PRESUNTI AVVELENAMENTI, ESPOSTI ALLA PROCURA E PREGIUDIZI
By Marco Gusti
Articolo apparso su rivista Dimensione
Pulito nel giugno 2009 a seguito di articoli su
presunti avvelenamenti da operazioni di disinfestazione -
derattizzazione - diserbo. Se ne torna a parlare visto che in
questi giorni si è verificato altro episodio simile a Rho alle
porte di Milano -
A cura di Graziano Dassi e Marco Gusti
Copia articolo da Gazzetta della Martesana 18 maggio 2009
scaricabile al link http://www.lamartesana.it/login.php?artID=1092103
PREMESSA
Il caso di cui ci occupiamo è emblematico dei rischi connessi con i servizi di Disinfestazione e Derattizzazione. Sempre, come potete leggere nell’articolo riportato, l’imprecisione e i preconcetti la fanno da padrone. E’ nostra convinzione che “tutte le generalizzazioni sono pericolose. Anche questa”! Per cui cercheremo di essere quanto più possibile precisi aggiungendo che entrambi noi autori siamo possessori di cani di cui abbiamo cura ricevendo in cambio incommensurabile affetto.
L’obiettivo é analizzare per capire e quindi porre rimedio.
I FATTI
Nell’articolo a cui facciamo riferimento emergono delle affermazioni che meritano riflessioni affinché sia possibile formulare delle ipotesi razionali.
Punto primo
I fatti si presentano da alcuni anni fra marzo e aprile. La nostra considerazione è che la derattizzazione perdura tutto l’anno, per cui causa ed effetto non sembrano correlate.
La disinfestazione in quel periodo si limita a interventi larvicidi nei tombini, per cui anche in questo caso gli eventi sembrano scollegati.
Punto secondo
Casi di presunti avvelenamenti sono riferiti a lepri, gatti e ricci. Animali con abitudini alimentari assai diverse, per cui trovare collegamenti sembra impossibile e quindi fuorviante, Vale il detto “una volta escluso l’impossibile non resta che l’improbabile.
Punto terzo
I sintomi in molti casi portano a pensare ad avvelenamento dovuto a prodotti chimici (*) come disinfettanti, si noti l’imprecisione veniale, ma siccome ci troviamo di fronte ad un esposto alla Procura….; ma non si escludono topicidi e altre “trappole”. Il sospetto di un atteggiamento acriticamente preconcetto c’è, soprattutto per l’impossibilità di trovare notizie tossicologiche sulle “altre trappole”. Più oltre si dice ”sono presenti in due o tre casi sintomi gastroenterici non riconducibili a malattie virali o batteriche, è una situazione sospetta”. Chi parla è un veterinario, il suo dire è deontologicamente corretto, e a loro ci rivolgiamo per avere suggerimenti e approfondimenti.
|
(*) tanto per ridimensionare gli aspetti negativi correlati alla chimica ricordiamo che se uno beve una soluzione-sospensione di azulene, anetolo, riboflavina, e acido ascorbico oltre a resine e mucillaggini altro non fa che ingerire un infuso di camomilla, mentre se la tazza contiene cinapina e acido formico deve fare attenzione ai dosaggi perché se ben usata la cicuta calma gli spasmi delle vie respiratorie e le contrazioni dolorose dello stomaco, dell’intestino e della vescica; se si esagera l’esito è infausto. (tratto da Oiante medicinali, erbario illustrato. Autore Suor Bernardina – ed Piemme). |
Punto quarto
Viene riportato che in due casi c’è stata l’ingestione di una barretta che, in qualche modo, potrebbe essere riconducibile ai topicidi utilizzati per la derattizzazione. Più avanti si precisa meglio “si tratta di una barretta ossidata di cui era rimasta una polvere bianca che ho fatto analizzare all’Istituto Zoo profilattico di Milano”. Queste affermazioni meritano molta attenzione ma, in attesa dei risultati delle analisi, si possono avanzare delle ipotesi quanto più possibile razionali. I prodotti utilizzati dalla Ditta incaricata del servizio sono posti in mangiatoie di sicurezza, i rodenticidi hanno una colorazione ben evidente che non viene indicata e, oltre a tutto, l’ingestione di una “barretta” di quel topicida non porterebbe a nessuna sintomatologia nei confronti di un cane di 40 kg in buona salute. Cosa aggiungere? Se la causa-effetto (barretta-avvelenamento) nei due casi citati emergesse l’ipotesi di un boccone avvelenato o di una derattizzazione sconsiderata prenderebbe corpo. Ma le responsabilità e gli interventi da adottare sarebbero diversi da quelli più o meno velatamente indicati nell’articolo che ipotizza improbabile l’azione di uno squilibrato ed emergerebbe anche la possibilità dell’utilizzo di prodotti ormai usciti dalla farmacopea in uso da parte di derattizzatori fai da te (azzardiamo l’utilizzo di fosfuro di zinco, ma è proprio un azzardo fatto per non trascurare nulla).
Punto quinto
Viene anche ipotizzata l’eventualità di una ingestione indiretta (una leccata) causata da una disinfestazione fatta con glifosate (noto diserbante di post-emergenza a destino ambientale noto, degrada totalmente nel terreno in due settimane). Nell’articolo si aggiunge che “il glifosate è dannoso all’uomo e alla natura, ma che può portare malformazioni e tumori”. Premesso che ogni sostanza può portare ad effetti indesiderati, [vedi la citata camomilla, sale da cucina (il diserbante utilizzato da Attila re degli Unni) e valeriana], per cui la prudenza è d’obbligo, pur tuttavia ci sentiamo di affermare che una leccata al glifosate non può portare a morte un cane adulto. Quindi ecco riproposta la necessità di analizzare i fatti attentamente, senza pregiudizi, con l’obiettivo di capire per intervenire in modo mirato, giusta l’affermazione di “vogliamo vederci chiaro”. Giusto anche non volere fare terrorismo, perché voce dal sen fuggita è come freccia che dall’arco scocca, può recare danno sia inducendo ansia all’opinione pubblica sia contribuendo alla disinformazione sia ai professionisti seri del settore. A tal proposito continuiamo riportando uno stralcio della risposta del Direttore tecnico della ditta incaricata dei servizi.
RISPOSTA DEL DISINFESTATORE “L’applicazione delle esche avviene con l’ausilio di contenitori di sicurezza (bait box) che non permettono l’accesso al proprio interno se non ai roditori. I contenitori sono vincolati al terreno o alle pareti, hanno una resistenza meccanica capace di non alterarsi neppure con lo schiacciamento da parte di un mezzo di lavoro, hanno una chiusura con chiave a disposizione solo dei tecnici, permettono il consumo dell’esca da parte dei roditori solo all’interno del contenitore stesso, essendo l’esca vincolata.
In pratica il ratto consuma al suo interno l’esca senza possibilità di essere spostata in altri luoghi. Questo ne evidenzia e ne potenzia la sicurezza. L’esca rodendicida registrata al Min. della Salute ha tra i suoi componenti il Denatonium Benzoate una sostanza “amaricante” chiamata Bitrex che ha la particolarità di non permettere agli animali domestici ed ai bambini di ingerire le esche in quanto, estremamente amara, provoca il vomito impedendo l’ingestione dell’esca. Qualcuno potrebbe pensare e chiedersi allora perché i ratti ed i topi la ingeriscono. Presto detto: la conformazione dello stomaco dei ratti è tale da impedire allo stesso di vomitare e quindi, dopo aver ingerito le esche non può più espellerle, cosa che farebbe un cane, un gatto o un uomo”..
Certo l’uso di esche con Dimetoato Benzoate è sintomo di attenzione alla sicurezza, ma il rischio che tale prodotto (che ha superato tutti i test tossicologici doverosamente necessari e richiesti dall’Istituto Superiore della Sanità) non incappi in generiche affermazioni più o meno allarmanti e allarmistiche esiste.
CONCLUSIONI
Ci sentiamo dei detective dell’ambiente e vorremmo avere le capacità analitiche e deduttive di Sherlock Holmes ma, come affermava il suo autore Arthur Conan Doyle, nessuna affermazione è possibile senza avere compiutamente analizzato i fatti.
Ciò detto non ci rimane rimarcare che, gli scongiuri sono d’obbligo, incidenti del genere sono sempre possibili e, oltre a tutto, il lavorare bene non li scongiura affatto, soprattutto nella fase iniziale e a cose chiarite il danno di immagine rimane. Le smentite, quando ci sono, non le legge nessuno.
ESORTAZIONI
L’esortazione è rivolta ai Produttori-distributori di biocidi affinché facciano opera di divulgazione presso i veterinari in modo da dare loro le informazioni necessarie, all’Associazione di categoria, ma non solo, perché inserisca nei sui Corsi il modo corretto di formulare un’offerta corredandola delle necessarie informazioni e dia ai tecnici-operatori il modo di interfacciarsi con eventuali interlocutori e, a tutti gli addetti ai lavori, di impegnarsi per dare spessore professionale al proprio lavoro.
IMPEGNO DEGLI AUTORI E DELLA RIVISTA
Gli eventi saranno seguiti sia a livello dell’esecuzione dei servizi con report, monitoraggi ambientali e documentazioni fotografiche sia sugli sviluppi dell’esposto alla Procura.
CONTRO LE BLATTE, IL PRODOTTO PIù VENDUTO E CERCATO
By disinfestazione facile
INSETTICIDA BLATTOXUR GEL ANTI-SCARAFAGGIO 6 PEZZI
su disinfestazionefacile.it
Cartucce da 30 g in scatole da 6 pz.
SCARAFAGGI - BLATTE
INSETTICIDA GEL
VANTAGGI
Altamente efficace su tutte le specie di blatte
Alta selettività
Applicazione in gocce
Evita lo spargimento di insetticidi nell’ambiente
APPLICAZIONE
Applicabile in ambienti domestici e civili
Applicazione semplice e puntuale
PROFILO TECNICO
Composizione: Acetamiprid 2%
Formulazione: gel in siringhe con stantuffo, pronte all’uso
Classificazione tossicologica: non classificato
Blatte
By disinfestazione facileLe specie più comuni ed oggetto di controllo sono: Blatta orientale (Blatta orientalis). comune scarafaggio neropresente nelle nostre case. arrivandovi dalle condotte di scarico. vive nelle zone più fresche (garage. scantinati.lavelli ecc.). ha abitudini notturne ed è un buon corridore. Blatta germanica (Blatta/la germanica) in grado di colo-nizzare ogni ambiente con microclima caldo umido particolarmente presente nei bar. ristoranti. ospedali. all’internodi elettrodomestici: in grado di spiccare piccoli voli e di arrampicarsi su superfici perfettamente lisce e verticalicolonizza facilmente nuovi territori. Blatta americana (Periplaneta americana) è la più grande del gruppo. con abi-tudini notturne ama ambienti caldo umidi. Presente soprattutto nei pressi di aeroporti e porti possiede ali bensviluppate ma vola raramente.
Il ciclo biologico delle blatte
Il Ciclo è composto da 3 stadi UOVO (ooteca) - NEANIDI - ADULTO (me-tamorfosi incompleta) il ciclo completo ha durata variabile (da qualchemese a 3 anni). in funzione dell’alimentazione. umidità e temperaturae della specie.
1) le uova (da 12 a 40) sono contenute in piccoli involucri chiamatiooteche deposte ad intervalli di 5/15 giorni. nascoste o interratepossibilmente nei pressi del cibo;
2) i piccoli nati. simili agli adulti. subiscono 5/12 mute e la loro matu-razione awiene molto lentamente (da 40 gg a 3 anni);
3) gli adulti in funzione della specie vivono da 4/6 mesi (B. orientale.B. germanica) fino a 2 anni (B. americana).
Cosa le attrae
La loro dieta è onnivora e sono attratti da rifiuti di ogni natura ed ovunque vi sia cibo. carta. feci, tappezzerie.Causano danni non tanto per ciò che mangiano. ma soprattutto per l’inquinamento dei prodotti alimentari checontattano, impregnandoli di odori caratteristici.
Pericoli per la salute
Sono importanti vettori di germi patogeni di gravi malattie; sono in grado di causare reazioni allergiche nei bambinie negli asmatici. dovute alI’inalazione o ingestione dei resti di animali morti e delle feci.
Habitat
Sono creature notturne e durante il giorno si nascondono in luoghi inaccessibili presenti nelle nostre abitazioni.Sono cosmopolite presenti in tutte le regioni del mondo, trovano rifugi ideali nei depositi di merci. nelle cucine. nellefognature e ovunque esista presenza di cibo.
VEBI: la nuova stazione CAYMAN 2012
By Istituto Biochimico
Vebi Istituto Biochimico è una Azienda che formula prodotti dal 1944. La sua esperienza è nata nel settore farmaceutico e dal 1966 formula topicidi; a tutt’oggi è una delle aziende di riferimento europeo in questo settore . Ha sempre cercato di proporre soluzioni innovative ed integrate rivolte alla risoluzione di problemi inerenti il controllo dei roditori .
Vediamo alcuni punti di forza della stazioneecoplas Cayman
1) Facile da ispezionare (trasparente)
2) minimo ingombro
3) Facile da pulire
4) Facile da utilizzare
5) Spazio interno per le manovre sufficiente
6) Robusta
7) Versatile(trappole e esche fissate)
8) Possibilità di drenaggio interno (fare fori) per ridurre le muffe
9) Fori per il fissaggio con fascette o catene
10) di plastica riciclabile
La stazione ecoplas Cayman è accessibile solo a ratti e topi, essendo i fori di entrata, come il suo volume, dimensionati appositamente per loro; Howard ha osservato che la stazione deve essere sufficientemente grande per i ratti, ed essere comoda mentre consumano l'esca; Monro & Dennis han suggerito che la stazione ideale dovrebbe essere poi realizzato in plastica e che i ratti abbiano la possibilità di vedere attraverso il tunnel d'ingresso l'esca subito accessibile (Itopi possiedono circa 1200 tipi di recettori per gli odori);la stazione ecoplas Cayman corrisponde a questo ideale; è poi rialzata di circa 1,5 cm rispetto alla superficie dove sarà posta, limitando così la possibilità che l’acqua possa entrarvi (lavaggi, pioggia ecc) evitando deterioramenti, muffe, all’esca; la forma è ottimale per essere appoggiatafissatalegata ad una parete; la colorazione della stazione è tale da non attrarre la curiosità dei bambini, ed essendo chiaro-trasparente, posta all’aperto, non viene surriscaldata dai raggi solari (con conseguente rischio di deterioramento dell’esca); è dotata di chiave antintrusione (rapida da aprire e chiudere dall’operatore,risparmiando tempo), rendendo impossibile l’apertura da parte di personale non qualificato (evitando così ad esempio in una azienda alimentare, dei sabotaggi) con fissaggio, sicura, resistente agli agenti atmosferici, a protezione di bambini, animali domestici e fauna selvatica, a norma HACCP. Gli standard BRC e IFS all’interno di una azienda alimentare orientano verso l’utilizzo di trappole a cattura, (le avvelenate solo all’esterno), tenendo la registrazione dei monitoraggi (cosa estremamente facile e comoda con la Cayman, data dalla sua trasparenza).La FSSC 22000 – PAS 220 chiede che il programma di monitor debba includere il posizionamento di trappole nei luoghi chiave in modo da rilevare la presenza dei roditori, trappole che devono essere robuste ed ispezionate con una frequenza tale da rilevare eventuali nuove attività. La eco plastic Cayman può venire fissata o tramite una fascetta, o tramite un flessibile (catenella, filo di acciaio) in modo da permettere una accurata pulizia sotto e dietro la stessa. La plastica con cui è costruita la Cayman è robusta e flessibile per sopportare gli eventuali insulti a cui potrebbe essere esposta. Siala trappola che l’ esca sono protette da polvere e umidità; permette al roditore di avere un luogo ove sfamarsi con tranquillità (consumando la eventuale esca); rende possibile la collocazione delle eschetrappole in luoghi difficili da raggiungere dall’uomo ma via abituale dei roditori (ad esempio su travi ove si muove il ratto nero); evita fuoriuscite accidentali, e dà un facile substrato alle eschetrappole, rendendo anche più facile la misurazione della quantità di esche consumate;facile da ricaricare e sufficientemente resistente agli attacchi di cani e eventuali manipolazioni da parte di bambini. La ecoplast Cayman può essere legatafissataancorata; sono dotate di strutture interne per contenere le esche ; sono di plastica riciclabile; di un materiale selezionato, ad alta resistenza e lunga durata;tutti i tipi di esche, compreso i blox, si adattano su aste di fissaggio. La ecoplast Cayman è un modello innovativo, adatto alla fabbrica,come al magazzino, in cortile, con vari tipi di applicazioni.
Fermarsi è come tornare indietro !!
By Marco Gusti
Il calore certo non l’ha inventato nessuno …… ma nel mondo della sanificazione ambientale il suo utilizzo è stata certo una rivoluzione copernicana.
Negli ultimi decenni – quest’anno ricorre il mio 30° anno di attività sempre nel settore della disinfestazione professionale come ho già avuto modo di ricordare - si è vista l’evoluzione in Italia di nuove tecniche di intervento, l’affermarsi del monitoraggio dalle esperienze delle applicazioni agrarie, il nascere di nuove attrezzature e strumenti, la “scomparsa” di molte molecole e di conseguenza l’uscita dal mercato di molti prodotti, il nascere di nuovi formulati innovativi – di alcuni di questi senza falsa modestia posso dire di esserne stato un po’ il papà nell’introduzione nel nostro Paese nei mie trascorsi nelle Aziende di formulazione –. Posso quindi affermare di aver visto l’evoluzione del Pest Control italiano e di averlo un po’ vissuto.
Per quanto concerne il “calore” nell’ambito della sanificazione ambientale, la prima volta che ne ho sentito parlare è stato durante un il Simposio dell’Università di Piacenza circa 3 anni fa, in cui un’Azienda attenta alle innovazioni ha presentato i risultati di alcune sue esperienza applicative. Non nego un certo scetticismo (dovuto in parte al fatto che mi occupavo in prima persona di formulati) e la nascita di domande che mi sono sorte durante l’esposizione e condivise subito con altri, non ultima come controllare le vie di fuga e i perimetri dei locali trattati. Difficile a quei tempi neanche tanto lontani pensare a quali potessero essere gli sviluppi. In ogni caso per me e per molti degli Operatori con cui mi ero confrontato, la disinfestazione con il calore rimaneva una nicchia nel settore della disinfestazione senza forse tanta “arte ne parte”.
Passano intanto un po’ di anni e durante un incontro tecnico nell’autunno dello scorso anno ho modo di rivedere un Disinfestatore che negli anni ha saputo far crescere la sua Azienda, trasformandola da piccola realtà individuale ad un’importante Impresa nel mondo del Pest Control, in grado di operare anche all’estero. Uno dei pochi casi in cui i Pest Control italiani sono chiamati a lavorare fuori dai confini nazionali grazie alla sua innovazione tecnologica ed alla sua professionalità. Guarda caso si tratta di Mouse & Co. che anni prima ha sposato l’applicazione nel settore della sanificazione dell’innovativo “Sistema calore” facendolo suo in Italia e portandolo poi anche in Europa. Nell’incontro si parla ovviamente del “Sistema calore” e prima per pura cortesia poi con sempre maggior interesse da parte mia entriamo nell’argomento. Scopro una nuova tecnica di cui mi rende conto di non sapere proprio nulla e – forse come tanti – la consideravo un aspetto della disinfestazione inattuabile o per pseudo ecologisti. Rimaniamo a parlarne per molto, ore addirittura, ed imparo che per gestire le applicazioni – ovviamente ecologiche perché non si usano formulati insetticidi – servono speciali macchine che portano ad alte temperature i locali trattati funzionanti ad elettricità. Inizialmente pensavo: che sarà mai scaldare gli ambienti? Ci sono molte Aziende che forniscono riscaldatori di varie fogge e dimensioni, basta usarle. Scopro poi che non è così facile, per lo meno se si devono raggiungere le temperature necessarie per la disinfestazione – oltre 55° e per almeno 24 ore – le potenze sono limitate così come i gradi raggiungibili. In parole povere non sono concepite per la disinfestazione ! Mi si apre un mondo nuovo. Spesso durante i corsi di formazione amo ricordare che il nostro lavoro è l’insieme di più discipline: agronomia, chimica, biologia, medicina, parassitologia, ingegneria meccanica e dei fluidi …. Ecco che quanto dico mi si avvera. Amo anche dire spesso che “Innovare vuol dire crescere” e la tecnica del calore HT ECOSYSTEM ne è la dimostrazione.
Fin qui la storia di uno dei
tanti Imprenditori di successo che hanno creduto nel loro lavoro
creando, con l’innovazione, crescita e sviluppo per se e chi gli
sta accanto come tutti i giorni avviene nell’economia del nostro
Paese che, pur bistrattata, bloccata nello sviluppo, vessata da
mille fattori negativi continua ad esprimere talenti. Ecco invece l’inizio di una
mia nuova storia.
Il mio interesse cresce e con la primavera mi trovo a collaborare
con Mouse & Co. ed HT ECOSYSTEM – l’Azienda che produce e
commercializza direttamente gli speciali aerotermi che servono
nella sanificazione ambientale - . Non a caso cito sanificazione
e non disinfestazione. Infatti HT Ecosystem è un sistema (sostantivo
che d’ora in avanti utilizzerò spesso) che permette anche di
disinfettare gli ambienti abbattendo la carica batterica in
particolari situazioni (ambito ospedaliero – disinfezione di
alimenti che non hanno problemi di shock termico).
Incomincio a conoscere il Sistema HT Ecosystem vedendolo applicato – da spettatore – per la prima volta in un importante pastificio del Nord Italia e qui incomincio a capire che cos’è il “sistema”. Mi stupisco come prima cosa dell’organizzazione: tutti i particolari sono studiati per lavorare in modo organico e sicuro. Il materiale viaggia stivato in speciali bancali appositamente congeniati per il trasporto dell’attrezzatura necessaria al funzionamento, che riempiono un TIR. Non si tratta solo di “termoconvettori” ma di tutta una serie di cavi elettrici, quadri elettrici, speciali accessori che convogliano l’aria. Le speciali macchine, progettate e realizzate proprio per la sanificazione di grandi ambienti, funzionano con energia elettrica industriale. Ma non finisce qui. Viene allestito un ufficio mobile con tanto di computer, stampanti, collegamenti wi-fi, applicazione di strumenti di controllo dell’umidità e temperature computerizzati (datalogger), sistemi di sicurezza che permettono di essere del tutto autonomi dallo stabilimento in cui si opera. Nulla è lasciato al caso ed anche i più piccoli particolari sono descritti in una procedura che tutti gli Assistenti tecnici conoscono ed applicano. Quello che non manca poi è una buona riserva d’acqua. Capisco il motivo entrando negli impianti trattati con il calore. Fa tantissimo caldo e bisogna bere!! Una delle poche nozioni di fisica che mi sono rimaste dai tempi della scuola è che è che il caldo sale verso le parti alte . Per “abbassarlo” HT Ecosystem ha predisposto questi speciali tubi (proboscidi) che servono per veicolare l’aria calda dall’alto al basso. Scoprirò poi che con questi particolari accessori è possibile disinfestare anche i silos. Ho poi una risposta alla mia domanda di qualche anno prima sul fatto che gli insetti non scappino verso le uscite o verso i perimetri meno calde: l’esperienza degli applicatori fa si che il posizionamento delle macchine impedisca la grande fuga degli insetti. Barriera insuperabile quindi. Incomincio a vedere la temperatura salire grazie a termometri elettronici che la indicano. A onor del vero la sentivo anche …. La temperatura sale, la struttura del pastificio aiuta a mantenerla con tutte le sue strutture in ferro ed incomincio a vedere finalmente i primi insetti fuoriuscire dai pertugi e morire per l’alta temperatura. Il primo insetto visto è un tenebrionide – Tribolium confusum – classica presenza nelle produzioni molitorie. Seguendo con attenzione ed interesse l’applicazione mi si apre uno scenario del tutto nuovo. Avevo fino a quel momento considerato solo i formulati per la disinfestazione, al massimo i gas tossici. Calore prodotto da energia elettrica quindi. Applicazione del tutto ecologica e senza residui di formulati o di gas di scarico dovuto a macchinari a motori a scoppio. Mi riferisco soprattutto ai termonebbiogeni a pulsoreazione funzionanti a benzina ancor ampiamente utilizzati .
Il calore non l’ha inventato nessuno dicevo all’inizio, HT ECOSYSTEM l’ha saputo però utilizzare per applicazione nel settore della disinfestazione e della sanificazione ambientale.
Dopo la prima “missione” nel pastificio che ho vissuto in modo solo marginale, mi sono calato nella realtà ed ho seguiti altri, alcuni anche all’estero . La “disinfestazione con il calore” è un’esperienza unica nel mondo della disinfestazione, vissuta con entusiasmo forse perché affiancati da un Team affiatato. Più da vivere che raccontare. Gli interventi, anche se collaudati, sono tutti diversi tra loro per progettazione e per casistiche . Si crea spirito di squadra anche con gli Assistenti tecnici che dimostrano grande competenza e soprattutto capacità di gestire le situazioni diverse che affrontano di volta in volta.
Ecco la cronaca di una “missione”
vissuta all’estero. Luglio 2001
Chalkidiki
regione a Nord Est della Grecia che ha Salonicco quale
capoluogo . Operiamo in uno tra i più importanti
molini che
fornisce farina alla regione. Siamo preceduti dal TIR con
tutta l’attrezzatura che dopo un lungo viaggio via mare e via
terra approda nel molino da disinfestare. Il team Mouse
composto dai suoi Assistenti Tecnici è coadiuvato in loco da
un’Azienda di disinfestazione greca – Axiven – una delle più
importanti Aziende di disinfestazioni con una grande esperienza
nell’uso dei gas tossici nell’ambito dell’industria alimentare e
nei dogs dei
porti,
“convertita” al
calore adottando il “Sistema HT Ecosystem”. Il Team di Axiven è
composto da Agronomi, Entomologi e Tecnici qualificati, guidati
da Andrea
Papadatos e dal figlio Jannis che risulta essere talmente
entusiasta del Sistema HT ECOSISTEM tanto da creare una sorta di
Workshop durante l’applicazione, con visite guidate nel Molino
durante il trattamento per far vedere dal vivo l’applicazione ai
suoi Clienti greci.
Il trattamento però ha qualcosa di speciale fin dall’inizio. Non sarà un semplice trattamento di routin perché con noi ci sono degli “spettatori” d’eccezione che hanno il compito di monitorare il risultato dell’applicazione con il posizionamento di bioindicatori nei 6 piani del molino trattato. Ci accompagnano infatti il Dr. Maurizio Verdone e la Dr.ssa Vanessa Patanè del Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari e Forestali Facoltà di Agraria, Università “Mediterranea” di Reggio Calabria che posizioneranno 4.000 insetti vivi (Tribolium – Ephestia – Rhyzopertha dominica, ecc. ) nelle varie forme – uovo, larva, adulto - posti in speciali scatolette posizionate in luoghi sconosciuti da Mouse e Axiven in diversi punti dell’impianto. Posizioneranno anche 28 datalogger che registreranno e trasmetteranno all’ufficio mobile la temperatura nei vari punti del molino ogni 5 minuti. Questi dati serviranno al Dr. Verdone per la stesura di una sua Tesi di dottorato nell’ambito degli insetti dell’industria alimentare.
L’attività al molino inizia con con un breafing con tutti gli operatori dopo aver allestito l’ufficio mobile – computer, ricevitori wi-fi di datalogger, microscopi, radio ricetrasmittenti, ecc - la presentazione dei sistemi di sicurezza e la creazione delle squadre miste tra Assistenti Tecnici Mouse e Axiven . Si inizia quindi con il posizionamento dei cavi, delle macchine, di grandi ventole che hanno il compito di far girare meglio l’aria calda nell’impianto
Dopo alcune ore tutte gli aerotermi sono collegati all’impianto elettrico e si incomincia ad accendere le macchine che fanno tutto da sole. Anche se non è il primo intervento, per me la partenza rimane sempre un momento emozionante, come quando arriva ad una meta in un viaggio o si ottiene qualcosa di tanto sperato. Le temperature intanto salgono e si incominciano sentire. Si fa sera e l’impianto rimane presidiato dagli Assistenti Tecnici di Mouse. La mattina dopo rientro nel molino e non ho più bisogno degli strumenti e dei termometri digitali per verificare se c’è la temperatura ottimale. La si sente nel naso, la si percepisce nella pelle …. è una sensazione che si impara a conoscere dopo qualche trattamento. E le temperature si avvicinano ai 60 °. Il molino non è tra i più recenti ed in alcuni luoghi serve isolare alcune uscite che disperdono troppo l’aria calda soprattutto in prossimità dei silos e nel seminterrato. L’esperienza, la capacità tecnica, l’ingegno, gli strumenti e le attrezzature di Mouse & Co., oltre che e l’impegno dei suoi Tecnici, permetteranno di portare comunque a termine con successo l’operazione. Intanto la Dr.ssa Patanè ed il Dr. Verdone continuano con la loro opera di verifica dei bioindicatori per verificare la mortalità degli insetti e di questo ne è uscito uno studio già pubblicato che indica la mortalità di tutti gli insetti test attorno al 99 % . Nei vari giri d’ispezione compiuti all’interno del molino si incominciano a vedere le morie di insetti. Tribolium, Sitophilus oryzae, Rhyzoperta dominica escono dai laminatoi e dalle macchine del molino. Troviamo delle tracce evidenti di insetti morti a terra che dimostrano come si siano insediati in condutture aeree e – forse – mai considerati prima nella disinfestazione tradizionale. La particolarità dell’intervento con il calore a differenza di quelle eseguite con gli insetticidi tradizionali o con i gas tossici, è quella di permettere di vedere da dove fuoriescono gli insetti, quindi i punti di annidamento. Inoltre i mugnai gradiscono molto questo sistema perché subito dopo l’intervento, le pulizie degli impianti sono facilitate dal fatto che tutti i residui di farina bloccati nei gomiti dei tubi, fuoriescono immediatamente solo battendo leggermente nell’impianto con un martelletto di gomma. Cosa importante da sottolineare è che il calore alle temperature di esercizio dei trattamenti HT Ecosystem non danneggia assolutamente gli impianti e le componentistiche elettriche o elettroniche, a differenza di altre applicazioni.
Noi di Mouse & Co. siamo sicuri che l’operazione ha avuto successo. Intanto vediamo anche la soddisfazione dei proprietari del molino e del capo mugnaio che si rendono conto dell’efficacia del trattamento. Serviranno i dati ufficiali dell’Università ma la soddisfazione del Cliente è più che una garanzia per noi e per i Colleghi disinfestatori della Axiven. Il trattamento termina con lo spegnimento delle macchine del calore e si ripete il rito della verifica degli impianti e dei punti in cui si sono riscontrate le maggiori presenze di insetti. Come dicevo prima diventa una buona indicazione per monitorare e gestire meglio le aree in cui si sono riscontrate le maggiori presenze di morie di insetti.
Le mie esperienze non finiscono qui. La stagione dei trattamenti calore prosegue con altri importanti complessi industriali, tra cui il molino con la maggior capacità di macina di grano al giorno nel complesso di uno delle più grandi industrie molitorie del mondo. Anche qui risultati eccellenti, sempre monitorati con bioindicatori controllati dall’Università di Milano . L’attività prosegue poi in altri contesti, quale una importante industrie dolciaria con prodotti rinomati nel mondo. In questo caso l’applicazione del Sistema calore Ht Ecosystem – eseguita in collaborazione con il Disinfestatore Eliotec della provincia di Cuneo che ha capito le potenzialità del sistema ed ha incominciato ad attrezzarsi - evidenzia presenze di insetti mai considerati fino a quel momento che fuoriescono miracolosamente dagli impianti nel momento del raggiungimento delle temperature. L’applicazione permette di trattare anche realtà più piccole in termini di volumi, ma con insidie particolarmente pericolose, come nel caso di trattamenti mirati all’eradicazione del problema dei tarli del legno - Hylotrupes bajulus – in abitazioni che minano la stabilità dei tetti . Il caso trattato mi ha visto coinvolto in prima persona con Konrad, un altro applicatore lungimirante in una casa centenaria da poco restaurata ma con l’annidamento di Capricorni mai debellato . Al momento, pur essendo in autunno, gli interventi con il calore proseguono, peccato che in un anno ci siano solo 52 settimane ed il tempo per poter eseguire i trattamenti a volte non basta per accontentare tutte le richieste. Uno dei motivi per cui le Aziende apprezzano il trattamento con il Sistema calore Ht Ecosystem è dovuto al fatto che l’applicazione allunga i tempi tra un trattamento e l’altro. Infatti chi applica questo sistema ha la possibilità di eseguire meno trattamenti nell’arco del tempo rispetto, mantenendo gli impianti liberi da infestazione per tempi più lunghi rispetto al tradizionale utilizzo di formulati o di gas tossici. Altra cosa importante, non servono permessi da parte delle autorità per l’applicazione non sempre accordati, come nel caso di centri storici con forte presenza demografica.
La disinfestazione professionale vede un continuo evolversi dell’attività grazie a nuovi formulati, nuove attrezzature e nuovi sistemi applicativi. Certamente tra questi nuovi sistemi la Tecnica del calore di HT Ecosystem ha un posto di rilievo perché permette ai disinfestatori professionali di offrire ai loro Committenti un servizio innovativo non solo nella filiera agroalimentare, ma anche nei trattamenti eseguiti sulle strutture lignee per il controllo dei tarli (tetti, opere d’arte), per il trattamenti delle derrate alimentari (pasta, riso, buccetta d’avena, fave di cacao), nonché per il trattamento delle cimici dei letti – Cimex lectularius – in tutti i luoghi di facile riscontro (hotel, ostelli, carrozze ferroviarie, abitazioni private). La recrudescenza della presenza di cimici in tutti i luoghi di soggiorno fa si che l’utilizzo di un sistema veramente eradicante che elimina le uova, le neanidi e gli insetti adulti sia indispensabile per la risoluzione del problema. Come ultima cosa ricordo che l’intervento risulta essere del tutto ecologico, senza l’impiego di prodotti chimici di nessun genere, circostanza che in questo periodo molto richiesta dai clienti finali. Il consiglio che faccio a tutti coloro che vogliono consolidare la propria professionalità ed il proprio successo è quello di avvicinarsi all’utilizzo di questo innovativo sistema di sanificazione ambientale.
Marco Gusti
21 settembre 2011
Artropodi associati al Punteruolo rosso delle palme
By Giancarlo Vassallo
Varie specie di Artropodi vivono in associazione con
insetti contraendo rapporti di simbiosi mutualistica o
antagonistica, ovvero frequentando nicchie ecologiche differenti
dello stesso substrato senza apparenti rapporti. Riguardo agli
antagonisti del Punteruolo Rosso delle palme, che potrebbero
rivestire particolare importanza per le prospettive di controllo
biologico del curculionide, è noto che in India, nelle palme
infestate da Rhynchophorus ferrugineus (Olivier), sono presenti
il Dermattero Chelisochide Chelisoches morio (Fabr.) che preda le
uova e le larve giovani e il Rincote Reduviide Platymeris
laevicollis Distant, predatore larvale. L’acaro Tetrapolypus
rhynchophori Peter è un ectoparassita di larve e adulti; mentre
il Dittero Calliforide Sarcophaga fuscicauda Bottcher e
l’Imenottero Scolia erratica (Smith), parassitizzano le larve
(Murphy & Brioscoe, 1999). Nelle aree asiatiche di origine
del Coleottero, sono state descritte tre specie di acari
Pyemotidae, la cui efficacia quali limitatori naturali non è
ritenuta importante; in Indonesia è stato descritto l’acaro
Podapolipidae ectoparassita Rhynchopolipus swiftae Husband &
O’Connor che infesta anche altre specie del genere
Rhynchophorus.
Riguardo agli acari va segnalato che è stata riscontrata la
diffusa presenza di deutoninfe dell’acaro Uroactiniinae
Uropodina, Centrouropoda almerodai Wisniewski et Hirschmann,
specie presumibilmente introdotta in Europa con palme infestate
dal Curculionide, grazie al quale è riuscita a colonizzare
rapidamente lo stesso habitat del suo ospite. Altre specie del
genere Centrouropoda riscontrate in Europa sono, C. pelekymorpha
Hirschmann et Wisniewski, e C. securiformis Wisniewski et
Hirschmann. Inoltre sul corpo di larve delle isolate di R.
ferrugineus, prelevati dalle palme infestate sono stati rilevati
esemplari di C. almerodai; quest’ultimi sono stati riscontrati
solo su larve mature, prossime all’impupamento, nonché sulle pupe
e sugli adulti.
L’acaro è diffuso in tutte le aree del Mediterraneo dove si è
insediato Rhynchophorus ferrugineus. Mentre non è stato
riscontrato nelle palme non attaccate dal Rincoforo; il che
lascia supporre che non è casuale la elevata presenza di
deutoninfe sotto le elitre degli esemplari i quali hanno
abbandonato le piante nutrici alla ricerca di nuove palme da
colonizzare.
La presenza dell’acaro, pur non danneggiando gli adulti del
coleottero potrebbe indurre in essi un maggiore stimolo ad
abbandonare le palme nutrici.
Il rapporto di
foresia sembra concludersi nel momento in cui l’adulto del
coleottero raggiunge una palma sulla quale numerosi esemplari
dell’acaro si trasferiscono per completare lo sviluppo. Sono in
corso indagini per chiarire alcuni aspetti della biologia
dell’acaro utile per definire i rapporti simbiotici con il
Rincoforo e con altri coleotteri che vivono a spese delle palme.
Fonte: Santi Longo, Pompeo Suma, Salvatore Bella, Alessandra La
Pergola
Dipartimento DISTEF - Sez. Entomologia agraria - Università degli
Studi di Catania
Acari contro Punteruolo rosso
By Giancarlo Vassallo
L'anno scorso per la prima volta ho visto arrivare il Punteruolo
rosso sulla palma del mio giardino. Ero da un lato affascinato
dal vedere come questi possenti coleotteri arrivavano in massa
sulla pianta, dall'altro un pò preoccupato per il futuro della
mia palma. Ne ho preso qualcuno in mano per esaminarlo ed è
bastata un'occhiata più approfondita per notare che alcuni di
questi insetti avevano attaccati ad essi degli acari
parassiti.
Da una veloce ricerca sul web ho individuato che si trattava in
effetti di un acaro parassita: Centrouropoda almerodai.
Nei giorni successivi continuavo a trovare Rincofori parassitati
dagli acari e la mia preoccupazione per come agire per garantire
lo stato di salute della palma si era alleviata. Ho lasciato fare
alla natura, da allora non ho più visto punteruoli sulla mia
palma, nè larve, nè bozzoli, completamente sterminati.
Spero solo che ancora adesso questi piccoli acari parassiti siano
annidati per bene tra le folgie della mia Phenix per poterla
difendere da eventuali nuove invasioni.
Non si finisce mai di imparare - Articolo comparso su GSA -
By Marco GustiGSA ha raccolto la preziosa testimonianza di Marco Gusti, che dopo 30 anni in prima linea nel settore della disinfestazione ha sperimentato una nuova tecnologia basata sul calore. E ce ne parla con entusiasmo.
“Non si finisce mai di imparare”. Una grande verità di cui ci rendiamo conto soltanto quando siamo noi in prima persona a toccarla con mano. E in rigorosa “prima persona” è questa testimonianza di Marco Gusti, che dopo trent’anni di attività nel settore, dove ne ha viste davvero di ogni tipo, ha conosciuto la disinfestazione “con il calore”. GSA ha voluto che fosse lui a raccontare, per filo e per segno, come è andata.
di Marco Gusti
L’anno 2011 diventa il mio trentesimo anno di attività nel settore della disinfestazione professionale. Ho avuto modo di vedere l’evolversi di molte tecniche, soprattutto la nascita di nuovi Operatori, il progredire dell’ingegneria rivolta alla progettazione delle attrezzature, sia piccole che grandi e soprattutto la nascita di nuovi principi attivi e formulati, così come anche la loro scomparsa. Mi sono occupato principalmente di formulati, e chi ha avuto modo di collaborare con me, sa bene che ho sempre cercato di essere in prima linea nelle prime applicazioni sperimentali ed in seguito vicino alle applicazioni di campo dei Disinfestatori professionali.
Negli ultimi 5 anni ho incominciato a sentir parlare in Convegni di settore (nel Simposio di Piacenza per primo) e tra gli amici Disinfestatori della possibilità di applicare una nuova tecnica di controllo degli insetti che escludesse l’uso dei formulati insetticidi. Di questo, per ovvie ragioni visto il marchio che mi sono portato per anni sulla pelle, non ero del tutto convinto ed ho molto spesso guardato con sufficienza chi lo proponeva. Dapprima si è utilizzata la tecnica del freddo – crioterapia –. Poi quella della disinfestazione con il calore – tecnica del caldo - . Quest’ultima ha incominciato ad avere sempre più spazio per il controllo delle infestazioni . Difficile immaginare ai tempi quali potessero essere i loro sviluppi. Sta di fatto che rimanevano per me e per tanti altri Operatori una nicchia nella disinfestazione.
Mai dire mai!
Sul finire dello scorso anno entro in contatto con un Disinfestatore che ha saputo far crescere la sua Azienda, portandola da una piccola realtà ad una dimensione imprenditoriale tale da operare all’estero, uno dei pochi casi in cui i Pest Control italiani vengono chiamati fuori confine ad operare grazie alla sua professionalità ed allo sviluppo della tecnica in cui ha creduto.
Che esistesse un’attenzione alla crescita ed all’innovazione si poteva intravedere fin dai primi anni di attività: curiosità, presenza ai convegni, ricerca dei formulati più innovativi – ricordo che fu uno dei più entusiasti utilizzatori di un formulato larvicida utilizzato per gli insetti striscianti che ora non è più commercializzato - . Certificazione di qualità ISO gestite in tempi non sospetti, quando accederne voleva non solo dire esibire un quadretto alla parete ma essere consapevoli dei processi. Iscrizione n° 2 all’Associazione Nazionale dei Disinfestatori ed impegno per farla crescere a vantaggio di tutti i Colleghi. Un impegno che ancor oggi non è cessato.
Tutto questo dimostra che “ Innovare vuol dire crescere ”.
Pasquale Massara di Mouse & Co. mi parla della sua attività della disinfestazione fatta con il calore. All’inizio per pura cortesia e poi con interesse sempre maggiore incomincio ad approfondire la materia. Scopro che questa tecnica di disinfestazione, ovviamente ecologica perché non vengono utilizzati formulati, richiede l’utilizzo di particolari macchinari che portano a temperature notevoli gli ambienti. Ecco che come ho sempre detto nei corsi di formazione, entrano in scena nel settore del Pest control altre discipline, non solo l’entomologia o la biologia ma anche l’ingegneria … .
Sembra
facile farlo, che ci vuole a scaldare gli ambienti ?? In commercio esistono
dei riscaldatori industriali. Le potenze sono illimitate,
così come i gradi prodotti, ma non sono concepite per la
disinfestazione elemento non trascurabile . Ci vogliono potenze adeguate
per ottenere temperature adeguate. Mouse & Co. dispone di
queste attrezzature che sono state progettate e
realizzate in
funzione delle esigenze della disinfestazione. Ho conosciuto
Lorenzo Margotta il progettista e
costruttore delle macchine (mi sembra un po’ l’Archimede nel
realizzare quanto richiesto) che è pronto a cogliere i
suggerimenti, elaborali ed applicarli in base alle
esperienze fatte e suggerite dai Tecnici della
disinfestazione.
Mi stupisco vedendo il parco macchine in dotazione di Mouse, veramente “importante”. Guardo un po’ di documentazione fotografica, leggo un po’ di report e mi rendo conto che il futuro della disinfestazione è arrivato.
Questo potrebbe essere l’incipit di una storia di successo.
Ma non è finita qui. Mi trovo a collaborare con Mouse & Co. e con HT Ecosystem ed a partecipare – i Tecnici di Mouse ed Ht dicono attivamente ma non so se lo facciano solo per cortesia …. – all’applicazione del sistema ecologico per la disinfestazione con il calore.
Prima tappa una fugace visita da spettatore in un Pastificio bresciano in cui vedo per la prima volta l’applicazione del sistema. Arrivo a giochi già fatti in cui i Tecnici di Mouse guidati da Pasquale Massara hanno già predisposto le macchine per il caldo e gli accessori necessari. Mi ha colpito per prima cosa l’organizzazione.
Un ufficio mobile con tanto di computer, stampanti, strumenti di rilevazione per il calore, l’umidità relativa, i sistemi di monitoraggio computerizzati data logger e sistemi di sicurezza (coperte termiche, maschere, asce …… ) e soprattutto tanta acqua. Il perché dell’acqua lo capisco quando entro negli impianti di produzione. Fa molto caldo e bisogna bere molta acqua.
Ho modo di accedere ai piani dell’impianto, di verificare anche la presenza di alcune infestazioni di insetti delle derrate (Cryptolestes ferrugineos) e di vedere la temperatura salire. Sottolineo “vedere” all’inizio, con strumenti per me “spaziali” che mi vengono dati da tenere in mano .
Come ho imparato sui banchi di scuola, l’aria calda sale in alto e negli ambienti a più piani (5-6-7 ed oltre) è necessario respingerla verso il basso. Per questo ho visto degli strani tubi pendere dal soffitto ed arrivare ai termoconvettori. Che cosa sono? Me lo spiega
l’entusiasta Pasquale dicendomi che gli accessori altro non sono che delle estensioni per guidare i flussi di aria più calda verso il pavimento In questo modo si ha quindi un riciclo dell’aria calda che rende gli ambienti omogenei.
Ritorna la domanda che mi sono posto qualche anno prima durante il Simposio di Piacenza dove per la prima volta avevo sentito parlar di calore: “come controlli gli insetti che evidentemente cercano vie di fuga verso le zone più fredde (porte, anfratti, aree di reparti non trattate)?” Risposta semplice per l’esperto Applicatore del Sistema calore HT Ecosystem: “posizioniamo le macchine orientate verso dove gli insetti potrebbero fuggire. Barriera insuperabile quindi.
In un ambiente come quello del Pastificio la struttura aiuta. Le strutture in ferro, i macchinari e tutto il resto permettono di raggiungere senza problemi le alte temperature necessarie alla disinfestazione. Ovviamente è necessario un parco macchine ben assortito e soprattutto è necessario disporre di quanto serve per alimentarle come cavi, quadri elettrici, prolunghe, proboscidi, ecc.
La particolarità dell’applicazione è data dalla completa autonomia del sistema. Funziona ad energia elettrica e tutte macchine sono autonome. Qualora se ne ferma una – cosa rara – le altre funzionano comunque.. Per me, con soli studi d’agraria e con la sola capacità di cambiare una spina ad un elettrodomestico o la lampadina all’abasciur, si apre un mondo nuovo.
Energia elettrica quindi. Completa ecologia ed assenza di formulati biocidi, oltre ad assenza di fiamme libere ed emissioni di fumi di scarico.
Con la richiesta di prodotti alimentari sempre più “biologici” e sicuri, la necessità di disinfestare quindi in modo sicuro ed efficace, ho visto nel sistema calore HT Ecosystem applicato da Mouse & Co. una soluzione veramente innovativa.
Ecco dunque che dalle molecole insetticide approdo al mondo ecologico del calore.
Arriviamo alla prima “missione” vera vissuta dall’inizio alla fine del trattamento. Destinazione Spagna!
Mouse & Co. , collaborando con un Pest Control spagnolo, approda nel Pastificio più importante in termini di volume d’affari e di produzione nei dintorni di Barcellona e qui esegue la disinfestazione con il calore. Vivo dall’inizio il trattamento. Nel viaggio e nell’applicazione, oltre al Team di Mouse & Co. di cui ora faccio parte, ci accompagnano degli ospiti d’eccezione, il Dr. Maurizio Verdone per l’Università di Reggio Calabria ed un nostro amico disinfestatore, Salvo Bosco di Nuove Soluzioni Ambientali, Pest Control siciliano che è curioso di conoscere le nuove tecniche. Mouse & Co. è quindi disponibile a far conoscer il proprio know out ai Colleghi che vogliono “approdare” al nuovo sistema HT Ecosystem.
Il Dr. Verdone ha il compito di monitorare il risultato dell’operazione in termini scientifici, ponendo all’interno dei 7 piani dell’impianto una serie di “bioindicatori” che permetteranno di valutare l’efficacia del trattamento in termine di tempo di esposizione e calore sopportato dagli insetti. Per fare questo, oltre essere dotato di suoi strumenti personali di rilevazione autonomi da quelli di Mouse & Co., ha con se oltre 4.000 insetti vivi (Tribolium – Ephestia – Rhyzopertha dominica, ecc. ) nelle varie forme di vita (uova, larve, adulti) posti in speciali scatolette che verranno posizionate luoghi sconosciuti a Mouse in diversi punti dei piani dell’impianto .
Il team Mouse è composto dai suoi Assistenti tecnici, supportati in loco da una squadra di disinfestatori di Desur, primaria azienda Pest control spagnola che oltre ad applicare i gas tossici, applica il Sistema italiano HT Ecosystem.
Arriviamo allo stabilimento per tempo – siamo a giovedì e possiamo operare fino a domenica -. Normalmente si ha a disposizione da venerdì pomeriggio a domenica, ma le festività pasquali permettono un giorno in più … Prima fase breafing per la sicurezza e presa possesso dello stabilimento in cui ovviamente sono ferme le produzioni. Si predispone l’ufficio operativo, si impiantano computer, connessioni con gli strumenti e tutto ciò che serve per poter operare. Dimenticavo di dire che il tutto, macchine, strumenti, cavi, quadri elettrici, prolunghe e tutto ciò che serve per la sicurezza ed il buon esito dell’operazione viaggiano in un Tir completamente dedicato che ci ha preceduto.
Si inizia a scaricare il tutto predisponendo la collocazione delle macchine, dei quadri e dei cavi di alimentazione, ponendo con logica le macchine nei vari piani a seconda dell’area di lavorazione e della necessità di calore. Fantastico il l’impianto: laminatoi, plansister, buratti, vagli, pannelli di controllo, coclee, un mondo in cui la materia prima nata dalla terra diventa alimento.
Siamo a Venerdì e finalmente tutto è collegato (in modo ottimale) e si può dare inizio all’operazione. Per me si tratta di un’esperienza nuova, ho la stessa sensazione che si prova quando si raggiunge una meta sognata ed inaspettata. Mi sento anche un po’ emozionato. Le macchine fanno tutto da sole, basta avviarle. L’accensione delle macchine è quasi un rito non solo per me ma per tutti i componenti del Team. Stranamente anche se siamo nella soleggiata Spagna il tempo non è clemente. Piove, fa freddo fuori. Ma inizia a far caldo dentro. La temperatura sale e con essa la soddisfazione di tutti. Per sera abbiamo già temperature ragguardevoli, già vicine alla meta dei 50 gradi.
Anche se sopraggiunge la notte l’impianto non viene abbandonato. Un Tecnico Mouse – anche se il sistema permette di essere controllato da una postazione remota - rimane a presidiare i computer che rilevano le temperature dei data logger anche nelle ore notturne.
La mattina successiva durante la verifica ai piani scopro cos’è il calore. Il calore si percepisce, si sente nella pelle e nel naso ed anche senza termometri sai che la temperature c’è. Ci sono oltre i 50 ° gradi necessari per pochi minuti ad eliminare uova, larve ed insetti adulti. Vedi gli insetti usciti dai pertugi più reconditi morti nella ricerca di aree più fresche. Scopri con stupore che alcuni di essi non sono i classici insetti abituali, trovati infatti dei Lasioderma serricorne tipico del tabacco ma che sfarfallano nel periodo primaverile ….
Ti rendi conto che tutto procede per il meglio e che sicuramente le mortalità saranno raggiunte.
Intanto il Dr. Verdone procede alla verifica dei suoi insetti bioindicatori: li raccoglie, ne controllo a la vitalità alle varie temperature, li registra, li ripone nelle scatolette per riportarli in Università al fine di verificare l’eventuale schiusa delle uova e – qualora sopravvivessero – l’eventuale capacità riproduttiva. Il calore rende sterili gli insetti che dovessero sopravvivere.
Si crea intanto spirito di squadra, tutti fanno un po’ di tutto …. non solo gli “scienziati”. La direzione dello stabilimento si fa vedere spesso e con noi fa sopralluoghi in tutti i piani. Scopro dal capo mugnaio che l’applicazione con il calore dà un grosso vantaggio: facilita le operazioni di pulizia di tutto l’impianto perché tutte le farine si staccano facilmente dai punti più difficili (curve, angoli interne delle macchine, buratti, ecc).
Il Dr. Verdone continua con la sua opera di monitoraggio dei risultati, anche se la soddisfazione del Direttore alla produzione e del Direttore generale dell’impianto per i risultati ottenuti nei precedenti trattamenti è più che eloquente. Giusto avere i dati, ma la soddisfazione del Cliente è più che evidente e significativa … L’aspetto che più mi ha colpito è che da parte del Management del Pastificio ho avuto la conferma che da quando sono stati abbandonati gli altri trattamenti con gas tossici (esiste addirittura in fase di dismissione un impianto dedicato che porta automaticamente il gas ai piani) per orientarsi interamente al Sistema Calore Ht Ecosystem – SISTEMA HT ECOSYSTEM e non una qualsiasi applicazione a caldo provata precedentemente - riescono a programmare meno trattamenti rispetto a prima, con evidente risparmio di tempi e denaro. Non ultimo il trattamento è completamente ecologico ed ottiene percentuali di mortalità dei parassiti superiori a qualsiasi altro tipo di applicazione (100 %) !
Lascio al mio amico Dr. Verdone le valutazioni scientifiche, posso solo dire da parte mia che l’esperienza, ripetuta nei giorni scorsi con successo in un Molino greco con il trattamento con il calore HT Ecosystem, mi ha convinto che in questo sistema c’è molto futuro
Anche in questo caso il Dr. Maurizio Verdone, coadiuvato dalla Dr.ssa Vanessa Patanè sempre dell’Università di Reggio Calabria, ha provveduto a monitorare i risultati con il posizionamento di bioindicatori nel molino trattato. I risultati visivi sono stati molto confortanti rispetto ai precedenti trattamenti eseguiti con gli abituali sistemi.
Certo il Molino greco era una struttura molto vecchia e non del tutto coibentata, ma l’esperienza, la capacità tecnica, l’ingegno, gli strumenti e le attrezzature di Mouse & Co. , oltre che e l’impegno dei suoi Tecnici , hanno permesso di portare a termine con successo l’operazione.
L’Università confermerà la riuscita con i suoi dati scientifici. E’ Certo però che i Clienti anche in questo caso hanno mostrato stupore ed incredulità per i risultati ottenuti, a differenza di altre applicazioni con calore eseguite da altre aziende con attrezzature diverse da quelle di HT Ecosystem.
Fermarsi è come tornare indietro!
Sono certo che chi non si avvicinerà a questo sistema nel suo lavoro di Pest control avrà dei limiti nel progredire della sua attività, non solo nel contesto della filiera alimentare, ma in tutte le applicazioni, tra cui il controllo dei parassiti che si riscontrano nel mondo civile.
Infatti l’applicazione del sistema si sposa molto bene con le applicazioni eseguite in: strutture in legno per il controllo dei tarli, derrate alimentari quali pasta, riso, buccette d’avena, fave di cacao, ed altri, nonché – importante – per il controllo delle cimici dei letti in Hotels, carrozze ferroviarie, abitazioni private.
Non ultima l’applicazione trova riscontro anche nella disinfezione – controllo di batteri - in ambienti sanitari di cui parleremo in una prossima occasione.
marco gusti
agrotecnico
Luglio 2011
Un nuovo modo di disinfestare accessibile a tutti i disinfestatori
By Marco GustiHT ECOSYSTEM – Disinfestare con il calore
Il “Sistema di disinfestazione HT Ecosystem” si compone di particolari termoconvettori che utilizzano l’energia elettrica per riscaldare i locali trattati.
Ht
Ecosystem è un sistema di successo che, grazie ad
una tecnologia vincente e sicura qual’ è il
calore, permette di applicare un innovativo sistema di
sanificazione ambientale grazie a :
- un metodo completamente ecologico, infatti non
vi è l’utilizzo di nessun formulato
- un sistema atossico nei confronti di
persone ed alimenti
- un’ampia versatilità di utilizzo con macchinari ed accessori
che permettono di operare nei confronti di ogni genere di
parassita (insetti – batteri)
- applicazione in ogni tipo di ambiente: ambito alimentare,
conservazione dei manufatti lignei attaccati da insetti xilofagi,
ambienti ospedalieri (disinfezione) ed alberghieri (eliminazione
di Cimex lectularius)
- possibilità di riutilizzo immediato dei locali trattati
senza sospensioni prolungate di attività
- nessuna richiesta di permessi particolari da parte delle
Autorità per eseguire gli interventi
- possibili soluzioni personalizzate
Per il Disinfestatore professionale si apre la possibilità di sfruttare questa nuova tecnica di disinfestazione da offrire ai propri Clienti.
Ht Ecosystem mette a disposizione dei PCO un sistema modulabile che permette di rimanere al passo con i tempi
Per saperne di più visitate il sito www.htecosystem.it e contattate i suoi Tecnici
Marco Gusti
Risolvi i problemi di topi e ratti con gli ultrasuoni
By Chiara ChiaraMai più prodotti chimici, mai più veleni e polveri fastidiose, mai più trappole!
Per liberarsi definitivamente da topi e ratti è
nato NoRat
Ultrasound è uno scacciatopi che, con
l'emissione di ultrasuoni disturba questi ospiti indesiderati e
li costringe a girare alla larga dal locale protetto e a non
farli più tornare.
Questi ultrasuoni non sono dannosi ne per l'uomo e ne per gli
altri animali, ma sono rivolti solo ed esclusivamente a topi e
ratti 24 ore su 24.
E' facile da installare, basta inserire la spina nella presa
elettrica vcino all'area da proteggere (porte, finestre ecc.) e
dopo i primi 10 giorni vedrete gli effetti!
Ucaro Srl
Tel: 02. 87 157065
Sito: www.scacciatopi.it








SCRIVI UN TUO ARTICOLO SUL BLOG, FAI CONOSCERE LE TUE IDEE




