| Fri, Jul 9 2010 02:45pm CEST 1 |

Fabio Vitillo
156 Post
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ciao a tutti!
mi sapete dare un vs. opinione riguardo la lotta alla cimice dei
letti con l'utilizzo di ozonizzatori professionali ed eventuali
rischi correlati?
(Approfondimenti del blog)
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| Sun, Jul 11 2010 09:55am CEST 2 |

Franco Casini
153 Post
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Pessime.... l'anno scorso abbiamo fatto diversi esperimenti al
riguardo, e i risultati sono stati assai meno che interessanti. A
concentrazioni di ozono 5-6 volte superiori a quelle consigliate al
riguardo dalla letteratura "scientifica" disponibile, e con tempi
di esposizione mediamente assai più lunghi, le cimici stavano bene
esattamente come prima.
Il tutto in condizioni controllate con annidamenti "semplici" e
facilmente accessibili...
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| Sun, Jul 11 2010 10:03am CEST 3 |

Livio Mola
35 Post
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Diciamo pure che i risultati sono stati "disastrosi"!
La concentrazione di ozono dell'ultima prova avrebbe ucciso un
uomo in pochi minuti, "loro" sono state esposte per oltre otto
ore senza subire il benchè minimo danno e addirittura, la sera
stessa, si sono nutrite tranquillamente (posso dire avidamente?)
da "mamma" Franco.
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| Mon, Jul 26 2010 12:19pm CEST 4 |

Mirko Viola
234 Post
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Io ho avuto problemi anche con i
trattamenti chimici considerati "tradizionali" (Multamat &
affini)... l'unica "soluzione definitiva" - in base alla mia
esperienza - è il Trattamento Termico.
Abbiamo trattato diverse camere d'albergo e stanze in case
private, la mortalità è SEMPRE stata del 100% per tutte le fasi
di sviluppo (adulti e uova) degli insetti.
Nella foto - scattata in un'albergo durante un trattamento - si
vede il termoconvettore e un termometro. La temperatura è stata
portata a circa 60° e mantenuta per il tempo necessario, durata
del trattamento termico circa 36 ore.
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| Mon, Aug 2 2010 11:31pm CEST 5 |

Franco Casini
153 Post
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Il trattamento termico ambientale è senza dubbio una delle tecniche
più interessanti contro Cimex, e sono lieto di vedere che qualcuno
comincia ad applicarla anche qui da noi...
Da quel che ne so, però, non risulta essere particolarmente
economica. Puoi darci qualche informazione in più al
riguardo?
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| Wed, Aug 4 2010 09:01am CEST 6 |

Mirko Viola
234 Post
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Sono circa sei anni che "giochiamo" con il calore.

Abbiamo trattato dalla piccola camera d'albergo fino alle grandi
strutture industriali (Molini e Pastifici), la mortalità è sempre
stata del 100% in tutte le fasi di sviluppo degli insetti (adulti,
larve e uova) ... personalmente considero i Trattamenti Termici a
fini di disinfestazione come una vera alternativa "ecologica" al
bromuro di metile... sarebbe comunque interessante aprire un 3d
apposito sull'argomento.
Sui costi: ovviamente l'acquisto dell'attrezzatura per un
trattamento termico NON è economicamente vantaggioso per effettuare
un trattamento di una sola stanza d'albergo.
Se consideriamo "investimento" il costo dell'attrezzatura, gli
altri costi sono relativi al semplice trasporto e alla manodopera,
i costi elettrici sono a carico del cliente.
Posto qualche foto scattata durante trattamenti decisamente più
impegnativi. di una stanza d'albergo.

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| Fri, Sep 10 2010 02:50pm CEST 7 |

Marco Gusti
64 Post
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Interessante l'uso del calore, d i cui ho seguito alcune
presentazioni durante convegni.
Mi chiedo però quali siano i rischi per i materiali contenuti nella
stanza rispetto al calore e come riusciamo ad essere certi che i
gradi raggiunti rimangano tali per le 36 ore indicate.
Secondo aspetto: gli insetti poi - credo - si spostino. Siamo certi
si eliminare il problema e di non portarlo nella stanza
affianco?
Grazie per il contributo
marco
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| Fri, Sep 10 2010 07:22pm CEST 8 |

Mirko Viola
234 Post
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ciao Marco, rispondo brevemente - ti aspetto in ditta per gli
approfondimenti (e passa a trovarci... orsù )
1 - a 60° i rischi per i materiali sono pari a zero (però le
candele di cera si sciolgono...)
2 - la temperatura viene costantemente monitorata (anche in
remoto per mezzo di data logger), comunque le resistenze dei
termoconvettori si riaccendono automaticamente nel momento in cui
la soglia prefissata di calore dovesse scendere.
3 - per ostacolare la migrazione basta una semplicissima
"spompettata" con un po' di deltametrina nel perimetro... le uova
- ovviamente - non migrano.
ciao
Mirko
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| Tue, Sep 21 2010 07:46pm CEST 9 |

Maurizio Verdone
87 Post
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Scusa Mirko sono Maurizio e sono da un po di tempo interessato al
calore quale possibile alternativa ai fumiganti in ambito
industriale e avendo letto le tue esperienza vorrei porgerti come
il grande Gusti alcune domande:
1 la temperatura che raggiungi che dovrebbe aggirarsi intorno ai
60°C , tu intendi all'interno delle macchine o nell'ambiente?
perchè se fosse dentro le macchine sarebbe fuori di circa 80-90°C e
non potresti avere deformazioni anche ai nastri trasportatori o
altre parti in gomma??
2 la mortalità del 100% la evinci attraverso l'utilizzo di
bioindicatori posti dentro o fuori le macchine e altre parti non
accessibili nella disinfestazione comune? e ti riferisci
indistintamente a tutti gli stadi giovanili e adulto (ovviamente
uova comprese)
3 hai notato differenze di comportamento dei vari insetti
(tribolium, rizopherta etc) al calore?
grato di una tua risposta.
Maurizio
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| Wed, Sep 22 2010 09:24am CEST 10 |

Mirko Viola
234 Post
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Ciao Maurizio... cercherò di rispondere anche a te senza generare
confusione perchè mi rendo conto che la "tecnica del calore" è
ancora un sistema sconosciuto ai più.
1 - La temperatura di 60° viene raggiunta nell'ambiente, per farlo
ovviamente serve un adeguato flusso di calorie, esiste un sistema
di calcolo per stabilire il quantitativo di kcal necessarie in un
ambiente per raggiungere la temperatura prefissata, ma ci sono
delle variabili dovute alla struttura oggetto
dell'intervento.
2 - L'utilizzo di bioindicatori forniti da un ente terzo che ne
certifichi la mortalità è una costante dei trattamenti. Sotto un
certificato rilasciato dal CNR che ha seguito TUTTE le fasi del
trattamento in un molino (di solito i bioindicatori sono forniti
dall'Università degli Studi di Milano che si occupa di verificare
la mortalità degli stessi). Ovviamente la mortalità è intesa per
tutti gli stadi di sviluppo, aggiungerei che il calore non provoca
fenomeni di resistenza nella colonia di infestanti.
3 - Nessuna differenza di comportamento tra i vari infestanti,
muoiono tutti!

Prima di morire, però, cercano una via di fuga nei punti più
"freschi"... ma il calore non lascia scampo, grazie al
posizionamento dei termoconvettori o all'utilizzo di ventilatori,
qualsiasi angolo della struttura viene scaldato.
sotto un piccolo esempio.
per qualsiasi altra informazione... sono qua...
saluti
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| Wed, Sep 22 2010 09:41am CEST 11 |

Mirko Viola
234 Post
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siamo un po' OFF TOPIC però... bisognerebbe creare un 3d apposito.
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| Wed, Sep 22 2010 12:16pm CEST 12 |

Fabio Vitillo
156 Post
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Ciao a tutti, ho aperto un Gruppo sull'argomento: DISINFESTAZIONI COL
CALORE, dove possiamo approfondire, condividere esperienze e
competenze nell'uso del calore nelle disinfestazioni.
Partecipate e caricare foto,video e aprite nuovi Topic
sull'argomento.
Ci vediamo lì
Grazie a tutti.
LINK GRUPPO: DISINFESTAZIONI COL
CALORE
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| Wed, Sep 22 2010 03:18pm CEST 13 |

Maurizio Verdone
87 Post
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Allora rispondo a mirko li.....
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