| Mon, Nov 29 2010 08:50am CET 1 |

Mirko Viola
234 Post
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Durante il corso
ANID sugli standards BRC e IFS nelle Aziende Alimentari, tenutosi
a Bari la scorsa settimana, ci hanno sottoposto un'esercitazione
(semplicissima all'apparenza) molto interessante, riporto il
testo:
Durante un audit BRC presso uno stabilimento di
trasformazione del pomodoro, l’auditor nota un elevato numero di
formiche sul pavimento accanto alla linea di imbottigliamento
della passata e rileva la non
conformità.
Il problema non era mai stato
rilevato in precedenza e gli imenotteri non erano inseriti nel
programma di monitoraggio.
L’organizzazione, al fine di
proporre un’adeguata azione correttiva, coinvolge la ditta
esterna che esegue il Pest Control (roditori, insetti
striscianti, insetti volanti).
Supponendo di essere la ditta
esterna, quali sono le azioni correttive (nel brevissimo, breve e
lungo periodo) che suggerireste
all’organizzazione?
Quali potrebbero
essere le misure preventive?
Invito gli
utenti a "dire la loro"... Voi che fareste???
saluti
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| Mon, Nov 29 2010 11:05am CET 2 |

paolo angelini
5 Post
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Io consiglierei un buon trattamento con un prodotto
microincapsulato lungo il perimetro interno facendo particolar
attenzione ai tubi e ai tombini di scarico,dopodichè applicherei
dei punti di monitoraggio con esca alimentare e colla.
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| Mon, Nov 29 2010 01:22pm CET 3 |

Mirko Viola
234 Post
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Paolo, il "test" richiede azioni nel brevissimo, breve e lungo
periodo....
quindi - sostanzialmente - 3 azioni (o più).
Tu ne proponi solo 2.
Durante il trattamento con insetticida microincapsulato la linea
produttiva di imbottigliamento della passata di pomodoro
(l'infestazione è proprio lì) verrà interrotta o potrà
continuare?
considera inoltre la presenza costante di operai addetti alla
produzione.
saluti
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| Mon, Nov 29 2010 05:51pm CET 4 |

Maurizio Verdone
87 Post
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io eviterei trattamenti liquidi per due motivi: stop della
produzione e cosa più importante la lotta agli imenotteri deve
eradicare la colonia non distruggere operaie (casi in letteratura
parlano di centinaia di migliaia di individui morti con continue
reinfestazioni).
Suggerirei due fasi e nn tre in quanto la seconda si espande alla
terza. Trattamento con inibitori del GABA (tipo fipronil,
imidaclorprid etc.) posizionate in esche gel o con apposite
trappole per la prima fase e trappole collanti di monitoraggio per
la seconda fase. se va tutto ok in max 24 ore non si rinviene più
passaggio di operaie e dal 2 giorno in poi si verifica con le
trappole.
Prevenzione? diciamo di verificare la materia prima e pulizia degli
ambienti il pomodono è fonte di zuccheri...
Saluti
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| Wed, Dec 1 2010 09:11am CET 5 |

Pietro Ranno
26 Post
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diciamo che concordo pienamente con Maurizio. mi permetto di
ripielogare secondo le richieste di Mirko.
brevissimo: trattamento insetticida con formulazioni a gel per
evitare fermo produzione
breve: monitorare con trappole a colla la presenza delle formiche e
verificare i quantitativi e il tempo di permanenza del prodotto
alimentare sulle superfici.
lungo: ottimizzare il processo di imbottigliamento cercando di
ridurre le perdite (se possibile) oppure ridurre i tempi delle
operazioni di pulizia.
Mirko adesso attendo sapere la tua o quella proposta dal corso
anid.
ciao
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| Wed, Dec 1 2010 11:48am CET 6 |

Mirko Viola
234 Post
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no no... il "corso Anid" ed in particolare il certificatore BRC non
proponeva soluzioni, le soluzioni sono state trovate dai
disinfestatori ed erano le più disparate... il certificatore
verifica semplicemente che il sistema proposto rientri negli
standard BRC, ma vi tengo ancora sulle spine per un po'...

- il trattamento in gel, anche se efficace, non risolve il problema
in tempi brevissimi, l'azione dell'imidacloprid o di qualsiasi
altro principio attivo che agisce per ingestione non è immediata...
quindi, nelle ore tra l'intervento e l'azione dell'insetticida ci
sarà sempre presenza di formiche nell'area produttiva... la
produzione potrà continuare??? l'eventuale interruzione della
produzione da chi verrà decisa e perchè???
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| Fri, Dec 3 2010 01:36am CET 7 |

Franco Casini
153 Post
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- Identificazione della specie
- Rilevazione dei percorsi e della possibile provenienza
(localizzazione nidi)
- Lavaggio delle zone frequentate dagli insetti con prodotto
detergente/disodorante atossico, in modo da rimuovere le tracce
odorose che guidano le formiche verso la fonte alimentare.
- Posizionamento di dispenser di esca in gel lungo i percorsi
- In caso di nidi all'esterno, trattamento con esca granulare del
perimetro e in prossimità dei nidi stessi.
- In caso di nidi all'interno, trattamento localizzato con esca in
gel in prossimità dei nidi
Il tutto, s'intende, senza interrompere la produzione.
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| Fri, Dec 3 2010 06:25am CET 8 |

paolo angelini
5 Post
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Mirko,penso che il discorso di Franco non fà una grinza
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| Fri, Dec 3 2010 04:49pm CET 9 |

Mirko Viola
234 Post
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direi che la proposta di Franco è pienamente "negli
standard"...
un'interessante aggiunta nel breve periodo potrebbe essere
l'aspirazione meccanica degli imenotteri presenti nell'area
infestata, una proposta che ha riscosso un notevole "successo"
tra i disinfestatori presenti.
Dobbiamo considerare che gli standard privati come il BRC o l'IFS
sono richiesti anche e soprattutto per "prodotti a marchio" della
catena distributiva... perciò la presenza di infestanti, di parti
di essi o di escrementi in un prodotto a marchio ha un
elevatissimo impatto negativo a livello di immagine, con
ripercussioni economiche potenzialmente assai rilevanti.... anche
un "inquinamento" da pesticidi è considerato un rischio non
trascurabile.
Come si diceva in precedenza l'auditor fa una "foto" della
situazione e deve riscontrare un sistema adeguato per gli
standard di sicurezza, in caso di infestazione viene richiesta
un'azione correttiva immediata: individuate le cause, bisogna
intervenire con azioni opportune ( ad esempio
quelle illustrate da Franco).
Ovviamente tutte le azioni correttive o i monitoraggi dovranno
essere registrati ai fini di una valutazione oggettiva della
situazione, le registrazioni andranno esaminate dalla persona che
in azienda è designata a farlo e devono consentire di pervenire a
conclusioni.
In breve questo è quanto richiedono gli standard privati (BRC,
IFS, GlobalGap, ecc..) nell'ottica di ridurre i rischi legati
alla sicurezza alimentare dei prodotti venduti (anche per
proteggere e tutelare il proprio marchio).
Il bello di tutto ciò è che i disinfestatori professionisti sono
parte attiva e fondamentale di questo sistema, quindi: ben
vengano le norme... " più ce n'è, meglio è"... ovviamente la
formazione (anche dal punto di vista operativo) dovrà diventare
una priorità aziendale, solo quella farà la differenza in un
mercato in continua espansione.
saluti
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| Sun, Dec 5 2010 11:27am CET 10 |

Maurizio Verdone
87 Post
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Qualche perplessità sulla identificazione della specie..non è così
facile per le formiche e attenzione all'aspirazione meccanica se
poi non si pulisce bene l'apirapolvere (visto centinaia di volte)
si rischia di farle andare in altre parti dello stabilimento.
Saluti
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| Sun, Dec 5 2010 09:35pm CET 11 |

Monica Biglietto
36 Post
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escluderei l'aspirazione, perchè ho sperimentato i rischi e
l'inutilità (dopo poche ore altre operaie ricolonizzano le aree
infestate), concordo in pieno con Franco al quale aggiungerei un
trap massing in prossimità dei focolai, in attesa che faccia il suo
effetto l'esca in gel. Raccomanderei un'accurata pulizia delle aree
e ricercherei eventuali contatti con il terreno, da cui
probabilmente provengono le formiche, o crepe della struttura, o
meglio ancora eventuali sconnessioni tra le panellature del
rivestimento delle pareti e degli angoli tra parete e pavimento,
generalmente arrotondati con battistracci metallici o pvc. Come
consiglio a lungo termine, gli raccomanderei di rivestire tutte le
superfici con materiale epossidico o similare, per rendere integri
e privi di ogni sconnessione pareti e pavimenti. Adesso però la
domanda ve la faccio io: e se l'infestazione provenisse dai
pomodori???
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| Mon, Dec 6 2010 12:55pm CET 12 |

Mirko Viola
234 Post
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Monica, anche la regina arriva con i pomodori?
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| Mon, Dec 6 2010 01:03pm CET 13 |

Mirko Viola
234 Post
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Trap Massing... per le formiche???
probabilmente mi sfugge qualche nuovo sistema di cattura... io non
sono a conoscenza di sistemi di cattura di massa creati "ad hoc"
per le formiche... ma sono oltremodo incuriosito.
Qualcuno ha sentito parlare dell'acido citrico come sistema di
controllo?
saluti
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| Mon, Dec 6 2010 06:20pm CET 14 |

paolo angelini
5 Post
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funge da buon repellente e in certi casi le formiche muoiono per
soffocamento,se può interessarti un mio amico lo vende sto prodotto
e completamente naturale
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| Mon, Dec 6 2010 09:34pm CET 15 |

Monica Biglietto
36 Post
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No, Mirko sono io che forse ho usato un termine non perfettamente
appropriato. Comunque l'intenzione è quella di utilizzare un bel pò
di trappole collanti per tentare di ridurre la diffusione delle
formiche in attesa che il gel faccia effetto. Non possiamo
trascurare il fatto che il gel iniza a ridurre l'infestazione dopo
qualche giorno, ma nel frattempo le formiche circolerebbero
liberamente e questo rappresenterebbe un pericolo per la
produzione. Piuttosto il problema sarebbe come collocare le
trappole collanti!| .... per la regina... decidi tu, la mia era una
provocazione non troppo improbabile!!
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| Wed, Dec 8 2010 11:57am CET 16 |

Maurizio Verdone
87 Post
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Solo per curiosità: La popolazione di un formicaio è costituita da
regine o femmine fecondate che possono arrivare a vivere anche una
dozzina di anni e migliaia di operaie, asessuate che possono vivere
anche tre o quattro anni. A differenza delle api e delle termiti
non esiste una regina o madre unica ma tante fattrici quante ne
servono per la colonia. Specie come la plagiolepis vivono
tranquillamente anche in un contenitore di 200ml con tutta la
colonia altre come la camponotus hanno bisogno di spazi più ampi.
Considerando anche che non è una sola specie che risulta infeudata
nelle industrie alimentari è giusto cosa dice Monica:
"Raccomanderei un'accurata pulizia delle aree e ricercherei
eventuali contatti con il terreno, da cui probabilmente provengono
le formiche, o crepe della struttura, o meglio ancora eventuali
sconnessioni tra le panellature del rivestimento delle pareti e
degli angoli tra parete e pavimento, generalmente arrotondati con
battistracci metallici o pvc" Per ciò che concerne il gel
considerando che il sistema sfrutta il sistema di alimentazione
straordinario che hanno le formiche avvelena la colonia all'interno
del formicaio ma su tante prove effettuate già nell'arco di sei ore
non si vedono più operaie in movimento. come notizia vi posso
riportare che anche utilizzando semplice acido borico in
concentrazione dello 0,5% miscelato a alimenti zuccherini provoca
una sterilizzazione della o delle fattrici. Ovviamente è un metodo
più lungo ma efficace allo stesso modo. per le trappole non credo
che siano una soluzione ideale.. Per il resto le mie erano semplici
curiosità e concordo pienamente che un sistema di controllo
organizzato secondo punti resta sempre il migliore.
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