldi è importante. Lo stesso vale per gli insetti che, non essendo animali a sangue caldo, si svegliano ogni mattina praticamente congelati. Il sole è loro alleato, e lo sfruttano al meglio.

Molti insetti alati e coleotteri sono attratti da foglie o fiori che sono esposti al tepore del sole nelle prime ore del mattino. Alcuni coleotteri frequentano delle ninfee australiane che fungono da “stufe”, in quanto riscaldano il fiore portandolo a una temperatura anche di 20 gradi superiore a quella dell’ambiente circostante. Le farfalle, invece, hanno un sistema di riscaldamento incorporato. Quando hanno bisogno di scaldarsi spiegano le ali, che fungono da efficienti pannelli solari, e le rivolgono verso il sole.

Sanno fare di tutto!

Nel mondo degli insetti quasi ogni specie ha un ruolo diverso, a volte alquanto bizzarro. Certe farfalle notturne, ad esempio, si procurano il sale e l’umidità necessari per sopravvivere suggendo le lacrime dei bufali. Altri insetti, dotati di un potente antigelo, vivono su gelide vette montuose e trascorrono la vita nutrendosi dei corpi di insetti morti per il freddo.

Certe colonie di formiche possono contare più di 20 milioni di individui! Eppure questa “metropoli” di insetti funziona alla perfezione: ciascuna formica svolge il suo compito, di modo che l’intera colonia ha cibo, protezione e un posto in cui vivere.

Probabilmente il nido più straordinario nel mondo degli insetti è il termitaio. Certi termitai raggiungono i 7 metri e mezzo d’altezza. Questi capolavori di ingegneria sono dotati di un sofisticato sistema di condizionamento dell’aria e di orti sotterranei dove si coltivano funghi. Fatto ancora più straordinario, le termiti che costruiscono queste strutture torreggianti sono cieche!

Perché abbiamo bisogno degli insetti

Gli insetti svolgono un ruolo essenziale nella nostra vita quotidiana. In effetti, circa il 30 per cento del nostro cibo dipende dall’impollinazione effettuata da insetti, in gran parte selvatici, della famiglia delle api. Ma l’impollinazione non è che uno dei compiti utili svolti dagli insetti. Gli insetti mantengono il terreno pulito grazie a un efficiente sistema di riciclaggio dei rifiuti, in quanto riutilizzano piante e animali morti. In questo modo il terreno viene arricchito di sostanze nutritizie. “Senza gli insetti”, scrive l’entomologo Christopher O’Toole, “saremmo sommersi da piante e animali morti”. — Alien Empire.

Quando il lavoro normalmente svolto dagli insetti non viene fatto, la differenza si vede! Prendete ciò che è accaduto in Australia, dove sono stati introdotti milioni di bovini. Inevitabilmente, le mandrie di bovini lasciano escrementi dappertutto. Oltre a rovinare il paesaggio, gli escrementi favorivano la riproduzione di una specie di mosche che creava problemi sia agli uomini che al bestiame. Così sono stati importati coleotteri coprofagi dall’Europa e dall’Africa. Il problema è stato risolto!

Alleati o nemici?

È vero che certi insetti mangiano i raccolti e sono veicolo di malattie. Ma solo l’1 per cento circa di tutti gli insetti esistenti sono considerati nocivi, e molti di questi fanno più danni a motivo del modo in cui l’uomo ha modificato l’ambiente. La zanzara che trasmette la malaria, ad esempio, raramente crea problemi alla popolazione locale che vive nella foresta equatoriale. Crea invece grossi problemi agli insediamenti urbani che sorgono ai margini della foresta, dove abbonda l’acqua stagnante.

Spesso l’uomo può controllare con metodi naturali gli insetti nocivi che danneggiano i raccolti, attraverso la rotazione delle colture oppure introducendo o proteggendo predatori naturali. Le umili coccinelle e i crisopidi sono molto efficaci nel difendere le colture dagli afidi. E nel Sud-Est asiatico gli operatori sanitari hanno scoperto che un paio di larve di libellula sono in grado di mantenere un serbatoio d’acqua libero dalle larve di zanzara.

Anche se a volte creano qualche difficoltà, dunque, gli insetti sono parte integrante del mondo naturale da cui dipendiamo. Per usare le parole di Christopher O’Toole, mentre gli insetti potrebbero tranquillamente fare a meno di noi, “noi non potremmo sopravvivere senza di loro”.

FONTE: http://animali-paesi.blogspot.com/2011/01/lo-straordinario-mondo-degli-insetti.html
Aug 16th

Il ratto gigante della preistoria: 40 volte più grande di oggi

By Fabio Vitillo

Timor Est. Un'equipe scientifica ha scoperto i resti del ratto più grande che sia mai esistito.

Si stima che l'impressionante roditore , vissuto nella preistoria, fosse più grande di un gatto domestico, e misurasse oltre 40 volte il più robusto ratto odierno per almeno 6 kg di peso. La datazione al carbonio, inoltre, indica che la specie è sopravvissuta fino a 1000-2000 anni fa.

Il biologo Ken Aplin, responsabile dell'agenzia scientifica statale australiana, CSIRO, ha così commentato la notizia: "Si tratta di una scoperta molto importante in termini di biodiversità e conservazione. I roditori costituiscono fino al 40% della diversità dei mammiferi nel mondo e sono un elemento chiave degli ecosistemi, per processi come mantenimento del suolo e dispersione dei semi. Mantenere la loro biodiversità è importante quanto proteggere le balene o gli uccelli".

Fonte: El Mundo

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E' molto probabile che il ratto gigante potesse somigliare a un grosso roditore come l'attuale nutria o il castoro. D'altronde, le creature preistoriche erano di dimensioni oggi INIMMAGINABILI...

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Jun 28th

I robot mangiano mosche e topi e li trasformano in energia

By Fabio Vitillo
I robot carnivori si preparano ad invadere le nostre case! Non sprangate le finestre e non chiudete la porta gli automi in questione hanno una dieta particolare ma sono innocui...almeno per noi.
I nuovi robot domestici, si accomodano a tavola ma hanno una dieta particolare, sul loro menù solo insetti, mosche e topi che un volta 'mangiati' vengono trasformati in energia.

Strana ultimamente la vita dei robot, nel tentativo di emulare gli uomini e ingraziarseli si fanno davvero in quattro: diventano insegnanti, attori, imparano a convivere insieme agli umani, fanno i sentimentali. Insomma le stanno provando davvero tutte, manca solo che inizino a dormire, magari sognando pecore elettriche, e mangiare. Anzi mancava, perché ora grazie ad un progetto realizzato dai designer James Auger, Jimmy Loizeau e Aleksandar Zivanovic, sono arrivati cinque robot domestici molto particolari: sono carnivori e mangiano per creare energia da usare in qualcosa di utile. Il progetto iniziale era infatti quello di costruire degli eco-robot che avessero l'apparenza di oggetti di design e che riuscissero a trasformare materiale organico in energia.

E così è stato, il design studiato per loro gli permette di essere dei 'camaleonti' tecnologici, si camuffano con  l'arredamento per riuscire a catturare senza pietà le 'vittime' e, a quel punto, rivelano le loro potenzialità nascoste.

Il Lampshade Robot è una trappola mortale per tutti gli insetti volanti, un po' come le piante carnivore attira le sue vittime, in questo caso con la luce, che entrano ignare attraverso i fori nel paralume e rimangono intrappolate, cadendo nella cella sottostante che le ricicla in forma di energia. Questa viene usata per alimentare i LED della lampada che si azionano quando le altre luci della casa sono spente.

Sembra niente? Per gli incontentabili arriva qualcosa con un leggero retrogusto horror: il tavolino 'mangiatopi'. Una specie di 'iride meccanica' e installata in mezzo al tavolino ed è collegata ad una specie di sensore ad infrarossi. Una volta finito il tè con le amiche, qualche briciola di troppo potrebbe attirare dei topi, per i quali è stata anche costruita una 'corsia preferenziale' di accesso al piano del tavolo attraverso una delle gambe. I movimenti dei topi in salita sono individuati dagli  infrarossi che attivano l'iride, a quel punto per il topo, non c'è scampo, viene catturato all'interno dell'iride nella cella sottostante, che lo trasforma in energia da riciclare per attivare la trappola.

Al Lampshade Robot si affiancano altri due meccanismi cattura insetti: la lampada UV 'ammazza mosche', che trasforma in energia le mosche uccise per poi prestarla al suo compagno robot 'ruba mosche'. Quest'ultimo, attira i ragni a tessere la tela al suo interno per poi 'derubarli' delle loro mosche, individuandole con una mini telecamera e prelevandole con un braccio meccanico. Anche in questo caso la loro fine è già segnata e vengono trasformate in combustibile nell'apposita cella genera-energia.

Last but not least, il robot carta moschicida-orologio, l'automa, dotato di carta moschicida su rullo, cattura gli insetti da usare per la sua cella a combustibile microbico, l'energia generata viene utilizzata per girare il rullo e per attivare un orologio a cristalli liquidi.

Vi sembra un gioco da ragazzi? La sfida, per chi si sente un po' inventore, è aperta. Sembra infatti che i kit per le celle a combustibile microbico siano disponibili al National Centre for Biotechnology Education dell'Università di Reading.
Aspettiamo news sui vostri robot!

Carnivorous Domestic Entertainment Robots from Auger-Loizeau on Vimeo.

Fonte: http://www.wired.it/news/archivio/2009-06/30/i-robot-mangiano-mosche-e-topi-e-li-trasformano-in-energia.aspx

Jun 5th

TAVOLARA: GLI SMISURATI TOPI ...

By Fabio Vitillo

1914.jpg[...] l'Isola di Taulara nominata per le sue capre selvatiche, si nomina pure per i suoi smisurati topi. Gente approdata in quest'isola ne trovò in qualche parte il terreno sì fattamente smosso, che il credette opera de' porci. Non mi è potuto finora avere di tali topi dalla Taulara medesima, per cagione, che con timore vi si approda, è altrimenti che in buona compagnia e con forze, per ragion de' corsari di Berberìa, li quali spesso vi si appiattano. Di somiglianti sterminati topi se ne trovano pure nella isola di san Pietro [...] e due pelli ne ebbi in seguito; le quali veramente mi parvero grandi: in una trovai dall'estremità del muso al principio della coda pollici otto e tre linee[...] Alla dentatura riconobbi, che l'animale era veramente del genere de' topi [...] bastevole argomento mi fornirono i piedi [...] Riconobbi allora, che quelle pelli non erano se non le spoglie del comun topo di Sardegna [...] che i naturalisti chiamano: Mus domesticus major [...] e per questa ragione altro che la comun spezie non saranno i grossi topi di Taulara , di Molara, e se in altre isole adiacenti se ne trovano. Saranno avanzi di popolazioni antiche, prosperanti maggiormente mercé la pace e la solitudine, in cui vivono. In questi topi pertanto di Taulara, e d'altre isole adiacenti, non si contiene verun animal nuovo da aggiungere a' quadrupedi sardi [...]

Così nel 1774 nella "Appendice alla storia naturale dei quadrupedi di Sardegna" Francesco Cetti risolve il problema degli smisurati topi di Tavolara. 

Forse le sue conclusioni furono affrettate. C'è ragione di ipotizzarlo perché a Tavolara si rinvengono resti fossili e non ancora fossilizzati di un altro roditore, il Prolagus sardus, che, sopravvivendo a diverse invasioni faunistiche nell'isola, fu una componente fondamentale della dieta dell'uomo in Sardegna nel paleolitico e nel neolitico. Lo testimonia l'abbondanza di resti scheletrici rinvenuti in grotte abitate dall'uomo, come la grotta Corbeddu nei pressi di Oliena.

Il prolago, il cui ceppo originario sembra derivare dalla Mongolia, raggiunse in ondate successive Corsica e Sardegna, sfruttando l'abbassamento del livello marino fin dal periodo miocenico. Era un lagomorfo, della taglia di una cavia e un peso di circa 800 gr. Viveva nutrendosi di vegetali in un ambiente simile a quello oggi presente a Tavolara caratterizzato da bosco, rocce e macchia mediterranea.

Probabilmente si estinse perché entrò in competizione con roditori "moderni", come il ratto e non, come si potrebbe pensare, per la predazione dall'uomo.

Nella foto, Cranio di prolagus

FONTE: http://www.sardiniapoint.it/1462.html

Jun 4th

La pipi dei topi e le lattine

By Fabio Vitillo

shapeimage_13.pngArticolo comparso su Caducèe, giornale d’informazione professionale nel settore medico (MESSAGGIO PER LA SALUTE PUBBLICA):
Una persona è morta recentemente in circostanze assurde. Era partita in barca con degli amici, una domenica, e aveva messo delle lattine di bibite nel frigorifero della barca. L’indomani, lunedì, è stata ricoverata d’urgenza allo CHUV (ospedale svizzero di Ginevra) per uscirne mercoledì, morta.
L’autopsia ha constatato che si trattava di una Leptospirosi folgorante causata da una lattina che aveva bevuto, senza bicchiere, sulla barca..
L’esame delle lattine ha confermato che erano infettate di urina di ratti e quindi di Leptospiras. La persona in questione probabilmente non ha pulito la parte superiore della lattina prima di berla e questa era contaminata di urina di ratto seccata, che contiene delle sostanze tossiche e mortali, quindi la leptospiras, che provoca la leptospirosi. Le bibite in lattina e altri alimenti simili sono stoccate in depositi che spesso sono infestati da ratti e simili e subito dopo vengono trasportate nei punti vendita senza che siano disinfettate o pulite.
Ogni volta che comprate una lattina lavate conscienziosamente la parte superiore con dell’acqua e un detergente prima di metterla in frigo. Secondo uno studio realizzato da INMETRO (Spagna), il coperchio delle lattine è più contaminato dei gabinetti pubblici!
Lo studio mostra una quantità di germi e batteri sul coperchio delle lattine tale da rendere indispensabile la pulizia con dell’acqua e un detergente.

PER CORTESIA DIFFONDETE QUEST’INFORMAZIONE
Ricevuto dalla Direzione delle risorse umane dell’Ospedale Cantonale di Ginevra.

Perchè è una bufala
Topo matrix Effettivamente i ratti possono veicolare la leptospirosi e trasmetterla all’uomo. Ma il messaggio parla di un decorso velocissimo della malattia: è bene ricordare che la leptospirosi prevede un tempo di incubazione che varia dai 4 ai 19 giorni, mentre il malcapitato in questione sarebbe deceduto in meno di 24 ore dal contatto col virus…..
Ma quando si parla di malattie con nomi strani, la scarsa conoscenza dell’argomento dei non addetti ai lavori è la leva per il diffondersi di queste leggende: pochi sanno infatti che la Leptospirosi ha i suoi antidoti e che si sconfigge con relativa facilità grazie ai sempiterni antibiotici.
Nel messaggio troviamo inoltre il consiglio a pulire le lattine: è giusto e igienico, certamente, ma non c’entra niente con la leptospirosi. La bassa temperatura del frigo non permette la creazione di un ambiente accogliente per questi batteri nocivi & c. (è per questo che i frigoriferi producono generalmente freddo….)

Infine le “autorevoli” fonti citate (smentita ufficiale)

La rivista Caducee.net citata come scopritore del problema ha prontamente smentito tali addebiti in un comunicato ufficiale sul proprio sito del 08/10/2001, qui tradotto: “Caducee.net non è all’origine delle false informazioni sulla leptospirosi che circolano attualmente (..) si tratta di una leggenda metropolitana”

Fonte: http://www.magnaromagna.it/2003/truffe-hoax/leggenda-pipi-dei-topi-nelle-lattine/
Apr 21st

Ratti sminatori in Africa

By romani disinfestazioni
Sono venuto a conoscenza tramite un amico che lo ha visto in tv qualche giorno fa,di questa particolare tecnica di sminamento utilizzata in Tanzania ed altri paesi africani.

Apr 15th

Anche le formiche provengono dall'Africa

By Fabio Vitillo
formica-vi.jpgL'evoluzione delle formiche? Da rivedere. Fino a oggi gli scienziati pensavano che i primi imenotteri si fossero evoluti in Asia o in America. Oggi, però, una nuova scoperta avvenuta in Africa dice che probabilmente la culla delle formiche è da ricondurre (come per l'uomo) al continente nero. Gli studiosi hanno scoperto una formica imprigionata nell'ambra risalente a 95milioni di anni fa. Prima si pensava che le formiche non avessero più di 92milioni di anni. Siamo in piano Cretaceo, e la terraferma è dominata dai dinosauri. All'epoca la Terra era assai diversa da come siamo abituati a vederla oggi. C'era un supercontinente chiamato Gondwana che allo smembrarsi della Pangea (l'ammasso di terre emerse risalente a 200milioni di anni fa) comprendeva oltre all'Africa anche il Sudamerica, l'India e l'Australia. Gli studiosi dell'Università di Padova spiegano sul Corsera che la scoperta è notevole, tenuto conto del fatto che sono noti fossili di formiche conservati nell'ambra risalenti a 20-45milioni di anni fa, ma non resti così antichi. Le prime formiche videro la luce con lo sviluppo delle angiosperme, la cosiddette piante con fiore. Ma gli insetti, in generale, hanno una storia molto più lontana nel tempo. Gli entomologi che si occupano di evoluzione ritengono che i primi esapodi fecero la loro comparsa nel siluriano, circa 434milioni di anni fa. Si sarebbero originati da artropodi che, dopo aver abbandonato l'ambiente marino, colonizzarono le terre emerse durante l'ordoviciano (495-443milioni di anni fa).

Fonte:
http://gianlucagrossi.blogspot.com
Apr 7th

Il linguaggio delle formiche

By Fabio Vitillo

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Le formiche sono insetti sociali, nel senso che vivono riuniti in società ove ogni individuo lavora in funzione del benessere della comunità. La loro famiglia è talmente vasta e tanto diversi sono i costumi delle numerosissime specie che non esiste in natura nessun altro gruppo di insetti che abbia altrettanta varietà di consuetudini e di forme sociali.

Come per ogni altra specie animale, le forme di comunicazione elaborate dalle formiche sono adoperate per le utilità essenziali alla loro sopravvivenza: il reperimento di cibo e in caso di pericolo.

La comunicazione in questi tipi di insetti si basa su messaggi chimici affidati a sostanze chiamate feromoni, percepite dalle compagne attraverso l’olfatto. Le sostanze chimiche sono diverse da specie a specie, così come variano le ghiandole del corpo che le producono. Le sostanze impiegate hanno diversa volatilità e quindi diversa permanenza sul substrato.

Osserviamo il caso delle formiche esploratrici, anche dette scout, che vanno alla ricerca di approvvigionamento. La formica lascia il nido pronta all’esplorazione e, durante il suo percorso, con la sua ghiandola rettale rilascia una traccia di feromoni sul terreno. Una volta trovata la fonte di cibo, si alimenta e torna al proprio nido. In qualche modo essa è capace di memorizzare dei punti di riferimento rispetto al nido che le permettono di ritrovare facilmente la strada, quindi riesce a tornare per la via più breve, e mentre torna lascia la scia di odore lungo la strada.

Giunta nuovamente al nido, l’esploratrice allerta le compagne ancora grazie ai feromoni e queste seguono a loro volta le tracce della prima, ripercorrendo la via più breve fino alla fonte di cibo. Le formiche marcheranno quindi la stessa via più volte, fino all’esaurimento della risorsa stessa. Ciascuna formica infatti rinforza la traccia chimica, che altrimenti evaporerebbe col tempo. In alcuni casi, tali tracce possono divenire più o meno permanenti, come nel caso di risorse alimentari stabili, quali colonie di afidi (i cosiddetti pidocchi delle piante) che secernono un liquido zuccherino, la melata, di cui le formiche sono ghiotte.

Nel caso in cui, trovato il cibo, un’operaia trovi sulla strada alcune sue compagne, essa cerca di convincerle agitando la testa e, se il cibo è liquido, lo fa assaggiare. In questo modo queste possono subito mettersi al suo seguito e cominciare a formare la caratteristica fila che tutti conosciamo.

Quando invece trova un nuovo luogo per il nido, lascia sempre le traccia con la ghiandola rettale, ma questa volta convince le compagne con segnali tattili ed arriva persino a trasportare o trascinare di peso una delle sue compagne sul posto.

Diverso è l’utilizzo della ghiandola sternale, che serve per depositare tracce a forma di ellisse segnalando la presenza di eventuali intrusi nel loro territorio. Oltre a ciò, in presenza nemica, l’operaia può emettere quattro tipi diversi di sostanze chimiche nell’aria. La prima sostanza serve a mettere in allerta le compagne che agitano le antenne per odorare, la seconda le stimola alla ricerca della fonte di disturbo, la terza induce le operaie ad afferrare con le mandibole ogni soggetto estraneo, l’ultima incita l’aggressività di quelle che sono pronte ad attaccare e mordere.

Altro organo assai importante e funzionale alla comunicazione sono le antenne, che peraltro costituiscono dei sensori magnetici che le formiche usano per orientarsi. Se si osserva per qualche minuto una scia di formiche, si nota facilmente che quando due si incontrano, si toccano le antenne e le battono ritmicamente una con l’altra, fenomeno che prende il nome di antennazione. In tal modo, le formiche si scambiano segnali e si trasmettono vari messaggi, dall’indicare la direzione del cibo all’aiutarsi a ritrovare la strada quando l’hanno perduta, fino a darsi degli ordini.

Esistono poi alcune specie di formiche come le Atta, che comunicano con i suoni, poiché sono dotate di un organo stridulatore con cui possono comunicare con le compagne. In questo caso le regine hanno addirittura una conformazione fisica diversa dalle altre formiche e questo fa sì che esse emettano delle frequenze diverse dalle lavoratrici.

A tal proposito, interessantissimo è il singolare esperimento condotto da alcuni ricercatori. Dopo aver registrato i suoni emessi dalle regine, li hanno poi diffusi nella colonia attraverso un minuscolo microfono: all’udire della parola di “sua maestà”, le formiche lavoratrici hanno iniziato a riunirsi attorno al microfono, prestando attenzione al suono e facendo ad esso la guardia.

FONTE:

http://www.terranauta.it/a887/pianeta_gaia/il_linguaggio_delle_formiche.html

Mar 28th

L'insetto più forte del mondo

By Fabio Vitillo
Lo scarabeo Onthophagus taurus è in grado di spingere un carico pari a 1141 volte il proprio peso
Qual è l'insetto più forte del mondo? A questa domanda da Guinness dei primati ha risposto uno studio condotto da due ricercatori dell'Università dei Londra Queen Mary e dell'Università dell'Australia occidentale, Rob Knell e Leigh Simmons, che nel corso di una innumerevole serie di esperimenti hanno stabilito che il titolo va a uno scarabeo, Onthophagus taurus, che è in grado di spingere un carico pari a 1141 volte il proprio peso. E' come se, osservano i due studiosi, una persona di 70 chili di peso riuscisse a spostare 80 tonnellate.

"Gli insetti sono ben noti per l'esibizione di straordinarie prove di forza" osserva Knell della Queen Mary's School of Biological and Chemical Sciences, "e questo è legato alla loro curiosa vita sessuale. Le femmine dei coleotteri di questa specie scavano dei cunicoli all'interno di mucchi di sterco, dove si accoppiano con il maschio. Se il maschio entra in un tunnel che è già occupato da in rivale, possono combattere bloccandosi con le corna cefaliche e cercando di spingersi via l'un l'altro."

Come scrivono in un articolo pubblicato sui Proceedings of the Royal Society B i ricercatori hanno osservato che questi esemplari devono porre una notevole attenzione alla loro dieta - proprio come gli atleti, osservano - perché altrimenti la loro forza scema rapidamente.

Tuttavia, "curiosamente alcuni maschi di questa specie non combattono per le femmine", prosegue Knell. "Si tratta di esemplari più piccoli, più deboli e che non hanno corna paragonabili a quelle dei maschi più grandi. Anche se li si sovralimenta dalla nascita non crescono di più e quindi sappiamo che questa loro caratteristica non è legata al fatto di avere una dieta più povera."

Ciò nonostante, questi esemplari, che in compenso sviluppano complessi testicolari più grandi rispetto alla loro massa corporea, non hanno affatto un successo riproduttivo significativamente inferiore a quello degli esemplari ipersviluppati. Essi infatti, se si trovano in competizione con uno di questi, si nascondono dietro di esso o scavano una piccola galleria sottostante a quella principale per "soffiare" la femmina quando l'altro è distratto e girato dall'altra parte.

"Invece di crescere in modo da essere più forti e combattere meglio per la femmina, hanno aumentato la capacità di produzione di sperma in modo da accrescere la probabilità di fecondazione delle uova." (gg)

FONTE: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/titolo/1342670
Mar 27th

Le trovate pubblicitarie dei disinfestatori

By Fabio Vitillo

Pizza con scarafaggio.jpg

Potrebbe essere solo una trovata pubblicitaria. Eh, si infatti una ditta che fa disinfestazione, in Brasile credo, ha elaborato una discutibile pubblicità: un finto scarafaggio sotto la pizza, con a fianco il telefono della società che li ammazza.

In rete c'è chi sostiene che si tratti di un falso. La pizzeria si chiama Mamma mia e il titolare dell'azienda si chiama Dr. Scarafaggio. Mah. Però è originale!

FONTE:

http://www.adoc.org/index/it/comunicati.show/sku/3238/Se+si+trova+uno+scarafagg.html

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