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La Disinfestazione Professionale

 
Nov 23rd

VEBI: la nuova stazione CAYMAN 2012

By Istituto Biochimico

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Vebi Istituto Biochimico è una Azienda che formula prodotti dal 1944. La sua esperienza è nata nel settore farmaceutico e dal 1966 formula topicidi; a tutt’oggi è una delle aziende di riferimento europeo in questo settore . Ha sempre cercato di proporre soluzioni innovative ed integrate rivolte alla risoluzione di problemi inerenti il controllo dei roditori .

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Vediamo alcuni punti di forza della stazioneecoplas Cayman

1) Facile da ispezionare (trasparente)

2) minimo ingombro

3) Facile da pulire

4) Facile da utilizzare

5) Spazio interno per le manovre sufficiente

6) Robusta

7) Versatile(trappole e esche fissate)

8) Possibilità di drenaggio interno (fare fori) per ridurre le muffe

9) Fori per il fissaggio con fascette o catene

10) di plastica riciclabile

La stazione ecoplas Cayman è accessibile solo a ratti e topi, essendo i fori di entrata, come il suo volume, dimensionati appositamente per loro; Howard ha osservato che la stazione deve essere sufficientemente grande per i ratti, ed essere comoda mentre consumano l'esca; Monro & Dennis han suggerito che la stazione ideale dovrebbe essere poi realizzato in plastica e che i ratti abbiano la possibilità di vedere attraverso il tunnel d'ingresso l'esca subito accessibile (Itopi possiedono circa 1200 tipi di recettori per gli odori);la stazione ecoplas Cayman corrisponde a questo ideale; è poi rialzata di circa 1,5 cm rispetto alla superficie dove sarà posta, limitando così la possibilità che l’acqua possa entrarvi (lavaggi, pioggia ecc) evitando deterioramenti, muffe, all’esca; la forma è ottimale per essere appoggiatafissatalegata ad una parete; la colorazione della stazione è tale da non attrarre la curiosità dei bambini, ed essendo chiaro-trasparente, posta all’aperto, non viene surriscaldata dai raggi solari (con conseguente rischio di deterioramento dell’esca); è dotata di chiave antintrusione (rapida da aprire e chiudere dall’operatore,risparmiando tempo), rendendo impossibile l’apertura da parte di personale non qualificato (evitando così ad esempio in una azienda alimentare, dei sabotaggi) con fissaggio, sicura, resistente agli agenti atmosferici, a protezione di bambini, animali domestici e fauna selvatica, a norma HACCP. Gli standard BRC e IFS all’interno di una azienda alimentare orientano verso l’utilizzo di trappole a cattura, (le avvelenate solo all’esterno), tenendo la registrazione dei monitoraggi (cosa estremamente facile e comoda con la Cayman, data dalla sua trasparenza).La FSSC 22000 – PAS 220 chiede che il programma di monitor debba includere il posizionamento di trappole nei luoghi chiave in modo da rilevare la presenza dei roditori, trappole che devono essere robuste ed ispezionate con una frequenza tale da rilevare eventuali nuove attività. La eco plastic Cayman può venire fissata o tramite una fascetta, o tramite un flessibile (catenella, filo di acciaio) in modo da permettere una accurata pulizia sotto e dietro la stessa. La plastica con cui è costruita la Cayman è robusta e flessibile per sopportare gli eventuali insulti a cui potrebbe essere esposta. Siala trappola che l’ esca sono protette da polvere e umidità; permette al roditore di avere un luogo ove sfamarsi con tranquillità (consumando la eventuale esca); rende possibile la collocazione delle eschetrappole in luoghi difficili da raggiungere dall’uomo ma via abituale dei roditori (ad esempio su travi ove si muove il ratto nero); evita fuoriuscite accidentali, e dà un facile substrato alle eschetrappole, rendendo anche più facile la misurazione della quantità di esche consumate;facile da ricaricare e sufficientemente resistente agli attacchi di cani e eventuali manipolazioni da parte di bambini. La ecoplast Cayman può essere legatafissataancorata; sono dotate di strutture interne per contenere le esche ; sono di plastica riciclabile; di un materiale selezionato, ad alta resistenza e lunga durata;tutti i tipi di esche, compreso i blox, si adattano su aste di fissaggio. La ecoplast Cayman è un modello innovativo, adatto alla fabbrica,come al magazzino, in cortile, con vari tipi di applicazioni.

 

Feb 15th

Normative e dintorni

By Istituto Biochimico

Normative e dintorni

Decreto Non inclusione BIFENTRINA

La sostanza attiva bifentrin non è inclusa nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE. Pertanto le autorizzazioni all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari che contengono tale sostanza attiva sono revocate a partire dal 30 maggio 2010. La commercializiazione consentita fino al 30 gennaio 2011. L'utilizzo dei prodotti litosanitari a base della sostanza attiva bifentrin è consentito fino al 30 maggio 2011.

 

Comunicato 29 dic 2010

Proroga al 31/12/2011 delle registrazioni contenenti principi attivi (tra cui la METALDEIDE) il cui dossier era stato ripresentato ai sensi del regolamento CE 33/20

     

Regolamento CE n. 790/2009: riclassificazione

Con riferimento al Regolamento CE n. 790/2009, riguardante le modalità di etichettatura dei prodotti fitosanitari e dei conseguenti obblighi di legge, comunichiamo che a far data dal 1 dicembre 2010 alcuni prodotti distribuiti dalla società VEBI hanno subito delle modifiche.
In particolare, in seguito a revisione della classificazione di pericolo del principio attivo Zolfo, sono stati adeguati le etichette dei seguenti prodotti:

Prodotto Reg. N./del Classificazione precedente Classificazione nuova
VEBIZOLFO FLOW 10492 del 10/05/2000 Xi – Irritante per gli occhi,
le vie respiratorie e la pelle

R 36/37/38     
Xi – Irritante per la pelle

R 38

VEBIZOLFO WG 12323 del 08/11/2004 Xi – Irritante per gli occhi,
le vie respiratorie e la pelle
R 36/37/38    
Xi – Irritante per la pelle

R 38

La normativa vigente in materia di immissione sul mercato di prodotti fitosanitari prevede che il consumatore finale sia sempre aggiornato su eventuali modifiche: chiediamo pertanto nella fase di vendita al vs. cliente di consegnare contestualmente alla confezione anche la copia della nuova etichetta, che potete trovare come allegato a questa pagina.

NOTA
Per quanto attiene i seguenti prodotti fitosanitari a base di Imidacloprid, anch’esso revisionato nella sua classificazione di pericolo, le etichette dei prodotti:

NUPRID 200 SL – Reg. N. 12.650 del 15/06/2009 (classificazione di pericolo: Xi – Irritante per gli occhi; R51/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico)

IMPRINT – Reg. N. 13640 del 31/07/2009 (classificazione di pericolo: N – Pericoloso per l’ambiente R 51/53)

non hanno subito alcuna modifica per quanto attiene la classificazione di pericolo. Rimangono pertanto validi i testi che trovate attualmente sulle rispettive confezioni giacenti presso i vs. magazzini.

Disponibili a qualsiasi informazione o chiarimento,

VEBI ISTITUTO BIOCHIMICO SRL

     

Prodotti la cui vendita è stata REVOCATA

Ecco la lista aggiornata dei prodotti distribuiti da Vebi la cui vendita è già stata REVOCATA

N. registrazione Nome prodotto
9774 METIOL
7896 ANERBA LIQUIDO
8485 RADICAL LIQUIDO
4808 VIDESOL
12127 ANERBA GRANULARE
11366 INSETTICIDA ACARICIDA RTU
12907 ACAR-CID
2929 DICLOR 570 SC

Scarica il file completo

 

BIOCIDI: Non inclusione in all. I di PROPOXUR-FENITROTION-IDRAMETILON

revoca PMC al 01/06/2010

Il Ministero della Salute pone al servizio dei cittadini e degli operatori un nuovo strumento, interamente gratuito, per la consultazione degli atti normativi e di alcuni atti amministrativi in materia sanitaria. Un'opportunità utile per quanti operano in sanità ma anche per il cittadino che voglia essere debitamente informato sui propri diritti e prerogative in tema di assistenza sanitaria.

Link all'articolo nel portale del Ministero della Salute

Jul 19th

Lotta integrata alla Mosca

By Istituto Biochimico

Lotta integrata alla Mosca

Ciclo vita della mosca

La mosca domestica è uno degli infestanti più diffusi nel mondo, particolarmente legato alle immondizie ed ai ricoveri di animali.

ORDINE: Diptera
FAMIGLIA: Muscidae

Ciclo biologico:
UOVO,
3 STADI LARVALI,
PUPA,
ADULTO.

La durata del ciclo varia in funzione delle condizioni ambientali e della temperatura:

Fasi del ciclo di sviluppo
di M. domestica
16°C
25°C
35°C
temperature critiche
min.
max
Periodo ovideposizione
9 giorni
3 giorni
1,8 giorni
15°C
 
Schiusura uova
1,7 giorni
0,66 giorni
0,33 giorni
11°C
42°C
Sviluppo larvale
17-19 giorni
5-6 giorni
3,4 giorni
9°C
45-47°C
Schiusura pupe
17-19 giorni
6-7 giorni
3,4 giorni
 
45°C
CICLO COMPLETO
45-51 giorni
14-16 giorni
8-10 giorni
   

Un individuo adulto vive da 25 a 50 giorni. La M. domestica, nei climi temperati, arriva a compiere fi no a 12-15 generazioni all’anno. Una femmina depone ogni 2-4 giorni dalle 150 alle 250 uova, raggiungendo spesso la produzione di 1000 unità circa. L’uovo, cilindrico, di colore bianco perla, viene deposto su materiale organico umido (optimum 70-80% di umidità) ad una profondità di 8-10 mm. Lo sviluppo embrionale avviene tra gli 11°C ed i 42°C.
I focolai larvali sono costituiti da una gran varietà di substrati costituiti da materiale organico in disfacimento o in putrefazione, sia di origine animale che vegetale. In zone rurali, il principale focolaio larvale è costituito dalle concimaie, mentre in area urbana sono rappresentati da immondezzai. Raggiunta la maturità, le larve abbandonano il substrato alla ricerca di un microambiente più asciutto per impuparsi. L’adulto di M. domestica è un buon volatore spostandosi di 3-4 Km in media con punte di oltre 30 Km. Le mosche sono attive durante il giorno o sotto luci artificiali. L’adulto non vola sotto i 10°C, resta immobile intorno ai 4°C, muore a 0°C.

Lotta integrata alle mosche
Non esiste un solo prodotto per la lotta alle mosche, ma un sistema di più metodi e prodotti.

Bonifica ed igiene ambientale:
Nella lotta contro le mosche, per ottenere risultati duraturi nel tempo, è fondamentale l’opera di bonifi ca ambientale, indirizzata essenzialmente all’eliminazione, o quanto meno riduzione, di tutti i possibili focolai larvali.

• Asportazione frequente di deiezioni e rifiuti;
• Pulizia e lavaggio pareti e pavimenti;
• Applicazione pestproofi ng (zanzariere);
• Disidratazione della lettiera (ventilazione) ed essiccamento del letame (aggiunta di paglia, segatura, etc.);
• Controllo umidità substrati: sgrondo liquami, verifi ca abbeveratoi;
• Gestione fermentazione del letame:

a) copertura di plastica che porta la temperatura della massa sopra i 45° C (limite di sviluppo embrionale e larvale);
b) isolamento del piano su cui poggia il letame mediante canalette di raccolta liquami in cui le larve mature, che vanno in cerca di un luogo asciutto per impuparsi, finiscono per cadere e morire.

Gli altri mezzi di lotta (fisica, chimica, biologica, etc.) vanno programmati solo ad integrazione delle misure igieniche.

GUIDE PRATICHE VEBI: http://www.vebi.it/guide-pratiche.php

Jul 1st

Metodiche di derattizzazione

By Istituto Biochimico

Tre specie di roditori, il Rattus norvegicus, il Rattus rattus, ed i Mus musculus, viveno in stretta associazione con l'uomo e traggono vantaggio per il loro incremento numerico dalle particolari situazioni degli ambienti antropizzati (disponiblità di cibo sotto forma di derrate alimentari immagazzinate o di rifiuti, disponibilità di rifugi particolarmente sicuri e relativamente climatizzati, come fognature, soffitte, intercapedini, scantinati ecc.) (fig.1).

figura 1

Le tre specie di roditori menzionate hanno differenti caratteristiche morfologiche, ecologiche ed etologiche che ne permettono una facile identificazione (tab. 1)

tabella 1

La loro identificazione è possibile anche attraverso la forma delle feci lasciate nelle zone infestate (fig.2), dalle tracce lasciate sul terreno (tane, rosicchiamenti, impronte, percorsi, ecc.).

figura 2

Dimensioni di una popolazione di roditori
Non esistono metodi validi per valutare la densità di una popolazione di roditori in un territorio e le cifre che spesso vengone fornite sul presunto numero di raditori presenti ad esempio in una città, sono del tutto arbitrarie e di nessuna attendibilità. La densità delle tracce, l'avvistamento dei roditori anche durante il giorno,il numero dei reclami dei cittadini, i danni alle derrate alimentari immagazzinate, ecc. sono gli elementi che ci informano sulla entità piu o meno grave di un'infestazione, ma che nulla possono dirci circa la sua composizione numerica.

Cause che determinano le dimensioni di una popolazione di roditori
Come è noto i fattori che favoriscono o limitano l'accrescimento di una popolazione animale si dividono in fattori estrinseci alla popolazione, o non biologici, (fattori climatici, fattori amblentati, disponibilità di cibo) e fattori intrinseci o biologici (competizione, malattie, parassitismo, predazioni, a cui può essere aggiunta la mortalità da esche avvelenate). tabella 2
I fattori estrinseci determinano la capacità biologica specifica, cioè la capacità di un determinato amblente di "sopportare" o garantire la sopravvivenza di un determinato numero di Individul di una specie.
Ne deriva che una derattizzazione determina un rapido aumento della mortalità ed una conseguente rapida diminuzione della popolazione dei roditori, ma non modifica la capacità biologica specifica dell'amblente infestato, per cui una volta cessata la derattizzazione, la popolazione dei ratti tenderà a tornare a quei valori di densità numerica consentiti dall'ambiente e preesistenti al trattamento.
Dopo un intervento derattizzante con esche avvelenate, una popolazione di ratti impiega da sei a dodici mesi per tornare alla densità originaria.
Al contrario la bonifica ambientale che comporta la corretta eliminazione dei rifluti, la miglioria delle fognature, il restauro degli edifici fatiscenti, il corretto immagazzinamento delle derrate alimentari, ecc, modifica drasticamente i fattori estrinseci, determina una duratura diminuzione della capacità biologica specifica e quindi una definitiva riduzione della popolazione dei ratti.
Ricordiamo ad esempio che l'immagazzinamento delle derrate alimentari, va effettuato su appositi bancali solevati da terra e separati fra loro da uno spazio sufficiente per il passaggio delle persone addette alla lotta, al controllo ed alle pulizie.
Deve essere eliminato l'immagazzinamento di alimenti sfusi e gli stock immagazzinati devono essere spostati frequentemente così da disturbare i roditori, impedendo insediamento stabile, dato che esso è caratterizzato dalla standardizzazione della dieta alimentare e dalla delimitazione territoriate, che ostacola il successo della lotta con esche avvelenate.

figura 3

 

LA DERATTIZZAZIONE

Lo studio del territorio e il censimento delle aree infestate.
Quando si deve operare su un vasto territorio urbano, risulta indispensabile; suddividerlo in settori operativi e, con l'aiuto di carte topografiche, individuare per ogni settore gli isolati presenti. Per ogni isolato risulterà utile raccogliere tutti quei dati necessari per valutare l'importanza dell'infestazione. Tale lavoro può essere facilitato dall'uso di schede prestampate. I dati cosi raccolti, opportunamente tabulati, sono la base per comprendere e risolvere i problemi delle differenti aree infestate.

Schede Prestampate:

Vedi esempio

Scarica schede (PDF)
per scaricare: cliccare con il tasto destro del mouse sul link
e scegliere "Salva oggetto con nome..."

La distribuzione delle esche avvelenate
La prima preoccupazione di chi opera una derattizzazione, deve essere quella di prevenire ogni rischio derivante dall'immissione di sostanze tossiche nell'ambiente. L'uso di fumiganti, pertanto non è indicato nella derattizzazione urbana, mentre risulta utile per la derattizzazione di ambienti isolati ermeticamente chiusi (derattizzazione delle navi).
In linea generale, fatta eccezione per pochi prodotti, possiamo dire che sono da preferire i trattamenti con esche a base di veleni a dose multipla. I veleni acuti per singola ingestione, sono utili soprattutto ove è necessaria una bonifica immediata ed in caso di una resistenza diffusa agli anticoagulanti. Soprattutto nei trattamenti con veleni acuti, spesso si rende indispensabile effettuare un pre-trattamento con esche non avvlenate per abituare i ratti a consumare le sostanze alimentari che poi verranno avvelenate fronteggiando così il fenomeno della neofobia e della "bait siknes".
Sono comunque da evitare i trattamenti non mirati, effettuati con distribuzione casuale delle esche in tutta l'area da bonificare. Le esche devono invece essere deposte in luoghi inaccessibili ai bambini e agli animali domestici. Il controllo periodico delle esche, in alcune stazioni fisse, è molto importante per seguire l'andamento della derattizzazione a per poter ripetere il trattamento fino a quando cio si renda necessario, reintegrando le esche consumate. Molto utile può risultare nel trattamento di ambienti confinati, l'implego di box contenenti esche ed acqua, da collocare sui percorsi abitudinali dei roditori, (ad esempio lungo i muri). Tali box sono facilmente ispezionabili e garantiscono la presenza di un'esca senza pericolo di dispersione.
Le formulazioni ratticide oggi in commercio (in polvere da traccia ed in esche, in pellets, in grani, in paraffina, in bustine), sono composte da adescanti vari che ne determinano l'appetibilità e da un ratticida. Le polveri da traccia sono utilizzabili in luoghi ove non esista alcun pericolo di contaminare alimenti. Esse si attaccano al pelo e vengono ingerite dai roditori durante le abitudinarie operazioni di pulizia corporea. Le formulazioni idro-repellenti in paraffina sono indicate nel trattamento di ambienti molto umidi e risultano quindi idonee per il controlfo dei ratti nelle fognature. Le confezioni in bustina, per la rapidità di distribuzione e la facilità di controllo, risultano pratiche soprattutto nel controllo dei ratti in ambienti urbani. Le esche in grani e pellets appetite dai ratti, ma anche da Mus-musculus, risultano pratiche nel trattamento di amblenti
confinati. Molti principi attivi possono anche essere solubilizzati in acqua per la preparazione di esche liquide, particolarmente efficaci in estate e in amblenti privi di acqua. Piccoli distributori di acqua avvelenata possono essere confezionati artigianalmente, o possono essere utilizzati abbeveratoi a sifone per
pulcini. Là dove i roditori sono abituati a diete alimentari altamente specializzate, le esche commerciali possono venire da essi riflutate e quindi può risultare molto utile preparate esche fresche con gli stessi alimenti per solito reperibili dal roditore sul posto.
È importante ricordare che esche, cibi, trappole, ecc. contaminate dall'odore umano, al contrario di quanto si crede, non causano diffidenza nei ratti sinantropi abituati da sempre a consumare e ad essere in contatto con cibi e manufatti toccati dall'uomo.

Il controllo dei risultati raggiunti al termine di una derattizzazione
I risultati di una derattizzazione possono essere valutati controllando la diminuzione dei segni della presenza dei roditori, ad esempio la scomparsa di escrementi freschi, l'abbandono delle tane, (la presenza di ragnatele all'imboccatura delle tane è indice dell'assenza del roditori), la cessazione del consumo delle esche.
La stima del consumo di esche non avvetenate, confezionate con alimenti particolarmente appetiti ai roditori e poste nei luoghi da questi frequentati abitualmente e la cattura di ratti con trappole poste negli ambienti infestati, permettono di valutare in maniera più diretta i risultati di un trattamento ratticida.

L'eliminazione dei cadaveri dei roditori e dai cattivi odori
La raccotta dei cadaveri dei roditori va sempre fatta con guanti di gomma e l'aiuto di buste di plastica per preventre la fuga degli ectoparassiti. Per coprire i cattivi odori dovuti alla presenza del cadavere di un ratto, ad esempio in un recesso irraggiungibile, possono essere usati disinfettanti profumati, come ad esempio il benzalconio cloruro ed il benzetonio cloruro, oppure olii profumati, come l'olio di pino, l'olio di menta piperita, ecc.

Vebi Istituto Biochimico s.r.l.
Sede Legale: Via Desman, 43 35010 S. Eufemia di Borgoricco (PD)

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Jun 28th

Lotta a topi e ratti: Anticoagulanti

By Istituto Biochimico
Gli anticoagulanti sono stati la svolta fondamentale nella lotta ai muridi.
La ragione del loro successo è legata al ritardo con cui si manifesta la loro azione, all’assenza di particolari sapori, alla bassissima dose d’uso ed alla esistenza di un antidoto specifico.
Gli anticoagulanti utilizzati per la produzione di esche rodenticide chimicamente appartengono tutti a 2 categorie: cumarine e indandioni.
Il loro meccanismo di azione è comunque simile: agiscono a livello del fegato come antagonisti della vitamina K interferendo con la sintesi dei fattori della coagulazione del sangue Vitamina K- dipendenti.
La diversa tossicità delle molecole anticoagulanti è legata soprattutto alla loro diversa capacità di essere degradate metabolicamente ed allontanate con le feci o le urine. La loro azione inizia almeno dopo 3 giorni dall’ingestione, provocando emorragie interne che indeboliscono l’animale. La debolezza fa’ si che l’animale riduca la sua attività e rimanga preferibilmente nella sua tana. La vitamina K1 è l’antidoto specifico di tutti gli anticoagulanti.
N.B. La rapidità d’azione degli anticoagulanti è molto variabile da un minimo 2/3 giorni ad un massimo 12/15 giorni. Dipende molto dalle condizioni fi siche del soggetto colpito, dalla quantità ingerita e dalla tossicità del principio attivo.

Principi attivi:

Warfarin Il primo anticoagulante introdotto in commercio il cui uso è ormai raro come rodenticida ma ampiamente usato in medicina nelle terapie anticoagulanti.

Chlorophacinone Anticoagulante a dose multipla della categoria degli Indandioni. Meno tossico rispetto agli anticoagulanti di generazioni successive perché si conserva meno nel corpo dall’animale. Presenta quindi minori rischi di avvelenamento secondario per la fauna selvatica.

Bromadiolone Cumarina di seconda generazione effi cace già con due piccole ingestioni di esca. È il principio attivo più usato in Europa. Idoneo per la disinfestazione di tutti i muridi infestanti.

Difenacoum È generalmente effi cace già con due piccole ingestioni di esca. È un principio attivo con una selettività tra le più elevate; risulta essere infatti tossico su topi e ratti ed un po’ meno sugli animali domestici.

Brodifacoum potentissimo anticoagulante. Agisce come gli altri principi attivi anticoagulanti, ma una volta ingerito ha una capacità di resistere alla degradazione molto maggiore, per cui anche una singola ingestione risulta mortale su tutti i ceppi di muridi resistenti agli anticoagulanti attualmente conosciuti. La quantità di esca necessaria per ottenere con il Brodifacoum, la dose letale è molto piccola, e corrisponde a meno del 5% del consumo alimentare giornaliero sia per il topo che per il ratto.

Tossicità acuta delle esche

Nella tabella viene riportato il valore della tossicità delle esche per singola ingestione. I valori vengono espressi in DL50 che corrispondono alla quantità di esca in grammi, che, somministrata per via orale in una unica ingestione, porta alla morte il 50% di un gruppo di soggetti di peso medio. I valori sono stati calcolati partendo dai dati sperimentali ricavati sui principi attivi puri.

Tabella dose letale per singola ingestione (DL50)

Tossicità cronica delle esche

La tossicità di un principio attivo viene notevolmente aumentata se l’ingestione viene ripetuta per più giorni. La differenza di tossicità tra i diversi anticoagulanti in questo caso è molto meno accentuata, purché non si sia in presenza di resistenze acquisite.

Scegli il topicida giusto: CLICCA QUI

May 4th

Draker - Insetticida microincapsulato

By Istituto Biochimico

Insetticida microincapsulato ad azione abbattente e residuale efficace contro un ampio spettro di insetti.

draker.jpgCaratteristiche: 
Prodotto in formulazione altamente evoluta che unisce una spiccata azione abbattente ed una effi cacia prolungata nel tempo grazie alla tecnologia della microincapsulazione.
• Azione abbattente della frazione “libera” di tetrametrina.
• Prolungata azione residuale. Le microcapsule proteggono il principio attivo dalla degradazione dovuta ad alte temperature, luce solare diretta ed elevata umidità.
• Formulazione acquosa, non contiene solventi, è inodore, non macchia e non corrode.
• Per ambienti interni ed esterni.
• Ideale per trattamenti sul verde (non danneggia le piante).
• Altamente effi cace su tutte le superfi ci, comprese le porose, le assorbenti e quelle cosparse di grassi.

Campi d’impiego: 
Case, magazzini, alberghi, scuole, ospedali, convivenze in genere, industrie alimentari, automezzi pubblici.

Composizione:
Cipermetrina pura 10 g
Tetrametrina pura 2 g
Piperonilbutossido 10 g
Coformulanti q.b. a 100 g

Registrazione: Pres. Med. Chirurg. - Reg. Min. della Sanità N. 19380

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Scheda di sicurezza

 
Scegliere l'insetticida più indicato

Apr 15th

Conosci il tuo nemico - VEBI ti aiuta a risolvere i problemi dei muridi infestanti

By Istituto Biochimico

topi vebi.jpgCONOSCI IL TUO NEMICOtopi vebi2.jpg

Ratti e topi a causa delle malattie  che veicolano e dei danni che provocano all’ambiente, agli animali domestici e alle proprietà,  possono essere considerati l’ultimo grande nemico animale dell’uomo moderno.

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Mar 9th

BIOCONTACT 2.1 - Insetticida naturale

By Istituto Biochimico
Insetticida naturale microincapsulato ad azione abbattente e residuale, efficace contro un ampio spettro di insetti infestanti.
Biocontact.jpegBioContact è formulato in fase libera e microincapsulata ed è caratterizzato da:
1) Azione immediata, abbattente, snidante e repellente.
2) Azione insetticida lungamente residuale e non repellente.

BioContact possiede altre notevoli caratteristiche:
• Prodotto completamente naturale: formulazione di piretro senza solventi.
• Spiccata azione abbattente e prolungata azione residuale. Le microcapsule proteggono il principio attivo dalla degradazione dovuta ad alte temperature, luce solare diretta ed elevata umidità.
• Formulazione acquosa, non contiene solventi, è inodore, non macchia e non corrode.
• Per ambienti interni ed esterni.
• Ideale per trattamenti sul verde (non danneggia le piante).
• Altamente effi cace su tutte le superfi ci, comprese le porose, le assorbenti e quelle cosparse di grassi.

piretro.jpgPROLUNGATA RESIDUALITÀ SU TUTTE LE SUPERFICI
• L’efficacia e la residualità dei normali insetticidi in emulsione può essere fortemente limitata dal tipo di superficie su cui viene applicato il prodotto. Superfici porose e assorbenti riducono fortemente la disponibilità del principio attivo. Biocontact viene meno influenzato dal tipo di superficie poiché le microcapsule vengono poco assorbite.
• Le microcapsule proteggono il Piretro da luce, umidità e alte temperature, migliorando l’efficacia anche in condizioni avverse come spesso avviene nei trattamenti perimetrali (all’esterno, zone caldo umide e unte).

Campi d’impiego: 
Case, magazzini, alberghi, scuole, ospedali, convivenze in genere, industrie alimentari, automezzi pubblici

Composizione: 
Piretrine pure 2,1 g 
Piperonilbutossido 10 g 
Coformulanti q.b. a 100 g

Visita www.vebi.it

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