PestBook il social network della disinfestazione - Pest Control Network

Benvenuto sul FORUM di PestBook

Consulta ed utilizza i Forum Pubblici e dei Gruppi. Risolvi dubbi e incertezze con l'aiuto dei disinfestatori ed esperti del settore. ISCRIVITI per aiutare o per farti aiutare! Partecipa anche tu al Forum sulle Disinfestazioni Professionali! È GRATIS!

Ultimi post sul Forum pubblico

soglie di tolleranza degli artropodi in U.S.A.

Tue, Nov 2 2010 01:21pm CET 1
Ilaria Marcellino
Ilaria Marcellino
1 Post
Salve,
sono una giovane ricercatrice che sta scrivendo un manuale per il controllo degli animali infestanti delle derrate alimentari.
Data la scarsa normativa in europa per il tema trattato, sto studiando la normativa statunitense.
Ultimamente mi hanno detto che i limiti di tolleranza in USA sono cambiati, o meglio sono stati allargati, è vero? Mi sapete dare qualche indicazione sull'argomento? Grazie in anticipo

Ilaria
Tue, Nov 2 2010 10:08pm CET 2
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
ciao Ilaria
Vorrei aiutarti ma non ho ben chiaro di quali limiti tu stia parlando. Se intendi per caso quelli stabiliti come inquinanti sugli alimenti, fissati dalla FDA nel caso di filth test entomologici, o di insetti negli stabilimenti.
Nel caso di protezione delle industrie alimentari che io sappia non si parla di soglie di tolleranza ma saresti molto fortunata se riuscissi a mantenere la cosidetta insectistasi.
Se magari specifici vedo di poterti essere utile. Maurizio
Mon, Nov 8 2010 03:20pm CET 3
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post
mi accorgo solo ora di questa discussione, molto interessante un "problema attuale".
vi dico la mia, che mia non è. in nostri clienti, o meglio i loro "consulenti", qualche volta ci chiedono di fornire una soglia sopra la quale non bisogna andare. in molti paesi mi si dice che questa soglia è stabilita, mentre in Italia no, il fatto che non sia stabilita non vuol dire che ci pone in ritardo sugli altri, ma in diversi la interpretiamo come soglia zero, nel senso, che non è ammessa nessuna presenza, d'altronde come si può stabilire a priori una soglia, le industrie hanno situazioni diverse, per qualcuno è tollerabile che all'interno dell'alimento ci possano essere tot. frammenti che magari è intollerabile per altri.
sarebbe bene approfondire questa discussione, in modo che tutti arriviamo ad una conclusione comune.
X Maurizio, tù che sapresti quali sono le fonti da consultare perchè non fai da guida?.
Mon, Nov 8 2010 03:41pm CET 4
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post
pardon, mi sono subbito eccitato e mi è sfuggito che la domanda era per gli USA
Mon, Nov 8 2010 09:28pm CET 5
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
No Pasquale. Il tuo intervento è più che lecito secondo il mio parere. E' vero in questo topic Ilaria ci chiedeva se fossero cambiati i limiti o meglio innalzati per l'esportazione. Se il problema è il filth questo è recepito in Italia con linee guida FDA per i cereali e derivati con una soglia di 75 frammenti su 50 gr. di farina (nel caso della 1 trasformazione) e 1 pelo di roditore. Tale limite ha poi delle variabili in relazione alla alla tipologia di frammenti (capsula cefalica etc..) nel caso di altri alimenti cambiano ma sono facilmente consultabili su libri e riviste.
Diverso è il caso della presenza di insetti all'interno degli stabilimenti. La normativa prevede che non possano essere commercializzati alimenti invasi da parassiti ma non parla (ovviamente spero in smentite da parte di altri colleghi) di soglie limite. In pratica non è possibile utilizzare ciò che comunemente si fa in agricoltura con le soglie di tolleranza oltre le quali il danno economico che si avrebbe è superiore al costo del trattamento stesso.
In effetti non è applicabile un unico parametro (inteso come numero insetti trappola) oltre il quale si può intervenire. Ciò è dato dal fatto che anche nel caso di realtà simili (ad esempio pastificio, caseificio etc..) la struttura stessa è molto differente nonostante la produzione uguale, i macchinari sono diversi, i materiali stessi con cui sono costruiti variano notevolmente dal legno al cemento al ferro. Gli insetti quindi si sviluppano in maniera differente.
Non si deve dimenticare che per poter ottenere con molta approssimazione una soglia di tolleranza uno stesso stabilimento dovrebbe aver attuato un piano di monitoraggio con le trappole a feromoni o a colla o come si vuole (ovviamente dipende dalla specie) per almeno un anno e anche così le variabili sono così vaste che l'unica cosa certa sarebbe poter sapere come si evolvono le popolazioni all'interno dei locali. Ma tutto questo chi lo dovrebbe fare? Io direi il disinfestatore visto che negli ultimi decenni ha riposto la pompa a spalla e utilizza tecnologia spesso superiore a quella presente nello stabilimento..ma il contratto con l'azienda lo prevede?? spero che da voi lo facciano perchè al sud non saltano di gioia quando si propone di andare ogni 15 giorni (e già sono tanti in alcuni periodi) a monitorare le trappole.
I consulenti che fanno questo lavoro lo sanno??
Per concludere questo topic iniziale, sperando che abbia un seguito, ti dico che sto provando in un molino a correlare (visto che lo stesso mulino non ha un sistema valido di monitoraggio in essere) le perdite dovute a insetti , tenendo conto di costi di acquisto materie prime, costi trasformazione e altri parametri con il costo dovuto a un sistema di monitoraggio. Ovviamente sono solo dati puramente indicativi e preliminari che si protrarranno per un pò di tempo e che in teoria e ripeto solo in teoria permetterebbero di poter identificare delle soglie massime oltre il quale si devono prendere provvedimenti.
Tue, Nov 9 2010 03:32pm CET 6
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post

allora ne approfitto, Maurizio secondo me dovremmo discutere fino a trovare una linea comune chiara a tutti, la domanda è: cosa rispondiamo al cliente che ci chiede di fissare delle soglie di tolleranza? naturalmente è riferito agli ambienti.
(ragionando ad alta voce)
secondo il ragionamento fatto in precedenza, innanzitutto bisogna valutre se stabilendo una soglia non andiamo contro la legge, se è vero che la legge stabilisce soglia zero, daltro canto se l'interpretazione è giusta la questione cessa di esistere gia dal nascere e la risposta è una sola, zero.
ma tu riesci a immaginare certi tipi di industria senza un'insetto?

Tue, Nov 9 2010 05:27pm CET 7
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
"Nelle industrie alimentari, non esistendo soglie di tolleranza, la prevenzione ed il monitoraggio delle infestazioni sono elementi fondamentali."
LUCIANO SÜSS - SARA SAVOLDELLI
Copiato da fonte: http://www.accademiaentomologia.it/rendiconti/2007/11%20Suss.pdf

Stabilire una "soglia" è atto del tutto arbitrario, anche se dettato dal buon senso.
Tue, Nov 9 2010 06:02pm CET 8
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Esatto Mirko. è come dici tu o meglio come ha scritto Suss. Infatti le soglia zero è relativa a insetti negli alimenti ma no negli stabilimenti. Ricordo infatti una mia domanda anni fa al professore mi disse che se già riuscivamo ad avere un'insectistasi era un successo e le variabili erano talmente tante che parlare di soglie era utopico.
Iniziamo da un buon monitoraggio..discutiamo di questo e già faremo un passo nella giusta direzione.
Wed, Nov 10 2010 11:34am CET 9
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post
mi sa che ti sei confuso, negli alimenti una soglia c'è
Wed, Nov 10 2010 11:35am CET 10
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post
bel nocciolo anche il monitoraggio, da dove cominciamo?
Wed, Nov 10 2010 04:32pm CET 11
Pietro Ranno
Pietro Ranno
26 Post
Pasquale, di quale soglia parli? filth-test o altro? Apri un topic per il monitoraggio e iniziamo a discutere così entriamo nel vivo..
Wed, Nov 10 2010 04:48pm CET 12
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Scusa Pasquale, forse mi posso confondere (purtroppo mi capita) ma non mi risulta che un alimento possa essere commercializzato con parassiti, frammenti si ma non sono identificabili se non con apposita analisi.
Forse tu ti riferisci a soglie su grano con numero di insetti/kg così come si riporta anche su vari libri. Quella è una soglia che definisce l'entità di infestazione ma essendo su materia prima (grano) non è destinata al consumo immediato ma destinato alla trasformazione.
se sei a conoscenza di altre soglie ti prego di socializzarle servono a tutti (oltre che a me)
Thu, Nov 11 2010 09:15am CET 13
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post
@ Pietro, per mè ci sono gia troppi topic seguili tutti diventa un lavoro, però se decidi di aprirlo lo seguirò

@ Maurizio, forse non ti ho inteso bene, mi riferivo proprio agli ambienti,cosi mi pare di leggere daSüss. in relazione agli alimenti mi riferivo a frammenti e non a insetti.
Thu, Nov 11 2010 08:58pm CET 14
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Pasquale cerco di essere un pò più leggibile o meglio cerco di spiegare meglio il concetto:
La legislazione italiana non ammette una commercializzazione di alimenti che presentano parassiti :
"Gli articoli della Legge 283 applicati dai giudici nelle decisioni riportate sono l’art. 5 con il quale al primo comma, lettera B si vieta la vendita, la detenzione a scopo di vendita e la distribuzione per il consumo di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione, e alla lettera D le sostanze alimentari insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione."(se vuoi ti do la fonte)
Ovviamente tale legge non tiene conto di frammenti rinvenibili al filth-test ove sono ammesse delle soglie di tolleranza variabili come esposto sopra in post precedenti, in relazione alla tipologia di alimento.
Tieni conto però che, cosi come mi disse più volte il compianto Prof. G. Domenichini durante il corso di filth alla cattolica, tale analisi se ben fatta e letta soprattutto ha la capacità di dare una fotogrrafia delle condizioni igieniche sanitarie dello stabilimento di produzione.
Vediamo ora ciò che concerne, secondo il mio pensiero, al problema della presenza di parassiti all'interno dello stabilimento. In linea di massima si dovrebbe dover dire che lo stabilimento stesso ha una serie di accorgimenti tali per cui gli insetti o i roditori non sono essere presenti all'interno e ti analizzo in via teorica anche il perchè.
Tutto il prodotto che entra all'interno viene (dovrebbe) campionato e controllato. la presenza eventuale di parassiti dà luogo a tutta una serie di accorgimenti, disinfestazione compresa, che eradicano il problema. L'area viene bonificata oppure se l'infestazione è alta la merce viene rimandata indietro. Lo stesso stabilimento, sempre in via teorica è stato progettato o ristrutturato con tutta una serie di accorgimenti tali che presenti angoli arrotondati non ha vie di fuga sul pavimento, ha le finestre con reti etc..
Tutto questo porta ovviamente a dire soglia Zero..
Dov'è il problema? nessuno stabilimento ha o fà tutto ciò per tutta una serie di motivi che non stiamo a discutere in questa sede. Qui mi riallaccio al mio post precedente in cui parlai al Prof. Suss delle soglie di tolleranza e lui rispose "accontentati di un'insectistasi, sei già fortunato se la tua popolazione di insetti non cresce ma rimane costante durante il lungo periodo". Quindi le soglie di tolleranza ci sono a quanto ho potuto notare in anni di lavoro in questo settore. Non sono soglie stabilite come in agricoltura dove il discorso è estremamente diverso. Ovvio che la protezione delle derrate ha attinto a piene mani da quelle esperienze ma li si parla di colture, vitigni, pescheti etc.. dove un numero x di insetti su 10 cm di ramo fanno la differenza. Il danno che provocano ad es. 15 insetti su 10 cm di rametto sono superiori al costo di un trattamento mentre 3 x 10 cm non fanno cosi tanti danni e le perdite sono inferiori al costo del trattamento.
E ad ogni modo, ritornando al nostro settore (agroindustriale e civile) sarebbe utopico pretendere la soglia zero.. Possiamo azzarare con trattamenti come il calore o il gas tossico la popolazione di insetti in uno stabilimento ma fino a quando? la mia esperienza dice che ammettendo risultati del trattamento al 100% la garanzia decade al momento in cui si fa la riapertura o meglio al momento in cui sopraggiunge il nuovo carico di materia prima..
Concludo (se nò divento prolisso) che la soglia di intervento è si arbitraria ma se data da un sistema di monitoraggio ben strutturato con giusta cadenza di controllo e giusto intervento da parte di chi è deputato a risolvere il problema dà un minimo di garanzia sul controllo delle popolazioni entomiche presenti nella struttura..
Spero di aver espresso il mio pensiero con limpidezza anche se ho notato che ripeto stesse cose di post precedenti.
P.s. per il monitoraggio e le tecniche attendo topic mirato se no ci perdiamo..
Fri, Nov 12 2010 07:36pm CET 15
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post
si che sei chiaro, ma prova a leggere nel link che trovi sopra "da Mirko" e vedrai che negli ambienti la soglia è/dovrebbe essere zero ( Süss, Savoldelli), che negli alimenti non deve esserci presenza di parassiti l'ho capito e ho capito anche che invece sono ammessi un certo numero di frammenti. apro una parentesi ( che deve essere zero e una deduzione, perchè la legge dice "non devono essere presenti parassiti" senza dare alcun numero, mi chiedo se noi stabiliamo una soglia, di fantasia o frutto di un ragionamento, non andiamo contro la legge?).
quanto sopra va bene dal salumiere sotto casa, ma tu riesci ad immaginare un molino senza tribolio?, sempre, che sia utopia sono con tè.
Fri, Nov 12 2010 09:14pm CET 16
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Ho letto l'articolo e nonostante faccia un mia culpa per non averlo letto prima.. puoi ben notare ciò che ho scritto io non si discosta da ciò che dice Suss.. (la scuola è la stessa) Il monitoraggio è la prevenzione come da me scritto sopra sono fondamentali, ma risultano vincenti solo se fatti bene.. Non credo che stabilire una soglia sia andare contro la legge. Tu stai stabilendo una soglia per una struttura e chi te lo può vietare??? La legge vieta la commercializzazione di alimenti infestati non cita le strutture (ovviamente non devono risultare vetuste o fatiscenti o con le macchine che camminano perchè spostate dagli insetti). Credo che si debba aprire un topic sui sistemi i monitoraggio..quello è il nocciolo della situazione
Sat, Nov 13 2010 12:45pm CET 17
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post

qualche volta siamo proprio noi disinfestatori a non dare l'importanza dovuta alla nostra professione, ti spiego il perchè di questa mia sparata.
un'attività commerciale, in ambito alimentare, per qualsiasi "negligenza", rischia un verbale con relativa sanzione nonchè un tempo limite nel quale deve provvedere a "sistemare" laspetto contestato, es. pulizie non curate a dovere, mancanza di controllo sugli infestanti, cibo mal conservato ecc. ecc..
qualora negli ambienti venga riscontrata la presenza di un infestante, topo, scarafaggio ecc. ecc. l'esercizio viene chiuso immediatamente. questa è l'unica ragione che permette ad una ASL o NAS di chiudere un'esercizio su due piedi, per tutto il resto devono dare all'esercente la possibilità di sistemare, fatto salvo casi limite. mi ricollego alla mia sparata, quante altre attività ricoprono questa importanza?.
considerando questo, se io dovessi dare delle indicazioni di 1,2,3 insetti tollerati, siamo certi che le mie indicazioni non contrastino con la legge? niente può sostituirsi alla legge, nemmeno il buon senso, personalmente a chi me lo chiede gli dico zero, se vuole una soglia diversa la stabilisca lui, non mi assumo responsabilità fino a quando non mi è chiaro, ho perso anche un paio di clienti perchè davanti a queste mi considerazioni hanno ritenuto che non sono competente, più che i clienti erano i loro consulenti (consulenti del piffero di quelli che le risposte le cercano dai fornitori).
come condurre dei monitoraggi ben fatti sono interessato.
buona domenica a te e achi ci legge

Sat, Nov 13 2010 02:54pm CET 18
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Infatti Pasquale, non possiamo dire 1,2,3 possiamo tollerarli ma a 4 trattiamo.. Questo è utopistico. Reale è invece il dato che delle trappole messe bene ci danno sull'entità della infestazione presente. Ovvio che deve essere fatto un distinguo e mi spiego meglio. Se monitorizzo B. orientalis, le trappole devo metterle a terra fondamentalmente perchè la specie in questione ha difficoltà a colonizzare zone alte, ma se monitorizzo B. germanica le trappole le devo mettere ovunque in quanto non esiste zona he non possa colonizzare. Questo è un buon inizio di monitoraggio e se sono in un bar o pasticceria, la sola cattura di un esemplare deve farmi scaturire un intervento disinfestante. Diverso è il problema in un molino dove se ci mettiamo a trattare per ogni esemplare rinvenuto è meglio chiudere l'attività in quanto i costi sarebbero improponibili. Secondo tale criterio la soglia nel primo caso è uguale a zero ma nel secondo??? e poi stiamo conducendo un sistema di monitoraggio come "cattura spia" o come "cattura massale"..per quest'ultimo parliamo solo di monitoraggio o siamo già in intervento curativo?? Come vedi si può giocare come si vuole e parlare tanto..Ma come dici tu quanti nostri colleghi danno la giusta importanza all'argomento? Buona domenica anche a te
Fri, Nov 19 2010 02:48pm CET 19
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
ciao Maurizio... permettimi un appunto, non vorrei sembrare il Ponzio Pilato della situazione che se ne lava le mani, ma anche se potrebbe essere eziologicamente corretto affermare "Non credo che stabilire una soglia sia andare contro la legge" resta il fatto che la "legge" non stabilendo alcuna soglia non permette l'arbitrio di cui sopra.
Mi spiego meglio con un esempio un po' estremo, ma possibile:
un disinfestatore decide (arbitrariamente) che le "soglie" di cattura di un certo tipo di infestante siano pari a 3 individui per ogni trappola, prima di iniziare una qualsiasi azione correttiva.
Il giorno dopo la stesura del report arriva l'autorità senitaria e decide di chiudere lo stabilimento perchè infestato... il solerte funzionario statale contesta l'arbitrarietà nella scelta delle "soglie" e la legge glielo consente.
Lo stabilimento rimane chiuso per 4 giorni con una perdita economica di circa 80.000 € e fa causa al disinfestatore che ha stabilito le soglie... davanti al giudice credi che una difesa basata sull'assunto "Non credo che stabilire una soglia sia andare contro la legge" possa bastare???
io credo di no... il disinfestatore - in questo caso estremo - sarà costretto a pagare (e speriamo che l'assicurazione lo copra).
Quindi... alla "Ponzio Pilato": lasciamo che siano i clienti a stabilire - arbitrariamente - le soglie, evidenziando nei report che è una loro scelta, non nostra...
per noi la soglia di rischio va da zero a uno, sempre!
saluti
Sun, Nov 21 2010 04:36pm CET 20
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Concordo con quanto da te esposto e ti faccio una domanda. Escludiamo i piccoli esercizi alimentari e concentriamoci su strutture agroalimentari. La tua azienda viene chiamata a realizzare un sistema di monitoraggio interno diciamo su ephestia e tribolium.. piazzi le trappole e dici cosa? appena torno se cè un insetto saremo costretti a trattare e così ogni qual volta tu faccia un controllo. Diciamo quindi che non parliamo di soglie ma dobbiamo parlare di trovare un modo per poter far si che rimangono 2 insetti nella trappola. io non ho mai visto un'industria con soglia zero (a meno dopo trattamento gas) tu? Ciao e buona domenica
Mon, Nov 22 2010 02:56pm CET 21
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
ovviamente non esiste un'azienda alimentare a soglia zero... pensiamo ad esempio ai molini. Quindi: facciamo i monitoraggi e togliamoci l'impiccio di stabilire le soglie... forniamo tutti i dati al cliente cercando di essere il più scrupolosi e professionali possibile, sarà lui a stabilire le sue soglie (di rischio o economiche)... noi eseguiremo l'azione correttiva, perchè complicarci la vita???
Mon, Nov 22 2010 03:33pm CET 22
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Sono pienamente d'accordo con te. eseguiamo l'azione correttiva e via ma concorderai con me che se avessimo delle soglie di riferimento non guasterebbe.
Tue, Nov 23 2010 09:24am CET 23
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
già...
"Non è vera né buona legge quella che non ha per madre la Sofia e per padre l'Intelletto Razionale."
(Giordano Bruno)
...questo aforisma lo citava spesso il mio professore di Diritto e Procedura Penale, aveva ragione... ma la "legge" è solo l'ombra della giustizia, non sarà mai la giustizia.
nel nostro caso - il legislatore - proprio come il sopracitato Ponzio Pilato, se ne è lavato le mani...
Laughing
Tue, Nov 23 2010 11:58am CET 24
Pietro Ranno
Pietro Ranno
26 Post

ciao a tutti, cerchiamo di fare un ragionamento insieme:
dopo aver seguito il monitoraggio presentiamo i dati al cliente. lui ci dirà che non è interessato quanti triboli o tignole sono state rilevate, ma vorrà sapere da noi, se e quando bisogna fare un trattamento.
io penso che i disinfestatori, più che uccidere infestanti, fungono da consulenti nella gestione degli infestanti.
per rispondere a Mirko, io non mi voglio complicare la vita, ma dopo un monitoraggio non mi posso fermare all'azione correttiva.
per questa ragione, secondo me, sarebbe utile stabilire delle soglie quantomeno di riferimento.
scusate la provocazione, ma allora a cosa serve il monitoraggio se la soglia legislativa è zero (anche se impossibile nei fatti) e poi nessuno si prenda la responsabilità di definire delle soglie???

Tue, Nov 23 2010 01:25pm CET 25
Pasquale Massara
Pasquale Massara
74 Post
"e poi nessuno si prenda la responsabilità di definire delle soglie???" certo Pietro, secondo me le soglie le devono stabilire loro, se vuoi insieme a noi, personalmente non mi prendo la responsabilità di suggerire un qualche cosa che sia diverso dalla legge, se invece parliamo di soglia economica chi meglio di loro lo può sapere, noi possiamo/dobbiamo fornire i risultati di un monitoraggio, i quali dovrebbero servire ad evitare gli vecchi trattamenti a calendario, se poi al cliente non gli importa se ha le tignole o i triboli scusa la superficialità, ma sai quanto può importare a me della sua produzione.
tra le altre cose secondo tè i clienti te la raccontano tutta sulle perdite economiche o di immagine, (tolto qualche caso) davvero sei convinto che ti dicano tutto o che ti rendano conto dell'importanza che ricopriamo senza temere che non modifichiamo i prezzi? nel mio caso tendono sempre, o quasi sempre, a minimizzare e far apparire il nostro lavoro meno importante di quello che in realtà è.
"io penso che i disinfestatori, più che uccidere infestanti fungono da consulenti " e io aggiungo "solo quando richiesto e accordato", io godrei un mondo se il Prof. di turno consulente di una determinata ditta mi consegnasse la "ricetta" e io occuparmi di eseguire bene le operazioni, qualche volta nel nostro mondo c'è un po di confusione, non è sempre chiaro chi deve fare cosa.
proseguendo forse concorderemo in una linea di condotta comune e sono pronto a cambiare il mio modo di vedere.

Please login or sign up to post on this network.
Click here to sign up.

Commenta adesso! E' GRATIS e bastano NOME, COGNOME e MAIL



Image Verification

Terms & Conditions

Si, ho letto e accetto Terms & Conditions.