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HT Ecosystem

Wed, Sep 22 2010 06:04pm CEST 1
Mirko Viola
Mirko Viola
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...per adesso pubblico una foto, la presentazione dell'intero sistema la lascio a Pasquale, che ha sudato LETTERALMENTE le proverbiali sette camicie (in realtà molte di più) per svilupparlo.

Antò... fa caldo!
Laughing

Wed, Sep 22 2010 06:06pm CEST 2
Mirko Viola
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Capri Palace4.jpg
Sat, Sep 25 2010 12:45pm CEST 3
Mirko Viola
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Cool
se Pasquale non si decide lo farò io lunedì...
ho già tutto pronto...

Mon, Sep 27 2010 10:05am CEST 4
Mirko Viola
Mirko Viola
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Introduzione… visto che Pasquale non si decide a scrivere Laughing
Circa 6 anni fa ad un esperto disinfestatore è stato detto che stavamo per imboccare la strada dei trattamenti termici ai fini di disinfestazione, risposta: “Siete matti??? Il caldo sviluppa gli insetti”.
Al mio sorriso il disinfestatore ha risposto con uno sguardo di compassione misto a strano interesse, come quando si guarda una persona che impazzisce di colpo senza dare il minimo preavviso.
Lo stesso disinfestatore - pochi anni dopo - è stato il primo a congratularsi con noi per i risultati ottenuti… non eravamo più pazzi, ci eravamo trasformati in tecnici preparati e competenti.

Questa strana metamorfosi kafkiana (da pazzi visionari a tecnici preparati) che abbiamo subito è dovuta principalmente a tre fattori: impegno costante, fiducia nei nostri mezzi e risultati ottenuti.

Nessuno ha mai vinto una partita abbandonando: guardandomi indietro mi accorgo delle difficoltà affrontate in questi anni, delle sfide vinte, dei problemi risolti e delle soddisfazioni ottenute… ma a che prezzo???

In effetti la disinfestazione con il calore, vista con gli occhi di una persona inesperta, è tra le cose più semplici da effettuare: si porta un ambiente a circa 60°, si mantiene la temperatura per il tempo necessario e il gioco è fatto… tutti gli insetti muoiono, in ogni fase di sviluppo: adulti, larve e uova.

Un grandissimo giocatore di scacchi russo, Michail Botvinnik, era solito dire che “il gioco degli scacchi è l’arte di analizzare e l’arte che esprime la scienza della logica”.

Durante i numerosi interventi effettuati in questi anni, ho sempre trovato delle analogie tra il gioco degli scacchi e i trattamenti termici a fini di disinfestazione: come negli scacchi i mezzi impiegati sono, tutto sommato, semplici e il “campo di battaglia” è uguale per tutti… ma non tutti sono in grado di “giocare” con il caldo, la differenza la fanno l’esperienza acquisita e l’impegno profuso per padroneggiare una tecnica di intervento tanto semplice quanto complessa.

Questo spiega i fallimenti ottenuti da alcune aziende che hanno deciso di cimentarsi con il calore: a volte non basta generare aria calda, non bastano nemmeno le sigillature fatte a regola d’arte o i calcoli “a tavolino” per stabilire il quantitativo di calorie necessarie da immettere in un ambiente per raggiungere la temperatura desiderata.

Purtroppo molto spesso tutte le certezze ottenute con i precisi calcoli teorici si infrangono di fronte al muro della fisica, un muro che non si può abbattere, bisogna semplicemete aggirarlo o utilizzarlo… ma per poterlo aggirare (o usare) è necessario vederlo quel maledetto muro, il “busillis” è tutto qua… e proprio come negli scacchi: una mossa cattiva, può rovinarne quaranta ben giocate.

Mon, Sep 27 2010 10:06am CEST 5
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post

HT ECOSYSTEM: Trattamenti Termici per il controllo degli Infestanti

Il trattamento termico si basa sul principio della coagulazione e conseguente denaturazione proteica di uova, larve e adulti di insetti e acari a partire da una temperatura di 42°.

Scopo del trattamento è l’innalzamento della temperatura del sito da disinfestare sino a valori letali per insetti e acari per il tempo necessario alla loro completa eliminazione.

Negli ultimi cinque anni abbiamo effettuato oltre 70 interventi utilizzando aria calda per la disinfestazione di strutture, di queste strutture la maggior parte appartengono ad aziende del settore alimentare quali: molini a grano tenero, molini a grano duro, pastifici, panifici, pasticcerie industriali, panifici della grande distribuzione (gli interventi su questi ultimi sono stati eseguiti durante l’orario di apertura al pubblico) , industria del cioccolato, strutture in legno e mobili, abbiamo trattato anche alimenti tra i quali: 1.400 bancali di pasta, circa 40 tonnellate di riso, fave di cacao, pasta fresca, sesamo, glutine, buccette di avena... ed altro, come cimici dei letti, stoffe e il blocco operatorio di una clinica.
In riferimento agli interventi nei molini , le fariniere e i silos NON sono stati svuotati.
Durante i trattamenti abbiamo introdotto aria calda in alcune celle provvedendo così a disinfestarle.

Materiali e metodo di lavoro

Termoconvettori:

Negli interventi sono stati utilizzati generatori di aria calda, di nostra creazione, alimentati a corrente elettrica.

Tenendo in considerazione il fatto che l’aria calda tende sempre a salire verso l’alto, i nostri generatori sono stati concepiti per abbassarla, aspirando l’aria dall’alto del generatore e rilasciandola dal basso in orizzontale, consentendo quindi di limitare la concentrazione di aria calda nei soffitti, mantenendo relativamente bassa la differenza con la temperatura del pavimento.

Il flusso di aria calda generato è direzionabile e consente un più facile controllo delle specie infestanti durante la naturale migrazione delle stesse verso le aree più fresche – migrazione possibile per le forme adulte, limitata per le larve e comunque impossibile per le uova.

Mediante l’impiego di questa metodologia di intervento è possibile limitare (o annullare) l’impiego di insetticidi, che sono necessari per ostacolare lo spostamento degli insetti.

Il numero dei generatori per ogni trattamento è subordinato a diverse varianti: condizioni atmosferiche, volumi da trattare, tenuta termica della struttura, considerando questi parametri un macchinario può scaldare da 300 a 800 Mc.

Ventilazione:

Una priorità essenziale è quella di ottenere un ambiente il più omogeneo possibile dal punto di vista della temperatura, in aggiunta ai riscaldatori utilizziamo quindi dei ventilatori con grandi portate, che, in base all’altezza e all’ampiezza della struttura oggetto del trattamento, verranno posizionati in verticale o in orizzontale riducendo al minimo la possibilità della creazione di punti “freschi”.

Rilevamento temperature:

Per monitorare costantemente la temperatura nel sito, viene utilizzato un software composto da diversi punti che rilevano temperatura e umidità.

Per l’intera durata del trattamento (36/48 ore), gli operatori misurano la temperatura dei vari elementi con l’impiego di rilevatori laser.

In presenza di materiali lignei, in aggiunta al trattamento, è opportuno mantenere l’umidità al fine di limitare i movimenti del legno per mezzo di adeguate macchine umidificatrici.

Quadri elettrici:

Gli impianti presenti presso le strutture oggetto del trattamento termico generalmente non sono adeguati, per il funzionamento ottimale dell’intero sistema è necessaria quindi l’installazione di quadri elettrici dedicati, compresi nel nostro impianto.

Per convalidare e “misurare” la riuscita dell’intervento, oltre al rilevamento delle temperature e dell’umidità è possibile e consigliabile, posizionare campioni di bioindicatori con una successiva verifica della mortalità, questa operazione va affidata possibilmente ad un ente/azienda terzo, qualificato ed indipendente.

Risultati:

Se applicato nella maniera corretta, l’HT ECOSYSTEM ha dimostrato una mortalità del 100%.

Conclusioni:

In base alla nostra esperienza il l’HT ECOSYSTEM è un sistema applicabile a tutti i tipi di realtà.

I riscaldatori sono maneggevoli e manovrabili e permettono un costante cambio di collocazione anche anche e soprattutto durante il trattamento, inoltre possono essere manovrati da personale “ comune” senza bisogno di conoscenze o abilitazioni particolari.


.......e adesso, avanti con le domande!
Cool

Tue, Sep 28 2010 10:14am CEST 6
Pasquale Massara
Pasquale Massara
93 Post

quali domande hai scritto tutto (quasi)

Tue, Sep 28 2010 10:50am CEST 7
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
appunto "quasi"...
vedrai che le domande arriveranno... è fisiologico.
Laughing
Tue, Sep 28 2010 11:42am CEST 8
Pasquale Massara
Pasquale Massara
93 Post
bene nonostante i tuoi pesanti limiti sei riuscito a far funzionare il videoWink
Tue, Sep 28 2010 02:01pm CEST 9
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
minkia... li furmiculi della farinaaaaaaaaa
LaughingLaughing
Tue, Sep 28 2010 03:04pm CEST 10
Pietro Ranno
Pietro Ranno
32 Post
scusa Mirko, ma se dobbiamo essere precisi sono ....i podocchi dda farina
Laughing
Tue, Sep 28 2010 04:11pm CEST 11
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
risata.gif
Wed, Sep 29 2010 09:18pm CEST 12
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
si va bene hai messo il tuo contributo del simposio...ora me ne metti uno meno datato e magari mi omaggi di un grafico temperatura con i rilievi delle termosonde per la durata del trattamento in uno stabilimento a tua scelta????
Ps. Pasquale se vedo bene l'immagine è quello in piedi ma non capisco se ridete o piangete...
HAVE FUN
Maurizio
Thu, Sep 30 2010 01:07pm CEST 13
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
Paisà... se vuoi del materiale non ci girare attorno... chiedimelo apertamente, contrariamente a quanto si possa pensare per te (e per i colleghi) non ci sono segreti.
Laughing
Facciamo così: sei invitato - ospite Mouse & Co. - al prossimo seminario aziendale organizzato dal nostro gruppo che si terrà a Bologna il 21 ottobre (dammi la mail che ti invio la locandina)... i relatori saranno il prof. Suss, il dott. Capizzi, il dott. Urizio e ci sarà anche un intervento di Pasquale sui Trattamenti Termici, potrai fare tutte le domande che vuoi e se ti porti una chiavetta ti scarichi le immagini direttamente dal suo PC.
Allora... prenoto il treno???
Thu, Sep 30 2010 09:39pm CEST 14
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
a parte che anche in estremo sud arrivano anche gli aerei...Tongue out
I dati te li ho chiesto apertamente da tempo, ma non per confutarteli, solo perchè come di un film il trailer non indica necessariamente che è bello..così come il contrario ovviamente. Parli del gruppo Anid?? La locandina la puoi inviare alla mail Verdone@bleuline.it, purtroppo non ci sarò ma sicuramente troveremo la volta per incontrarci.
Ad ogni modo i segreti per ciò che mi riguarda sono solo controproducenti. Il mio pensiero è "puoi darmi la tecnica e la teoria, ma l'esperienza tua sarà sempre più alta se io inizio dopo e non so neanche se sono in grado di usarla".
In parole povere tutte queste battute stanno facendo vedere agli altri che leggono che avete un'alternativa e anche se fosse 86% o anche 70% per ciò che mi riguarda è estremamente positiva.
C'è un punto che però deve essere sempre attenzionato ma che tutti e dico tutti dimenticano:
Qualsiasi trattamento anche il più pazzesco dal Bromuro al floruro, al caldo, freddo etc.. è vero arriva o può arrivare a efficacia 100% ma solo fino alla riapertura dello stabilimento...poi la garanzia finisce . Niente e dico niente può essere detto sui tempi della reinfestazione del sito trattato in quanto le variabili sono infinite e gli insetti sono molto più intelligenti di quanto si possa credere..
Ci sono tante cose di cui potremmo parlare ma ritorniamo sempre al solito discorso..iniziamo a produrre qualcosa di più concreto.
Ps. ti ringrazio per l'invito comunque e magari il 21 mi saluterai pure Sergio e Il Prof. Suss
Ps2. Avrei anche un'idea di una cosa in comune conle tue macchinette, magari se ne parlerà più in la se è il caso. In sicilia pochi anni fà si è fatto qualcosa con altri metodi si può pensare "all'evoluzione delle specie"
Fri, Oct 1 2010 09:31am CEST 15
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post

ovviamente il calore terminato il trattamento non ha alcun effetto residuale sugli insetti che "arriveranno", ma esistono i monitoraggi che possono dimostrare l'efficacia del trattamento sulle uova degli insetti.
Mi spiego: ho sentito personalmente il direttore di un molino - lo stesso che anni prima snobbava il calore come tantissimi suoi colleghi - sostenere che l'efficacia nel tempo del trattamento termico è davvero tangibile per quanto riguarda i tempi della reinfestazione, l'assoluta eradicazione di uova e larve fa ripartire da zero la presenza degli insetti... e questo - ovviamente - allunga i tempi.
Se aggiungiamo a tutto questo che il calore, favorendo il distacco delle "croste" farinose (e quindi del substrato di sviluppo per gli infestanti) all'interno dei macchinari presenti nel mulino, facilita le operazioni di pulizia (una bottarella sui tubi... e viene giù tutto)... converrai con me che l'effetto positivo del trattamento termico si nota comunque anche nei mesi seguenti al trattamento.
Comunque non credo che si possano confrontare i trattamenti termici con i gas tossici, semplicemente perchè la "filosofia" è differente e non mi riferisco solo ai disinfestatori.
Il "caldo" non è per tutti... ci rivolgiamo ad una "nicchia" di clienti che ha interesse a non usare alcuna sostanza chimica per la disinfestazione ambientale e che - di conseguenza - ha una "sensibilità" ecologica più marcata.

Ti mando una mail con la locandina.

ciao

Sat, Oct 2 2010 10:26am CEST 16
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
posto i rilevamenti dell'università sui bioindicatori dei nostri ultimi tre interventi - ho cancellato il nominativo del cliente.

Intervento effettuato nel mese di luglio 2010: mortalità accertata 100%

ferrara1.JPG

ferrara2.JPG

Intervento effettuato nel mese di luglio 2010: mortalità accertata 100%

pedrignano1.JPG

pedrignano2.JPG

Intervento effettuato nel mese di settembre 2010: mortalità accertata 100%

pedrignano1.JPG

pedrignano2.JPG





Sat, Oct 2 2010 01:14pm CEST 17
Pasquale Massara
Pasquale Massara
93 Post

per chiarire un'aspetto:
si legge che la mortalità del TNT è elevata a causa di un non corretto trasporto, questo è dovuto dal fatto che il cliente li colloca in luoghi a noi sconosciuti, poi li recapita all' IPSIA per mezzo di società di trasporto i quali evidentemente non ne hanno gran cura, magari lasciando i mezzi sotto il sole per tanto tempo. quando li recapitiamo noi ( vedi il primo) la mortalità naturale è inferiore, probabilmente non si fidano, ma a noi non imprta, sappiamo di fare sempre il meglio, dedicando ore ed ore al lavoro trascurando (a volte) il nostro riposo.

Sat, Oct 2 2010 05:46pm CEST 18
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
sapevi che lo avrei chiesto vero Pasquale??? No scherzo e ad ogni modo se il testimone non è trattato può anche evitarsi il viaggio oppure rimanere in posto concordato con il cliente al momento precedente al trattamento..
Un appunto però permettimi di farlo (ovviamente a carattere positivo); mettere il numero dei bioindicatori su un foglio ove non si evince (anche se sono sicuro tu lo abbia) a quale macchina, se dentro o fuori quest'ultime o nei locali o coclee o elevatori o fossa scarico o confezionamento etc,, non permette di capire tanto se non il fatto che tutto è morto..(positivo ancora).
Ora non voglio vher postiate altri dati, sta bene cosi ma iniziamo a discutere di possibili applicazioni industriali e civili...e non mi dire va bene su tutto perchè ci crederei poco..
Bello il topic della letteratura a cui spero di postare qualcosa a breve ma mettine pure uno sulle possibili applicazioni.
ciao Maurizio
Sun, Oct 3 2010 01:16pm CEST 19
Pasquale Massara
Pasquale Massara
93 Post

le modalità per ogni verifica non le stabiliamo noi, noi siamo solo i controllati e quindi non ci è dato sapere niente.
in qualche caso il cliente li posiziona con noi (raramente)
la scelta di far fare il viaggio al TNT credo che serva a verificare che gli insetti non siano morti per motivi diversi dal trattamento con calore.
in merito alla seconda domanda io posso elencare dove l' ho applicato, in tutte le altre realtà bisogna valutare se ci sono le condizioni.
per ora l'ho applicato in: molini sia a grano tener che duro, pastifici, panetterie e pasticcerie industriali comprese quelle della grande distribuzione mentre dall'altra parte della parete i clienti facevano le loro spese, Hotel, per le cimici, soffitti in legno sia "comuni" che quelle di valore storico, mobili, diversi tipi di merci (stoffe, giochi per bambini, attrezzature degli scout ed altro) alimenti quali: 1400 bancali di pasta, fave di cacao, glutine, buccette d'avena, riso sia nero che comune, nel caso del riso ho fatto anche interventi per il controllo dei batteri (le temperature sono maggiori) negli ultimi tempi in contemporanea al trattamento degli ambienti stiamo trattando anche silos e celle (vuoti), macchine per la produzione di alimenti.
poi non mi viene in mente atro, sicuramente ci saranno dei limiti per questo tipo di trattamento, bisogna considerare che il sistema HT ECOSYSTEM a febbraio compie solo 5 anni, c'è molto da fare.
Altri paesi stanno mostrando interesse per il sistema, in Spagna e in grecia lo hanno già adottato e vorrei precisare che non basta avere a disposizione delle Kcal per la corretta riuscita di una disinfestazione, in settimana ho fornito del materiale al Prof. Paul Field per una esposizione che farà questa settimana alle associazioni dei pastai Canadesi.
sempre a diposizione.........buona domenica

Sun, Oct 3 2010 07:26pm CEST 20
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Grazie Pasquale.. mi interesserebbe la tua opinione circa il capricorno delle case..lo hai utilizzato? come si è comportato? Gli altri metodi: gas e microonde li ho già provati svariate volte e devo dire che non mi soddisfano al 100%..
Buona domenica anche a te e spero di poter fare 4 chiacchiere il prima possibile anche in chat.
Maurizio
Sun, Oct 3 2010 10:50pm CEST 21
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post

sulle infestazioni da Capricorno delle case, l'intervento con il calore è efficacissimo... soprattutto quando le gallerie scavate dalle larve raggiungono le parti più interne e dove i metodi "tradizionali" falliscono, resta la "variabile tempo" da tenere in considerazione, la temperatura all'interno delle travi si può misurare con apposite sonde.

sonda.jpg

legno.jpg

Mon, Oct 4 2010 11:16am CEST 22
Pasquale Massara
Pasquale Massara
93 Post

ti ha già risposto mirko e confermo, a tal proposito ho una relazione dell'Università di Piacenza Prof. ssa Chiappini relativa ad un lavoro che abbiamo fatto in Toscana, ti premetto che anche in questi casi bisogna fare delle valutazioni in quanto un legno troppo "verde" potrebbe avere dei movimenti se non si adottano delle precauzione speciche, in tutto il mondo per gli imballaggi in legno "ISPM 15" gli unici sistemi ammessi sono MB e HT, gli altri sistemi sono ancora in via di approvazione.

In merito alle 2 chiachere.... il piacere è mio

Tue, Oct 5 2010 01:05pm CEST 23
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
ok ma cosa intendi per la variabile tempo??
Tue, Oct 5 2010 01:18pm CEST 24
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
per trattare un mobile composto da strati di legno di pochi millimetri di spessore bastano una manciata di ore.
per trattare la trave portante di un tetto con uno spessore di 80 centimetri serve ovviamente più tempo.
il calore ha una penetrazione nel legno in relazione allo spessore dello stesso e al quantitativo di acqua presente.... in caso di "legno giovane" (con un'elevata percentuale di acqua) è necessario mantenere un tasso di umidità ambientale piuttosto elevato per evitare possibili danni (movimenti del legno conseguenti alla disidratazione).
la "variabile tempo" è da tenere sempre in considerazione durante i trattamenti termici di strutture o manufatti in legno.
Tue, Oct 5 2010 01:24pm CEST 25
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Si su questo sono pienamente d'accordo con te..ma se considero una trave 30 -30 secondo la tua esperienza su illotrupe quanto tempo mi bisogna??

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