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I topi mangiano il fascicolo salta il processo d’appello
| Thu, Nov 3 2011 11:19am CET 1 | ||
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Fabio Vitillo 156 Post |
Giudice ironico: bisogna studiare derattizzazione. La strana impasse del contenzioso tra un’azienda padovana e un’azienda veronese. Era iniziato nel 2000VENEZIA — Per riassumerla in una battuta, la «Giustizia» ne esce... fatta letteralmente a morsi. Come se non bastassero le ormai fisiologiche e inestirpabili lungaggini del sempre più pachidermico ingranaggio legale, infatti, ci mancava soltanto che un processo saltasse e la relativa udienza venisse rinviata a causa dei topi. O meglio, per colpa di quelle che lo stesso presidente di sezione della Corte d'appello lagunare ha definito in aula come autentiche «pantegane veneziane ». Ha indubbiamente del paradossale la vicissitudine con cui si è ritrovato, suo malgrado, costretto a fare i conti l’avvocato veronese Massimo Veneri. Davanti ai giudici di secondo grado della sezione civile, infatti, doveva curare gli interessi di una ditta scaligera che, da diversi anni, è contrapposta in un contenzioso legale a un’azienda padovana. In primo grado, con una sentenza emessa nel 2005, il Tribunale civile di Verona aveva dato ragione alla ditta scaligera: dopo che la controparte, che ha sede a Saonara, aveva presentato appello, però, era iniziata la causa di secondo grado, stavolta di fronte ai magistrati della Corte d'appello di Venezia. La prima udienza, in terra lagunare, si è celebrata nel maggio del 2006 e quella in programma il 26 settembre scorso, dopo cinque anni di rinvii su rinvii, avrebbe finalmente dovuto rivelarsi una seduta decisiva in vista del tanto sospirato verdetto. «Era tutto pronto, sia da parte nostra che della controparte: in calendario figuravano soltanto le conclusioni, dopodiché i magistrati avrebbero potuto, di lì ad alcune settimane, pronunciare una volta per tutte la parola "fine". Invece... ». E invece, come sospira l’avvocato Veneri, che è specializzato proprio in contenziosi inerenti il ramo civilista, la doccia fredda è arrivata proprio il giorno dell’udienza quando «il presidente di sezione della Corte d’appello di Venezia - spiega il legale scaligero - ha comunicato che non si poteva discutere la nostra causa civile (protocollata al registro generale con il numero 1.286/06, ndr) perché il relativo fascicolo era stato letteralmente distrutto dalle pantegane veneziane ». Figuratevi lo stupore con cui le parti in causa hanno accolto quel giorno, in aula, l’ultima delle notizie che si sarebbero mai aspettati di sentirsi comunicare dal giudice. E non era ancora finita lì: subito dopo, infatti, lo stesso presidente di sezione «ha pregato noi avvocati di ricostruire il fascicolo (trasmettendone copia alla cancelleria della Corte d’appello lagunare, ndr) e ci ha consigliato - continua l’avvocato Veneri - di partecipare a un corso di derattizzatori, da far valere come crediti formativi per un migliore esercizio della professione... » Battute di spirito e concessioni all’ironia a parte, tuttavia, quanto accaduto negli uffici giudiziari veneziani è comunque un fatto grave: «E devo ammettere - conferma il legale veronese - che in tanti anni di professione una cosa simile non mi era proprio mai capitata, nemmeno per semplice sentito dire...». Così come, per gli avvocati impegnati nel contenzioso, non si dev’essere rivelato agevole comunicarlo ai rispettivi clienti: a contrapporli in aula, prima davanti alla giustizia veronese e adesso a quella lagunare, è una causa che ruota attorno a un presunto episodio di concorrenza sleale. A innescare l’intera vicissitudine legale, ormai diversi anni fa, era stato il pagamento delle stampe per un catalogo: «In sostanza - chiarisce ancora il legale veronese - il versamento del corrispettivo per una sorta di attività artigianale». Una prestazione che risulta datata 1997: da allora, quella che si sta configurando come una lunghissima trafila giudiziaria è scattata in quel di Verona, in primo grado, nel 2000, giungendo a sentenza nel 2005; per quanto riguarda il procedimento d’appello, invece, la prima seduta processuale risale al maggio 2006 e si concluderà nel... «E chi lo sa - dice Veneri -. Per ora, sappiamo soltanto che ci dobbiamo ripresentare in aula il 5 dicembre». Topi permettendo, ovviamente... Laura Tedesco02 novembre 2011 FONTE: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/2-novembre-2011/i-topi-mangiano-fascicolo-salta-processo-d-appello-1902020425170.shtml |
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