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La variabile è IL TEMPO...

Wed, Sep 22 2010 03:43pm CEST 1
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
risposta da altro topic per Mirko

Ciao Mirko
Grazie di avermi risposto, purtroppo come mio solito non riesco a spiegarmi bene;
Per ciò che concerne il trattamento è noto da tempo in letteratura che, all'interno delle strutture agroindustriali quali quelle della filiera ceralicola, vi è la presenza di microclimi variabili da piano in piano figuriamoci tra dentro e fuori i macchinari che, come ben sai, sono il principale se non l'unico posto in cui tali artropodi si annidano (per non parlare di coclee di trasferimento e nastri trasportatori interni). Per tale ragione presumo che le temperature interne sono di alcuni gradi inferiori rispetto a quelle esterne. La letteratura che io ogni tanto guardo parla proprio di queste difficoltà nei trattamenti ragion per cui si dovrebbe portare la temperatura ambietale a circa 80 o più gradi al fine di raggiungere i punti più nascosti e mantenere la stessa intorno ai 54 per circa 48 ore.
Alla temperatura ambientale superiore ai 75°C non si osservano fenomeni di "rammollimento" dei raccorsi o dei materiali in gomma quali cuscinetti e nastri??
Per ciò che concerne i bio-indicatori dei quali hai pubblicato la certificazione, avendo avuto occcasione di poter vedere qualche indicatore in un mulino trattato con gas non afferro l'utilizzo del punteruolo rosso quale insetto che possa creare danni alla farina.
Normalmente leggo negli articoli che chi lo fa utilizza gli stessi insetti responsabili dell'alimento che vuole proteggere.
Tutto ciò non è di polemica, anzi ha per me valore costruttivo in quanto valido antagonista ai classici gas nervini.
Wed, Sep 22 2010 04:51pm CEST 2
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
Ti chiedo scusa... credevo che per "macchine" intendessi le nostre macchine...
Laughing
su quanto scritto "in letteratura" permettimi di essere scettico, la variabile è IL TEMPO... non il calore.
Cercherò di spiegarmi meglio fornendoti un piccolo e gustoso aneddoto.
Università di Piacenza, una professoressa universitaria (concedimi di omettere il nome) espone una "interesante" presentazione su un trattamento termico effettuato su alcune travi in legno... io resto letteralmente BASITO quando vedo la foto di una trave parzialmente bruciata... stavo per alzare la mano, ma mi sono trattenuto.
La professoressa ha pensato che per raggiungere i 60° nel cuore del legno servissero ALMENO 120°140° nella parte superficiale... ha sbagliato!
Per raggiungere i 60° nel cuore del legno, basta raggiungere i..................... 60° ambientali, non un grado in più.
E' solo questione di tempo perchè la temperatura raggiunga il cuore del legno.
Stesso principio per QUALSIASI altro tipo di struttura o elemento trattato (il metallo è un grande alleato... il sughero no).
L'utilizzo del punteruolo rosso è dovuto al fatto che l'insetto è molto resistente alle alte temperature (la larva vive nel "cuore" della palma dove le temperature raggiungolo livelli elevati)... i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche si muovono in maniera autonoma, la scelta è loro... non abbiamo le competenze per dare suggerimenti.
Posso fornirti decine di certificazioni o di verifiche effettuate da altre università con l'impiego di altri insetti (quelli tipici del molino)... mortalità accertata: 100% SEMPRE .
Un consiglio spassionato: ACCERTARSI SEMPRE DELLE FONTI... a volte chi parla di CALORE... STRAPARLA!

P.S.: soprattutto è meglio non far domande sui trattamenti termici ai gasatori che ci vedono (sbagliando) come concorrenti... e lo dico da ex-gasatore.
Laughing

Thu, Sep 23 2010 08:28am CEST 3
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
pantaleoni altamura1.jpg

nella foto, disinfestatori e scienziati...
Laughing
i ricercatori del CNR - prof. Roberto Pantaleoni e dott. Simone Cossu - fra i due disinfestatori Pasquale e Mirko alla fine di un riuscito intervento in un molino.

Thu, Sep 23 2010 10:57am CEST 4
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Concordo su ciò che dici tu nella maggior parte della tua risposta. Vero è che il tempo ha la sua funzione nel stabilizzare le temperature tra dentro e fuori ma ricordo che inferstazioni da Tribolium o rizhopherta sono molto più comuni all'interno di coclee di trasferimento che spesso escono dal perimetro trattato come quelle che portano a silos, fariniere..Li come eserciti?? hai dati di letteratura americana o autraliana che danno i tempi di permanenza del calore dopo che la struttura si è stabilizzata nelle diverse zone interne (macchine) o esterne? Capisco che i dati non sono da dare in pasto a tutti perchè frutto di lavoro ma quelli scientifici da cui tu parti nelle tue osservazioni vorrei vederli e se ne hai a disposizione potresti postare i riferimenti bibliografici.
Per ciò che concerne i biosaggi sono assolutamente d'accordo nel testare la mortalitrà su insetti resistenti per natura ad alte temperature. Sono però un pò confuso dal non utilizzo degli stessi che nel molino ci vivono (a meno che sia presente un vivaio all'interno). Il tribolium ad esempio nelle gassificazioni crea problemi mostruosi dovuti al fatto che sembra corazzato e ogni tanto fà finta di morire..(non ti dico dove e come ma credimi ti puoi fidare). Li la temperatura esterna è una variabile da non sottovalutare. Diciamo quindi che da profano, senza neanche entrare in merito a dove o come sono state collocate in quanto fatto da persone estremamente più preparate di me, mi piacerebbe vedere gli effetti su tribolium, sitophylus e rizopherta.
Concludo dicendo che sono contento che tu intraprenda tale percorso e spero di imparare qualcosa di nuovo da queste discussioni costruttive.
Ciao Maurizio
Thu, Sep 23 2010 12:29pm CEST 5
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
report-calore1.jpgreport-calore2.jpg
Thu, Sep 23 2010 12:41pm CEST 6
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
Ciao maurizio... spero che i due report che ho postato qua sopra possano aiutarti a fugare la "confusione" sulla mortalità dei bioindicatori...
credo che la frase: "I risultati hanno evidenziatola mortalità TOTALE degli individui nei diversi stadi di sviluppo..." e la firma (prof. luciano Suss) non lascino dubbio alcuno sulla riuscita del trattamento termico.

il Tribolium che - ti cito- "nelle gassificazioni crea problemi mostruosi dovuti al fatto che sembra corazzato e ogni tanto fà finta di morire" non si comporta allo stesso modo con i trattamenti termici.
... anzi... se devo essere sincero, dai monitoraggi successivi all'intervento risulta che si può persino saltare un anno prima di un altro intervento, quindi non solo la colonia viene COMPLETAMENTE eradicata in tutte le fasi di sviluppo, ma la ricomparsa della stessa è verificata in tempi decisamente più lunghi di quelli standard.

Riguardo alle strutture trattate: per essere chiaro ti rispondo dicendoti che tutto ciò che è DENTRO al molino viene portato alla temperatura di 60°... tutti gli infestanti DENTRO al molino muoiono.
Anche i silos vengono trattati con l'ausilio di proboscidi dedicate... per le parti esterne - su richiesta del cliente - si possono realizzare semplici sigillature mediante l'utilizzo di coperte termiche o materiale refrattario ed effettuare il trattamento.
Insomma... non esistono limitazioni di sorta... ovviamente non siamo in grado di disinfestare un container carico di gelati... ma ci stiamo lavorando
Laughing

Thu, Sep 23 2010 01:51pm CEST 7
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
LaughingGrossa dimenticanza, i dati scientifici.
Atti dell'8° simposio di Piacenza sulla Difesa antiparassitaria nell'industria alimentare del 26-28 settembre 2007 - a pag. 287 un piccolo riassunto dell'interento di Pasquale Massara (firmato da me e Pasquale) sui trattamenti termici.
Convegno Ass.In.Cer (Associazione Intersettoriale Cereali ed altri Seminativi) tenutosi a Bologna il 25 febbraio 2007 riguardante leliminazione del Bromuro di Metile per la disinfestazione di industrie alimentari e strutture, negli atti - a pag. 34 - trovi l'intervento di Pasquale.
C'è altro... ma Pasquale potrà essere molto più esauriente di me (quando si deciderà a scrivere nel forum Laughing).
Insomma... non voglio sembrare presuntuoso, ma noi ci riferiamo ad esperienze SUL CAMPO ed io - questo lo dico a titolo personale - diffido molto dei test riguardanti i trattamenti termici effettuati in un laboratorio provvisto di forno.
Non sono a conoscenza di letteratura scientifica "valida" riguardante i trattamenti termici a fini di disinfestazione in grosse strutture (molini, riserie e pastifici per intenderci).
saluti

posto la foto di un convegno tenuto a Bologna recentemente in cui ero il relatore - ovviamente presentavo l'HT Ecosystem... azz... ero talmente sudato che quando sono sceso dal palco sembravo appena uscito da un molino durante un trattamento...
LaughingLaughingLaughing


relatore.JPG
Thu, Sep 23 2010 03:24pm CEST 8
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Ciao Mirko
Grazie delle solerti risposte ed esaudienti...Ti ricordo che la mia non era una polemica e di già ti avevo scritto che gli stessi indicatori utilizzati a firma Pantaleoni per me erano reali (beenchè continuo a dire discutibili) figuriamoci quelli di Suss.
Anch'io conosco il simposio di Piacenza dal quale negli atti dal 1997 o 98 dovresti trovare anche il mio nome essendomi dilettattato a scrivere qualcosina. Essendo un pò rompiballe cerco sempre di capire meglio l'argomento con cui mi confronto. Quindi qualora sia possibile mi piacerebbe poter assistere a un trattamento anche, se vi va, ai fini di una sperimentazione efficace.
Magari sarebbe l'occasione per poter discutere amabilmente di pregi e difetti di tale metodologia della quale perdonami ma ho ancora qualche lacuna. nn credo che continuare a fare un botta e risposta di questo tipo con documentazione che sarebbe meglio tenere per se potrebbe rifugare i dubbi e le perplessità anzi per terze persone potrebbe sembrare un attacco mio alla metodologia cosa che lungi da me.
Un caro saluto Maurizio
Fri, Sep 24 2010 09:58am CEST 9
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
Laughing
ma no Maurizio... non l'ho mai considerata una polemica, figurati... anzi, tutt'altro.
Mi fa molto piacere cercare di fugare i dubbi su questa tecnica di disinfestazione, per questo - compatibilmente con le esigenze del cliente - le nostre porte sono sempre aperte per i colleghi.
Non abbiamo segreti... anche perchè di segreti non ce ne sono, quando vuoi puoi contattarmi per un caffè in ditta oppure per una "visita in cantiere", siamo ben felici di vederti sudare.
Laughing
Credo che tu sia un gasatore, adesso vorrei fartela io una domanda... se me lo consenti.
Riguardo al trattamento su macchinari interni, le foto sotto mostrano un trattamento termico contro Rizopherta all'interno di un macchinario di un'industria alimentare... la macchina infestata è stata sigillata in maniera molto semplice e successivamente trattata con aria calda, l'infestazione è stata debellata completamente.
La mia domanda è questa: durante il trattamento la produzione dell'azienda non si è MAI interrotta (a parte il macchinario trattato - fermo per ovvi motivi) e gli operai della ditta hanno cotinuato il loro lavoro senza alcun disturbo... secondo te se avessimo utilizzato un gas tossico, sarebbe stato lo stesso???
Wink
ovviamente la mia domanda è solo per dimostrare un altro vantaggio della tecnica, la produzione nelle aree attigue non viene interrotta e questo - per il cliente - è decisamente un aspetto positivo.cabina firma.jpg

cabina firma3.jpg
Fri, Sep 24 2010 12:18pm CEST 10
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
ciao Mirko..
Mi dispiace ma non sono un gasatore ma mi gaso quando vedo insetti...sono un umile "entomologo" specializzato da circa 15 anni in difesa dalle industrie alimentari con dottorato in tecnologie fitosanitarie e tesi su blattoidei Università di Agraria a Catania (il mio maestro è il Prof. Tino Russo) adesso per passatempo faccio un secondo dottorato di ricerca in gestione Agroindustriale a Reggio Calabria..Trattamenti di gassificazione ne ho visti quasi quanto te che li facevi.. mi piace l'idea del calore e concordo con te su quanto esposto nell'ultimo post.. ma da buon pseudo-entomologo prima vedo i dati dei quali eventualmente discuteremo di persona o via mail e poi ti dico quali sono i miei dubbi...Per chiudere in onore della verità sono anche il funzionario di zona per sicilia e calabria della Bleuline che tu conoscerai sicuramente..Ciao
Maurizio
Fri, Sep 24 2010 02:13pm CEST 11
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post

Repetita iuvant
Laughing
riporto di nouvo la tua domanda:
"hai dati di letteratura americana o autraliana che danno i tempi di permanenza del calore dopo che la struttura si è stabilizzata nelle diverse zone interne (macchine) o esterne?"
io questi dati non li ho... però ho cotto - e mangiato - un uovo in una vaschetta di alluminio appoggiata sopra ad un macchinario in un molino durante un trattamento termico.
Abbiamo anche il filmato da qualche parte...
Laughing
credevo che l'esposizione di eventuali dubbi fosse da intendersi come semplice chiarimento, non come confutazione o eventuale difesa di dati altrui.

Ti faccio un'altra piccola confidenza: nel mese di agosto abbiamo trattato il più grande molino d'Europa (del mondo per quantitativo di farina)... i risultati sono verificabilissimi: 100% di mortalità degli infestanti.
NESSUNO - per quanto ne so io - ha mai effettuato un trattamento termico a fini di disinfestazione in una struttura così grande con l'ausilio di termoconvettori ad energia elettrica, siamo gli unici ad averlo fatto... di conseguenza, secondo te - escludendo a priori i nostri dati - su che genere di INESISTENTE letteratura scientifica dovremmo discutere?

Fri, Sep 24 2010 04:07pm CEST 12
Pietro Ranno
Pietro Ranno
32 Post
Ciao Mirko e Maurizio, ho seguito con molto interesse la discussione. Secondo me nessuno vuole mettere in dubbio l'efficacia e i vari vantaggi dei trattamenti con calore (è una tecnica molto affascinante), però essendo una nuova metodologia che non tutti hanno visto all'opera (me incluso), si preferisce essere cauti; probabilmente Maurizio è una persona molto cauta. Se non ho capito male, l'obiettivo è quello di raggiungere i 60 gradi per un certo tempo. Volevo chiedere a Mirko, durante un trattamento quante stazioni di monitoraggio (immagino con datalogger) vengono allestite? Solitamente si registra un range di temperatura? Possono presentarsi casi dove le elevate temperature possono danneggiare alcuni tipi di materiali, macchine, o simili? grazie e un cordiale saluto P.S. i complimenti a Fabio per la foto del topic
Fri, Sep 24 2010 06:28pm CEST 13
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Caro mirko non discuto la vostra professionalità ma sono abituato a dati scientici non prove di campo... la letteratura esiste (forse poca..) e i dati di campo supportano o inficiano i risultati. Sono contento che avete trattato il molino più grande d'europa e sono felice che il trattamento è andato bene. Purtroppo ho visto varie volte insetti sottoposti a gas nervino che rimangono vivi dopo trattamento fatto con persone estremamente professionali come voi.
Mi piace vedere anche i limiti del calore come conosco molto bene quelli del gas (perchè ne ha) ma forse questo non ne ha.
Se comunque pensi a un mio attacco alla tua metodologia abbiamo chiuso il discorso in quanto potremmo andare avanti per anni ma per me è solo una perdita di tempo e presumo per te anche, abbiamo cose da fare più importanti che litigare.
Sat, Sep 25 2010 11:49am CEST 14
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post

Ciao a entrambi...
Laughing
@ Pietro.
1) L'obiettivo è il raggiungimento dei 60° e il mantenimento della temperatura per il tempo necessario. I monitoraggi delle temperature avvengono in quattro modi, con data-logger (ne abbiamo a disposizione 20) che il cliente posiziona dove meglio crede e che registrano la temperatura (alla fine del trattamento viene stampato il report e consegnato al cliente), con termometri laser che permettono di misurare le temperature in ogni punto dell'area oggetto dell'intervento, i termoconvettori sono provvisti di termometro, fungono anch'essi da stazioni di monitoraggio... il quarto sistema farà un po' sorridere, ma a mio giudizio è assolutamente il più efficace: con il naso e la pelle dell'operatore.
Laughing
mi spiego meglio: un operatore esperto sente l'odore del caldo, insomma... si rende conto immediatamente delle temperature letali, nessuno di noi - dopo più di 70 interventi in grandi strutture - utilizza i rilevatori di temperatura, ci basta entrare nell'area trattata e ci rendiamo conto "a pelle" del momento in cui le temperature hanno raggiunto i livelli ottimali.
2) Ovviamente esistono casi in cui le elevate temperature possono danneggiare i materiali - non è però il caso del molino o del pastificio.

@Maurizio
ripeto convintamente di non aver inteso come litigio o attacco da parte tua i nostri piccoli scambi, anzi... tutt'altro.
Sui limiti del calore, me ne viene in mente uno solo: a volte per strutture ESTREMAMENTE grandi (intorno ai 200.000 metri cubi) non si riesce ad avere la necessaria energia elettrica per far funzionare tutte le macchine necessarie.... quindi il trattamento necessita di compartimentazione degli ambienti da trattare con relativo allungamento dei tempi.
Attualmente noi siamo in grado di trattare strutture intorno ai 100.000 metri cubi, ovviamente non a gennaio (ma anche l'uso del gas viene limitato dalle temperature fredde).
Riguardo alla letteratura scientifica: esiste - ovviamente - letteratura riguardante l'uso del calore per la disinfestazione, ma i macchinari utilizzati non sono quasi mai termoconvettori alimentati ad energia elettrica... quindi stiamo parlando di metodologie di intervento completamente differenti dalla nostra.
Il sistema che abbiamo sviluppato nel corso di questi anni è molto differente da tutti gli altri, insomma... siamo un po' dei pionieri - soprattutto per trattamenti sulle grandi strutture, le stesse dove inglesi e tedeschi (che utilizzano questa tecnica da molti anni prima di noi) hanno fallito... o si sono rifiutati di intervenire.
W l'Italia... in questo settore siamo noi italiani a dare lezioni e a stabilire le procedure operative, per questo - pur avendo il massimo rispetto per i ricercatori - io "snobbo" un po' la cosiddetta letteratura scientifica riguardante i trattamenti termici a fini di disinfestazione... per un solo motivo: gli scienziati non hanno i mezzi per poter effettuare un trattamento termico con termoconvettori ad energia elettrica in molini (o strutture in generale) di 50.000 metri cubi o più... quindi: o si rivolgono a noi (come stanno facendo e fanno a tutt'oggi) oppure scrivono di teorie non supportate da dati verificati.... e quindi non possono pubblicare nulla.
saluti a tutti e due... e grazie per le domande.
Laughing

Sat, Sep 25 2010 03:30pm CEST 15
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Almeno siamo d'accordo sul fatto che non ci sono attacchi. Mi spiego meglio quindi:
Le metodologie alternative sulle grandi stutture o in ambito civile, nei confronti di insetti particolarmente difficili da lottare con insetticidi o gas nervini, che sottoporrebbero operatori e fruitori del servizio a notevoli rischi di natura tossicologica, per me rivestono importanza notevole. Io sono un entomologo ma faccio anche il tecnico di una azienda di distribuzione di PMC e tu lo sai. Per tale ragione io mi trovo spesso e forse per carattere più di altri colleghi a vivere con PCO grossi per consigliarli e aiutarli al meglio delle mie possibilità. Purtroppo la mia natura è quella del ricercatore e mentre tu scherzosamente "snobbi" la letteratura scientifica io non muovo un dito senza prima averla letta e controllata con tutto ciò che comporta..La letteratura scientifica non è frutto di passatempo da parte di persone che non hanno molto da fare e quindi si inventano le cose. Ovviamente è frutto di esperimenti di laboratorio ma questo vale anche per l'aspirina che prendiamo ogni tanto (noi uccidiamo ratti, loro studiano in laboratorio il comportamento e poi dicono a noi cosa succede) visto che se non c'era supporto di letteratura scientifica non sapevamo nulla di ciò che può fare una pianta di salice..
Vero è anche ciò che dici tu, spesso gli stessi non hanno i mezzi per provare in campo ciò che fanno in laboratorio e quindi danno risultati parziali. Ma noi sappiamo il perchè..nel nostro mondo si passa il tempo a dividerci fra Università, Aziende Produttrici, Aziende Fornitrici disinfestatori e imprese di pulizia (che poi sono per quasi tutti la genesi della disinfestazione). Escludendo le prime che si sentono i supereroi (noi sappiamo tutto (direi in teoria in pratica ho dubbi) le altre passano tempo a dire tu non sai fare nulla io si, io
ho il prodotto migliore in tuo è scarso, io so fare il lavoro tu lavi scale........
Prima di perdermi nel discorso che immagino sia prolisso, io la letteratura la leggo e anche se poca, visto che la cerco sempre la nostra (anche tua) mi riporta al VIII simposio della difesa antiparassitaria dove i contributi parlano di Metodologia con il calore :
Trattamento già sperimentato, al momento unico mezzo alternativo al gas ...La verifica ddei bioindicatori ha evidenziato la quasi totalità della mortalità nei diversi stadi di sviluppo.....Eè possibile inserire la tecnica del trattamento come azione sinergica alle altre misure di intervento e prevenzione nella lotta agli infestanti..( pag. 275-278)
I risultati misurati non sono stati tutti del 100%, comunque mai inferiori all'86,6 di mortalità complessiva ..
Il sistema è applicabile in tutti i tipi di realtà.. (Massara, Viola pag 289),

Perchè ho scritto questo? perchè io credo che se l'università o bravi tecnici lavorano in sinergia e smettono di dire sono io il più bravo la tecnica si migliora..E penso già lo state facendo..Ma dire a tutti abbiamo l'uovo di colombo se fate il calore risolvete al 100% mi sembra una frase un po impegnativa..l'ho gia sentita con il gas e mi sono scottato (per rimanere in tema).
Qui legge gente che lavora come te e immagina che sia tutto facile..non è cosi e lo sappiamo entrambi.
Un caro saluto Maurizio

Sat, Sep 25 2010 03:55pm CEST 16
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
verissimo, ma stiamo parlando di un testo del 2007... il riferimento - che non rinnego - si riferisce AD UN SOLO trattamento nei primissimi anni di tale attività (credo nel 2006) in cui la mortalità è risultata dell'86,6% (comunque più alta delle medie standard del bromuro di metile che si aggiravano intorno all'85% di mortalità media).
Il dato è sicuramente vero, lo abbiamo scritto noi, ma credo che sia un punto a favore, sicuramente non a sfavore della tecnica: la sperimentazione e la ricerca sono state una costante fino al raggiungimento degli standard attuali.
Da quell'unico trattamento in cui la mortalità non è stata del 100% (comunque più alta di tutti i trattamenti con l'MB) la nostra tecnica si è sviluppata, sono cambiate le macchine e soprattutto le procedure operative... per capirci: il sistema adesso è certificato, prima non lo era ancora.
saluti
Sat, Sep 25 2010 04:06pm CEST 17
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Ovviamente
Ma sia chiaro nessuno e dico nessuno mette in dubbio la metodologia ma ti prego che se è così cioè efficacia del 100% mandami alcuni file della sperimentazione ..ci potrei anche fare la seconda tesi di dottorato (e non scherzo).
Sat, Sep 25 2010 07:57pm CEST 18
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
una tesi sui trattamenti termici a fini di disinfestazione con il sistema HT Ecosystem???
ne parlerò con Pasquale... potrebbe essere davvero molto interessante per entrambi.
restiamo in stand-by per il momento.

Sui "tassi" di mortalità confermo i dati, per motivi di privacy non posso postare su un forum pubblico TUTTI i dati in nostro possesso, ma ti posso garantire che sono tanti e tutti riconducono ad un solo risultato: mortalità totale degli infestanti nella struttura trattata... e non mi riferisco solo ai molini.
Considera - inoltre - che i nostri trattamenti sono stati effettuati anche su riso, buccette d'avena, pasta, fave di cacao e altri generi alimentari infestati... direttamente dal cliente o nella nostra camera termica aziendale (dai test successivi risultano immutate le proprietà organolettiche degli alimenti).
Abbiamo anche abbassato la carica batterica in circa 10 tonnellate di riso che non potevano essere esportate a causa dell'elevato livello di colibatteri fecali... dopo il trattamento "disinfettante" con il calore il riso ha preso la via degli USA... il "range" batterico era tornato entro valori accettabili.
Uovo di colombo??? beh... giudicherai da solo quando avrai approfondito la tecnica.

Allora Maurizio... quando vieni a trovarci???
Laughing
saluti
Sat, Sep 25 2010 08:11pm CEST 19
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post

al solito dimenticavo una questione importante, ti cito:
"Qui legge gente che lavora come te e immagina che sia tutto facile..non è cosi e lo sappiamo entrambi."
centinaia di migliaia di euro investiti, notti insonni all'interno dei mulini e di altre strutture, logistica aziendale rivoluzionata completamente.... non ho mai affermato che i trattamenti termici siano "FACILI"... ho solo detto che sono EFFICACI!
...e continuerò a sostenerlo: l'HT Ecosystem è una tecnica rivoluzionaria e sicura.
Attenzione però... sia chiaro che mi riferisco solo al "nostro" sistema... c'è "caldo" e "Caldo" (la maiuscola non è messa a caso).
Laughing

Sat, Sep 25 2010 09:38pm CEST 20
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
Sicuramente una tesi sul calore non mi dispiacerebbe.. intanto perchè gioco in casa visto che in Sicilia questo non manca "motivo per cui larefrigrazione del grano diciamo ha avuto poco sviluppo" e poi perchè è bello rifare cose che magari in antichità erano in uso e ora si riprendono come se fosse il "nuovo mondo" e, a supporto di questo ti cito solo la CO2 che gli egizi poveri loro usavano 3000 anni fa e che ora sono la tecnologia innovativa...
Anch'io dico che il termine "facile" da me detto è inappropriato per ciò che concerne lo sforzo di un'azienda in tempo, denaro e sforzi.. ma se pensi che le persone che leggono non sono tutte scenziati o affini magari pensano che efficace sia uguale soglia zero (distruzione totale dei parassiti) mantre per altri efficace potrebbe essere anche 86,6 % che è sicuramente un valore altissimo ma lontano da dire a un cliente domani e per 1 anno non ne vede piu insetti..
Detto questo e ovviamente essendo concorde con te che i dati non si possono postare (anche se sarebbe bello confrontarsi anche su quelli) resto in attesa di eventuali sviluppi ancor più positivi sulla metodologia applicativa.
Penso che abbiamo annoiato parecchio i lettori con i nostri scambi di opinioni e per ciò che mi riguarda ci rivediamo su altri post per continuare a chiacchierare..
Maurizio
Sat, Sep 25 2010 11:46pm CEST 21
Mirko Viola
Mirko Viola
234 Post
...e pensare che abbiamo trattato un molino in Sicilia, pochi mesi fa.
Cool
Sun, Sep 26 2010 04:25pm CEST 22
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
peccato..sarà per il prossimo.
Mon, Sep 27 2010 03:16pm CEST 23
Pasquale Massara
Pasquale Massara
93 Post
a me non mi annoiate

P.S. conflitto di interessi

ciao
Pasquale
Mon, Sep 27 2010 03:32pm CEST 24
Maurizio Verdone
Maurizio Verdone
87 Post
gli scambi di opinione fanno grande il mondo...
Tue, Sep 28 2010 10:18am CEST 25
Pietro Ranno
Pietro Ranno
32 Post
A me non annoiate affatto, anzi ho seguito la discussione con molto interesse. Sono in perfetta sintonia con l'epilogo della discussione.

Non nascondo a Mirko l'iniziale perplessità non tanto sulla tecnica del calore, ma sul raggiungimento del 100% della mortalità. Uno perchè voi stessi (mi riferisco a te ed a Pasquale, che non conosco ma che saluto cordialmente visto che l'ho tirato in ballo) avete pubblicato nel 2007 alcuni dati sulla mortalità di cui già Maurizio aveva fatto menzione; due perchè nemmeno i tanto amati e collaudati gas nervini hanno mai raggiunto il 100% di mortalità in una struttura molitoria, sia BM che FS!

Però se mi dici che i dati del 2007 sono "vecchi" e che nel frattempo avete validato il processo, non solo ti credo ma vi faccio pure i complimenti, perchè posso immaginare le difficoltà riscontrate.

Chiaramente non ti chiedo di pubblicare i dati nel forum, ma se fate un trattamento in Sicilia e non è troppo di disturbo mi piacerebbe tantissimo vedere il Calore con la C maiuscola all'opera. L'idea di una tesi di dottorato di Maurizio è molto interessante, anche se oramai sono fuori dal giro.

saluti a tutti.
Pietro

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