VEBI: la nuova stazione CAYMAN 2012
By Istituto Biochimico
Vebi Istituto Biochimico è una Azienda che formula prodotti dal 1944. La sua esperienza è nata nel settore farmaceutico e dal 1966 formula topicidi; a tutt’oggi è una delle aziende di riferimento europeo in questo settore . Ha sempre cercato di proporre soluzioni innovative ed integrate rivolte alla risoluzione di problemi inerenti il controllo dei roditori .
Vediamo alcuni punti di forza della stazioneecoplas Cayman
1) Facile da ispezionare (trasparente)
2) minimo ingombro
3) Facile da pulire
4) Facile da utilizzare
5) Spazio interno per le manovre sufficiente
6) Robusta
7) Versatile(trappole e esche fissate)
8) Possibilità di drenaggio interno (fare fori) per ridurre le muffe
9) Fori per il fissaggio con fascette o catene
10) di plastica riciclabile
La stazione ecoplas Cayman è accessibile solo a ratti e topi, essendo i fori di entrata, come il suo volume, dimensionati appositamente per loro; Howard ha osservato che la stazione deve essere sufficientemente grande per i ratti, ed essere comoda mentre consumano l'esca; Monro & Dennis han suggerito che la stazione ideale dovrebbe essere poi realizzato in plastica e che i ratti abbiano la possibilità di vedere attraverso il tunnel d'ingresso l'esca subito accessibile (Itopi possiedono circa 1200 tipi di recettori per gli odori);la stazione ecoplas Cayman corrisponde a questo ideale; è poi rialzata di circa 1,5 cm rispetto alla superficie dove sarà posta, limitando così la possibilità che l’acqua possa entrarvi (lavaggi, pioggia ecc) evitando deterioramenti, muffe, all’esca; la forma è ottimale per essere appoggiatafissatalegata ad una parete; la colorazione della stazione è tale da non attrarre la curiosità dei bambini, ed essendo chiaro-trasparente, posta all’aperto, non viene surriscaldata dai raggi solari (con conseguente rischio di deterioramento dell’esca); è dotata di chiave antintrusione (rapida da aprire e chiudere dall’operatore,risparmiando tempo), rendendo impossibile l’apertura da parte di personale non qualificato (evitando così ad esempio in una azienda alimentare, dei sabotaggi) con fissaggio, sicura, resistente agli agenti atmosferici, a protezione di bambini, animali domestici e fauna selvatica, a norma HACCP. Gli standard BRC e IFS all’interno di una azienda alimentare orientano verso l’utilizzo di trappole a cattura, (le avvelenate solo all’esterno), tenendo la registrazione dei monitoraggi (cosa estremamente facile e comoda con la Cayman, data dalla sua trasparenza).La FSSC 22000 – PAS 220 chiede che il programma di monitor debba includere il posizionamento di trappole nei luoghi chiave in modo da rilevare la presenza dei roditori, trappole che devono essere robuste ed ispezionate con una frequenza tale da rilevare eventuali nuove attività. La eco plastic Cayman può venire fissata o tramite una fascetta, o tramite un flessibile (catenella, filo di acciaio) in modo da permettere una accurata pulizia sotto e dietro la stessa. La plastica con cui è costruita la Cayman è robusta e flessibile per sopportare gli eventuali insulti a cui potrebbe essere esposta. Siala trappola che l’ esca sono protette da polvere e umidità; permette al roditore di avere un luogo ove sfamarsi con tranquillità (consumando la eventuale esca); rende possibile la collocazione delle eschetrappole in luoghi difficili da raggiungere dall’uomo ma via abituale dei roditori (ad esempio su travi ove si muove il ratto nero); evita fuoriuscite accidentali, e dà un facile substrato alle eschetrappole, rendendo anche più facile la misurazione della quantità di esche consumate;facile da ricaricare e sufficientemente resistente agli attacchi di cani e eventuali manipolazioni da parte di bambini. La ecoplast Cayman può essere legatafissataancorata; sono dotate di strutture interne per contenere le esche ; sono di plastica riciclabile; di un materiale selezionato, ad alta resistenza e lunga durata;tutti i tipi di esche, compreso i blox, si adattano su aste di fissaggio. La ecoplast Cayman è un modello innovativo, adatto alla fabbrica,come al magazzino, in cortile, con vari tipi di applicazioni.
Normative e dintorni
By Istituto BiochimicoNormative e dintorni
Decreto Non inclusione BIFENTRINALa sostanza attiva bifentrin non è inclusa nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE. Pertanto le autorizzazioni all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari che contengono tale sostanza attiva sono revocate a partire dal 30 maggio 2010. La commercializiazione consentita fino al 30 gennaio 2011. L'utilizzo dei prodotti litosanitari a base della sostanza attiva bifentrin è consentito fino al 30 maggio 2011. |
Comunicato 29 dic 2010Proroga al 31/12/2011 delle registrazioni contenenti principi attivi (tra cui la METALDEIDE) il cui dossier era stato ripresentato ai sensi del regolamento CE 33/20 |
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Regolamento CE n. 790/2009: riclassificazione
Con riferimento al Regolamento CE n. 790/2009,
riguardante le modalità di etichettatura dei prodotti
fitosanitari e dei conseguenti obblighi di legge,
comunichiamo che a far data dal 1 dicembre
2010 alcuni prodotti distribuiti dalla società
VEBI hanno subito delle modifiche.
La normativa vigente in materia di immissione sul mercato
di prodotti fitosanitari prevede che il consumatore
finale sia sempre aggiornato su eventuali modifiche:
chiediamo pertanto nella fase di vendita al vs. cliente
di consegnare contestualmente alla confezione anche la
copia della nuova etichetta, che potete trovare come
allegato a questa pagina.
IMPRINT – Reg. N. 13640 del 31/07/2009
(classificazione di pericolo: N – Pericoloso per
l’ambiente R 51/53) VEBI ISTITUTO BIOCHIMICO SRL |
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Prodotti la cui vendita è stata REVOCATAEcco la lista aggiornata dei prodotti distribuiti da Vebi la cui vendita è già stata REVOCATA
Scarica il file completo |
BIOCIDI: Non inclusione in all. I di PROPOXUR-FENITROTION-IDRAMETILONrevoca PMC al 01/06/2010 Il Ministero della Salute pone al servizio dei cittadini e degli operatori un nuovo strumento, interamente gratuito, per la consultazione degli atti normativi e di alcuni atti amministrativi in materia sanitaria. Un'opportunità utile per quanti operano in sanità ma anche per il cittadino che voglia essere debitamente informato sui propri diritti e prerogative in tema di assistenza sanitaria. |
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Lotta integrata alla Mosca
By Istituto BiochimicoLotta integrata alla Mosca
La mosca domestica è uno degli infestanti più diffusi nel mondo, particolarmente legato alle immondizie ed ai ricoveri di animali.
ORDINE: Diptera
FAMIGLIA: Muscidae
Ciclo biologico:
UOVO,
3 STADI LARVALI,
PUPA,
ADULTO.
La durata del ciclo varia in funzione delle condizioni ambientali e della temperatura:
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Fasi del ciclo di sviluppo di M. domestica |
16°C
|
25°C
|
35°C
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temperature critiche
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min.
|
max
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| Periodo ovideposizione |
9 giorni
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3 giorni
|
1,8 giorni
|
15°C
|
|
| Schiusura uova |
1,7 giorni
|
0,66 giorni
|
0,33 giorni
|
11°C
|
42°C
|
| Sviluppo larvale |
17-19 giorni
|
5-6 giorni
|
3,4 giorni
|
9°C
|
45-47°C
|
| Schiusura pupe |
17-19 giorni
|
6-7 giorni
|
3,4 giorni
|
45°C
|
|
|
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|||||
| CICLO COMPLETO |
45-51 giorni
|
14-16 giorni
|
8-10 giorni
|
||
Un individuo adulto vive da 25 a 50 giorni. La M. domestica, nei
climi temperati, arriva a compiere fi no a 12-15 generazioni
all’anno. Una femmina depone ogni 2-4 giorni dalle 150 alle 250
uova, raggiungendo spesso la produzione di 1000 unità circa.
L’uovo, cilindrico, di colore bianco perla, viene deposto su
materiale organico umido (optimum 70-80% di umidità) ad una
profondità di 8-10 mm. Lo sviluppo embrionale avviene tra gli
11°C ed i 42°C.
I focolai larvali sono costituiti da una gran varietà di
substrati costituiti da materiale organico in disfacimento o in
putrefazione, sia di origine animale che vegetale. In zone
rurali, il principale focolaio larvale è costituito dalle
concimaie, mentre in area urbana sono rappresentati da
immondezzai. Raggiunta la maturità, le larve abbandonano il
substrato alla ricerca di un microambiente più asciutto per
impuparsi. L’adulto di M. domestica è un buon volatore
spostandosi di 3-4 Km in media con punte di oltre 30 Km. Le
mosche sono attive durante il giorno o sotto luci artificiali.
L’adulto non vola sotto i 10°C, resta immobile intorno ai 4°C,
muore a 0°C.
Lotta integrata alle
mosche
Non esiste un solo prodotto per la lotta alle mosche, ma un
sistema di più metodi e prodotti.
Bonifica ed igiene
ambientale:
Nella lotta contro le mosche, per ottenere risultati duraturi nel
tempo, è fondamentale l’opera di bonifi ca ambientale,
indirizzata essenzialmente all’eliminazione, o quanto meno
riduzione, di tutti i possibili focolai larvali.
• Asportazione frequente di deiezioni e rifiuti;
• Pulizia e lavaggio pareti e pavimenti;
• Applicazione pestproofi ng (zanzariere);
• Disidratazione della lettiera (ventilazione) ed essiccamento
del letame (aggiunta di paglia, segatura, etc.);
• Controllo umidità substrati: sgrondo liquami, verifi ca
abbeveratoi;
• Gestione fermentazione del letame:
a) copertura di plastica che porta la temperatura della massa sopra i 45° C (limite di sviluppo embrionale e larvale);
b) isolamento del piano su cui poggia il letame mediante canalette di raccolta liquami in cui le larve mature, che vanno in cerca di un luogo asciutto per impuparsi, finiscono per cadere e morire.
Gli altri mezzi di lotta (fisica, chimica, biologica, etc.) vanno programmati solo ad integrazione delle misure igieniche.
Metodiche di derattizzazione
By Istituto BiochimicoTre specie di roditori, il Rattus norvegicus, il Rattus rattus, ed i Mus musculus, viveno in stretta associazione con l'uomo e traggono vantaggio per il loro incremento numerico dalle particolari situazioni degli ambienti antropizzati (disponiblità di cibo sotto forma di derrate alimentari immagazzinate o di rifiuti, disponibilità di rifugi particolarmente sicuri e relativamente climatizzati, come fognature, soffitte, intercapedini, scantinati ecc.) (fig.1).
Le tre specie di roditori menzionate hanno differenti caratteristiche morfologiche, ecologiche ed etologiche che ne permettono una facile identificazione (tab. 1)
La loro identificazione è possibile anche attraverso la forma delle feci lasciate nelle zone infestate (fig.2), dalle tracce lasciate sul terreno (tane, rosicchiamenti, impronte, percorsi, ecc.).
Dimensioni di una popolazione
di roditori
Non esistono metodi validi per valutare la densità di una
popolazione di roditori in un territorio e le cifre che spesso
vengone fornite sul presunto numero di raditori presenti ad
esempio in una città, sono del tutto arbitrarie e di nessuna
attendibilità. La densità delle tracce, l'avvistamento dei
roditori anche durante il giorno,il numero dei reclami dei
cittadini, i danni alle derrate alimentari immagazzinate, ecc.
sono gli elementi che ci informano sulla entità piu o meno grave
di un'infestazione, ma che nulla possono dirci circa la sua
composizione numerica.
Cause che determinano le
dimensioni di una popolazione di roditori
Come è noto i fattori che favoriscono o limitano l'accrescimento
di una popolazione animale si dividono in fattori estrinseci alla
popolazione, o non biologici, (fattori climatici, fattori
amblentati, disponibilità di cibo) e fattori intrinseci o
biologici (competizione, malattie, parassitismo, predazioni, a
cui può essere aggiunta la mortalità da esche avvelenate).

I fattori estrinseci determinano la capacità biologica specifica,
cioè la capacità di un determinato amblente di "sopportare" o
garantire la sopravvivenza di un determinato numero di Individul
di una specie.
Ne deriva che una derattizzazione determina un rapido aumento
della mortalità ed una conseguente rapida diminuzione della
popolazione dei roditori, ma non modifica la capacità biologica
specifica dell'amblente infestato, per cui una volta cessata la
derattizzazione, la popolazione dei ratti tenderà a tornare a
quei valori di densità numerica consentiti dall'ambiente e
preesistenti al trattamento.
Dopo un intervento derattizzante con esche avvelenate, una
popolazione di ratti impiega da sei a dodici mesi per tornare
alla densità originaria.
Al contrario la bonifica ambientale che comporta la corretta
eliminazione dei rifluti, la miglioria delle fognature, il
restauro degli edifici fatiscenti, il corretto immagazzinamento
delle derrate alimentari, ecc, modifica drasticamente i fattori
estrinseci, determina una duratura diminuzione della capacità
biologica specifica e quindi una definitiva riduzione della
popolazione dei ratti.
Ricordiamo ad esempio che l'immagazzinamento delle derrate
alimentari, va effettuato su appositi bancali solevati da terra e
separati fra loro da uno spazio sufficiente per il passaggio
delle persone addette alla lotta, al controllo ed alle
pulizie.
Deve essere eliminato l'immagazzinamento di alimenti sfusi e gli
stock immagazzinati devono essere spostati frequentemente così da
disturbare i roditori, impedendo insediamento stabile, dato che
esso è caratterizzato dalla standardizzazione della dieta
alimentare e dalla delimitazione territoriate, che ostacola il
successo della lotta con esche avvelenate.
LA DERATTIZZAZIONE
Lo studio del territorio e il censimento delle aree
infestate.
Quando si deve operare su un vasto territorio urbano, risulta
indispensabile; suddividerlo in settori operativi e, con l'aiuto
di carte topografiche, individuare per ogni settore gli isolati
presenti. Per ogni isolato risulterà utile raccogliere tutti quei
dati necessari per valutare l'importanza dell'infestazione. Tale
lavoro può essere facilitato dall'uso di schede prestampate. I
dati cosi raccolti, opportunamente tabulati, sono la base per
comprendere e risolvere i problemi delle differenti aree
infestate.
Schede Prestampate:
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schede (PDF)
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La distribuzione delle esche
avvelenate
La prima preoccupazione di chi opera una derattizzazione, deve
essere quella di prevenire ogni rischio derivante dall'immissione
di sostanze tossiche nell'ambiente. L'uso di fumiganti, pertanto
non è indicato nella derattizzazione urbana, mentre risulta utile
per la derattizzazione di ambienti isolati ermeticamente chiusi
(derattizzazione delle navi).
In linea generale, fatta eccezione per pochi prodotti, possiamo
dire che sono da preferire i trattamenti con esche a base di
veleni a dose multipla. I veleni acuti per singola ingestione,
sono utili soprattutto ove è necessaria una bonifica immediata ed
in caso di una resistenza diffusa agli anticoagulanti.
Soprattutto nei trattamenti con veleni acuti, spesso si rende
indispensabile effettuare un pre-trattamento con esche non
avvlenate per abituare i ratti a consumare le sostanze alimentari
che poi verranno avvelenate fronteggiando così il fenomeno della
neofobia e della "bait siknes".
Sono comunque da evitare i trattamenti non mirati, effettuati con
distribuzione casuale delle esche in tutta l'area da bonificare.
Le esche devono invece essere deposte in luoghi inaccessibili ai
bambini e agli animali domestici. Il controllo periodico delle
esche, in alcune stazioni fisse, è molto importante per seguire
l'andamento della derattizzazione a per poter ripetere il
trattamento fino a quando cio si renda necessario, reintegrando
le esche consumate. Molto utile può risultare nel trattamento di
ambienti confinati, l'implego di box contenenti esche ed acqua,
da collocare sui percorsi abitudinali dei roditori, (ad esempio
lungo i muri). Tali box sono facilmente ispezionabili e
garantiscono la presenza di un'esca senza pericolo di
dispersione.
Le formulazioni ratticide oggi in commercio (in polvere da
traccia ed in esche, in pellets, in grani, in paraffina, in
bustine), sono composte da adescanti vari che ne determinano
l'appetibilità e da un ratticida. Le polveri da traccia sono
utilizzabili in luoghi ove non esista alcun pericolo di
contaminare alimenti. Esse si attaccano al pelo e vengono
ingerite dai roditori durante le abitudinarie operazioni di
pulizia corporea. Le formulazioni idro-repellenti in paraffina
sono indicate nel trattamento di ambienti molto umidi e risultano
quindi idonee per il controlfo dei ratti nelle fognature. Le
confezioni in bustina, per la rapidità di distribuzione e la
facilità di controllo, risultano pratiche soprattutto nel
controllo dei ratti in ambienti urbani. Le esche in grani e
pellets appetite dai ratti, ma anche da Mus-musculus, risultano
pratiche nel trattamento di amblenti
confinati. Molti principi attivi possono anche essere
solubilizzati in acqua per la preparazione di esche liquide,
particolarmente efficaci in estate e in amblenti privi di acqua.
Piccoli distributori di acqua avvelenata possono essere
confezionati artigianalmente, o possono essere utilizzati
abbeveratoi a sifone per
pulcini. Là dove i roditori sono abituati a diete alimentari
altamente specializzate, le esche commerciali possono venire da
essi riflutate e quindi può risultare molto utile preparate esche
fresche con gli stessi alimenti per solito reperibili dal
roditore sul posto.
È importante ricordare che esche, cibi, trappole, ecc.
contaminate dall'odore umano, al contrario di quanto si crede,
non causano diffidenza nei ratti sinantropi abituati da sempre a
consumare e ad essere in contatto con cibi e manufatti toccati
dall'uomo.
Il controllo dei risultati
raggiunti al termine di una derattizzazione
I risultati di una derattizzazione possono essere valutati
controllando la diminuzione dei segni della presenza dei
roditori, ad esempio la scomparsa di escrementi freschi,
l'abbandono delle tane, (la presenza di ragnatele all'imboccatura
delle tane è indice dell'assenza del roditori), la cessazione del
consumo delle esche.
La stima del consumo di esche non avvetenate, confezionate con
alimenti particolarmente appetiti ai roditori e poste nei luoghi
da questi frequentati abitualmente e la cattura di ratti con
trappole poste negli ambienti infestati, permettono di valutare
in maniera più diretta i risultati di un trattamento ratticida.
L'eliminazione dei cadaveri dei
roditori e dai cattivi odori
La raccotta dei cadaveri dei roditori va sempre fatta con guanti
di gomma e l'aiuto di buste di plastica per preventre la fuga
degli ectoparassiti. Per coprire i cattivi odori dovuti alla
presenza del cadavere di un ratto, ad esempio in un recesso
irraggiungibile, possono essere usati disinfettanti profumati,
come ad esempio il benzalconio cloruro ed il benzetonio cloruro,
oppure olii profumati, come l'olio di pino, l'olio di menta
piperita, ecc.
Vebi Istituto Biochimico s.r.l.
Sede Legale: Via Desman, 43 35010 S. Eufemia di Borgoricco (PD)
Lotta a topi e ratti: Anticoagulanti
By Istituto Biochimico|
Gli anticoagulanti sono stati la svolta fondamentale nella
lotta ai muridi. La ragione del loro successo è legata al ritardo con cui si manifesta la loro azione, all’assenza di particolari sapori, alla bassissima dose d’uso ed alla esistenza di un antidoto specifico. Gli anticoagulanti utilizzati per la produzione di esche rodenticide chimicamente appartengono tutti a 2 categorie: cumarine e indandioni. Il loro meccanismo di azione è comunque simile: agiscono a livello del fegato come antagonisti della vitamina K interferendo con la sintesi dei fattori della coagulazione del sangue Vitamina K- dipendenti. |
La diversa tossicità delle molecole anticoagulanti è legata
soprattutto alla loro diversa capacità di essere degradate
metabolicamente ed allontanate con le feci o le urine. La
loro azione inizia almeno dopo 3 giorni dall’ingestione,
provocando emorragie interne che indeboliscono l’animale.
La debolezza fa’ si che l’animale riduca la sua attività e
rimanga preferibilmente nella sua tana. La vitamina K1 è
l’antidoto specifico di tutti gli anticoagulanti. N.B. La rapidità d’azione degli anticoagulanti è molto variabile da un minimo 2/3 giorni ad un massimo 12/15 giorni. Dipende molto dalle condizioni fi siche del soggetto colpito, dalla quantità ingerita e dalla tossicità del principio attivo. |
Principi attivi:
Tossicità acuta delle esche
Nella tabella viene riportato il valore della tossicità delle esche per singola ingestione. I valori vengono espressi in DL50 che corrispondono alla quantità di esca in grammi, che, somministrata per via orale in una unica ingestione, porta alla morte il 50% di un gruppo di soggetti di peso medio. I valori sono stati calcolati partendo dai dati sperimentali ricavati sui principi attivi puri.
Tossicità cronica delle esche
La tossicità di un principio attivo viene notevolmente aumentata se l’ingestione viene ripetuta per più giorni. La differenza di tossicità tra i diversi anticoagulanti in questo caso è molto meno accentuata, purché non si sia in presenza di resistenze acquisite.
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Draker - Insetticida microincapsulato
By Istituto BiochimicoInsetticida microincapsulato ad azione abbattente e residuale efficace contro un ampio spettro di insetti.
Caratteristiche:
• Azione abbattente della frazione “libera” di tetrametrina.
• Prolungata azione residuale. Le microcapsule proteggono il principio attivo dalla degradazione dovuta ad alte temperature, luce solare diretta ed elevata umidità.
• Formulazione acquosa, non contiene solventi, è inodore, non macchia e non corrode.
• Per ambienti interni ed esterni.
• Ideale per trattamenti sul verde (non danneggia le piante).
• Altamente effi cace su tutte le superfi ci, comprese le porose, le assorbenti e quelle cosparse di grassi.
Campi d’impiego:
Case, magazzini, alberghi,
scuole, ospedali, convivenze in genere, industrie alimentari,
automezzi pubblici.
Composizione:
Cipermetrina pura 10 g
Tetrametrina pura 2 g
Piperonilbutossido 10 g
Coformulanti q.b. a 100 g
Registrazione: Pres. Med. Chirurg. - Reg. Min.
della Sanità N. 19380

Scheda di sicurezza
Scegliere l'insetticida
più indicato
Conosci il tuo nemico - VEBI ti aiuta a risolvere i problemi dei muridi infestanti
By Istituto Biochimico
CONOSCI IL TUO NEMICO

BIOCONTACT 2.1 - Insetticida naturale
By Istituto Biochimico
BioContact è formulato in fase
libera e microincapsulata ed è caratterizzato da:1) Azione immediata, abbattente, snidante e repellente.
2) Azione insetticida lungamente residuale e non repellente.
BioContact possiede altre notevoli caratteristiche:
• Prodotto completamente naturale: formulazione di piretro senza solventi.
• Spiccata azione abbattente e prolungata azione residuale. Le microcapsule proteggono il principio attivo dalla degradazione dovuta ad alte temperature, luce solare diretta ed elevata umidità.
• Formulazione acquosa, non contiene solventi, è inodore, non macchia e non corrode.
• Per ambienti interni ed esterni.
• Ideale per trattamenti sul verde (non danneggia le piante).
• Altamente effi cace su tutte le superfi ci, comprese le porose, le assorbenti e quelle cosparse di grassi.
PROLUNGATA RESIDUALITÀ SU TUTTE LE SUPERFICI
• L’efficacia e la residualità dei normali insetticidi in
emulsione può essere fortemente limitata dal tipo di superficie
su cui viene applicato il prodotto. Superfici porose e assorbenti
riducono fortemente la disponibilità del principio attivo.
Biocontact viene meno influenzato dal tipo di superficie poiché
le microcapsule vengono poco assorbite.
• Le microcapsule proteggono il Piretro da luce, umidità e alte
temperature, migliorando l’efficacia anche in condizioni avverse
come spesso avviene nei trattamenti perimetrali (all’esterno,
zone caldo umide e unte).
Campi d’impiego:
Case, magazzini, alberghi, scuole, ospedali, convivenze in
genere, industrie alimentari, automezzi pubblici
Composizione:
Piretrine pure 2,1 g
Piperonilbutossido 10 g
Coformulanti q.b. a 100 g
Visita www.vebi.it














